Eutanasia
Canada, uomo parzialmente cieco ucciso con l’eutanasia. Esami per vedere se è «idoneo alla donazione degli organi»
Mentre la stampa globale si confrontava con una serie di strazianti storie distopiche sull’eutanasia – l’ultima delle quali riguarda l’uccisione di una giovane spagnola vittima di stupro di gruppo – la stampa canadese continua a pubblicare propaganda apertamente eugenetica. Lo riporta LifeSite.
Il 25 marzo, CTV ha pubblicato un servizio sull’imminente morte – poi avvenuta – di John Maloney, affetto da cecità parziale. Il titolo recitava: «Tre giorni prima della sua morte medicalmente assistita, quest’uomo dell’Alberta riflette sul “suo diritto a morire”».
L’articolo di CTV, che esaltava il suicidio, descriveva dettagliatamente la scelta musicale di John Maloney come colonna sonora della sua iniezione letale; notava con approvazione che Maloney, «in quanto cristiano», si stava «preparando ai suoi ultimi momenti» come «un esercizio di autonomia corporea», e citava Maloney che affermava che, sebbene Dio proibisca il suicidio, lui pensava che Dio «capisse».
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Il servizio di CTV fa notare che Maloney si sta sottoponendo a esami per «determinare se è idoneo alla donazione di organi» e ha citato un amico che ha affermato: «Apprezzo e rispetto moltissimo le scelte che sta facendo per scopi così altruistici». L’articolo riassume le sue patologie, che costituiscono la base per la sua idoneità all’eutanasia: cataratta congenita, cecità e sindrome di Charles Bonnet, che può causare «strane allucinazioni».
Come riportato da Renovatio 21, il Canada è il Paese che ora detiene il record mondiale di predazione degli organi.
«Se qualcun altro nella mia stessa identica situazione può vivere la propria vita, dico: “Fate le cose per bene”», ha dichiarato Maloney a CTV. «Se avete il diritto di scegliere di vivere, allora io ho il diritto di scegliere di morire. Si tratta di autonomia. Si tratta di scelta.» Nel 2024 tentò il suicidio, poi scoprì che, tramite la procedura «Track 2 MAID» (Medical Assistance in Disposition), avrebbe potuto incaricare un professionista sanitario di farlo al posto suo. Il primo valutatore dell’eutanasia gliela negò; il secondo la approvò. Un terzo diede il suo consenso «dopo quella che lui definì una valutazione della qualità della vita a livello emotivo».
«Ancora una volta, questa è l’ennesima storia di un uomo con tendenze suicide che cerca periti e “fornitori” disposti a scagionarlo e a ucciderlo. Questo, ovviamente, non è stato menzionato» commenta LifeSite.
«La linea narrativa di CTV era chiarissima: la vita di quest’uomo non valeva la pena di essere vissuta, e complimenti al Canada per aver facilitato e finanziato il suo suicidio (un’espressione che, ovviamente, non possiamo più usare perché potrebbe costringerci a considerare le implicazioni morali delle nostre azioni).
La loro conclusione non è che storie del genere stiano diventando spaventosamente comuni, ma piuttosto che le leggi in arrivo in Alberta per proteggere le persone vulnerabili e con tendenze suicide «eliminerebbero la possibilità di scelta per coloro che soffrono di malattie degenerative e che potrebbero voler prepararsi alla morte».
L’articolo menziona che i difensori dei diritti dei disabili hanno elogiato la nuova legislazione dell’Alberta che limita l’eutanasia, ma si affrettano a condannare le leggi con le parole di Maloney: «possiamo tutti essere vulnerabili in relazione alla situazione in cui ci troviamo… Penso che “vulnerabilità” sia una parola carica di emozioni. È come usare una coperta, tipo: “Ok, tutte le persone disabili sono vulnerabili”. No, non lo sono. Io non mi considero vulnerabile».
