Cervello
L’esercito cinese studia la guerra degli «attacchi cognitivi»
L’esercito del Partito Comunista Cinese sta studiando «operazioni sul dominio cognitivo» per seminare una mentalità di sconfitta nell’avversario.
I ricercatori dell’Esercito di Liberazione del Popolo (ELP) sarebbero impegnati in «operazioni di influenza informatiche» contro gli Stati Uniti con l’obiettivo di influenzare la popolazione americana affinché accetti psicologicamente la resa, secondo Nathan Beauchamp-Mustafaga, ricercatore politico presso la RAND Corporation, think tank legato a doppio filo all’esercito americano e alle sue strategie.
«C’è un gruppo di ricercatori del PLA, spesso focalizzati su [operazioni di influenza], che sostengono che il dominio cognitivo è il nuovo focus della guerra», ha detto giovedì Beauchamp-Mustafaga in una testimonianza preparata davanti alla Commissione di revisione economica e di sicurezza USA-Cina del Congresso USA.
Queste operazioni sul dominio cognitivo («Cognitve Domain Operations», o CDO) hanno lo scopo di creare «una decisione psicologica o cognitiva di arrendersi», ha aggiunto.
Sostieni Renovatio 21
Nello specifico, le tattiche includono l’uso di propaganda tecnologicamente avanzata come deepfake generati dall’Intelligenza Artificiale, «informazioni sintetiche» e «attacchi cognitivi di precisione» per polarizzare il popolo americano.
Beauchamp-Mustafaga ha affermato che utilizzando queste misure, il Partito Comunista Cinese (PCC) spera «di vincere un conflitto con la minor distruzione cinetica possibile e di costringere l’avversario ad accettare la sconfitta a meno che non arrivi alla distruzione totale».
Nel 2022 il Pentagono aveva avvertito che il PCC stava lavorando a «una forma più aggressiva di guerra psicologica» intesa a «influenzare la cognizione, il processo decisionale e il comportamento del bersaglio».
«L’obiettivo delle CDO è quello di raggiungere ciò che l’ELP definisce “dominio mentale”, definito come l’uso della propaganda come arma per influenzare l’opinione pubblica per effettuare un cambiamento nel sistema sociale di una Nazione, probabilmente per creare un ambiente favorevole alla Cina e ridurre la resistenza civile e militare alle azioni dell’EPL», afferma il rapporto.
Recenti rapporti di Microsoft e Meta hanno inoltre scoperto che il PCC ha sfruttato una combinazione di social media, influencer a pagamento, siti web proxy e società di pubbliche relazioni per manipolare l’opinione pubblica sulla Cina.
Ad una recente udienza a Washington che ha riunito davanti al Congresso tutti i vertici delle principali piattaforme social (Facebook, X, Discord), il CEO del ramo americano di TikTok Shou Zi Chew è stato pungolato dal senatore Josh Hawley che gli ha ricordato come TikTok in Cina trasmette video in cui si spingono i giovani alla disciplina e alla diligenza, mentre in USA il social mostra essenzialmente filmati di dissoluzione e degrado.
Sen. Josh Hawley EXPOSES TikTok’s Secret Identity: Tick Tok needs to be baned and that witness is nothing more than a liar. He should be kicked out of this country along with his company. pic.twitter.com/HfSRTdLT0g
— 1776 (@TheWakeninq) February 2, 2024
Aiuta Renovatio 21
Per alcuni, TikTok agirebbe come una vera operazione psicologica di demoralizzazione della gioventù occidentale.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa l’India aveva messo al bando 59 app cinesi, tra cui TikTok. Gli scontri tra Dehli e Pechino sono continuati successivamente con le truppe che si picchiano come fabbri presso il confine a 5000 metri di altitudine.
La settimana scorsa TikTok è stato vietato dalla Somalia per motivi legati alla sicurezza del Paese: il ministro delle comunicazioni Jama Hassan Khalif ha dichiarato domenica in una dichiarazione che «terroristi e gruppi immorali» stanno utilizzando le applicazioni dei social media per «diffondere costantemente immagini orribili e disinformazione al pubblico».
USA e UE si sono più volte scagliati contro TikTok app cinese rea di «rubare» i dati degli utenti a favore della Repubblica Popolare Cinese oltre che ad essere utilizzata per fini impropri inquietanti.
La Commissione Europea ha fatto disinstallare TikTok a tutti i suoi dipendenti; il controllo sui contenuti del social, tuttavia, è in teoria già ottenuto con l’entrata in vigore del Digital Service Act (DSA) entrato in vigore lo scorso 25 agosto.
Un gruppo di eletti di ambo i partiti hanno lavorato in questi anni per introdurre in America una legislazione che vieterebbe completamente a TikTok di operare negli Stati Uniti.
«TikTok è il fentanil digitale che crea dipendenza negli americani, raccogliendo i loro dati e censurando le loro notizie», aveva affermato il rappresentante repubblicano del Wisconsin Mark Gallagher, citando la droga di produzione cinese che sta uccidendo in questi anni centinaia di migliaia di americani – il fentanil appunto, cioè la sostanza 50 volte più potente dell’eroina che arriva dal Dragone attraverso le tratte degli immigrati dal Messico.
