Connettiti con Renovato 21

Grande Reset

Klaus Schwab vede Draghi. Ecco la «Great Narrative» dell’Apocalisse e delle sue Bestie

Pubblicato

il

 

 

La notizia è riportata sul sito ufficiale del governo italiano con un titolo che potrebbe trarre in inganno i meno avezzi; «Il Presidente Draghi ha incontrato il Presidente esecutivo del World Economic Forum».

 

Per i pochi lettori di Renovatio 21 che non lo sanno, World Economic Forum significa Davos. E il presidente visto dal premier Draghi, quindi, altri non è che Klaus Schwab – il massimo teorico pubblico del Grande Reset.

 

«Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab»

«Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab» scrive il sito governativo.

 

«Il colloquio si è incentrato sul prossimo Meeting Annuale del WEF previsto a Davos a gennaio del 2022 e sui principali dossier globali oggetto anche della Presidenza italiana del G20, con particolare riferimento al tema della ripresa economica e sociale post pandemica».

 

Questo incontro è passato un po’ sottotraccia. Nessun giornale, cartaceo, elettronico o televisivo, gli ha dato risalto – e questo quando una parte significativa della popolazione è incontrovertibilmente convinta che Schwab sia a capo di una cospirazione dell’oligarcato globale che mira a installare un nuovo mondo di controllo in cui tutti saranno schiavizzati. Che idea pazzesca.

 

Sarebbe stato un articolo di non poco conto: aoh, complottisti! Guardate qua: ma quale faraone del Male, è qui in Italia che incontra il vostro bravissimo premier! Altro che Spectre. Dai su, fate i seri, crescete.

 

Invece, niente.

 

Nemmeno mezzo editorialino in prima sul Corriere dell’ex genero del fu Rodotà, il presentatore TV Gramellino. Un’occasione per sfottere i no vax, e magari presentare al mondo un uomo che sicuramente ha tanti meriti, altrimenti non starebbe lì.

 

Nulla. Nada. Zero. Zilch. Silenzio stampa.

 

È una cosa che, tutto sommato, avevamogià  visto. Per esempio quando Gentiloni, da poco e per poco premier, incontrò senza grandi strombazzamenti George Soros a Roma, nel pieno della solita ondata di gommonauti del Continente nero – quelli «aiutati» dalle ONG foraggiate dalle Open Society Foundations del finanziere miliardario (unico uomo al mondo con una sua politica estera, si è detto di lui).

 

All’epoca, pur nel silenzio dei giornaloni, ex post saltarono in piedi un bel po’ di politici di opposizione. La Meloni. Grillo. Calderoli. Tutti a fare la domandina: che ci faceva Gentiloni con Soros? Cosa si sono detti?

 

Ora sono tutti spariti. Nessuno che chiede davvero – magari con una bella interrogazione parlamentare – cosa mai ha da dirsi il Presidente del Consiglio con un teorico della ridefinizione del mondo e pure della natura umana. Perché, oltre che l’industria, l’economia, la società, Schwab ha apertamente invocato la fusione uomo-macchina, le interfacce neurali, la possibilità di fare scansioni dei pensieri delle persone quando magari passano per gli aeroporti, una «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica».

 

Tutto vero.

 

Che poi, il teorico del Grande Reset, per i media italiani, mica è lui. È Viganò. Per il giornale del figliolo di Mentana, per Dagospia, e chissà per quanti altri, si deve parlare di «monsignor Carlo Maria Viganò, il teorico del “grande reset”». Così. Testuale.

 

Cioè, il Grande Reset, che ovviamente mettono tra virgolette, non lo ha teorizzato lo Schwab, che ci ha scritto pure un libro – chissà perché inedito in Italia – intitolato proprio COVID-19 The Great Reset e di cui nessuno pare avere mai sentito parlare. Ignoranza, malafede, sciatteria: non sappiamo come definire questa cosa. Ma è così: il Great Reset lo ha teorizzato l’arcivescovo, non il personaggio che, nel loro silenzio, ha appena incontrato il Primo Ministro della Repubblica Italiana.

