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Persecuzioni

Uomo prende di mira i «simboli religiosi cristiani» nell’attacco a una chiesa francese

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Una chiesa cattolica a Mulhouse, in Francia, è stata vandalizzata dopo che un uomo ha danneggiato una croce dell’altare e tre confessionali prima di lasciare l’edificio. Lo riportano Le Figaro e Tribune Chrétienne.

 

Il 5 luglio un uomo è entrato nella chiesa cattolica di Saint-Étienne a Mulhouse, nel dipartimento dell’Alto Reno, e ha vandalizzato diversi arredi liturgici. È importante sottolineare che non è stato rubato nulla.

 

La chiesa, aperta al pubblico tutti i giorni, era vuota al momento dell’accaduto. L’episodio è durato circa cinque minuti ed è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza della chiesa. Il filmato mostrerebbe il sospettato entrare nel santuario «in pantaloncini, a torso nudo e scalzo», gettando a terra la croce dell’altare.

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Secondo Le Figaro, «lo stesso individuo ha poi afferrato un vaso e ne ha rovesciato il contenuto – acqua e fiori – sull’altare. Ha continuato la sua furia a volto scoperto, sfondando le porte di tre confessionali usando la croce come piede di porco». Alcuni di questi confessionali risalgono all’inizio del XIX secolo. Grazie alle telecamere di sorveglianza, è stato anche possibile vedere che «l’autore del gesto è fuggito con un secondo individuo» che lo attendeva all’esterno.

 

«Ha insistito e ha preso di mira i simboli religiosi cristiani», ha detto padre Pascal Boulic, parroco di Saint-Étienne. Boulic ha anche affermato che, nei cinque anni trascorsi dal suo arrivo a Mulhouse, la parrocchia non aveva «mai vissuto» un episodio di questo tipo.

 

In seguito alla denuncia presentata dal sacerdote il 6 luglio, un uomo di 37 anni è stato arrestato per vandalismo. Tuttavia, il presidente della regione Grand Est, Franck Leroy, ha già precisato in una dichiarazione che sarà innanzitutto necessario chiarire «il suo grado di discernimento al momento dei fatti». L’identità del vandalo non è stata resa nota.

 

Negli ultimi mesi, la Francia ha assistito a un drammatico crollo del senso del sacro, visibile sia nel crescente numero di profanazioni violente contro le chiese cattoliche, sia nell’atteggiamento permissivo di gran parte del clero.

 

Tre settimane fa altre due storiche chiese sono andate a fuoco in Francia a poche ore di distanza l’una dall’altra.

 

La profanazione delle chiese in Francia – almeno di quelle che non sono in vendita – è un fenomeno continuo ed agghiacciante. Al vandalismo si aggiunge spesso la piromania.

 

Come riportato da Renovatio 21, in precedenti incidenti, giovani satanisti locali sono stati giudicati colpevoli di incendio doloso e di altri atti di vandalismo anticristiano. A novembre era stata vandalizzata persino la chiesa parrocchiale di Lourdes.

 

Sono stati perpetrati anche attacchi islamici. Solo di recente, nella notte tra il 14 e il 15 luglio, una chiesa del XIX secolo con una struttura metallica nel XIV arrondissement di Parigi, Notre-Dame-du-Travail (Nostra Signora del Lavoro), è stata ricoperta di graffiti ostili, tra cui «Sottomettetevi ad Allah, infedeli, pregate 5 volte al giorno» e “Bast … Gesù, un solo dio Allah». Anche l’organo della chiesa è stato distrutto.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la chiesa di Saint-Martin-des-Champs a Parigi fu attaccata con una bomba molotov.

 

Secondo i dati dell’unità centrale di Intelligence criminale francese, solo nel 2018 sono stati registrati 877 attacchi a luoghi di culto cattolici in tutto il Paese. Si tratta di un incremento quasi di un ordine di grandezza: 129 chiese erano state vandalizzate nel 2008.

 

Il calcolo fatto è che la Francia stia perdendo un edificio religioso ogni due settimane.

