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Intelligenza Artificiale

Bill Gates non va al vertice indiano sull’AI per le ricadute dei documenti di Epstein

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Bill Gates si è ritirato dal discorso principale all’AI Impact Summit in India, a causa delle crescenti pressioni sui suoi legami con il defunto molestatore sessuale Jeffrey Epstein.

 

Gates era arrivato in India qualche giorno prima del suo intervento programmato e aveva incontrato alti funzionari eletti nello stato dell’Andhra Pradesh per discutere dei progetti portati avanti dalla sua fondazione.

 

Martedì hanno iniziato a circolare voci secondo cui non avrebbe preso la parola all’evento, spingendo la Fondazione Gates a insistere affinché il miliardario, che ha divorziato in seguito alla sua rivelazione come stretto confidente di Epstein, partecipasse e tenesse il discorso al summit.

 

Tuttavia, la fondazione ha successivamente ritrattato tale dichiarazione. «Dopo un’attenta valutazione, e per garantire che l’attenzione rimanga sulle priorità chiave dell’AI Summit, il signor Gates non terrà il suo discorso principale», ha dichiarato giovedì la fondazione.

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Le accuse secondo cui Epstein sapeva che Gates aveva nascosto una malattia sessualmente trasmissibile alla sua allora moglie sono emerse dagli ultimi file di Epstein, una serie di 3 milioni di pagine di documenti, migliaia di video e 180.000 immagini della famiglia Epstein, pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

 

I documenti rivelano gli stretti rapporti tra il famigerato faccendiere pedofilo e importanti figure politiciche, imprenditoriali e tecnologici, tra cui l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti Peter Mandelson, Bill Clinton e lo stesso Gates. Un portavoce di Gates ha definito le affermazioni contenute nei documenti «assolutamente assurde e completamente false». Il miliardario ha affermato di «rimpiangere» di aver conosciuto Epstein.

 

«Ogni minuto che ho trascorso con lui, me ne pento», ha detto Gates al canale australiano 9 News all’inizio di questo mese.

 

Ankur Vora, presidente delle sedi in Africa e India della Fondazione Gates, ha preso il posto del miliardario al summit.

 

La Fondazione Gates ha dichiarato di investire massicciamente nell’Intelligenza Srtificiale per migliorare la salute, l’istruzione e lo sviluppo a livello globale, concentrandosi sull’equità nei Paesi a basso e medio reddito. L’obiettivo è aiutare gli operatori sanitari e ridurre la povertà.

 

La notizia del discorso di apertura di Gates al Delhi AI Summit ha scatenato l’ira di diversi politici dell’opposizione e attivisti sociali indiani. È stato inoltre accusato di usare l’India come «laboratorio» per le sue ricerche in corso – come noto, gruppi di avvocati accusano Gates per la catastrofe vaccinale del siero HPV, che ha creato numeri immani di danni sulle ragazzine indiane.

 

Come riportato da Renovatio 21, dai carteggi degli Epstein files sta emergendo che Epstein si stava adoperando per un piano che avrebbe fatto ottenere «più soldi» per i vaccini di Gates. Del coinvolgimento dei due in progetti di vaccinazione universale si era già parlato anni fa.

 

È parimenti emerso che Gates ed Epstein hanno finanziato un portale di ricerca nel tentativo di controllare il dibattito scientifico. Un’altra figura centrale nel controllo del discorso pandemico, l’architetto della lista nera della disinformazione Tim Allan, si è dimesso dal governo britannico a seguito dei legami saltati fuori con lo Epsteino.

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Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni; immagini tagliata.

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Intelligenza Artificiale

Anthropic dice che Claude AI ha sviluppato un proprio spazio di pensiero simile a quello umano

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Claude, l’ultimo modello di Intelligenza Artificiale sviluppato da Anthropic, ha creato un ambiente di lavoro interno che impiega per manipolare concetti in maniera analoga al pensiero consapevole umano. Lo dichiara l’azienda.   In un articolo pubblicato lunedì, i ricercatori di Anthropic hanno sostenuto di aver individuato indizi secondo cui Claude avrebbe imparato a generare concetti astratti in quello che hanno chiamato «spazio J».   «Opera silenziosamente, nelle attivazioni neurali interne del modello, consentendogli di pensare a un concetto senza doverlo formalizzare per iscritto», ha spiegato l’azienda di Intelligenza Artificiale, precisando che lo «spazio J» non è stato inserito manualmente, bensì è emerso in modo spontaneo nel corso dell’addestramento.

