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Persecuzioni

La storica chiesa cattolica di San Paolo a Montreal distrutta da un incendio

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La storica chiesa cattolica di San Paolo Montréal, in Canada, è stata ridotta quasi in macerie da un enorme incendio, la cui causa gli inquirenti non hanno ancora determinato. Lo riporta LifeSite.

 

La chiesa cattolica di Saint-Paul a Montréal, in Quebecco, risalente a oltre 100 anni fa, è andata a fuoco il 23 febbraio. Anche una banca alimentare adiacente è stata ridotta in cenere. La chiesa è stata costruita nel 1910 e ha un significato storico significativo per la comunità locale.

 

Sebbene la chiesa sia rimasta vuota per un po’ di tempo, circa 148 persone hanno dovuto abbandonare la zona a causa delle fiamme, tra cui oltre 70 anziani che vivevano in una casa di cura vicina.

 

 


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Secondo gli inquirenti, la causa dell’incendio della chiesa non è ancora nota; tuttavia, l’incendio avviene in un momento in cui gli attacchi incendiari alle chiese cattoliche in Canada hanno raggiunto proporzioni epidemiche.

 

Il sindaco del comune di Saint-Paul, Véronique Fournier, in una dichiarazione sui social media ha affermato che l’incendio è «una sfida per i residenti di Côte-Saint-Paul» poiché la chiesa ha un «significato speciale» per coloro che vivono nella comunità.

 

Fournier ha affermato che si attendono ancora notizie dai vigili del fuoco di Montreal in merito alla causa dell’incendio.

Gli attacchi motivati dall’odio contro i cristiani sono in aumento in Canada. Nel 2021 e nel 2022, i media mainstream hanno pubblicato affermazioni false e provocatorie secondo cui centinaia di bambini sarebbero stati sepolti e ignorati da preti e suore cattolici che gestivano alcune scuole residenziali canadesi. La realtà è che, dopo quattro anni, non sono state scoperte fosse comuni nelle scuole residenziali.

 

Tuttavia, con la diffusione di queste affermazioni infondate, dalla primavera del 2021 in Canada oltre 120 chiese, la maggior parte delle quali cattoliche, molte delle quali su terreni indigeni al servizio della popolazione locale, sono state rase al suolo, vandalizzate o profanate.

 

I media canadesi sono rimasti piuttosto silenziosi sugli incendi delle chiese, così come il governo federale liberale al potere.

 

Di fatto, il ministro canadese della Pubblica Sicurezza Gary Anandasangaree ha ammesso di non aver ancora incontrato nessuno delle oltre 123 chiese cristiane, per lo più cattoliche, che sono state ridotte in cenere o gravemente vandalizzate negli ultimi quattro anni.

 

A inizio 2024 due storiche chiese cristiane in Canada sono state date alle fiamme intenzionalmente.

 

Dalla primavera del 2021, ben oltre 100 chiese, la maggior parte cattoliche, sono state bruciate o vandalizzate in tutto il Canada. Tali attacchi alle chiese sono avvenuti poco dopo la scoperta di tombe anonime in scuole residenziali ora chiuse, un tempo gestite dalla Chiesa in alcune parti del Canada, nella primavera dello scorso anno, uno scandalo anticlericale in realtà già smontato come bufala da tempo, al quale tuttavia ha dato nuova vita la visita di Bergoglio nel Paese con annesse scuse e riti di negromanzia pagana con i First Nation, gli indigeni canadesi.

 

Nonostante gli incendi delle chiese, il governo federale sotto il primo ministro Justin Trudeau non ha fatto nulla di sostanziale per assicurare i responsabili alla giustizia, né per arginare la causa principale degli incendi. Tuttavia, i parlamentari liberali hanno respinto una mozione del Partito conservatore canadese che avrebbe condannato episodi di incendi di chiese e atti di vandalismo.

 

Nell’ottobre 2024, il giudice in pensione del Manitoba Brian Giesbrecht ha affermato che i canadesi  vengono «deliberatamente ingannati dal loro stesso governo» dopo aver attaccato l’ex governo federale di Justin Trudeau per aver «perseguito attivamente» una politica che incolpa la Chiesa cattolica per le infondate «morti e sepolture segrete» di bambini indigeni.

