Comunicati
Sostenete Renovatio 21. Per il Natale, per il futuro.
Siamo quasi arrivati alla fine. Anche questo 2023, terrificante quanto gli anni precedenti, sta finalmente finendo.
È stato, se ci guardiamo indietro, mostruoso, estenuante. Guerra e devastazioni, malattie, degrado massivo dell’essere umano: se sapete molto di quello che è successo, forse lo sapete tramite Renovatio 21. Ci sono tante cose che altri giornali e siti hanno (debitamente, programmaticamente, stupidamente: scegliete voi voi) tralasciato, mentre noi abbiamo reputato fondamentali. Ci sono tanti puntini che abbiamo unito solo noi: qualcuno dei lettori lo capisce, e ci ringrazia, ma siamo noi che ringraziamo loro.
Tuttavia, abbiamo anche cercato, talvolta, di farvi ridere, di intrattenervi – e di divertirci pure noi. Mica la vita è fatta solo delle trame della Cultura della Morte e delle rabbie conseguenti, e quindi abbiamo ritenuto di parlarvi di uomini ignudi ambulanti, orche teppiste, emissioni di gas politici, canguri infami, pomodori spaziali, diplomazie con Paesi inesistenti, diplomazie fecali, maratoneti con l’auto, maratoneti indisposti, fidanzati robetici, suore da Football, lontre ladre, vescovi leopardati, vampiri, equitazione senza cavalli, squali drogati, meteoriti che colpiscono gente al bar, «buchi bonus», e chissà cos’altro. E poi, ovviamente, robocani, robocani ovunque. Uno dei grandi classici di Renovatio 21. Vabbè.
Se vi abbiamo strappato un sorriso, dopo tante puntali notizie apocalittiche, ci basta.
Il lavoro tuttavia continua, con il peso, con l’impegno che esso comporta. Il 2024, lo avete capito da voi, sarà un altro anno tosto.
Vi chiediamo, quindi, di aiutare Renovatio 21 a proseguire. Come vi abbiamo detto stiamo cercando, con molta fatica, di rendere sostenibile – economicamente, umanamente – questo sito. Per farlo, vogliamo offrirvi di più. Voglia sopravvivere solo se diverremo più grandi, se diverremo migliori. Bonum est diffusivum sui, diceva San Tommaso.
Eccoci, quindi, che vi chiediamo un contributo concreto per potere continuare questo percorso.
Potete fare una donazione con PayPal o carta di credito
Parimenti, abbiamo aperto un conto bancario per ricevere donazioni via bonifico, dove è importante sempre specificare la causale:
Causale «Sostegno al giornalismo indipendente»
Roberto Dal Bosco
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IBAN IT69U0338501601100000159958
Lasciamo qui anche il codice QR per le donazioni.
Per ogni altra forma di sostegno – anche morale, spirituale, culinaria – potete contattarci. Risponderemo.
Troviamo indicativo che l’anno si concluda sempre con il Natale: un ciclo va a finire proprio quando nasce il bambino. La vita sopra gli sforzi che ti esauriscono. La vita sopra la morte.
L’anno muore, ma il Natale è lì pronto a segnare che un altro anno, una nuova vita, sta ripartendo. Perché senza Natale non c’è futuro.
Vi chiediamo, quindi: aiutateci a fare il Natale. Aiutateci a costruire, insieme, il futuro.
Buon Natale.
Renovatio 21
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Buon solstizio cari lettori
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Renovatio 21 oltre i 21.000 articoli. Sostenete questo flusso verso l’infinito
Renovatio 21 ha superato la barriera dei 21.000 articoli. In realtà gli articoli pubblicati ad oggi sono 21.131, ma eravamo troppo impegnati a produrre il giornale per festeggiare. E pensare che solo a febbraio avevamo celebrato i 20.000. Il tempo passa, il lavoro continua – senza requie.
Lo sapete: sono 21.000 (ventunmila) articoli scritti in poco più di una manciata di anni. Articoli che escono ogni giorno che il Signore mette in Terra. Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, Ferragosto, primimaggi, compleanni, onomastici – in nessun giorno è mancato un aggiornamento di Renovatio 21 con almeno una diecina di articoli.
Gli americani la chiamano consistency, per noi è semplicemente vocazione, impegno, dovere: ad un certo punto, e non sappiamo ancora bene come, abbiamo deciso di affrontare la sfida dell’informazione libera, cioè dell’informazione vera, cioè di ciò che è necessario alla vita nell’ora dell’impero della Necrocultura.
Comme d’habitude, prendiamo l’occasione per chiedere un sostegno alla nostra testata. Una donazione, un acquisto effettuato nel nostro shoppo.
Oppure, se avete la possibilità, una sponsorizzazione: Renovatio 21 sta aprendo alla pubblicità – intesa all’antica, senza tracciamento di dati – e quindi è in cerca di sponsores. Essendo Renovatio 21 una testata registrata in tribunale – cioè un giornale vero e proprio – le spese pubblicitarie sono detraibili per l’inserzionista al 100%. C’è di più: se l’anno prossimo si investe l’1% in più in pubblicità su una testata rispetto a questo anno, lo Stato garantisce il 75% di credito di imposta. C’est-à-dire, pagate 1 e fate pubblicità 4x.