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Mesi fa un incendio è scoppiato presso la cattedrale gotica di Rouen. Le immagini della scena non possono che ricordare un altro incendio devastante scoppiato nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi nel 2019. Anche quell’incendio era scoppiato durante i lavori di ristrutturazione e aveva finito per distruggere l’iconica guglia di Notre Dame

 

Come riportato da Renovatio 21, due estati fa al mistero dell’incendio di Notre Dame si è aggiunta la storia del capo della ristrutturazione, Jean-Louis Georgelin, trovato morto vicino a un passo di montagna nel Sud-Est della Francia. Il decesso dell’uomo è stato definito come «incidente». Nel settembre 2024 un grave incendio ha distrutto il campanile, il tetto e la struttura della chiesa dell’Immacolata Concezione a Saint-Omer, vicino a Calais, nel nord della Francia

 

Come riportato da Renovatio 21, a Parigi, il mese scorso, alcune chiese sono state utilizzate come location per spettacoli con simboli occulti o blasfemi, approvati dalle autorità ecclesiastiche, durante la Notte Bianca cittadina. In un caso, la protagonista è una DJ lesbica obesa vista anche durante le scene sacrileghe dell’apertura dell’Olimpiade parigina 2024

 

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Immagine di Edelseider via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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Immigrazione

Riemerge il ricordo dell’immigrato clandestino incontrato da Bergoglio che uccide un sacerdote e incendia una cattedrale

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L’incontro di Papa Francesco con un immigrato clandestino che in seguito ha incendiato una cattedrale francese e assassinato un prete cattolico sta ricevendo nuova attenzione, mentre il Vaticano continua a incoraggiare l’immigrazione di massa.   I commentatori hanno notato il collegamento tra Francesco e l’assassino, il richiedente asilo ruandese Emmanuel Abayisenga, in risposta a un video diventato virale che mostrava Papa Leone XIV dare il benvenuto a un gruppo di migranti appena arrivati in Sicilia via mare.   Come noto, lo scorso 4 luglio, Leone ha declinato l’invito di partecipare ai festeggiamenti per il quarto di millennio del suo Paese, gli USA, per fare mostrarsi tra gli immigrati nell’isola di Lampedusa, e posare pure con un’opera d’arte contemporanea discutibile, la «Porta d’Europa» di Mimmo Paladino.    

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Alcuni ora si chiedono se alcuni di questi personaggi africani che stringono la mano al papa potrà diventare un persecutore materiale del cristianesimo in terra europea.   Francesco aveva salutato Abayisenga nel 2016 durante un’udienza per «persone socialmente escluse». L’evento in Vaticano si era svolto nell’ambito del «Festival europeo della gioia e della misericordia» durante il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.   Il quotidiano francese La Croix ha riportato l’incontro nel 2021, dopo l’arresto di Abayisenga per il brutale omicidio di padre Olivier Maire. Quel giorno di agosto, il migrante picchiò a morte padre Maire, il superiore provinciale francese dei Missionari di Montfort.   Abayisenga aveva trascorso diversi mesi in prigione per aver appiccato il fuoco alla cattedrale di Nantes, risalente al XV secolo, l’anno precedente. L’incendio, per domare il quale ci vollero circa 100 vigili del fuoco, distrusse l’organo principale della chiesa e mandò in frantumi le vetrate.   Secondo La Croix, «arrivato in città nel 2012, il ruandese si è posto sotto la protezione della comunità cristiana locale».   Abayisenga è stato rilasciato nel maggio 2021 a condizione che risiedesse nella comunità montfortiana di padre Maire a Saint-Laurent-sur-Sèvre. Ha ucciso il sacerdote poco dopo essere tornato nella comunità in seguito a un ricovero psichiatrico. Il processo ad Abayisenga si è concluso lo scorso gennaio. Un tribunale francese lo ha condannato a 30 anni di carcere e all’espulsione dal Paese al termine della pena.   Secondo quanto riportato da La Croix, la famiglia del migrante aveva partecipato al genocidio ruandese contro il popolo dei Vatussi.   Nel 2016, in occasione del «Giubileo per le persone socialmente escluse», Francesco aveva affermato che i poveri sono «più inclini a essere artefici di pace». Aveva inoltre rilasciato numerose altre dichiarazioni discutibili e provocatorie, come ad esempio che «tutte le religioni devono crescere nella pace» e che «tutte le religioni sono messaggere di pace». «Aiutateli, ciascuno secondo la propria religione», aveva detto il pontefice detto ai partecipanti.   Bergoglio era noto per il suo approccio radicale all’immigrazione, insistendo sul fatto che i migranti dovessero essere «accolti, accompagnati, sostenuti e integrati». In particolare, paragonò «la situazione dei migranti» all’uccisione di centinaia di milioni di bambini non ancora nati a causa dell’aborto.