 

Davvero assomiglia ad un cattivo di James Bond. È un personaggio romanzesco, televisivo, da fiction

Ma dico, neanche una vignetta? Insomma: davvero assomiglia ad un cattivo di James Bond. È un personaggio romanzesco, televisivo, da fiction. Qualcuno, dopo aver visto una mise con cui ad una certa si è presentato in pubblico, hanno invocato Star Trek. (Noi odiamo Star Trek).

 

 

In settimana lo Schwabbo si era pure dato da fare. A Dubai, il calvo elitista aveva annunciato una una iniziativa chiamata Great Narrative. La Grande Narrativa.

 

Ogni narrazione è un editing, un montaggio. Per dare un senso alle storie, si tagliano dettagli, prospettive, personaggi che potrebbero portarci fuori strada

Che cosa è la Grande Narrativa? È «uno sforzo collaborativo dei principali pensatori del mondo per modellare prospettive a lungo termine e co-creare una narrativa che può aiutare a guidare la creazione di una visione più resiliente, inclusiva e sostenibile per il nostro futuro collettivo» dice il sito del World Economic Forum di Davos. «I migliori pensatori provenienti da una varietà di aree geografiche e discipline, inclusi futurologi, scienziati e filosofi, contribuiranno con nuove idee per il futuro. Le loro riflessioni saranno condivise in un libro di prossima pubblicazione, The Great Narrative, la cui pubblicazione è prevista per gennaio 2022».

 

«Siamo qui per sviluppare la Grande Narrativa, una storia per il futuro», ha quindi annunciato a Dubai Schwab lo scorso giovedì, insieme al ministro degli Affari di Gabinetto degli Emirati Arabi Uniti Mohammad Abdullah Al-Gergawi.

 

«Per dare forma al futuro, devi prima immaginare il futuro, devi progettare il futuro e poi devi eseguirlo». Retorica a metà tra lo spot di una scarpa da ginnastica e un deliquio tirannico.

 

«Qui, penso che i prossimi due giorni, guarderemo a come immaginiamo, come progettiamo, come eseguiamo la Grande Narrativa, come definiamo la storia del nostro mondo per il futuro» ha dichiarato Schwab nella ricca (?) città capitale degli influencer nel deserto arabico.

 

Le vostre voci di dissidenti sono cancellate, inudibili sui media o nella rappresentazione democratica. I vostri pensieri censurati dai social media. Le vostre manifestazioni sono proibite – e represse con una forza mai prima veduta

Poi si è lamentato.

 

«Le persone sono diventate molto più egocentriche e, in una certa misura, egoiste. In una situazione del genere è molto più difficile creare un compromesso perché plasmare il futuro, progettare il futuro di solito richiede una volontà comune delle persone», ha dichiarato.

 

«Il mondo è diventato così complesso. Le soluzioni semplici a problemi complessi non bastano più».

 

«Oggi non c’è più separazione tra sociale, politico, tecnologico, ecologico – è tutto intrecciato», ha aggiunto, facendo capire che il suo programma è una riprogrammazione integrale del consorzio umano.

 

«Riteniamo che sia molto importante lavorare davvero insieme a livello globale per assicurarci di utilizzare il potenziale della quarta rivoluzione industriale a beneficio dell’umanità perché anche la tecnologia presenta alcune insidie ​​e può essere utilizzata a scapito dell’umanità». Per chi non lo sapesse, La Quarta Rivoluzione Industriale è il titolo di un altro suo libro (questo invece pubblicato anche in lingua italiana), in cui immagina di riformulare per sempre il sistema produttivo planetario.

 

Chi rimarrà in questo racconto, invece, è già stato editato in altro modo: è stato editato geneticamente. Prima un paio di siringhe mRNA, poi una terza, poi una quarta, poi chissà: il referendum per l’alterazione dell’umano è stato vinto dal sì, anche se gli elettori non se ne sono nemmeno resi conto

Il lettore riesce a immaginare da solo cosa sia questa Grande Narrativa (parola che, in realtà speravamo sputtanata una volta per tutti nell’era Renzi).