Cervello
Cellule cerebrali umane coltivate in laboratorio alimentano il primo data center «biologico» al mondo
Sostieni Renovatio 21
I laboratori biologici sono davvero più efficienti dal punto di vista energetico?
Cortical Labs, l’azienda che ha sviluppato la tecnologia (i sistemi CL1), afferma che il vantaggio di utilizzare i neuroni come processori di informazioni risiede nel fatto che, a differenza dei tradizionali chip per computer, i neuroni formano schemi che cambiano nel tempo. In precedenza, l’azienda aveva «fatto crescere neuroni su un chip» e aveva insegnato loro a giocare ai videogiochi Pong e Doom. Ogni unità del sistema CL1 contiene circa 200.000 neuroni umani coltivati su un chip di silicio con una matrice di microelettrodi che stimola le cellule e ne registra le risposte. Un software traduce poi queste risposte in un formato utilizzabile da un computer. I ricercatori sostengono che la loro tecnologia può risolvere alcuni dei problemi energetici associati all’esplosione dell’Intelligenza Artificiale (IA). I data center che vengono costruiti a ritmo serrato in tutto il mondo richiedono enormi quantità di energia e acqua. Il cervello umano, invece, funziona con molta meno energia: circa 20 watt di potenza, hanno affermato i ricercatori. Tuttavia, non hanno ancora affrontato pubblicamente la questione del consumo energetico e delle risorse necessarie per mantenere in vita le cellule. Altri prodotti che utilizzano cellule coltivate in laboratorio, tra cui la carne coltivata in laboratorio, si sono rivelati ad alta intensità energetica. I critici dei data center biologici avvertono che la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale si sta evolvendo così rapidamente che i nuovi data center e l’hardware in essi contenuto diventeranno presto obsoleti, forse anche prima di essere messi in funzione.Aiuta Renovatio 21
L’ampliamento richiederebbe un numero «enorme» di cellule cerebrali
Il prototipo del centro dati biologico è una piccola installazione informatica altamente controllata. Tutte le affermazioni pubbliche provengono dallo sviluppatore, quindi non esistono prove concrete, indipendenti e su larga scala a supporto di tali affermazioni. Cortical Labs ha aperto una sede a Melbourne, in Australia, e sta progettando una sede più grande a Singapore. I sistemi sono «su scala di laboratorio»: la struttura di Melbourne dispone di sole 120 unità. I data center tipici hanno decine di migliaia di server. I critici sostengono che la capacità dei neuroni di giocare a semplici giochi sia una prova di fattibilità, ma ben lontana dal dimostrare capacità concrete in grado di competere con i computer moderni. «Ridurre le cellule viventi a un livello di affidabilità tale da poter essere utilizzate nelle infrastrutture rappresenta un ostacolo ingegneristico di notevole portata», secondo Live Science. Claire Robinson, fondatrice di GMWatch, ha affermato che sarebbero necessari ingenti finanziamenti per l’espansione e che tale espansione «richiederà un numero enorme di celle, che dovranno essere sostituite regolarmente, poiché non durano in eterno». Cortical Labs è una startup fondata nel 2019. A marzo, aveva raccolto 11 milioni di dollari di finanziamenti, con investitori tra cui Horizons Ventures, Blackbird Ventures, LifeX Ventures, Radar Ventures e In-Q-Tel, una società di venture capital finanziata dalla CIA. L’utilizzo di questa tecnologia per un «data center» sembra rappresentare una svolta per Cortical Labs. Quando l’azienda presentò per la prima volta la tecnologia nel 2025, la definì una «piattaforma tecnologica» per la scoperta di farmaci e la modellazione delle malattie, al fine di sviluppare trattamenti per patologie come l’epilessia e il morbo di Alzheimer.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Stiamo forse entrando nel territorio del transumanesimo?
