Immigrazione
Card. Müller: la migrazione di massa dei musulmani verso l’Europa «non può che portare a uno scontro»
Il cardinale Gerhard Müller ha avvertito che l’Europa è minacciata dalle migrazioni di massa e dalla crescente influenza dell’Islam. Lo riporta LifeSite.
In un’intervista in lingua tedesca sul canale YouTube Kontrapunkt, il cardinale Müller ha affrontato i temi delle migrazioni di massa, dell’Islam e dei bassi tassi di natalità che stanno portando a un cambiamento demografico epocale in Europa.
Pur riconoscendo che i musulmani che si trasferiscono nei paesi europei hanno il diritto di praticare la propria religione, ha affermato che «con questa immigrazione di massa di concittadini musulmani provenienti da culture estranee a tutta l’Europa, il problema è proprio che l’Islam non è solo una religione… ma che rivendica sempre anche il potere politico e non solo influenza la cultura, ma ne diventa dominante».
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«E questo non può che portare a uno scontro con la nostra cultura cristiana, con la nostra visione dell’umanità, che si basa sulla convinzione che ogni persona sia creata da Dio, che tutti gli esseri umani siano uguali davanti a Dio e che ciò debba riflettersi anche nell’uguaglianza di fronte alla legge», ha continuato Müller.
«Ed è proprio lì che vedo i problemi, problemi che non sono solo all’orizzonte, ma che sono già presenti, ovvero che parti della sfera pubblica vengono occupate, o che nelle scuole e negli asili nido, persino i bambini cristiani sono tenuti a osservare i costumi musulmani durante il Ramadan, o che i bambini, gli adolescenti o gli adulti cristiani sono limitati nella loro normale vita civile, nella loro vita cristiana», ha affermato.
«E lo vediamo, del resto, in alcune città europee a maggioranza musulmana: mentre i singoli individui possono essere pacifici, può anche esserci un gruppo, una minoranza, aggressiva che prende il potere e cerca di controllare e manipolare tutti gli altri secondo le proprie idee.»
L’ex prefetto della Congregazione (ora Dicastero) per la Dottrina della Fede ha osservato che nella maggior parte dei paesi islamici i cristiani vivono sotto oppressione e sono spesso «limitati o trattati come cittadini di seconda classe».
«Dopotutto, ci sono molti Paesi a maggioranza musulmana dove i cristiani sono perseguitati, in alcuni casi persino dalle autorità statali, ma anche da certe bande di stampo mafioso che ricorrono alla violenza», ha affermato Müller. «E sappiamo che il cristianesimo è attualmente la religione più perseguitata al mondo, sia attraverso sanguinose persecuzioni che attraverso discriminazioni strutturali».
Il proportato ha affermato che l’idea alla base dell’immigrazione di massa odierna è che «noi in Europa risolveremo i problemi del mondo», dichiarando che l’idea che «milioni o miliardi di persone stiano arrivando in Europa dall’Asia e dall’Africa» «non è nemmeno tecnicamente possibile, per quanto riguarda il sistema sanitario, il sistema scolastico e il sistema educativo».
«Non credo ci sia una direzione precisa qui», ha continuato. «Stiamo semplicemente lasciando che le cose seguano il loro corso, pensando: “In qualche modo si sistemeranno” (…) Ma sentiamo continuamente lamentele – lamentele giustificate – da parte dei politici locali, secondo i quali stiamo raggiungendo i limiti di ciò che è fattibile qui, che l’integrazione non è più possibile, che stanno emergendo società parallele. Non solo poche enclavi linguistiche, ma comunità con culture, comportamenti e concetti di giustizia completamente diversi».
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Il cardinale germanico ha commentato anche il caso di Henry Nowak, uno studente diciottenne assassinato da un sikh nel dicembre 2025 a Southampton, in Inghilterra. L’assassino di Nowak, Vickrum Singh Digwa, ha falsamente dichiarato all’agente di polizia intervenuto sul posto che Nowak lo aveva insultato con epiteti razzisti e che non era stato accoltellato. La polizia gli ha creduto e ha ammanettato Nowak, già gravemente ferito, invece di prestargli soccorso. Il giovane è morto poco dopo in manette; il suo caso ha suscitato enormi polemiche nel Regno Unito e nel mondo occidentale.
«Non si tratta di un fallimento isolato; al contrario, rappresenta un esempio lampante di come la mentalità, il modo di pensare e l’approccio alle questioni dell’immigrazione di massa e di questo “scontro di culture” vengano gestiti in modo errato», ha affermato il Mullerro.
«E che il governo e il Parlamento britannici, così come i legislatori europei, debbano intraprendere un profondo processo di conversione per rendersi conto che questa opinione, basata unicamente su questa ideologia, non può creare una nuova e armoniosa coesistenza in Europa.»
Riguardo al basso tasso di natalità in Europa, Müller ha affermato di aver assistito, da bambino negli anni Cinquanta e Sessanta, a campagne di propaganda antinatalista.
«Non era semplicemente una conseguenza naturale che una coppia sposata avesse uno, due o tre figli, ma piuttosto c’era una deliberata campagna di propaganda contro le famiglie numerose, e questi genitori venivano intimiditi e poi emarginati», ha affermato. «Non si tratta di un giudizio generico, ma di una conclusione che scaturisce da queste esperienze personali».
