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Virus creato nel laboratorio di Wuhan: parla il giornale degli scienziati atomici

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L’idea che il Coronavirus abbia un’origine artificiale è stata dapprima derisa, combattuta e censurata dai mainstream media e dai chihuahua delle multinazionali che si fanno chiamati fact-checker.

 

Ora la questione del ruolo del celeberrimo Istituto di Virologia di Wuhan fa capolino ovunque: come riportato da Renovatio 21, perfino fra i massimi dirigenti della sanità americana. (Ricordiamolo: solo per aver riportato la notizia delle dichiarazioni dell’ex capo della CDC, Renovatio 21 è stata buttata fuori da Facebook).

«L’origine della pandemia rimane incerta: le agende politiche dei governi e degli scienziati hanno generato spesse nubi di offuscamento, che la stampa mainstream sembra incapace di dissipare»

 

Ora a parlare è il prestigiosissimo Bulletin of Atomic Scientists, una rivista non tecnica che tratta di temi legati alla sicurezza globale e alla politica pubblica, in particolar modo in relazione ai pericoli posti dalle armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa. il Bulletin fu fondato dagli scienziati che costruirono le prime bombe atomiche all’indomani della distruzione di Hiroshima e Nagasaki. Negli anni, il giornale si è distinto per essere stato un valido mezzo per dibattere riguardo le politiche dell’atomo. Il famoso «Orologio dell’Apocalisse», dove siamo sempre ad una manciata di minuti dalla mezzanotte dell’annichilimento termonucleare, è una trovata del Bulletin.

 

Anche il Bulletin oggi riconosce che «l’origine della pandemia rimane incerta: le agende politiche dei governi e degli scienziati hanno generato spesse nubi di offuscamento, che la stampa mainstream sembra incapace di dissipare».

 

«Come molte persone sanno, ci sono due teorie principali sulla sua origine. Uno è che è passato naturalmente dalla fauna selvatica alle persone. L’altro è che il virus era in fase di studio in un laboratorio, da cui è scappato. È molto importante che sia il caso se speriamo di prevenire un secondo evento del genere» scrive saggiamente il divulgatore scientifico Nicholas Wade.

 

Si sono due teorie principali sulla sua origine. Uno è che è passato naturalmente dalla fauna selvatica alle persone. L’altro è che il virus era in fase di studio in un laboratorio, da cui è scappato. È molto importante che sia il caso se speriamo di prevenire un secondo evento del genere»

«Wuhan è sede del Wuhan Institute of Virology, uno dei principali centri mondiali per la ricerca sui coronavirus. Quindi la possibilità che il virus SARS2 fosse sfuggito dal laboratorio non dovrebbe essere esclusa. Sul tavolo ci sarebbero due ragionevoli scenari di origine».

 

Wade ricorda il gruppo di virologi che ancora prima dei lockdown, già si scagliavano contro i «complottisti»: «Siamo uniti per condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che COVID-19 non ha un’origine naturale», scrivevano gli scienziati su Lancet il 19 febbraio 2020, concludendo «in modo schiacciante che questo coronavirus ha avuto origine nella fauna selvatica». Seguiva l’accorato appello a stare vicino agli scienziati cinesi.

 

«Contrariamente a quanto affermano gli scrittori della lettera – scrive il Bulletin – l’idea che il virus potesse essere sfuggito da un laboratorio ha evocato un incidente, non una cospirazione. Sicuramente doveva essere esplorato, non rifiutato a priori. Un segno distintivo dei bravi scienziati è che si danno molto da fare per distinguere tra ciò che sanno e ciò che non sanno. In base a questo criterio, i firmatari della lettera Lancet si comportavano da poveri scienziati: assicuravano al pubblico fatti che non potevano sapere con certezza fossero veri».

 

Successivamente si è scoperto che la lettera di Lancet era stata organizzata e redatta da Peter Daszak, presidente della EcoHealth Alliance che aveva finanziato – sopresa! – la ricerca sul coronavirus presso l’Istituto di virologia di Wuhan. «Se il virus SARS2 fosse effettivamente sfuggito alla ricerca da lui finanziata, Daszak sarebbe potenzialmente colpevole. Questo acuto conflitto di interessi non è stato dichiarato ai lettori di Lancet. Al contrario, la lettera concludeva: “Non dichiariamo interessi in competizione”».

«Wuhan è sede del Wuhan Institute of Virology, uno dei principali centri mondiali per la ricerca sui coronavirus. Quindi la possibilità che il virus SARS2 fosse sfuggito dal laboratorio non dovrebbe essere esclusa

 

Non è l’unico conflitto di interessi di Daszak, peraltro visibile su YouTube mentre a fine 2019 racconta entusiasta quanto è facile e bello alterare geneticamente i coronavirus. Daszak è stato infatti nella missione OMS in Cina, quella che si è trattenuta due o tre ore nei laboratori di Wuhan, che Daszak conosceva benissimo, per poi uscire serena ed annunciare al mondo che il virus non è uscito dal laboratorio.

