Immigrazione
La polizia britannica manganella chi manifesta contro uno stupratore immigrato
Martedì a Glasgow, in Iscozia, la polizia britannica ha estratto i manganelli durante uno scontro con alcuni residenti inferociti nel corso di una protesta, mentre gli agenti allontanavano dalla folla due uomini accusati di stupro.
Secondo il Glasgow Times, i manifestanti si sono radunati davanti a un condominio nella zona est della città, preoccupati che una persona residente nell’edificio rappresentasse un pericolo per la collettività.
I video della protesta mostrano la polizia che spinge via decine di residenti inferociti mentre scorta due giovani fuori dall’edificio e li fa salire su un furgone della polizia, mentre i due cercano di coprirsi il volto.
48 hour ban for posting this video of Sudanese Illegal Jebril Abdelrahman who has been charged with raping a Scottish girl in Glasgow city centre being removed from accommodation in Royston Glasgow under heavy police protection 🤦🏼♀️😡 so here’s the video again 😊 pic.twitter.com/VAWyF2EbUE
— Elaine-M Save our Kids (@ElaineCeltic96) July 5, 2026
The people of cranhill,Glasgow have came together and got rid of these disgusting convicted rapists well done for standing up for your community and shame on police Scotland for protecting these scumbags 👏🙏🏻💪🏴 @ScottishCA @SnoopDegB @DRestoreGlasgow @ACSPARTAN1 @cr pic.twitter.com/BA1lFVTAeu
— P Maguire (@p_maguire10) July 7, 2026
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Si sente la folla gridare «Bestia! Bestia! Bestia!». Nel gergo scozzese, la parola si riferisce a uno stupratore o a un pedofilo. Quando un manifestante si è scagliato contro uno degli uomini e lo ha colpito, la polizia ha estratto i manganelli e ha gridato «indietro» alla folla.
Un uomo di 50 anni è stato incriminato in relazione a un’aggressione a un agente di polizia dopo l’incidente, ha dichiarato un portavoce della polizia in un comunicato citato dai media.
La protesta è scoppiata settimane dopo che due uomini erano stati incriminati in relazione allo stupro di una donna in un vicolo del centro città.
Jebril Abdelrahman, 19 anni, è stato accusato di stupro e Denison Charles, 20 anni, di aggressione presso il tribunale dello sceriffo di Glasgow, secondo quanto riportato mercoledì dal quotidiano Scottish Sun.
Abdelrahman, che secondo il Sun è originario di Glasgow, sarebbe stato posto in custodia cautelare. Tuttavia, alcuni account sui social media locali, tra cui quello dell’attivista britannico anti-immigrazione Tommy Robinson, lo hanno definito un migrante.
«Da ragazzo di Cranhill, posso dire che quello a cui abbiamo assistito ieri è l’ennesimo segnale di frustrazione della comunità nei confronti di un’istituzione che ha voltato loro le spalle», ha dichiarato Thomas Kerr, vice leader di Reform UK Scotland, a X. «Gli abitanti del posto dicono basta, spero che chi è al potere stia ascoltando.»
Il partito anti-immigrazione Reform di Nigel Farage ha compiuto progressi significativi negli ultimi mesi, conquistando oltre 1.452 seggi alle elezioni locali in tutta l’Inghilterra a maggio, in un contesto di calo di popolarità per il Partito Laburista.
La crescente rabbia nei confronti dell’immigrazione ha alimentato proteste e disordini in tutto il Regno negli ultimi anni, esacerbati da una serie di crimini violenti e casi di aggressione sessuale di alto profilo che hanno coinvolto migranti e richiedenti asilo, come nel caso, non ancora finito, delle cosiddette grooming gang.
Come riportato da Renovatio 21, scontri a Glasgow si erano avuti tra sedicenti antirazzisti e la popolazione contraria all’invasione migrante anche tre settimane fa.
La popolazione britannica pare sempre più convinta di vivere in un sistema two-tier, cioè a due livelli, in cui gli immigrati sono privilegiati e i cittadini autoctoni puniti e perseguitati anche solo per l’espressione di una loro idea.