 

A inizio 2024 uno degli assalitori era stato filmato mentre tentava di appicare un incendio in una storica chiesa cattolica a Regina, nella provincia canadese del Saskatchewan, la parrocchia del Santissimo Sacramento.

 

 


Nello stesso periodo altre due storiche chiese cristiane in Canada erano state date alle fiamme intenzionalmente.

 

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Un’altra chiesa profanata dai vandali in Romagna

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Un’altra chiesa profanata, un altro episodio blasfemo. L’episodio è avvenuto nella chiesa di San Giorgio in Conca, a Cattolica, provincia di Rimini, appartenente alla parrocchia di Santa Maria di Nazareth di Montalbano.   «Il tabernacolo divelto e portato via dalla chiesa. Le ostie consacrate, invece, ritrovate sparse all’esterno. Un atto vandalico, accompagnato da un furto, che ha creato scalpore nella comunità dei fedeli cattolichini» scrive Il Resto del Carlino.   L’atto sacrilego e criminale è stato scoperto l’altra sera alla sette. «Al momento di effettuare la chiusura serale della chiesa, ci si è accorti con profondo sgomento che il tabernacolo era stato divelto e asportato, e le ostie consacrate sono state ritrovate sparse nell’area verde circostante», scrive la nota diffusa dai sacerdoti di Cattolica. «Un gesto inqualificabile che ferisce al cuore la sensibilità di tutti i credenti e che merita una ferma condanna per la gravità dell’atto compiuto».   Le indagini condotte dai Carabinieri dovranno stabilire l’esatto momento in cui è avvenuto il furto, le modalità con cui è stato sottratto il tabernacolo e la dinamica dei fatti avvenuti all’interno della chiesa prima che le ostie venissero rinvenute all’esterno. L’accaduto ha suscitato un profondo senso di tristezza e sconcerto tra i fedeli della parrocchia di Montalbano.

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Le profanazioni e gli atti vandalici contro i luoghi sacri cristiani stanno emergendo con sempre maggiore frequenza. All’estero, ahinoi, si leggono sovente storie di questo genere.   Come riportato da Renovatio 21, qualche anno fa, in Francia, a ridosso del periodo natalizio, una serie di vandalizzazioni, più o meno importanti e più o meno clamorose, sono avvenute nelle chiese transalpine. La volontà di attaccare la religione cattolica è evidente nella maggior parte di questi danneggiamenti, quando non viene esplicitamente rivendicata. Come se il mistero del Natale e il suo messaggio di pace suscitassero l’odio di alcuni. La più grave di queste vandalizzazioni è avvenuta presso la chiesa di Saint-Joseph a Cannes, nella diocesi di Nizza, quando alcuni individui si sono introdotti nella chiesa e hanno forzato il tabernacolo prima di profanare le ostie.   A Nuova York, pochi giorni fa, un uomo ha distrutto una statua della Vergine Maria in una chiesa parrocchiale del Queens, che negli ultimi due anni ha subito diversi atti di vandalismo.   È notizia di questi giorni che statue della Vergine Maria sono state profanate e un altare cattolico è stato dato alle fiamme nel popolare luogo di pellegrinaggio di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina.   A volte capita che alcuni teppisti usino violenza gratuita contro simboli cristiani, come avvenuto sempre in Francia, ormai in uno stato di apparente scristianizzazione, dove vengono anche sdoganati spettacoli osceni in luoghi sacri, come quello tenuto nell’ex cappella di Santa Giovanna d’Arco a Parigi, come scritto puntualmente sul da Renovatio 21 .   L’episodio in questione ha visto una chiesa cattolica a Mulhouse, in Francia, vandalizzata dopo che un uomo ha danneggiato una croce dell’altare e tre confessionali prima di lasciare l’edificio. La chiesa, aperta al pubblico tutti i giorni, era vuota al momento dell’accaduto. L’episodio è durato circa cinque minuti ed è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza della chiesa. Il filmato mostrerebbe il sospettato entrare nel santuario «in pantaloncini, a torso nudo e scalzo», gettando a terra la croce dell’altare.