 

Ogni narrazione è un editing, un montaggio. Per dare un senso alle storie, si tagliano dettagli, prospettive, personaggi che potrebbero portarci fuori strada.

 

Lo sapete benissimo che sta già avvenendo. Le vostre voci di dissidenti sono cancellate, inudibili sui media o nella rappresentazione democratica. I vostri pensieri censurati dai social media. Le vostre manifestazioni sono proibite – e represse con una forza mai prima veduta.

 

Vi stanno già editando fuori dalla storia – ve lo abbiamo detto tante volte, ci vogliono annientare, un segmento a doppia cifra percentuale della società deve essere sacrificato: è un pensiero che hanno già accettato politicamente, economicamente, «umanamente».

 

Bimbi editati geneticamente per essere perfettamente adatti alla Grande Narrativa. Un libro scritto per resettare l’umanità, e forse per ricrearla

Chi rimarrà in questo racconto, invece, è già stato editato in altro modo: è stato editato geneticamente. Prima un paio di siringhe mRNA, poi una terza, poi una quarta, poi chissà: il referendum per l’alterazione del genoma umano è stato vinto dal sì, anche se gli elettori non se ne sono nemmeno resi conto.

 

Potete scommetterci quello che volete: il prossimo grande edit che vi ficcheranno in gola è quello dei vostri figli, dei vostri nipoti, della generazione che segue. I prossimi bambini saranno editati geneticamente in provetta, con il CRISPR. Perché fare i figli con la bioingegneria «sarà come vaccinarli».

 

Bimbi editati geneticamente per essere perfettamente adatti alla Grande Narrativa. Un libro scritto per resettare l’umanità, e forse per ricrearla.

 

Del resto, ci avevano avvertito. Alla fine sarà una questione di libri.

 

Cerchiamo il nostro nome nel libro della vita, nel libro dell’Agnello. Gli altri, lasciate pure che adorino la Bestia.

Ce lo ha insegnato l’Apocalisse, capitolo 13, quando parla della Bestia.

 

«L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato» (Ap 13, 8).

 

Cerchiamo il nostro nome nel libro della vita, nel libro dell’Agnello. Gli altri, lasciate pure che adorino la Bestia.

 

«E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco» (Ap 20, 15).

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Grande Reset

Il quotidiano Il Foglio invoca il governo mondiale

Pubblicato

il

Da

 

 

Il quotidiano Il Foglio, fondato da Giuliano Ferrara, già organo degli spaghetti neocons e arma di distrazione di massa per le «vedove ratzingeriane», sostiene, come del resto quasi tutta la stampa mainstream, le attuali misure della dittatura biotica, dal super green pass alla campagna vaccinale militarizzata del generale Figliuolo.

 

Con un articolo del 1 dicembre 2021, il quotidiano proclama l’urgenza di un governo mondiale  in un editoriale firmato dal biologo Enrico Bucci da vari anni «cacciatore» di «cattivi scienziati», come da titolo di un suo libro.

 

Questo paladino della lotta alle frodi scientifiche dichiara che «il cambiamento formidabile che qui si richiede è appunto questo: il sorgere di un’autorità mondiale in tema di patogeni, clima e altri problemi globali, la quale preservi le istituzioni democratiche».

 

«Il cambiamento formidabile che qui si richiede è appunto questo: il sorgere di un’autorità mondiale in tema di patogeni, clima e altri problemi globali, la quale preservi le istituzioni democratiche»

I giornali mainstream, che nei mesi estivi avevano ventilato la presa del potere dei militari per una campagna vaccinale ancor più “muscolosa” e capillare, ora invocano il governo mondiale.

 

Come se questo governo mondiale non fosse già in essere più o meno dappertutto, con pass sanitari, obblighi vaccinali sempre più certi, agende ed iniziative per contrastare il cambiamento climatico dai contorni sempre più mortiferi.

 

Insomma, come c’era chi voleva «più Europa», ora qualcuno vuole «più governo mondiale».