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Papa Leone ha continuato la forte enfasi di Francesco sull’immigrazione e, come Francesco, ha criticato aspramente le politiche di frontiera dell’amministrazione Trump, pur mantenendo un atteggiamento conciliante nei confronti dei politici di sinistra che promuovono l’aborto, l’ideologia LGBT e altri gravi mali.   L’immigrazione di massa verso l’Europa negli ultimi anni, in particolare dai paesi a maggioranza musulmana, ha portato a un aumento della violenza islamica anticristiana, anche in Francia, dove i jihadisti hanno assassinato e picchiato sacerdoti e altri cattolici e attaccato numerose chiese.   In una scena pregna di significato della visita lampedusana del pontefice, finita in TV, si vede il vento portare via la papalina a Leone.    

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Persecuzioni

Katy Perry, nuova fidanzata di Trudeau, canta «guardala bruciare» da una panca in chiesa

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Un video promozionale per l’ultimo singolo della pop star Katy Perry sta suscitando scalpore per aver accostato il testo di una canzone che parla di «guardarla bruciare» allo sfondo di una chiesa, un’immagine che alcuni sui social media collegano al fenomeno degli incendi dolosi di chiese in tutto il Canada, dove l’attuale fidanzato di Perry, Justin Trudeau, è stato premier. Lo riporta LifeSite.

 

Il 25 giugno Katy Perry ha pubblicato il suo ultimo singolo e video musicale, «Watch It Burn», che a quanto pare è una sorta di trattato sul superamento di un trauma, simboleggiato dall’incendio di una città.

 

 

In una clip su TikTok che promuove la canzone, segnalata dal giornalista Harrison Faulkner, Perry è seduta su una panca di chiesa mentre canta il ritornello: «Stasera è la notte in cui accendo un fiammifero / Lo getto forte dietro la mia schiena / Cercherò di perdonare e dimenticare / Accendo una sigaretta e la guardo bruciare».

 

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La rivista Elle, che ha pubblicato il testo completo per la recensione, riporta che Perry afferma che la canzone parla della «lotta con la mia oscurità», in particolare del suo «difficile» anno scorso. «Non mi sono data il permesso di essere arrabbiata per tutta la vita per cose per cui dovrei essere fottutamente arrabbiata. Quello che ho fatto è stato reprimere la rabbia, ma dovrei essere fottutamente arrabbiata. Ho il diritto di essere arrabbiata per un fottuto momento». Elle aggiunge che si ipotizza, sebbene non sia confermato, che la canzone parli almeno in parte della sua rottura con l’attore Orlando Bloom.

 

Il testo della canzone non menziona né allude alla religione, e il video non la raffigura come bersaglio della sua ira, ma sono presenti immagini religiose. All’inizio, viene portata d’urgenza al pronto soccorso dove un prete in tuta protettiva sembra impartirle l’estrema unzione. In seguito, si scatena per le strade della città, dando fuoco a un’edicola con in bella vista un sosia di Bloom su una copertina e causando altri piccoli danni prima di crollare all’ingresso di una chiesa, dove il video si conclude con Perry che viene sollevata e gettata in un fonte battesimale.

 

Il Faulkner ha osservato che «Quando Justin Trudeau era Primo Ministro, oltre 100 chiese in Canada sono state bruciate o vandalizzate», suggerendo che l’accostamento tra chiesa e incendio fosse di cattivo gusto, visti gli eventi che si stanno verificando nel mondo reale. Perry e Trudeau hanno una relazione pubblica dal luglio 2025. «Sono molto innamorata», ha dichiarato Perry, secondo Us Weekly.

 

Secondo quanto riportato da Juno News, «132 chiese cristiane in tutto il Canada sono state vandalizzate, rase al suolo o profanate» dopo l’annuncio della scoperta di fosse comuni senza nome vicino a un collegio residenziale a Kamloops, nella Columbia Britannica, «e ad oggi, NON è stata avviata alcuna inchiesta nazionale per affrontare questa crisi nazionale».

 

Lo scorso novembre, il deputato conservatore Kelly Block ha presentato il disegno di legge C-255, che inasprisce le pene per i criminali condannati per atti vandalici contro luoghi di culto.

 

Come riportato da Renovatio 21, solo quattro mesi la storica chiesa di San Polo a Montreal è stata distrutta da un incendio.

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La Perry ha dato altri problemi in passato alle istituzioni cattoliche.

 

Nel 2015 la curvacea cantante voleva comprare un ex convento a Los Angeles per trasformarlo nella sua residenza, ma due monache anziane si sono opposte per anni in tribunale. La disputa legale ha coinvolto anche l’Arcidiocesi di Los Angeles, che aveva accettato l’offerta di Katy Perry. Le suore, tuttavia, sostenevano di avere il diritto di vendere l’immobile a un’altra acquirente.