Il fenomeno della società two-tier è perfettamente spiegato dal concetto, sottolineato sempre da Renovatio 21, di anarco-tirannia, la fase sociopolitica di disgregazione che sembrano voler implementare in Occidente con l’immigrazione massiva.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Riemerge il ricordo dell’immigrato clandestino incontrato da Bergoglio che uccide un sacerdote e incendia una cattedrale
Pope Leo shook the hands of each of these 20 migrants who just arrived to Europe during his visit to Lampedusa on July 4th, reminding everyone that all human life carries immeasurable worth. A powerful moment of compassion at Europe’s doorstep. pic.twitter.com/Tk36O7HBS7
— EWTN News (@EWTNews) July 4, 2026
The Trump Administration wanted Pope Leo XIV to visit the United States for our 250th anniversary.
Instead, he visited the Italian migrant island of Lampedusa and lifted up the plight of those who undertake a dangerous journey to new lands in search of a better future for their… pic.twitter.com/J51DOUhAWW — Christopher Hale (@ChristopherHale) July 4, 2026
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Pope Leo visited Lampedusa today to highlight the humanitarian crisis for the migrants arriving there.
He prayed for the migrants who have died at sea, called for compassion, safe harbors and legal pathways for migrants. He laid a wreath at a migrant cemetery, visited the… pic.twitter.com/HHmQ18b3Pv — Visegrád 24 (@visegrad24) July 4, 2026
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Immigrazione
Card. Müller: la migrazione di massa dei musulmani verso l’Europa «non può che portare a uno scontro»
Il cardinale Gerhard Müller ha avvertito che l’Europa è minacciata dalle migrazioni di massa e dalla crescente influenza dell’Islam. Lo riporta LifeSite.
In un’intervista in lingua tedesca sul canale YouTube Kontrapunkt, il cardinale Müller ha affrontato i temi delle migrazioni di massa, dell’Islam e dei bassi tassi di natalità che stanno portando a un cambiamento demografico epocale in Europa.
Pur riconoscendo che i musulmani che si trasferiscono nei paesi europei hanno il diritto di praticare la propria religione, ha affermato che «con questa immigrazione di massa di concittadini musulmani provenienti da culture estranee a tutta l’Europa, il problema è proprio che l’Islam non è solo una religione… ma che rivendica sempre anche il potere politico e non solo influenza la cultura, ma ne diventa dominante».
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«E questo non può che portare a uno scontro con la nostra cultura cristiana, con la nostra visione dell’umanità, che si basa sulla convinzione che ogni persona sia creata da Dio, che tutti gli esseri umani siano uguali davanti a Dio e che ciò debba riflettersi anche nell’uguaglianza di fronte alla legge», ha continuato Müller.
«Ed è proprio lì che vedo i problemi, problemi che non sono solo all’orizzonte, ma che sono già presenti, ovvero che parti della sfera pubblica vengono occupate, o che nelle scuole e negli asili nido, persino i bambini cristiani sono tenuti a osservare i costumi musulmani durante il Ramadan, o che i bambini, gli adolescenti o gli adulti cristiani sono limitati nella loro normale vita civile, nella loro vita cristiana», ha affermato.
«E lo vediamo, del resto, in alcune città europee a maggioranza musulmana: mentre i singoli individui possono essere pacifici, può anche esserci un gruppo, una minoranza, aggressiva che prende il potere e cerca di controllare e manipolare tutti gli altri secondo le proprie idee.»
L’ex prefetto della Congregazione (ora Dicastero) per la Dottrina della Fede ha osservato che nella maggior parte dei paesi islamici i cristiani vivono sotto oppressione e sono spesso «limitati o trattati come cittadini di seconda classe».
«Dopotutto, ci sono molti Paesi a maggioranza musulmana dove i cristiani sono perseguitati, in alcuni casi persino dalle autorità statali, ma anche da certe bande di stampo mafioso che ricorrono alla violenza», ha affermato Müller. «E sappiamo che il cristianesimo è attualmente la religione più perseguitata al mondo, sia attraverso sanguinose persecuzioni che attraverso discriminazioni strutturali».
Il proportato ha affermato che l’idea alla base dell’immigrazione di massa odierna è che «noi in Europa risolveremo i problemi del mondo», dichiarando che l’idea che «milioni o miliardi di persone stiano arrivando in Europa dall’Asia e dall’Africa» «non è nemmeno tecnicamente possibile, per quanto riguarda il sistema sanitario, il sistema scolastico e il sistema educativo».