Il principe della Chiesa aha osservato che il Club di Roma, un think tank globalista fondato nel 1968, stava diffondendo il panico riguardo all’idea che il mondo fosse sovrappopolato e che «bisognasse adottare misure drastiche per salvare il mondo da queste masse di persone»: «per loro tutto è lecito, persino l’uccisione di bambini non ancora nati, e qualsiasi altro mezzo, anche immorale, è stato impiegato a tale scopo. Il fine giustifica i mezzi».
Il cardinale Müller ha sottolineato la necessità di rafforzare le famiglie tradizionali e che padri e madri possano adempiere ai .loro ruoli distinti e ugualmente importanti.
«La vita familiare è strutturata in modo tale che i membri della famiglia non si disturbino a vicenda, ma si sostengano reciprocamente. In quanto donna, una madre è insaziabile quando si tratta dei suoi figli, per sua natura femminile. E anche il padre è molto importante per lo sviluppo della personalità di un bambino», ha affermato.
Nella maggior parte dei Paesi europei il tasso di natalità è inferiore a 1,5 figli per donna, e nessuno supera il tasso di 2,1 necessario per il ricambio generazionale. Allo stesso tempo, le donne provenienti da paesi africani e mediorientali residenti in Europa presentano tassi di natalità significativamente più elevati. In Norvegia, ad esempio, le donne immigrate siriane avevano un tasso di fertilità medio di 3,51 figli nel 2018, secondo i dati governativi.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa il cardinale Müller aveva affermato che «autoproclamati» globalisti stanno utilizzando l’immigrazione di massa per distruggere l’identità nazionale dei Paesi.
Il cardinale si era inoltre scagliato contro l’Agenda ONU 2030, che estenderebbe la sua influenza sin nel Sinodo.
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Immagine screenshot da YouTube
Immigrazione
La violenza studentesca contagia anche il Belgio
Belçika’nın Liege kentinde öğrenciler, hükümet karşıtı protesto gösterileri düzenliyor. pic.twitter.com/peDq12gwOL
— gdh (@gdhdijital) October 5, 2026
Manifestation des étudiants de plusieurs écoles liégeoises ce vendredi place Saint-Léonard pour dénoncer la réforme de l’enseignement et l’augmentation du coût de la vie dont notamment les tarifs du bus. @DESQUESNESF @valerieglatigny @WBE_officiel @Fil_law pic.twitter.com/HniBxkoPgd
— L-Post (@lpost10) October 2, 2026
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Gender
Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.
Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.
«Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.
«Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.
I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.
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Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.
L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.
Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.
A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Immigrazione
Catastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
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🚨 Vicenza, circa mille giovanissimi, quasi tutti di origine straniera, richiamati su TikTok dall’influencer “Ilvucumpra” per una “Aura Battle”. Il raduno finisce nel caos, con danni a Campo Marzo.
Chi sbaglia deve rispondere. Anche le famiglie vanno responsabilizzate. pic.twitter.com/0d8UwRpqpV — Lara Magoni (@LaraMagoni) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
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Peschiera del Garda de los pueblos más bonitos del Lago de Garda, uno de los más fáciles de visitar porque está muy bien comunicado con Milán y Verona. #italia #inseguridadciudadana Igual se han dado cuenta que no todas las culturas son respetables?. Y que pasan de integrarse ? pic.twitter.com/MqEwiHlMQe
— Politeia (@Politeia_ESP) June 9, 2022
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Nel 2005, nell’articolo Synthesizing Tyranny, Francis ribadiva: «Ciò che abbiamo oggi in questo paese, dunque, è sia anarchia (l’incapacità dello Stato di far rispettare le leggi) sia, allo stesso tempo, tirannia: l’applicazione delle leggi da parte dello Stato a fini oppressivi; la criminalizzazione dei cittadini onesti e innocenti attraverso una tassazione esorbitante, una regolamentazione burocratica, l’invasione della privacy e la manipolazione delle istituzioni sociali, come la famiglia e le scuole locali; l’imposizione del controllo del pensiero attraverso “corsi di sensibilizzazione” e programmi di studio multiculturali, leggi sui “crimini d’odio”, leggi sul controllo delle armi che puniscono o disarmano cittadini altrimenti rispettosi della legge, ma non hanno alcun impatto sui criminali violenti che si procurano armi illegalmente, e un vasto labirinto di altre misure. In una parola, anarchia-tirannia».
La questione è, come sempre, che se il sistema produce l’anarco-tirannia, allora significa che quello è lo scopo: secondo la celebre definizione, il punto di ogni sistema è ciò che fa. Secondo Francis, «lo Stato non “omette” di far rispettare le altre leggi; non ha alcuna intenzione di farle rispettare né alcun desiderio di farlo. L’anarchia-tirannia è del tutto deliberata, una trasformazione calcolata della funzione dello Stato, da uno Stato impegnato a proteggere i cittadini rispettosi della legge a uno Stato che tratta il cittadino rispettoso della legge come, nella migliore delle ipotesi, una patologia sociale e, nella peggiore, un nemico».Sostieni Renovatio 21
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