Oligarcato
Andrea liberato ma ancora sotto inchiesta
Andrea d’Inghilterra, fratello di re Carlo III, è stato rilasciato dalla polizia britannica dopo quasi 12 ore di interrogatorio seguito al suo arresto di giovedì. Resta comunque sotto inchiesta per sospetta cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche.
L’anno scorso Andrea – che ora chiamano pudicamente con nome e cognome, «Andrew Mountbatten-Windsor» – è stato privato dei suoi titoli reali a causa della sua passata amicizia con il finanziere statunitense e molestatore sessuale caduto in disgrazia Jeffrey Epstein.
Il principe è il primo membro anziano della famiglia reale ad essere arrestato nella storia moderna. L’unico altro caso di reale arrestato è quello di Carlo I (1600-1649), arrestato nel 1646 e processato nel 1649, e quindi condannato a morte per decapitazione. La sua esecuzione provocò un’onda d’urto in tutta Europa e segnò una nuova era nel governo inglese, che portò alla fondazione del Commonwealth sotto Oliviero Cromwell.
L’Andrea è stato arrestato nella sua abitazione temporanea, la residenza privata del re a Sandringham, nel Norfolk, intorno alle 8 del mattino. La polizia ha effettuato perquisizioni a Wood Farm, all’interno della tenuta, e ad alcuni indirizzi nel Berkshire.
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«Giovedì abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina di Norfolk con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio. L’uomo arrestato è stato ora rilasciato sotto inchiesta», ha dichiarato la polizia della Thames Valley in una breve dichiarazione, badando bene a non nominare il principe, anche se gli spifferi erano oramai trapelati ovunque.
Re Carlo ha affermato che «la legge deve fare il suo corso» e che la polizia gode del suo «pieno e sincero sostegno e della sua collaborazione». In pratica il re molla suo fratello, facendo scendere il velo sul casato che vuole chiamarsi «famiglia» reale.
Come riportato da Renovatio 21, ancora sei anni fa il dipartimento di Giustizia USA vuole interrogare il Principe Andrea d’Inghilterra, ma lui aveva rifiutato. Pochi giorni fa il direttore della Pubblica Accusa Stephen Parkinson in merito ai reali britannici aveva dichiarato che essi non sono «al di sopra della legge».
Il principe, che ha negato ogni illecito, è tornato nuovamente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il mese scorso, dopo che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato nuove e-mail e foto relative al caso Epstein.
Si sostiene che Epstein si sia vantato in un’email di aver ricevuto informazioni da Mountbatten-Windsor e da Peter Mandelson, l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti caduto in disgrazia, scrivendo: «Ho il Regno Unito in pugno». Come riportato da Renovatio 21, il Mandelson pare abbia scritto quella che è stata definita come una «lettera d’amore» all’Epstein.
Nel 2022, Andrea raggiunse un accordo extragiudiziale con Virginia Giuffre, che lo accusava di violenza sessuale. Giuffre sosteneva che Epstein e la sua stretta collaboratrice Ghislaine Maxwell – amica del principe e di vasta parte dell’élite britannica – l’avessero condotta dall’ex principe nei primi anni 2000, quando aveva 17 anni.
La Giuffre si sarebbe suicidata nel 2025 e le sue memorie pubblicate postume hanno spinto il re a privare Andrea dei suoi titoli.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa il premier Keir Starmer ha invitato Andrea a testimoniare per i suoi legali con l’Epstein. Lo stesso Starmer, tuttavia, è ora sotto pressione, perché vari membri del suo gabinetto, incluso il Mandelson, si sono dimessi a catena quando è emerso che il loro nome è presente nei file sul banchiere satrapo desecretati da Washington: si sono dimessi il direttore delle comunicazioni Tim Allan e il capo di gabinetto Morgano McSweeney, quest’ultimo legato anche alla repressione del dissenso mondiale durante il COVID.
Renovatio 21 ribadisce il pensiero secondo cui Andrea – di grande peso mediatico, perché principe, ma di poco peso politico – costituisca il capro espiatorio ideale per il caso Epstein, con grandi nomi che continuano a rimanere celati e altri che vengono centellinati al pubblico senza comunque che vi sia nessuna conseguenza legale e pure mediatica.
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Immagine di Chatham House via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Papa Leone nomina consultori che sostengono l’«ordinazione» delle donne e l’agenda di Davos
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Oligarcato
Venditore d’auto diventa principe del Belgio: è figlio segreto del fratello del re
Un venditore di auto è diventato principe belga a soli 26 anni, dopo che il fratello del re lo ha finalmente riconosciuto come suo figlio segreto.
Clément Vandenkerckhove è stato legalmente riconosciuto come figlio ed erede dal principe Lorenzo, 63 anni, fratello minore di re Filippo, in una sobria cerimonia in municipio circa sei mesi fa, ma i dettagli sono emersi solo ora, secondo quanto riportato mercoledì dal giornale britannico Telegraph.
Il nuovo principe ora ha pari diritti di successione sul patrimonio privato di Laurent con la sorellastra, la principessa Luis , di 20 anni, e i fratellastri, il principe Nicola, di 20 anni, e il principe Almerico, di 19 anni.
Tuttavia, nonostante il nuovo titolo del Vandenkerckhove, non riceverà un’indennità reale, non assumerà incarichi ufficiali né acquisirà alcun diritto al trono belga.
Vandenkerckhove non ha ancora deciso se adottare il cognome di Lorenzo, cioè quello del celeberrimo casato Sassonia-Coburgo, dal quale provengono anche gli «inglesi» Windsor, che cambiarono nel nome di una cittadina inglese solo per operazione di rebranding.