«Non credo ci sia una direzione precisa qui», ha continuato. «Stiamo semplicemente lasciando che le cose seguano il loro corso, pensando: “In qualche modo si sistemeranno” (…) Ma sentiamo continuamente lamentele – lamentele giustificate – da parte dei politici locali, secondo i quali stiamo raggiungendo i limiti di ciò che è fattibile qui, che l’integrazione non è più possibile, che stanno emergendo società parallele. Non solo poche enclavi linguistiche, ma comunità con culture, comportamenti e concetti di giustizia completamente diversi».
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Il cardinale germanico ha commentato anche il caso di Henry Nowak, uno studente diciottenne assassinato da un sikh nel dicembre 2025 a Southampton, in Inghilterra. L’assassino di Nowak, Vickrum Singh Digwa, ha falsamente dichiarato all’agente di polizia intervenuto sul posto che Nowak lo aveva insultato con epiteti razzisti e che non era stato accoltellato. La polizia gli ha creduto e ha ammanettato Nowak, già gravemente ferito, invece di prestargli soccorso. Il giovane è morto poco dopo in manette; il suo caso ha suscitato enormi polemiche nel Regno Unito e nel mondo occidentale.
«Non si tratta di un fallimento isolato; al contrario, rappresenta un esempio lampante di come la mentalità, il modo di pensare e l’approccio alle questioni dell’immigrazione di massa e di questo “scontro di culture” vengano gestiti in modo errato», ha affermato il Mullerro.
«E che il governo e il Parlamento britannici, così come i legislatori europei, debbano intraprendere un profondo processo di conversione per rendersi conto che questa opinione, basata unicamente su questa ideologia, non può creare una nuova e armoniosa coesistenza in Europa.»
Riguardo al basso tasso di natalità in Europa, Müller ha affermato di aver assistito, da bambino negli anni Cinquanta e Sessanta, a campagne di propaganda antinatalista.
«Non era semplicemente una conseguenza naturale che una coppia sposata avesse uno, due o tre figli, ma piuttosto c’era una deliberata campagna di propaganda contro le famiglie numerose, e questi genitori venivano intimiditi e poi emarginati», ha affermato. «Non si tratta di un giudizio generico, ma di una conclusione che scaturisce da queste esperienze personali».
Il principe della Chiesa aha osservato che il Club di Roma, un think tank globalista fondato nel 1968, stava diffondendo il panico riguardo all’idea che il mondo fosse sovrappopolato e che «bisognasse adottare misure drastiche per salvare il mondo da queste masse di persone»: «per loro tutto è lecito, persino l’uccisione di bambini non ancora nati, e qualsiasi altro mezzo, anche immorale, è stato impiegato a tale scopo. Il fine giustifica i mezzi».
Il cardinale Müller ha sottolineato la necessità di rafforzare le famiglie tradizionali e che padri e madri possano adempiere ai .loro ruoli distinti e ugualmente importanti.
«La vita familiare è strutturata in modo tale che i membri della famiglia non si disturbino a vicenda, ma si sostengano reciprocamente. In quanto donna, una madre è insaziabile quando si tratta dei suoi figli, per sua natura femminile. E anche il padre è molto importante per lo sviluppo della personalità di un bambino», ha affermato.
Nella maggior parte dei Paesi europei il tasso di natalità è inferiore a 1,5 figli per donna, e nessuno supera il tasso di 2,1 necessario per il ricambio generazionale. Allo stesso tempo, le donne provenienti da paesi africani e mediorientali residenti in Europa presentano tassi di natalità significativamente più elevati. In Norvegia, ad esempio, le donne immigrate siriane avevano un tasso di fertilità medio di 3,51 figli nel 2018, secondo i dati governativi.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa il cardinale Müller aveva affermato che «autoproclamati» globalisti stanno utilizzando l’immigrazione di massa per distruggere l’identità nazionale dei Paesi.
Il cardinale si era inoltre scagliato contro l’Agenda ONU 2030, che estenderebbe la sua influenza sin nel Sinodo.
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Immigrazione
Trump: l’Europa è il Terzo Mondo
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