 

E sembrerebbe che ci sia chi è disposto ad accontentarlo in un crescendo che Monsignor Viganò non ha esitato a definire come «il piano di Satana per l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, che dovrebbe condurre al regno dell’Anticristo»

 

Come c’era chi voleva «più Europa», ora qualcuno vuole «più governo mondiale»

Ma nonostante la situazione sembri ormai disperata confidiamo nel risveglio dei popoli, ma ancor di più nelle promesse di Colui che ci ha detto che «portae inferi non praevalebunt» (Mt 16,17-19).

 

«Le porte dell’inferno non prevarranno».

 

«Beati gli affamati  ed assetati di giustizia , perché saranno saziati» (Mt 5,3-12)

 

 

Nicolò Volpe

 

Immagine di batjorge via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

Continua a leggere

Grande Reset

2030, l’eccitante sogno di Klaus Schwab

Pubblicato

il

Da

 

Un video satirico dà la possibilità di dare una sbirciata al futuro del Grande Reset.

 

Il video prende le mosse da una famosa e inquietantissima campagna del WEF di Davos, l’élite economico-politica mondiale guidata da Klaus Schawb, il proponente ufficiale del Grande Reset globale che cambierà per sempre vite e modi di produzione dell’intera civiltà umana.

 

Nella campagna, riemersa di recente (ma cancellata dallo stesso WEF una volta registrate le reazioni del pubblico), viene detto al pubblico: «non avrai niente e sarai felice».

 

 

Nel filmato di animazione di satira è ben descritta una società di individui soli nel loro cubicolo con il forno a microonde, con tempo limitato (per questioni ambientali) sotto la doccia, che  drogati di metaverso, impiegati da multinazionali immense e controllati in ogni singola espressione dal fact-checking in tempo reale.

 

Per noi un incubo, per qualcuno invece potrebbe essere un sogno eccitante.

 

 

Non siamo sicuri ci sia qualcosa da ridere.

 

 

 

Renovatio 21 è censurata sui social media. Iscrivetevi alla nostra Newslettera e al nostro canale Telegram.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Grande Reset

Il Grande Reset, parte VI: i piani di un’élite tecnocratica

Pubblicato

il

Da

 

 

Nelle puntate precedenti, ho introdotto l’idea di Great Reset (1)  e l’ho trattata in termini di componenti economici (2)  e ideologici (3). In questa sesta puntata, parlerò di cosa comporta il Grande Reset in termini di governance e Quarta Rivoluzione Industriale (4-IR), chiudendo con osservazioni sul progetto complessivo del Grande Reset e le sue implicazioni.

 

Secondo Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), il 4-IR segue la prima, la seconda e la terza rivoluzione industriale, rispettivamente meccanica, elettrica e digitale. (4)

 

Il 4-IR si basa sulla rivoluzione digitale, ma Schwab vede il 4-IR come un decollo esponenziale e una convergenza di campi esistenti ed emergenti, inclusi i Big Data; Intelligenza Artificiale; apprendimento automatico; informatica quantistica; e genetica, nanotecnologia e robotica. La conseguenza è la fusione dei mondi fisico, digitale e biologico. L’offuscamento di queste categorie in definitiva sfida le stesse ontologie con cui comprendiamo noi stessi e il mondo, incluso «cosa significa essere umani». (5)

 

Il 4-IR si basa sulla rivoluzione digitale, ma Schwab vede il 4-IR come un decollo esponenziale e una convergenza di campi esistenti ed emergenti, inclusi i Big Data; Intelligenza Artificiale; apprendimento automatico; informatica quantistica; e genetica, nanotecnologia e robotica. La conseguenza è la fusione dei mondi fisico, digitale e biologico

Le applicazioni specifiche che compongono la 4-IR sono troppo numerose e varie per essere trattate in modo completo, ma includono un Internet onnipresente, Internet delle cose, Internet dei corpi, veicoli autonomi, città intelligenti, stampa 3D, nanotecnologia, biotecnologia, scienza dei materiali, accumulo di energia e altro ancora.