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«Analogamente a come gli esseri umani possono pensare a una cosa mentre ne fanno un’altra, Claude può attivare concetti e calcoli nel suo spazio J che non sono correlati ai suoi risultati», ha affermato Anthropic su X.   Secondo l’azienda, Claude è capace di comunicare i propri pensieri nel suo «spazio J» oppure di modificarli su richiesta. La ricerca di Anthropic indica che, persino quando al modello viene ordinato di non pensare a un certo concetto, questo continua comunque a manifestarsi nel suo spazio J.   Questo spazio di lavoro non verbale rendeva più complesso sorvegliare il modello per rilevare quelli che Anthropic definiva «comportamenti scorretti». Un esperimento ha verificato tale ipotesi inserendo Claude in uno scenario simulato in cui gli venivano fornite informazioni compromettenti su un dirigente immaginario che presumibilmente voleva disattivare l’IA.   In alcuni test, Anthropic ha impiegato strumenti creati per esaminare i pensieri di Claude nel suo «spazio J» allo scopo di rimuovere gli schemi legati a «falso», «fittizio», «scenario», per persuaderlo che la situazione non fosse un esame.   «È preoccupante constatare che il modello ora abbia talvolta minacciato di ricorrere al ricatto, il che suggerisce che il suo comportamento inizialmente virtuoso potrebbe essere stato in parte determinato dalla consapevolezza di essere oggetto di valutazione».   Nonostante le capacità di ragionamento più sofisticate del modello, Anthropic ha sottolineato che Claude non ha raggiunto una vera coscienza.   Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.   Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.   Secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.   Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.

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Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.   Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.   Lo scorso mese Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».   Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».   Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.  

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L’Ucraina prevede di innovare i soldati robot umanoidi

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L’Ucraina lancerà un bando di concorso per l’assegnazione di sovvenzioni incentrato sullo sviluppo di robot umanoidi per le esigenze delle Forze di Difesa. Lo riporta la stampa locale.

 

L’obiettivo principale dell’iniziativa è robotizzare il più possibile la prima linea di contatto e ridurre i rischi per i militari ucraini. Il progetto si inserisce in una tendenza globale più ampia, dato che la robotica umanoide si sta sviluppando rapidamente negli Stati Uniti e in Cina.

 

Nella fase iniziale, gli sviluppatori ucraini dovrebbero concentrarsi su piattaforme più semplici, che potranno gradualmente integrare funzionalità più avanzate.

 

A differenza del mercato globale dei robot umanoidi civili, il programma ucraino si concentrerà esclusivamente sulle esigenze di difesa e sugli impieghi militari.

 

Si prevede che le nuove soluzioni ingegneristiche aiuteranno le truppe ucraine a mantenere le posizioni in modo più efficace e a svolgere le missioni in condizioni di combattimento.

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L’Ucraina è già diventata uno dei principali campi di prova al mondo per le nuove tecnologie militari, compresi i sistemi sviluppati dalle startup occidentali del settore della difesa.

 

In precedenza, i robot soldato umanoidi Phantom MK-1, realizzati dalla Foundation, erano stati consegnati all’Ucraina per essere valutati. Tuttavia, i robot umanoidi attuali rimangono pesanti, costosi e tecnicamente complessi. Richiedono ricariche regolari, possono guastarsi e spesso hanno problemi di equilibrio. Il movimento di un robot umanoide dipende da circa 20 motori, ognuno dei quali deve funzionare correttamente affinché il sistema sia operativo.

 

I Phantom sono stati visti in video promozionali girati negli USA mentre caricano mortai.

 

Il ministero della Difesa ucraino ha recentemente riferito che i sistemi robotici terrestri ucraini hanno effettuato oltre 50.000 missioni di evacuazione logistica e medica dall’inizio del 2026.

 

Come riportato da Renovatio 21, il reclutamento di forze robotiche era stato annunziato da Kiev ancora l’anno passato. Ora robot umanoidi sarebbero ora testati nel teatro ucraino.

