Immigrazione
Il cardinale Zuppi va all’evento del Ramadan. Poi si preoccupa per le zero iscrizioni al catechismo e la mancanza di famiglie cattoliche
Il cardinale Matteo Zuppi ha espresso preoccupazione per la mancanza di iscrizioni al catechismo mentre prendeva parte a un evento pubblico del Ramadan in città.
Il 4 marzo, Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha commentato il fatto che nessun bambino si fosse iscritto al catechismo in tre parrocchie centrali della città, attribuendo la situazione a politiche abitative imperfette e affitti eccessivamente alti. Il giorno prima aveva partecipato a un iftar pubblico di strada durante il Ramadan insieme a importanti autorità politiche.
«Grazie, salam alaikum», ha detto Zuppi durante la cena islamica. «Credo che questo incontro è davvero quello dei credenti. Essere credenti significa essere fratelli». notiamo la mise del cardinale della Sant’Egidio, detto a suo tempo come papabile, presentatosi con un cappottino che lo fa sembrare un anziano qualsiasi dei giardini Margherita.
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L’iftar è il pasto serale con cui i musulmani interrompono il digiuno giornaliero durante il Ramadan. Si consuma subito dopo il tramonto, quando la chiamata alla preghiera segna la fine dell’astinenza giornaliera da cibo e bevande.
Zuppi ha ascoltato la telefonata dell’imam con Romano Prodi, il sedicente «cattolico adulto» amico personale di Zuppi. Qualche tempo fa, Zuppi e Prodi sono stati filmati durante un evento locale in cui Zuppi ha elogiato l’ex primo ministro italiano, affermando che l’ex presidente della Commissione Europea «è il vero cardinale». Commentando i frequenti viaggi di Prodi in Cina, ha aggiunto che «ormai s’è fatto cinese”».
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Due giorni dopo, Il Resto del Carlino ha intervistato Zuppi sulla crisi demografica e sulla mancanza di iscrizione al catechismo nelle parrocchie del centro di Bologna, che dovrebbero coprire un’area abitata da circa 9.000 persone. Inoltre, Bologna è la settima città più popolosa d’Italia.
«Parlando con i parroci, quella che emerge ormai è una realtà cambiata: quando vanno a fare le benedizioni nelle case non trovano nessuno o quasi da benedire. Trovano, invece, uffici e B&B. Le famiglie sono sempre meno», lamenta l’arcivescovo di Bologna. «Le città cambiano, le stagioni cambiano, però dobbiamo provare a gestire e a moderare i fenomeni, a guidarli, altrimenti poi rischiamo che siano i fenomeni a guidare noi».
L’analisi di Zuppi attribuisce il drastico svuotamento delle parrocchie bolognesi a fattori politici e sociologici, piuttosto che a carenze nell’opera pastorale del clero italiano. Ha descritto l’assenza di bambini iscritti al catechismo parrocchiale come un segnale «molto, molto preoccupante», ma a suo avviso «è chiaro che il problema è legato alla trasformazione del centro storico: gli studenti universitari hanno cacciato le famiglie, e poi i B&B hanno cacciato gli studenti».
Il giornalista lo ha incalzato, chiedendo esplicitamente al cardinale se i dati dovessero essere attribuiti anche a una «crisi di fede», ma il cardinale ha respinto completamente questa interpretazione.
«L’assenza di bimbi è un fatto, e sicuramente preoccupa. Ma non leggerei questo fatto come un problema di assenza (o di diminuzione) di partecipazione delle famiglie alla chiesa. Il punto è che è proprio cambiato il territorio», ha detto il porporato, nel cui cervello non appare nemmeno per un secondo l’idea che una volta, quando c’era il cattolicesimo, le famiglie erano più salde e soprattutto numerose.
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Poi, proprio a Bologna, è arrivato il modernismo con il cardinale Lercaro (figura chiave del Concilio Vaticano II, protagonista della riforma liturgica di distruzione della Messa antica) e con i Dossetti, e poi con gli stessi Zuppi, noto anche per aver dichiarato di aver ricevuto insegnamenti dalla defunta scrittrice Michela Murgia in merito alla questione della famiglia queer, in un leggendario discorso in cui aggiunse che credere in Dio non è così necessario.
Più Bologna perdeva la sua anima cattolica, più avanzavano i mostri del mondo moderno: ecco il primo consigliere comunale transessuale, ecco le prime unioni omo volute dal sindaco comuniste, ecco i portici invasi dagli scappati di casa (detti, un tempo, «punkabbestia»: il Comune negli anni Novanta faceva ordinanze per la loro tutela prima ancora che la parola entrasse in qualche dizionario), ecco il rettorato dell’università più antica del mondo in mano dei massoni, ecco la prima gestazione extracorporea fatta con un esperimento con utero ectogenetico, ecco la città invasa dagli immigrati – ma questo lo Zuppi lo sa, visto che fu in prima linea nell’umiliazione dell’identità gastronomica felsinea lanciando ad un evento pro-immigrazione il «tortellino dell’accoglienza», da cui era stata espunta la carne di porco, e poi vi furono certe inchieste giornalistiche sui soldi dell’8 per mille alle ONG immigrazioniste…
Nel contempo, sempre meno bambini, con gli asili dell’Emilia-Romagna – un vanto internazionale, per i goscisti – svuotati in maniera esponenziale.