 

Mentre Schwab e il WEF promuovono una visione particolare per il 4-IR, gli sviluppi che annuncia non sono suoi figli, e non c’è nulla di originale nelle sue formulazioni. Transumanisti e singolaritariani (o profeti della singolarità tecnologica), come Ray Kurzweil e molti altri, prevedevano questi e altri sviluppi rivoluzionari, molto prima che Schwab li annunciasse. (6)

 

L’importanza di Schwab e dell’interpretazione del WEF della nuova rivoluzione tecnologica è il tentativo di imbrigliarla a un fine particolare, presumibilmente «un futuro più equo e più verde». (6)

 

Ma se gli attuali sviluppi del 4-IR sono un’indicazione del futuro, allora l’entusiasmo di Schwab è mal riposto e il 4-IR è travisato.

 

Questi sviluppi includono già algoritmi di Internet che alimentano le notizie e gli annunci prescritti dagli utenti e riducono o escludono i contenuti vietati; algoritmi che censurano i contenuti dei social media e confinano individui e organizzazioni «pericolosi» nei gulag digitali; app che tracciano e rintracciano sospetti COVID e segnalano i trasgressori alla polizia; polizia robotica con scanner di codici QR per identificare e radunare i dissidenti; e città intelligenti in cui tutti sono un’entità digitale da monitorare, sorvegliare e registrare, mentre i dati su ogni loro movimento vengono raccolti, raccolti, archiviati e collegati a un’identità digitale e a un punteggio di credito sociale.

 

L’offuscamento di queste categorie in definitiva sfida le stesse ontologie con cui comprendiamo noi stessi e il mondo, incluso «cosa significa essere umani»

Cioè, le tecnologie 4-IR sottopongono gli esseri umani a una gestione tecnologica che fa sembrare la precedente sorveglianza da parte della National Security Agency un gioco da ragazzi.

 

Schwab loda gli sviluppi futuri che collegheranno i cervelli direttamente al cloud, consentendo il «data mining» del pensiero e della memoria, una padronanza tecnologica sull’esperienza che minaccia l’autonomia individuale e mina ogni parvenza di libero arbitrio.

 

Il 4-IR accelera la fusione di esseri umani e macchine, dando vita a un mondo in cui tutte le informazioni, comprese le informazioni genetiche, sono condivise e ogni azione, pensiero e motivazione inconscia è conosciuta, prevista e forse anche preclusa.

 

Le applicazioni specifiche che compongono la 4-IR sono troppo numerose e varie per essere trattate in modo completo, ma includono un Internet onnipresente, Internet delle cose, Internet dei corpi, veicoli autonomi, città intelligenti, stampa 3D, nanotecnologia, biotecnologia, scienza dei materiali, accumulo di energia e altro ancora

Viene in mente il nuovo mondo di Aldous Huxley. Eppure Schwab pubblicizza le interfacce cervello-nube come miglioramenti, come vasti miglioramenti rispetto all’intelligenza umana standard, conferendo loro un fascino non affatto immaginabile per il soma.

 

Molti sviluppi positivi possono venire dal 4-IR, ma a meno che non venga tolto dalle mani dei tecnocrati corporativi-socialisti, costituirà una prigione virtuale.

 

Secondo il modello di governance Great Reset, gli stati e le società privilegiate formano «partenariati pubblico-privato» per il controllo della governance. La configurazione produce un ibrido corporativo-stato in gran parte inspiegabile ai costituenti dei governi nazionali.

 

L’accogliente relazione tra multinazionali e governi ha persino suscitato il disprezzo di alcuni critici di sinistra. Notano che il modello di governance del WEF rappresenta almeno la parziale privatizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il WEF che porta sul tavolo partner aziendali, denaro e presunta competenza sul 4-IR. E il modello di governance del WEF si estende ben oltre le Nazioni Unite, influenzando la costituzione e il comportamento dei governi di tutto il mondo.

 

Questa usurpazione ha portato il politologo Ivan Wecke a chiamare la riprogettazione governativa del sistema mondiale del WEF «un’acquisizione aziendale della governance globale». (8)

 

Le tecnologie 4-IR sottopongono gli esseri umani a una gestione tecnologica che fa sembrare la precedente sorveglianza da parte della National Security Agency un gioco da ragazzi

Questo è vero, ma vale anche il contrario.