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La cosa ancor più grave dell’atto teppistico in sé è il furto delle ostie, del Sacro Corpo di Nostro Signore. Recentemente, due uomini omosessuali hanno compiuto una serie di furti in Francia, introducendosi in 29 chiese cattoliche nell’arco di tre mesi, rubando ostie consacrate e utilizzando i vasi sacri come decorazioni domestiche.   Nell’ex terra gallica pare si verifichino gli episodi più cruenti contro la Fede. Nel maggio di due anni fa due chiese sono state profanate: in una, il tabernacolo è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio, senza che venisse rubato il Santissimo Sacramento, mentre nell’altra le ostie consacrate sono scomparse.   Nella mia Umbria casi simili, purtroppo, ogni tanto accadono. Nell’estate 2024 in una parrocchia del Perugino sono state profanate e rubate ostie consacrate. Fonti autorevoli interne al mondo ecclesiastico ci hanno confermato che ci sarebbe un vero e proprio mercato di ostie consacrate. Secondo quanto abbiamo appreso in conversazioni con persone appartenenti alla gerarchia cattolica a conoscenza della questione, vi sarebbero soggetti disposti a sborsare somme che si aggirano intorno ai 150 euro a particola – ma si tratta di supposizioni che altri smentiscono.   A noi cristiani spetta il compito di vigilare e non lasciare impuniti questi orrendi crimini perpetrati ai danni di Nostro Signore. Dovremmo avere un sussulto d’orgoglio e di fede per arginare e denunciare questi blasfemi criminali, che non si fermano davanti a niente pur di vilipendere ciò che dovrebbe essere invece protetto da ogni essere umano: il sacro, l’elemento senza il quale, scopriremo, la società finirà per collassare.   Francesco Rondolini

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Immagine della cattedrale di Santa Colomba (Tempo Malatestiano) di Rimini.  Immagine di Zairon via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International  
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Cardinale Pizzaballa: i cristiani vogliono la pace e «nuovi leader» in Medio Oriente

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Il patriarca latino di Gerusalemme ha invocato un cambiamento al vertice in Medio Oriente in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre. Durante un incontro con i giornalisti ad Assisi giovedì, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha dichiarato che i cristiani della Terra Santa sono esausti e aspirano alla pace.

 

«Tutti attendono le elezioni come se fosse una soluzione di tutti i problemi, ma in realtà i problemi in Medio Oriente sono di quelli che richiederanno molto tempo», ha affermato il patriarca, nella città di San Francesco per la visita pastorale di papa Leone XIV.

 

«Abbiamo bisogno di nuovi volti, di nuovi personaggi. Questo lo decideranno gli elettori». «Come tutti gli altri, anche i cristiani sono profondamente stanchi di questo incessante susseguirsi di annunci che vengono poi smentiti dai fatti», ha proseguito Pizzaballa. «È diventato parte della vita quotidiana».

 

«Tra i cristiani, come tutti, c’è una grande stanchezza di questo tira e molla, di queste comunicazioni che poi vengono smentite dai fatti. Ormai è cronaca quotidiana. E questo purtroppo crea un atteggiamento di sempre maggiore sfiducia all’interno della popolazione perché ormai nessuno più crede nemmeno alle cose, che poi invece magari sono vere.», ha spiegato il patriarca gerosolomitano.

 

Tuttavia, «la speranza c’è perché ci sono tantissime persone che si stanno ancora mettendo in gioco a Gaza, in Cisgiordania e in Israele. Incontro continuamente persone giovani ma anche meno giovani, persone di una certa età, professori, insomma persone che hanno qualcosa da perdere in termini di relazioni, eppure si mettono in gioco per fare qualcosa, per incontrare, per difendere. C’è ancora all’interno di quel mondo gli anticorpi che preservano tutto l’organismo da essere affetto da questo virus della violenza.».

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Pizzaballa ha indicato la parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, colpita da un razzo israeliano lo scorso anno, come esempio concreto di speranza.

 

Nella parrocchia gazana vi sono 541 fedeli. «Li conosciamo tutti, uno per uno. Cercano in qualche modo ritornare alla vita. Si cerca di riaprire la scuola. Abbiamo aperto un centro medico, una sorta di dispensario. Ci sono sacerdoti, ma soprattutto suore molto attive nel cosiddetto oratorio per i bambini non solo quelli cristiani. Dentro quella situazione così deteriorata si cerca di ricreare soprattutto un ambiente sano e sereno quanto più possibile».