Wood ha dichiarato a The Defender che la cosa gli ha ricordato l’iniziativa di mappatura cerebrale dell’ex presidente Barack Obama, finanziata, tra le altre agenzie, dai National Institutes of Health (NIH) e dalla DARPA, e promossa dall’ex direttore dei NIH Francis Collins. «La gente ha troppo tempo libero e, se non fosse per i soldi delle tasse, morirebbe di fame», ha detto Wood. Robinson ha affermato che il progetto solleva serie preoccupazioni «riguardo al più ampio panorama “transumanista” in cui scienziati e investitori miliardari stanno cercando di confondere il confine tra esseri viventi, compresi gli esseri umani, e Intelligenza Artificiale/computer». «Abbiamo tutti letto articoli entusiasti sui soldati robot dotati di Intelligenza Artificiale: in pratica computer con aspetto e caratteristiche umane. Sorgono preoccupazioni su chi controlla queste tecnologie, quali siano le sue motivazioni, cosa accada quando qualcosa va storto e/o il robot sfugge al controllo, e chi sia responsabile di eventuali danni causati». Gran parte di questa ricerca viene condotta in segreto, ha aggiunto. «Dobbiamo esigere con urgenza trasparenza e responsabilità su dove vengono indirizzate la ricerca e gli investimenti, e affrontare le questioni etiche connesse. Dobbiamo governare la tecnologia prima che essa governi noi». Brenda Baletti Ph.D. © 21 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Cervello
Inaugurato il primo data center al mondo alimentato da cellule cerebrali umane
Singapore ha inaugurato il primo centro dati al mondo gestito in modo indipendente che impiega cellule cerebrali umane viventi per alcune attività di calcolo, secondo quanto annunciato dalla facoltà di medicina dell’Università Nazionale di Singapore (NUS Medicine). Il sistema consuma una frazione dell’energia elettrica richiesta dalle tradizionali apparecchiature informatiche. I neuroni vengono nutriti ogni tre giorni e mantenuti in vita da apposite apparecchiature di supporto vitale.
All’inizio di questo mese, NUS Medicine ha presentato il prototipo in collaborazione con DayOne, operatore di data center con sede a Singapore, e con Cortical Labs, azienda biotecnologica australiana. Ospitato presso l’università, il sistema è descritto dai suoi sviluppatori come il primo rack di server biologicamente integrato e gestito in modo indipendente al mondo.
La struttura comprende 20 computer biologici CL1, ognuno dei quali contiene almeno 200.000 neuroni umani coltivati in laboratorio su un chip di silicio dotato di elettrodi. Derivati da cellule del sangue riprogrammate in cellule staminali, i neuroni scambiano segnali elettrici con hardware convenzionale, trasformando la loro attività in potenza di calcolo.
Hon Weng Chong, fondatore e CEO di Cortical Labs, ha dichiarato che il prototipo sposta l’informatica biologica «dalla ricerca all’applicazione commerciale», sostenendo che potrebbe integrare l’intelligenza artificiale laddove «i dati sono scarsi» e le condizioni cambiano. Ha indicato potenziali applicazioni nella scoperta di farmaci, nella robotica umanoide, nella sicurezza informatica e nel rilevamento delle frodi.
Sostieni Renovatio 21
A differenza dei data center convenzionali, pieni di server e sistemi di raffreddamento ad alto consumo energetico, i computer biologici potrebbero funzionare con una frazione dell’elettricità, sfruttando le naturali capacità di elaborazione delle reti neurali viventi.
Mantenere in funzione questi «computer» assomiglia più alla gestione di un laboratorio che a quella di una sala server. I tecnici alimentano le cellule ogni tre giorni con una miscela di zucchero, micronutrienti e tamponi di pH, mentre un sistema di gas fornisce anidride carbonica, ossigeno e azoto.
Secondo Chong, ogni CL1 consuma circa 30 watt, comprese le apparecchiature di supporto. Il processore AI H100 SXM di Nvidia può consumare fino a 700 watt sotto carichi di lavoro intensi, mentre un server dotato di otto di questi chip può arrivare a consumare circa 10.200 watt, compreso l’hardware di supporto.
La differenza di consumo energetico è particolarmente rilevante per Singapore, che nel 2019 ha temporaneamente sospeso la costruzione di nuovi data center a causa delle preoccupazioni relative al loro consumo di elettricità e acqua. Nel 2020, i data center rappresentavano circa il 7% del consumo di elettricità del Paese.
Come riportato da Renovatio 21, un tentativo simile viene portato avanti dalla startup elvetica FinalSpark che due anni fa ha iniziato a vendere l’accesso a biocomputer che utilizzano una serie di piccoli cervelli umani coltivati in laboratorio per l’alimentazione che sarebbe «una frazione dell’energia richiesta per alimentare un computer tradizionale».
Questa tecnologia non è destinata a sostituire il silicio, che secondo Chong rimane «di gran lunga superiore» per i calcoli rapidi e ripetibili alla base di modelli linguistici complessi come ChatGPT. I sistemi biologici, tuttavia, possono apprendere da un numero inferiore di esempi e adattarsi alle condizioni mutevoli.
Non vi è traccia, nei resoconti della stampa internazionale, della precipua domanda bioetica da porsi: di chi sono quei neuroni? Sono «coltivati in laboratorio», ci viene detto, ma a partire da quali neuroni? I neuroni di un morto? I neuroni di un feto abortito?
Si ripropone qui il tema, tanto caro a Renovatio 21, delle linee cellulari usate per la ricerca scientifica e, notoriamente ma neanche troppo, per la produzione dei vaccini.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Cervello
La Cina batte Neuralink di Musk nella commercializzazione di impianti cerebrali
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione6 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Predazione degli organi1 settimana faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero1 settimana faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito1 settimana fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Vaccini1 settimana faVaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
-



Epidemie1 settimana fa«Perché Fauci deve marcire in galera»