 

Il modello WEF rappresenta anche la governanizzazione dell’industria privata. Sotto il «capitalismo degli stakeholder» di Schwab e il modello di governance multi-stakeholder, la governance non è solo sempre più privatizzata, ma anche e soprattutto, le società sono rappresentate come importanti aggiunte ai governi e agli organismi intergovernativi.

 

Lo stato viene così esteso, potenziato e accresciuto con l’aggiunta di enormi risorse aziendali

 

Questi includono finanziamenti diretti allo «sviluppo sostenibile» con l’esclusione dei non conformi, nonché l’uso di Big Data, intelligenza artificiale e 5G per monitorare e controllare i cittadini.

 

Schwab loda gli sviluppi futuri che collegheranno i cervelli direttamente al cloud, consentendo il «data mining» del pensiero e della memoria, una padronanza tecnologica sull’esperienza che minaccia l’autonomia individuale e mina ogni parvenza di libero arbitrio.

Nel caso del regime del vaccino contro il COVID, lo Stato concede a Big Pharma la protezione del monopolio e l’indennizzo da responsabilità in cambio di un veicolo attraverso il quale espandere i propri poteri di coercizione.

 

Come tale (9),  poiché queste società sono multinazionali, lo stato diventa essenzialmente globale, indipendentemente dal fatto che venga formalizzato o meno un «governo mondiale».

 

In Google Archipelago, ho sostenuto che l’autoritarismo di sinistra è l’ideologia politica e il modus operandi di ciò che chiamo Big Digital, e che Big Digital è l’avanguardia di un sistema mondiale emergente.

 

Big Digital è il braccio comunicativo, ideologico e tecnologico di un emergente socialismo aziendale. Il Great Reset è il nome che da allora è stato dato al progetto di stabilire questo sistema mondiale.

 

Il 4-IR accelera la fusione di esseri umani e macchine, dando vita a un mondo in cui tutte le informazioni, comprese le informazioni genetiche, sono condivise e ogni azione, pensiero e motivazione inconscia è conosciuta, prevista e forse anche preclusa

Proprio come speravano Klaus Schwab e il WEF, la crisi del COVID ha accelerato lo sviluppo dello statalismo corporativo-socialista del Grande Reset.

 

Gli sviluppi che fanno avanzare l’agenda del Grande Reset includono la stampa sfrenata di denaro da parte della Federal Reserve, la conseguente inflazione, l’aumento della tassazione su tutto ciò che è immaginabile, l’aumento della dipendenza dallo Stato, la crisi della catena di approvvigionamento, le restrizioni e la perdita di posti di lavoro a causa degli obblighi vaccinali la prospettiva di quote di carbonio personali. (10)

 

Nel complesso, queste e altre politiche del genere costituiscono un attacco coordinato alla maggioranza.

 

Nel caso del regime del vaccino contro il COVID, lo Stato concede a Big Pharma la protezione del monopolio e l’indennizzo da responsabilità in cambio di un veicolo attraverso il quale espandere i propri poteri di coercizione

Ironia della sorte, rappresentano anche l’aspetto «equità» del Grande Reset, se intendiamo correttamente l’equità significa livellare lo status economico dell’«americano medio» con quelli nelle regioni meno «privilegiate».

 

E questa è una delle funzioni dell’ideologia woke (11) — far sentire la maggioranza dei Paesi sviluppati indegna dei loro stili di vita e modelli di consumo «privilegiati», che l’élite sta per riportare a una nuova normalità ridotta e statica.

 

Negli ultimi ventuno mesi, la risposta al flagello del COVID-19 ha consolidato in alto la presa delle società monopolistiche sull’economia, mentre in basso ha fatto avanzare il “socialismo effettivamente esistente”.