«Sia chiaro: stiamo assistendo in tempo reale alla normalizzazione del suicidio. Già alcuni sostengono che la prevenzione del suicidio per le persone con tendenze suicide e disperate costituisca una violazione del “diritto a morire”». «John Maloney non stava morendo. Non era malato terminale. Avrebbe potuto vivere molto più a lungo. Ma aveva tendenze suicide e, dopo aver tentato il suicidio senza successo, scoprì che il governo aveva approvato un’estensione dei criteri di ammissibilità all’eutanasia per persone proprio come lui. “La mia vita non vale la pena di essere vissuta», ha detto Maloney.
Il Canada si pone come capitale mondiale del fondamentalismo eutanasico. Pochi mesi fa è stata proposto di eutanatizzare anche i carcerati.
Come riportato da Renovatio 21, in Canada è partita la promozione per offrire la MAiD – il programma eutanatico massivo attivato dal governo di Ottawa – anche per bambini e adolescenti. Non manca nel Paese il dibattito per l’eutanasia dei bambini autistici.
Di fatto, un canadese ogni 25 viene oggi ucciso dall’eutanasia. L’aumento negli ultimi anni è stato semplicemente vertiginoso. E la classe medica, oramai totalmente traditrice di Ippocrate e venduta all’utilitarismo più sadico e tetro, insiste che va tutto bene.
Come riportato da Renovatio 21, qualche mese fa un’altra veterana dell’esercito, divenuta disabile, ha riportato che alcuni funzionari statali avevano risposto alla sua richiesta di avere in casa una rampa per la sedie a rotelle offrendole invece la possibilità di accedere al MAiD – cioè di ucciderla.
Ma non è il caso più folle del degrado assassino raggiunto dallo Stato canadese: ecco l’ecologista che chiede di essere ucciso per la sua ansia cronica riguardo al Cambiamento Climatico, ecco i pazienti che chiedono di essere terminati perché stanchi di lockdown, ecco le proposte di uccisione dei malati di mente consenzienti, e magari pure dei neonati.
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Il Canada del governo Trudeau e del suo successore Carney – dove il World Economic Forum regna, come rivendicato boriosamente da Klaus Schwab – è il Paese dell’avanguardia della Necrocultura. Se lo Stato può ucciderti, ferirti, degradarti, lo fa subito, e legalmente. Magari pure con spot mistico propalato da grandi società private in linea con il dettato di morte. In Canada l’eutanasia viene servita anche alle pompe funebri.
Mesi fa l’eutanasia è stata offerta anche ad una signora riconosciuta come danneggiata da vaccino COVID.
Secondo alcuni, l’eutanasia in Canada – che si muove verso i bambini – sta divenendo come una sorta di principio «sacro» dello Stato moderno.
Come abbiamo ripetuto tante volte: lo Stato moderno è fondato sulla Cultura della Morte. La Necrocultura è, incontrovertibilmente, il suo unico sistema operativo. Aborto ed eutanasia (e fecondazione in vitro, e vaccinazioni, anche e soprattutto geniche) sono quindi sue primarie linee di comando.
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Eutanasia
Il Parlamento francese approva il disegno di legge sul suicidio assistito
La Camera bassa del Parlamento francese ha approvato una controversa legge sul suicidio assistito che consentirebbe ad alcuni adulti gravemente malati di richiedere un’iniezione letale. La legge è stata appoggiata dal presidente francese Emmanuel Macron, ma ha incontrato una forte opposizione da parte dei partiti conservatori e del clero cattolico.
L’Assemblea Nazionale, dominata da partiti di sinistra e progressisti, ha approvato il testo martedì con 295 voti favorevoli, 232 contrari e 35 astensioni. La France Insoumise, i Socialisti, i Verdi e i Comunisti hanno votato in larga maggioranza a favore, mentre il Rassemblement National e il gruppo della Destra Repubblicana hanno votato prevalentemente contro; diverse altre fazioni si sono divise sul voto.