Ribadiamo: ora come ora questo progetto non è sostenibile economicamente – in realtà nessun giornale lo è, e vive tra aiuti di Stato e i milioni di oligarchi che vogliono controllare porzioni dell’opinione pubblica: ecco perché nessun giornale è libero come lo siamo noi.
Eppure noi non stiamo mollando, anzi: stiamo trovando le sostanze per iniziare la pubblicazioni di libri. Diversi titoli di capitale importanza sono in produzione. Trovare i soldi per stamparli non è cosa ancora del tutto compiuta. La Renovatio 21 Editore di fatto esiste già, abbiamo solo bisogno di un kickstart che non comprometta tutto il resto.
Scusate la sincerità. Crediamo tuttavia che sia la cosa che apprezzate.
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Grazie dal profondo del cuore.
Questo flusso, di cui se state leggendo siete anche voi parte, va avanti, all’infinito. Aspira all’Infinito. Cerca l’Infinito. Vive per l’Infinito.
Voi siente dentro. Speriamo che leggere Renovatio 21 ve lo faccia capire, ogni giorno.
Roberto Dal Bosco
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Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21. Per la Vita, contro la morte
Come tutti gli anni, anche questo 25 aprile, auguriamo Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21.
Lasciamo che il cittadino sincero-democratico della Repubblica nata dalla Resistenza (tssss) festeggi pure la liberazione dal fascismo: quella che è servita ad introdurre la finzione democratica che ci ha portato – ricordate – al biofascismo.
Eh sì: la Repubblica nata dal grande sforzo partigiano (James Jesus Angleton, chi era costui?) per combattere le orrende coercizioni e gli sterminii del totalitarismo nazifascista ci ha portato l’apartheid biomolecolare e, nell’ultimo mezzo secolo, lo sterminio degli innocenti nel grembo materno, con numeri multipli di quelli della bomba atomica, ora moltiplicati con il fattore degli embrioni disintegrati per fare ai cittadini repubblicani i bambini in provetta.
Dall’antifascismo al biofascismo è stato un passo piuttosto breve. E quindi, lasciamo pure che i goscisti (cioè, i figli, i nipoti, nell’attesa che vengano inghiottiti dalla risacca maranza che hanno contribuito a creare) festeggino la «Liberazione» – è crollata una repubblichina «sociale», che Mussolini (che nulla aveva capito dell’evo di politica della morte che si stava caricando) voleva persino chiamare «socialista» – e si è installata una «Repubblica fondata sul lavoro», e già qui non si capisce come si possa essere liberati se poi bisogna lavorare. Qui ci starebbe il ricordo del film Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, dove, verso la fine, quando dicono al protagonista Franco Citti che bisogna lavorare, lui risponde «Ma ndove stamo, a Bughenvald?».
Certo, questa cosa del principio politico assoluto del lavoro, incistato sovieticamente nel primo articolo della Costituzione più bella del mondo, poi è stato calpestato in ogni maniera possibile, e sappiamo quante cause di persone che hanno rifiutato il ricatto vaccinale sono ancora in corso.
Massì. Lasciamoli alle loro marcette, organiche e salubri come un pasto in Autogrill. Ovviamente che ne daremo puntualmente conto se poi nell’annuale promenade meneghina da Piazzale vi fossero numeri come negli scorsi anni, quando con i partigianofili sfilarono gli ucronazisti («Azovdimmerda!» ebbero a dire certuni scandalizzati) o perfino serque di bandierone della NATO (!) con la Rosa dei Venti tra le falci e i martelli, in una koiné di simboli apparentemente politici opposti che ne fanno emergere di fatto la cifra esoterica.
E che, finalmente i padroni, i veri vincitori, vogliono tirare dal mezzadro repubblicano la decima del Dopoguerra? Chi ha bombardato l’Italia e l’Europa ora dice alle figure cartonate della sinistra che comandano loro, e che tutta la narrazione resistenziale è ascrivibile alla favola di Fedro del «calcio dell’asino».
Ah, saperlo. Del resto tra i segretari della NATO ad una certa si facevano nomi di capi della sinistra parlamentare italiana. Qualcuno se ne accorge, i figli del PCI ora sono i reggicoda dei Darth Vadere dell’Impero più oscuro dell’universa. Altri non vedono, altri ancora fanno finta di niente, e proseguono fischiettosamente.
Vabbè, ci stiamo incancrenendo: in realtà questo doveva essere un articolo di puri auguri, magari ricordando che oggi, nel giorno di San Marco, è fatto spesso di scampagnate sull’erba con la primavera che batte decisa. Tutti i veneziani ed ancora molti veneti conoscono questa realtà: il 25 aprile è il giorno della gita in compagnia e del pic-nicco, è il giorno della natura generosa e del riposo.
Pax tibi Marce Evangelista Mevs. Sono le parole, che, secondo la leggenda, un angelo apparso sottoforma di Leone Alato a San Marco Evangelista, naufrago nella laguna. Hic requiescet corpus tuum. Qui risposerà il tuo corpo.
La Pace, sapeva la Serenissima, è il fondamento della stabilità, della prosperità – della Vita.
Un concetto apparentemente semplicissimo, che tuttavia nell’ora della Necrocultura divenuta sistema operativo dello Stato moderno, pochi sembrano aver presente.
Per noi, invece, è chiarissimo. La Vita prima di ogni cosa. La Vita contro la morte.
La pace sia con voi, lettori.
Roberto Dal Bosco
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