Big Digital è il braccio comunicativo, ideologico e tecnologico di un emergente socialismo aziendale. Il Great Reset è il nome che da allora è stato dato al progetto di stabilire questo sistema mondiale

 

In collaborazione con Big Tech, Big Pharma, i media tradizionali, le agenzie sanitarie nazionali e internazionali e le popolazioni compiacenti, gli Stati occidentali finora «democratici» vengono sempre più trasformati in regimi totalitari modellati sulla Cina, apparentemente dall’oggi al domani.

 

Non ho bisogno di fornire una litania della tirannia e degli abusi. Puoi leggere su di loro su siti di notizie alternativi, fino a quando non puoi più leggerli nemmeno lì. (12)

 

Proprio come speravano Klaus Schwab e il WEF, la crisi del COVID ha accelerato lo sviluppo dello statalismo corporativo-socialista del Grande Reset

Il Grande Reset, quindi, non è semplicemente una teoria del complotto; è un progetto aperto, dichiarato e pianificato, ed è a buon punto.

 

Ma poiché il capitalismo con caratteristiche cinesi (13), o statalismo corporativo-socialista, manca di libero mercato e dipende dall’assenza di libero arbitrio e libertà individuale, è, ironia della sorte, «insostenibile» e destinato a fallire.

 

La domanda è quanta sofferenza e distorsione saranno sopportate fino a quando non lo farà.

 

 

Michael Rectenwald

 

 

Il Grande Reset, quindi, non è semplicemente una teoria del complotto; è un progetto aperto, dichiarato e pianificato, ed è a buon punto

 

NOTE

1) Michael Rectenwald, «Cos’è il grande reset? Parte I: Aspettative ridotte e bio-tecno-feudalesimo»,  Mises Wire , 11 dicembre 2020.

2) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset, parte II: il socialismo delle multinazionali», Mises Wire , 31 dicembre 2020; Rectenwald, «Il Grande Reset Parte III: Capitalismo con caratteristiche cinesi», Mises Wire, 28 dicembre 2020; Rectenwald, «Il Grande Reset parte IV: “Capitalismo degli stakeholder” contro “Neoliberismo”», Mises Wire, 26 gennaio 2021.

3) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset, parte V: l’ideologia “woke”». Mises Wire, 23 febbraio 2021.

4) Klaus Schwab, The Fourth Industrial Revolution (Nuova York: Crown Business, 2016), pp. 6-8, Kindle.

5) Schwab, The Fourth Industrial Revolution, vii.

6) Ray Kurzweil, The Singularity Is Near: When Humans Transcend Biology (Londra: Duckworth, 2006).

7.) Klaus Schwab e Thierry Malleret,  COVID-19: The Great Reset  (Ginevra: Forum Publishing, 2020), p. 57, Kindle.

8.) Ivan Wecke, «Conspiracy Theories aside, There Is Something Fishy about the Great Reset», openDemocracy, 16 agosto 2021.

9) Michael Rectenwald, «The Google Election»,  Mises Wire, 10 novembre 2020.

10) Francesco Fuso Nerini, Tina Fawcett, Yael Parag e Paul Ekins, «Personal Carbon Allowances Revisited», Nature Sustainability  (2021).

11) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset, parte V: l’ideologia “woke”». Mises Wire, 23 febbraio 2021.

12) Lori R. Price ha contribuito alla seconda metà di questa dichiarazione in una conversazione.

13) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset Parte III: Capitalismo con caratteristiche cinesi», Mises Wire, 28 dicembre 2020.

 

 

Articolo apparso su Mises Institute, tradotto e pubblicato su gentile concessione del professor Rectenwald.

 

 

Immagine di shnestor via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

 

 

Altri articoli della serie

 

Cos’è il Grande Reset? Parte I: aspettative ridotte e bio-tecnofeudalesimo

Il Grande Reset, parte II: il socialismo delle multinazionali

 

Il Grande Reset Parte III: Capitalismo con caratteristiche cinesi

Il Grande Reset parte IV: «Capitalismo degli stakeholder» contro «Neoliberismo»

Il Grande Reset, parte V: l’ideologia «woke»

 

 

Continua a leggere

Più popolari