Secondo il disegno di legge, il paziente deve avere almeno 18 anni, essere cittadino francese o residente legale, essere affetto da una malattia grave, incurabile e potenzialmente letale in fase avanzata o terminale, soffrire in modo refrattario alle cure o insopportabile ed essere in grado di esprimere una volontà libera e informata. Il medico consulterà un altro professionista, uno specialista e, se necessario, uno psichiatra; la decisione dovrà essere presa entro 15 giorni, seguiti da almeno due giorni di riflessione.
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Normalmente il paziente si autosomministrerebbe la sostanza letale prescritta dal medico. In caso di impossibilità fisica, un medico o un infermiere potrebbero farlo al posto suo, sebbene gli operatori sanitari potrebbero invocare la clausola di obiezione di coscienza; la sofferenza psicologica di per sé non sarebbe sufficiente, in quanto deve essere collegata alla malattia.
A gennaio, il disegno di legge è stato respinto dal Senato, a maggioranza conservatrice. Ora, il testo tornerà alla camera alta e, se le due camere rimarranno in una situazione di stallo, la decisione finale spetterà all’Assemblea, con un’altra votazione già fissata per il 15 luglio.
Il disegno di legge sul suicidio assistito gode da anni del sostegno di Macron, che lo ha descritto come un modo per «conciliare l’autonomia dell’individuo e la solidarietà della nazione» e una misura per aprire un «cammino di fraternità».
Yael Braun-Pivet, presidente dell’Assemblea nazionale, ha accolto con favore l’approvazione del disegno di legge, definendolo «il culmine di diversi anni di lavoro e di un approfondito dibattito pubblico, condotto con serietà, rispetto e dignità».
Jonathan Denis, presidente dell’Associazione per il diritto a morire con dignità, l’ha definita «un incredibile passo avanti per la democrazia sanitaria», sottolineando che la decisione finale spetterà al paziente.
Tuttavia, il deputato del Rassemblement National Christophe Bentz ha definito le misure di sicurezza «temporanee» e «fittizie», mentre la deputata della Republican Right Justine Gruet dei Républicains ha sostenuto che molti adulti vulnerabili potrebbero optare per il suicidio assistito semplicemente perché non ricevono le cure necessarie dai propri cari.
In vista del voto, i vertici cattolici hanno esortato i parlamentari a votare secondo coscienza piuttosto che secondo le linee di partito, avvertendo che il suicidio assistito legalizzerebbe l’eutanasia e il suicidio assistito e potrebbe portare persone vulnerabili a subire pressioni. Anche il cardinale Jean-Marc Aveline ha affermato che «donare la morte» non può adempiere al dovere di accompagnare la vita fino alla fine.
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L’introduzione dell’eutanasia in Francia era pienamente annunciata e attesa proprio per questa estate.
La legge, che ha avuto un travaglio durato anni. Tuttavia, in un episodio piuttosto rivelatore, nel novembre 2023, il presidente della Repubblica Emanuele Macron aveva visitato la loggia sede del Grande Oriente di Francia rassicurando i massoni riguardo alla questione eutanatica.
Con l’introduzione dell’eutanasia di Stato (chiamata in Canada MAiD, «assistenza medica alla morte), la provincia francofona canadese del Quebecco è divenuto leader mondiale eutanasico: il 7% di tutti i decessi sono stati assistiti dal punto di vista medico. Un altro primato è arrivato di conseguenza: quello della predazione degli organi, più che triplicata negli ultimi anni: in pratica, espiantano gli eutanatizzati (che morti non sono, se hanno il cuore che batte) per il traffico legale di organi. Medici quebecchesi ora vogliono estendere l’eutanasia anche ai neonati.
L’eutanasia sembra galoppare verso la legalizzazione in tutto il mondo. Una battuta di arresto, tuttavia, si è avuta in Iscozia quattro mesi fa, quando il Parlamento ha respinto 69 voti contro 57 il disegno di legge per legalizzare l’eutanasia nel Paese.
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