Il cardinale ce li ha gli occhi, o le orecchie, o un qualsiasi altro organo che lo agganci alla realtà?
Può, oggi, un principe della Chiesa non sapere che proprio la fine della Fede – perseguita scientificamente dalla gerarchia che occupa il Soglio da decadi – comporta il crollo della popolazione cristiana, e quindi la sua sostituzione con invasori di altre religioni?
Può un cardinale non capire la Necrocultura dominante, e sapere che è la tradizione di Cristo l’unico rimedio possibile?
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Immagine di Sisifo Società Benefit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic; immagine tagliata
Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.… — Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
La Spagna finirà per diventare un «Paese in rovina» se non riuscirà a tenere sotto controllo l’immigrazione: lo ha dichiarato questa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista all’emittente britannica GB News.
A fine luglio il mondo ha guardato con orrore video che mostravano migranti provenienti dal Marocco che si riversavano sulle spiagge del piccolo territorio spagnolo di Ceuta. Il presidente del governo regionale, Juan Jesus Vivas, ha detto che i centri di accoglienza locali erano al collasso, con «centinaia» di persone che dormivano per strada, e ha chiesto al governo spagnolo di proclamare lo stato di emergenza nazionale e di inviare forze per «garantire l’inviolabilità della frontiera e la sicurezza dei cittadini».
Il primo ministro socialista Pedro Sanchez ha affermato di star «mobilitando tutte le risorse necessarie», ma il ministero dell’Interno ha spiegato di non poter dichiarare lo stato di emergenza perché i flussi migratori non sono considerati, per legge, un rischio per la sicurezza nazionale. Decine di migliaia di persone sono entrate in città e gli abitanti, esasperati, sono scesi in piazza. Il governo Sanchezzo pochi mesi prima aveva effettuato un grande procedimento di amnistia nei confronti degli immigrati, come almeno un milione di migranti irregolari che ha presentato domanda. L’amnistia è stata fortemente contestata, in seguito, anche da altri Paesi UE, come la Svezia.
«La Spagna sarà un paese in rovina, e io stesso ho avuto problemi con la Spagna perché non si comporta molto bene nei confronti della NATO. Non pagano quanto dovrebbero. È molto triste», ha detto Trump a GB News.
«Spero che altri Paesi come il Regno Unito, dove avete i vostri problemi, ma non sono così evidenti…», ha proseguito. «Sapete, non ci sono migliaia di persone che prendono d’assalto il vostro Paese. Non ho mai visto niente del genere».
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq
— GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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All’inizio di questa settimana Euronews ha scritto che «circa 5.000 delle circa 72.000 persone entrate illegalmente rimangono a Ceuta, mentre proseguono gli sforzi per aprire nuove strutture di accoglienza e accelerare le procedure di rimpatrio», e che il governo intende destinare 165 milioni di euro a spese di emergenza per la ripresa. GB News ha inoltre riferito che le presenze restano tali da aver «registrato 23 aggressioni sessuali nell’enclave dalla fine di luglio, di cui nove ai danni di minori», ovvero circa un caso al giorno.
Oltre alla situazione spagnola, all’inizio dell’estate sono scoppiate proteste violente a Belfast, Glasgow, Edimburgo e Ayr dopo la tentata decapitazione di un cittadino britannico da parte di un sudanese.
Trump, che ha fatto del controllo dell’immigrazione il perno del proprio messaggio politico, «ha a lungo avvertito l’Europa di cosa sarebbe successo se avesse continuato ad attuare politiche di estrema sinistra e globaliste, tra cui la promozione della migrazione di massa», ha dichiarato a luglio Anna Kelly, vice portavoce principale della Casa Bianca. «La Spagna e gli altri Paesi che hanno adottato questa filosofia distruttiva dovrebbero immediatamente invertire la rotta o rischiare la propria rovina».
Nel frattempo nel caos di Ceuta sarebbero stati denunziati almeno 15 stupri da parte di immigrati, con pure delle bambine violentate. Varie epidemia avrebbero colpito la località spagnuola ora rivendicata apertis verbis anche dai vertici del Regno del Marocco, che si sospetta possa essere stato fiancheggiato, nell’uso di queste «armi di migrazione di massa», da Israele e dagli USA.
Tuttavia, l’immagine forse più forte della catastrofe di Ceuta, e per estensione dell’Europa intera e di tutta la Civiltà, è stata quella, emersa poco fa, dei migranti che sghignazzano innalzando un cucciolo di delfino morto. Secondo le accuse, il piccolo cetaceo sarebbe stato ucciso a colpi di bastone dagli immigrati e poi portato in giro festosamente.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Animali
I migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
🇪🇸 Spanish men intervened to rescue a baby dolphin from Moroccan migrants in Ceuta.
Follow: @europa pic.twitter.com/ovaBcKqCEz — Europa.com (@europa) September 3, 2026
The illegal migrants in Ceuta pulled a baby dolphin out of the sea today and clubbed it to death for fear fun.
Get them out of Europe immediately pic.twitter.com/4ERzMgH8kC — Visegrád 24 (@visegrad24) September 3, 2026
🇪🇸 Migrants in Ceuta filmed dragging a baby dolphin from the sea
A disturbing video recorded at El Trampolín beach in Ceuta shows a group of migrants taking a baby dolphin out of the water and carrying it along the beach.pic.twitter.com/v7zhuUxv09 — NewsForce (@Newsforce) September 3, 2026
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