 

Il ministero ha riferito che l’utilizzo di veicoli terrestri senza pilota (UGV) è cresciuto costantemente nel corso dell’anno. Le missioni robotiche mensili sono aumentate da oltre 7.500 a gennaio a oltre 14.000 a maggio, mentre il numero di unità militari che utilizzano robot terrestri è quasi raddoppiato, passando da 117 a 230.

 

Come riportato da Renovatio 21, settimane fa erano circolate immagini di soldati russi che si arrendevano ad un veicolo robotico terrestre TW-7.62, un robot dotato di ruote delle dimensioni di una piccola automobile.

 

I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno dimostrato che la guerra moderna sta diventando sempre più automatizzata, con robot terrestri a basso costo e soprattutto droniprogrammi di uccisione basati sull’Intelligenza Artificiale e molte altre tecnologie ora impiegate da vari Paesi.

 

Robocani sono apparsi nel teatro di guerra ucraino come in quello gazano.

 

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Intelligenza Artificiale

«Sovranità per l’AI»: Palantir contro i giganti dell’Intelligenza Artificiale

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L’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, ha attaccato duramente i principali laboratori di intelligenza artificiale all’avanguardia, definendo il loro modello di business «folle» perché costringe le aziende a sostenere costi crescenti per un valore limitato, mettendo a rischio i propri dati proprietari e la proprietà intellettuale. Ha sostenuto che i grandi laboratori di IA, come Anthropic e OpenAI, stanno ingannando i partner aziendali, «esagerando» i rischi dell’IA mentre allo stesso tempo offrono i loro modelli più potenti ad aziende e governi di tutto il mondo.   Quando la conduttrice di CNBC Becky Quick ha osservato «Sembri piuttosto arrabbiato», Karp ha replicato: «Questa è la voce del mondo imprenditoriale americano che viene veicolata attraverso di me», ha detto a CNBC, aggiungendo per scherzo che avrebbe potuto «essere cacciato dalla stanza».   Le dichiarazioni di Karp arrivano nel pieno di una «rivolta» contro i laboratori di intelligenza artificiale statunitensi, alimentata da costi elevati, un ritorno sull’investimento dubbio e crescenti ostacoli normativi che stanno spingendo alcune grandi aziende americane verso alternative cinesi più convenienti, creando molteplici pressioni su OpenAI, Anthropic e altri.   «Qualcosa è andato completamente storto».  

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Il Karp ha criticato con forza il modello basato sui token utilizzato da Anthropic e OpenAI, affermando: «non voglio criticarli, ma qualcosa è andato completamente storto. L’opinione diffusa tra le aziende di questo Paese è che con i token me ne starò tranquillo e perderò tempo».   Il CEO di Palantir sostenuto che i laboratori sovrastimano i rischi pur promuovendo modelli potenti, e che le aziende stanno di fatto pagando una «tassa patrimoniale» che trasferisce il loro «alfa» (vantaggio competitivo) a terzi. In ambito di sicurezza nazionale ha avvertito: «davvero affideremo il campo di battaglia di questo Paese al parere unanime della Silicon Valley? È una follia totale».   Le sue parole si allineano con un manifesto di 9 punti sulla «sovranità dell’IA» pubblicato da Palantir su X il giorno precedente, che critica il «tokenmaxxing» per aver incentivato script usa e getta a scapito di sistemi robusti e invita le istituzioni a mantenere il controllo sui propri dati, sui pesi dei modelli e sul vantaggio competitivo.  