 

Pur riconoscendo questi segnali positivi, il cardinale ha ammesso che la preoccupazione resta forte.

 

«Quello che mi preoccupa di più in questo momento è che si resti in questa situazione di non guerra e di non pace, in questa situazione ambigua. Dove si parla di soluzioni senza crearle le soluzioni reali. Ecco, tutto questo mi preoccupa perché crea all’interno degli animi delle persone un atteggiamento sempre più cinico di sfiducia che è il pericolo maggiore che vedo in questo momento all’interno della popolazione».

 

Le parole del Patriarca arrivano dopo una serie di attacchi ai danni dei cristiani registrati in Israele nella scorsa primavera.

 

Un’organizzazione di monitoraggio ebraico-israeliana ha documentato 83 episodi di molestie anticristiane in soli tre mesi, mettendo in guardia sul fatto che le aggressioni da parte di estremisti sono in aumento, soprattutto a Gerusalemme.

 

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 Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

 

 

 

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Statua della Madonna distrutta in un attacco a una chiesa di Nuova York

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Un uomo ha distrutto una statua della Vergine Maria in una chiesa parrocchiale del Queens, che negli ultimi due anni ha subito diversi atti di vandalismo.   Nelle prime ore del mattino del 1° agosto, un uomo non identificato è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre scavalcava la recinzione e si introduceva nel cortile della chiesa cattolica di Santa Rita, nel quartiere di Dutch Kills, nel Queens, a Nuova York.   Secondo QNS, l’uomo ha usato un martello per distruggere una statua della Beata Vergine Maria, decapitandola e facendola cadere dal piedistallo. La diocesi di Brooklyn ha affermato che si tratta del quarto atto di vandalismo nella chiesa di Santa Rita dal 2024.   Tra i precedenti atti vandalici contro la chiesa parrocchiale si annoverano la rottura di una vetrata, il danneggiamento di una statua di San Giuda all’interno della chiesa e il deturpamento di una statua di San Francesco d’Assisi in aprile, quando un uomo ha imbrattato il marciapiede antistante con la vernice spray la parola «PAGANO».  

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La task force per i crimini d’odio del dipartimento di polizia di Nuova York ha aperto un’indagine sul caso. Il sospettato è stato descritto come una persona dalla carnagione chiara e dai capelli scuri.   Un attacco simile si è verificato in un’altra chiesa cattolica della vicina Long Island a maggio, i parrocchiani della chiesa cattolica di St. Mary a East Islip, New York, sono rimasti scioccati nello scoprire la violenta profanazione di una statua del Sacro Cuore. La testa di Gesù Cristo era stata staccata dal corpo della statua e successivamente ritrovata tra i cespugli vicini.   Come riportato da Renovatio 21, un ulteriore attacco ad una effigie sacra si era verificato nell’estate 2024, quando un uomo mentre ha colpito una statua di Gesù, Maria e Giuseppe fuori dalla chiesa della Sacra Famiglia a Flushing, nel Queens, decapitando la testa del Bambin Gesù.     Pochi giorni prima, la parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, Oregon, ha visto il suo tabernacolo rubato da un ladro che è entrato nella chiesa dopo mezzanotte.   La vicina chiesa di San Patrizio, nel nord-ovest di Portland, ha avuto le porte e il marciapiede imbrattati con vernice spray con il messaggio «Il mio corpo, la mia scelta» il 27 aprile dello stesso anno. La chiesa sarebbe stata attaccata due volte in precedenza, una volta a giugno 2021 e di nuovo a luglio 2021 durante un’ondata di criminalità perpetrata contro quattro chiese cattoliche a Portland in un periodo di sei settimane quell’estate.   Come riportato da Renovatio 21, la distruzione massiva della presenza materiale cattolica continua in tutto il mondo, dalle centinaia di chiese profanate ed incendiate in Francia e in Canada e in altri Paesi del mondo ai continui furti di ostie che si registrano anche in Italia.

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