 

La situazione è diventata tragica nel marzo 2018, quando una delle religiose, Suor Catherine Rose Holzman, è deceduta improvvisamente per un malore proprio in tribunale durante una delle udienze. In seguito a questo evento, un’altra suora coinvolta, Suor Rita Callanan, ha accusato pubblicamente la popstar di avere «le mani sporche di sangue» per aver portato avanti la causa legale che ha logorato la consorella fino alla morte.

 

Come riportato da Renovatio 21, attacchi incendiari alle chiese si stanno verificando in questi anni in tutto il mondo, dall’Europa alle Americhe, all’Asia, all’Africa.

 

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Persecuzioni

Anziano vescovo arrestato in Nicaragua dopo aver offerto preghiere per la «Chiesa perseguitata»

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La polizia del Nicaragua ha arrestato un vescovo cattolico di 80 anni dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese.   Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, è stato fermato e trattenuto per diverse ore il 29 giugno dalle forze dell’ordine, il giorno successivo alla celebrazione di una messa in cui aveva invocato preghiere per la «Chiesa perseguitata» in Nicaragua.   L’arresto è avvenuto lunedì a mezzogiorno mentre il prelato si trovava in una clinica di Estelí per un controllo medico, dato che è portatore di un pacemaker. È stato quindi condotto al Centro Investigativo del Commissariato di Polizia Evaristo Vásquez Sánchez, dove è rimasto detenuto per alcune ore.   Il giorno prima, domenica 28 giugno, Mata aveva pronunciato un’omelia durante la Santa Messa nella chiesa della Croce del Calvario. In quell’occasione il vescovo «aveva chiesto preghiere per la Chiesa perseguitata e aveva pregato per i sacerdoti in esilio, tra cui il vescovo Rolando Alvarez e padre Frutos Constantino Valle Salmerón».   Secondo alcune fonti, a Mata sarebbe stato ora imposto il divieto di recarsi a Estelí e di celebrare messa in quel luogo.   Il vescovo Alvarez, citato da Mata nell’omelia, è amministratore apostolico di Estelí da quando Mata si è dimesso nel 2021 e attualmente risiede a Roma. È stato esiliato nel 2024 dopo aver scontato 11 mesi di una condanna a 26 anni di carcere, inflittagli per le sue continue critiche al dittatore Daniel Ortega e alla moglie e vicepresidente Rosario Murillo.   Padre Valle, che ha ormai più di 80 anni, ricopre il ruolo di «amministratore ad omnia» di Estelí e attualmente si trova agli arresti domiciliari presso il Seminario di Nostra Signora di Fatima.

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La ricercatrice Martha Patricia Molina, autrice del rapporto «Nicaragua: una Chiesa perseguitata», che documenta gli attacchi del governo Ortega contro i cattolici a partire dal 2018, ha dichiarato che «in Nicaragua, chiunque osi esprimere un’opinione, per quanto ovvia possa sembrare, finisce per offendere la dittatura ed è per questo che tengono i prelati sotto sorveglianza».   «Sono costantemente minacciati di prigione o esilio e, sebbene non tutti i casi diventino pubblici, diversi sacerdoti subiscono queste continue vessazioni senza denunciarle pubblicamente, perché la dittatura reagisce con maggiore durezza quando lo fanno», ha affermato Molina.   «Il vescovo Mata è stato una voce forte e coraggiosa che ha sempre detto la verità al potere, e questa verità e questa luce sono destabilizzanti. È una voce amata e credibile in Nicaragua», ha affermato Arturo McFields, ex ambasciatore del Nicaragua presso l’Organizzazione degli Stati Americani, in un’intervista con ACI Prensa.   «La dittatura tende a voler normalizzare ciò che accade nel Paese, e quanto accaduto al vescovo Mata ci dimostra che in Nicaragua non c’è nulla di normale», ha affermato McFields. «C’è una dittatura vendicativa, pericolosa, criminale e satanica, e questa deve essere denunciata perché è l’unico modo per porre fine a queste azioni, soprattutto contro qualsiasi voce che osi mettere in discussione il regime».   Il vescovo Silvio Baez, vescovo ausiliare di Managua attualmente in esilio a Miami, ha scritto su X: «Sono profondamente indignato e condanno senza riserve l’atto di aggressione commesso dalla polizia del regime contro mio fratello Juan Abelardo Mata, vescovo emerito di EstelíÐ.   «Queste azioni codarde dimostrano solo la debolezza e l’irrazionalità di una dittatura criminale», ha affermato Baez.   Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese e arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.   L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico. Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.  

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Immagine di Lee Cohen via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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