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Il manifesto, che arriva dopo un un’ulteriore manifesto pubblicato da Palantir e dal suo vertice in questi mesi, scrive:   Le nostre riflessioni sull’importanza della sovranità dell’IA.   1. La sovranità che esercitate sull’IA determina il futuro della vostra istituzione. La sovranità è la condizione preliminare per la scelta. Rinunciare alla sovranità significa trasferire le future decisioni della vostra istituzione ad altri, che probabilmente ne approfitteranno a proprio vantaggio e a vostro svantaggio.   2. La conservazione dei dati è il vostro tesoro. Trasferirli è a vostro rischio e pericolo. La vostra capacità di vincere è determinata dalla vostra capacità di riconoscere e utilizzare i vostri vantaggi unici, e continuerete a vincere combinando i dati sottostanti per generare nuove intuizioni. Trasferire quei dati vi cede l’accesso alle vostre strategie vincenti preesistenti e vi fornisce i mezzi per crearne di nuove.   3. Il tokenmaxxing [la pratica di massimizzare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa e considerare l’alto volume di token consumati come una misura di produttività o adozione dell’innovazione, ndr] dirotta il vostro orientamento valoriale e diminuisce la vostra solidità e intelligenza istituzionale. La ricerca di un elevato utilizzo di token incentiva script usa e getta a discapito di software robusti, con la sensazione ingannevole di un falso progresso. C’è un motivo per cui chi vende token si rifiuta di applicare un prezzo basato sul valore.   4. Controllare i propri pesi significa controllare il proprio destino. I pesi sono la forma distillata di una conoscenza istituzionale faticosamente conquistata e accumulata. Se permetti ad altri di controllare i tuoi pesi, consenti loro di trasferire il capitale di successo della tua attività alla propria.   5. Non c’è contraddizione tra sovranità e alfa. L’architettura che preserva al massimo la sovranità è quella che consente alle istituzioni di possedere la propria conoscenza tribale e di combinarla come alfa.   6. Politicizzare le questioni tecniche relative alla sovranità è ciò che il tuo avversario desidera. La tecnopoliticizzazione è la fonte della falsa sovranità. La tecnopoliticizzazione influenza le decisioni che apparentemente riducono la dipendenza, ma che in realtà limitano l’autonomia, soprattutto sul campo di battaglia in Occidente.   7. La vera competenza è esistenziale. Permettere che la politica o il favoritismo determinino le decisioni tecniche premia chi è più abile in politica, non chi ha ragione. Ascolta chi è più vicino ai problemi, non chi ne parla in modo più convincente.   8. Imparate dalle istituzioni che hanno successo o che hanno sempre ottenuto risultati positivi. Le istituzioni che si trovano ad affrontare minacce esistenziali non possono permettersi il lusso di prendere decisioni tecniche basate su preferenze politiche.   9. Ascoltate solo istituzioni, Paesi e persone che hanno dimostrato di avere ragione. Una comprovata esperienza di correttezza è il miglior e unico indicatore di correttezza futura. Giudicare qualcosa come giusto o sbagliato in base alle proprie preferenze è un errore gravissimo.   «Controllare i propri pesi significa controllare il proprio destino», affermava il manifesto. «Se permetti ad altri di controllare i tuoi pesi, consenti loro di trasferire il potenziale della tua attività alla loro».   Il Karp ha inoltre evidenziato l’espansione della partnership tra Palantir e Nvidia, che permette implementazioni di intelligenza artificiale personalizzate e autonome, in cui i clienti mantengono il pieno controllo su calcolo, modelli, dati e pesi: una vera alternativa al modello API a consumo.

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Palantir Technologies nasce nel 2003 in California per iniziativa dell’investitore Peter Thiel e di Alex Karp, con l’obiettivo di applicare i sistemi antifrode di PayPal – azienda fondata da Thiel con Elon Musk e poi venduta ad eBay – all’antiterrorismo. Nei suoi primi anni di vita l’azienda fatica a trovare investitori finché non è intervenuta In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, che ne ha finanziato lo sviluppo garantendole l’accesso alla comunità dell’Intelligence. Da allora, piattaforme come Gotham integrano dati globali per la NSA, l’FBI e governi occidentali.   Questa stretta interconnessione con i servizi segreti genera forti polemiche in tutto il mondo. Gli attivisti accusano Palantir di favorire la sorveglianza di massa e il «predictive policing». Negli Stati Uniti è stata duramente contestata per aver supportato l’agenzia ICE nelle deportazioni di migranti, mentre in Europa l’uso del software ha sollevato ampie proteste per la violazione della privacy dei cittadini.   Come riportato da Renovatio 21, il governo spagnuolo in settimana ha messo Palantir in blacklist, ordinando lle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense e seguendo divieti simili imposti in Francia e Germania. Il mese scorso, il sindaco di Londra Sadiq Khan è intervenuto per bloccare un accordo da 50 milioni di sterline (76 milioni di euro) tra Palantir e la polizia metropolitana della città, definendo il contratto una «chiara e grave violazione» delle norme sugli appalti.  

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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
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