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«Potrei anche volerlo fare, ma sono orgoglioso del nome Vandenkerckhove», ha dichiarato di recente a Het Nieuwsblad. «Se dovessi sacrificare il nome della mia famiglia, sarebbe un tradimento di tutto ciò che mia madre ha fatto per me».
Il segreto reale è rimasto sepolto per anni, finché lo scorso settembre Vandenkerckhove non è apparso in un documentario televisivo sull’emittente belga VTM, confermando pubblicamente che Lorenzo era il suo padre biologico.
Vandenkerckhove è nato nell’agosto del 2000 da Wendy Van Wanten, cantante belga, il cui vero nome è Iris Vandenkerckhove. La donna ebbe una molto chiacchierata relazione con il fratello del re negli ann i Novanta , dopo essersi conosciuti a una sfilata di moda a Parigi, prima che lui sposasse la principessa Claire nel 2003.
Nel documentario, Vandenkerckhove affermava che sua madre gli rivelò finalmente che il principe Lorenzo era suo padre quando lui aveva 16 anni. Quattro anni dopo, si fece coraggio e chiamò il principe, e i due si sottoposero infine a un test del DNA che rivelò una compatibilità del 99,5%.
«Siamo andati insieme in ospedale e ricordo che mi disse: “Vado prima io, così ti sentirai più tranquilla”», ha raccontato Vandenkerckhove a VTM.
Il principe Lorenzo ha poi confermato che Vandenkerckhove era suo figlio biologico, affermando di aver avuto con lui «conversazioni aperte e sincere» in privato negli ultimi anni.
Nel 2013, Vandenkerckhove aveva incrociato la strada di Laurent in un centro commerciale, senza rendersi conto che quell’uomo fosse il suo padre biologico.
Prima di diventare principe, Vandenkerckhove lavorava come venditore di auto presso una concessionaria Opel a Deinze, costruendosi una vita ben lontana dalla famiglia reale belga, secondo quanto riportato da Het Nieuwsblad. Il Clemente ha studiato grafica ed è noto per la sua passione per le auto sportive e i cavalli.
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L’ultimo segreto della famiglia reale riecheggia la storia della famiglia di Laurent. Suo padre, l’ex re Alberto II, 92 anni, ha trascorso anni a combattere una battaglia legale per il riconoscimento della paternità prima di ammettere nel 2020 di aver avuto una figlia da una relazione extraconiugale.
Delphine Boël, 58 anni, alla fine ha vinto la sua battaglia legale e le è stato concesso il titolo di principessa. Ora usa il nome di Delphine de Saxe-Coburg.
Il principe Lorenzo – nome per esteso Lorenzo Benedetto Baldovino Maria – è il terzogenito di Alberto II e di Paola Ruffo di Calabria, è quindicesimo in linea di successione al trono. Negli anni Novanta ha vissuto negli USA per lavorare al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, per poi tornare in patria per uno stage alla Commissione Europea. Nel 2014, è stato nominato ambasciatore speciale della FAO.
La sua Fondazione Prince Laurent è impegnata nel miglioramento del rapporto tra gli animali (anche selvatici) e gli esseri umani. È coinvolto anche in altre associazioni ambientaliste, al punto che – visti alcuni episodi imbarazzanti – la stampa belga lo chiama «ecolo-gaffeur».
Nel marzo 2011 un suo viaggio nella Repubblica Democratica del Congo (Paese che ha un passato oscuro di colonia belga), compiuto alcuni mesi prima delle elezioni presidenziali, suscitò polemiche. Le polemiche nacquero perché il principe Lorenzo intraprese quel viaggio senza il permesso del governo belga, che glielo aveva esplicitamente sconsigliato per iscritto, e contro la volontà di suo padre, l’allora re Alberto II.
La polemica scoppiò quando emerse che Lorenzo aveva disatteso le istruzioni del governo e del re, compiendo una visita non autorizzata in Congo, ex colonia belga che intrattiene rapporti delicati con la sua ex potenza coloniale. Durante il viaggio incontrò anche il presidente congolese Joseph Kabila, senza alcuna copertura diplomatica ufficiale.
L’allora primo ministro belga Yves Leterme attaccò duramente il principe in parlamento, sostenendo che avesse «disatteso i propri obblighi» recandosi nell’ex colonia belga del Congo nonostante le chiare obiezioni scritte del governo a restarne fuori, incontrando brevemente il presidente Kabila senza alcuna supervisione diplomatica.
Lorenzo sostenne che il viaggio fosse privato e finalizzato a promuovere cause ambientali, ma alcuni resoconti giornalistici riferirono che le spese di viaggio e soggiorno fossero state coperte da Kabila e da un milionario belga con forti interessi commerciali in Congo — un dettaglio che alimentò ulteriormente i sospetti sulla natura del viaggio, specie a ridosso delle elezioni presidenziali congolesi.
Il governo congolese, dal canto suo, reagì con irritazione, giudicando paternalistici i tentativi belgi di impedire la visita di Lorenzo a Kabila.
L’episodio si inserisce in una lunga serie di «gaffe» diplomatiche del principe (viaggi in Libia ai tempi di Gheddafi, la partecipazione nel 2017 a un evento dell’ambasciata cinese senza autorizzazione, etc.), che nel tempo gli sono costate più volte tagli al suo appannaggio annuale.
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Immagine screenshot da YouTube
Intelligenza Artificiale
La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»
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