 

È tutta la casta dei virologi ad essere messa in difficoltà dal disastro del COVID. «I virologi come Daszak avevano molto in gioco nell’assegnazione della colpa per la pandemia. Per 20 anni, per lo più sotto l’attenzione del pubblico, avevano giocato a un gioco pericoloso. Nei loro laboratori creavano abitualmente virus più pericolosi di quelli esistenti in natura. Sostenevano che potevano farlo in sicurezza e che, anticipando la natura, potevano prevedere e prevenire gli “spillover” naturali, il passaggio di virus da un ospite animale alle persone. Se SARS2 fosse davvero sfuggito a un simile esperimento di laboratorio, ci si poteva aspettare un selvaggio contraccolpo e la tempesta di indignazione pubblica avrebbe colpito i virologi ovunque, non solo in Cina»

 

Perché, dunque, davanti a queste irregolarità – definibili come «dichiarazioni politiche» – la comunità scientifica se ne è stata così zitta? «Nelle università di oggi il discorso può essere molto costoso. Le carriere possono essere distrutte se si esce dalla linea» spiega Wade. «Qualsiasi virologo che metta in discussione il punto di vista dichiarato dalla comunità rischia che la sua prossima domanda di sovvenzione venga rifiutata dal gruppo di colleghi virologi che consiglia l’agenzia di distribuzione delle sovvenzioni governative».

 

«Qualsiasi virologo che metta in discussione il punto di vista dichiarato dalla comunità rischia che la sua prossima domanda di sovvenzione venga rifiutata dal gruppo di colleghi virologi che consiglia l’agenzia di distribuzione delle sovvenzioni governative»

I ricercatori dell’Istituto di virologia di Wuhan, guidati dal principale esperto cinese di virus dei pipistrelli, Shi Zheng-li, anche detta «Bat Lady», avevano organizzato frequenti spedizioni nelle grotte infestate da pipistrelli dello Yunnan nel sud della Cina e raccolto circa un centinaio di diversi coronavirus di pipistrelli.

 

La Shi ha poi collaborato con Ralph S. Baric, un eminente ricercatore sul coronavirus presso l’Università del North Carolina. Il loro lavoro si è concentrato sul potenziamento della capacità dei virus dei pipistrelli di attaccare gli esseri umani in modo da «esaminare il potenziale di emergenza (cioè il potenziale di infettare gli esseri umani) dei CoV di pipistrello circolanti».

 

Per perseguire questo obiettivo, nel novembre 2015 hanno creato un nuovo virus prendendo la spina dorsale del virus SARS1 e sostituendo la sua proteina spike con una da un virus pipistrello (noto come SHC014-CoV). Questo virus prodotto è stato in grado di infettare le cellule delle vie aeree umane, almeno se testato contro una coltura di laboratorio di tali cellule.

 

Il virus SHC014-CoV / SARS1 è noto come chimera perché il suo genoma contiene materiale genetico di due ceppi di virus. «Se il virus SARS2 fosse stato inventato nel laboratorio di Shi, il suo prototipo diretto sarebbe stato la chimera SHC014-CoV / SARS1, il cui potenziale pericolo ha riguardato molti osservatori e ha suscitato intense discussioni».

Nel novembre 2015 al laboratorio di Wuhan avevano creato un nuovo virus prendendo la spina dorsale del virus SARS1 e sostituendo la sua proteina spike con una da un virus pipistrello (noto come SHC014-CoV). Questo virus prodotto è stato in grado di infettare le cellule delle vie aeree umane, almeno se testato contro una coltura di laboratorio di tali cellule

 

Si tratta di quei timori, espressi poi su Nature, che diedero origine anche al famoso servizio di TG3 Leonardo che pareva anticipare il virus di Wuhan di 5 anni.

 

All’interno dell’Istituto di Virologia di Wuhan Baric aveva sviluppato e insegnato a Shi un metodo generale per ingegnerizzare i coronavirus di pipistrello per attaccare altre specie. Gli obiettivi specifici erano cellule umane coltivate in colture e topi umanizzati. Questi topi da laboratorio, un sostituto economico ed etico per i soggetti umani, sono geneticamente progettati per trasportare la versione umana di una proteina chiamata ACE2 che fissa la superficie delle cellule che rivestono le vie aeree.

 

Il lavoro di «Bat Lady» è stato finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), l’ente sanitario americano diretto da Fauci. Le proposte di sovvenzione che hanno finanziato il suo lavoro, che sono una questione di dominio pubblico, specificano esattamente cosa intendeva fare con i soldi.

 

Le sovvenzioni venivano assegnate all’appaltatore principale, l’ubiquo Daszak della EcoHealth Alliance, il quale poi le ha subappaltava alla «Bat Lady» Shi.

 

All’interno dell’Istituto di Virologia di Wuhan Baric aveva sviluppato e insegnato a Shi un metodo generale per ingegnerizzare i coronavirus di pipistrello per attaccare altre specie. Gli obiettivi specifici erano cellule umane coltivate in colture e topi umanizzati

Nei documenti pubblici americani per i finanziamenti è possibile leggere che gli esperimenti intendevano:

 

«Testare le previsioni sulla trasmissione inter-specie di CoV. I modelli predittivi della gamma dell’ospite (cioè il potenziale di emergenza) saranno testati sperimentalmente utilizzando genetica inversa, saggi di legame di pseudovirus e recettori ed esperimenti di infezione virale attraverso una gamma di colture cellulari di diverse specie e topi umanizzati».

 

«Useremo i dati della sequenza della proteina S, la tecnologia dei cloni infettivi, esperimenti di infezione in vitro e in vivo e l’analisi del legame del recettore per testare l’ipotesi che le soglie di divergenza% nelle sequenze della proteina S predicano il potenziale di spillover».

 

Ciò significa, spiega il Bulletin, che «Bat Lady»  aveva deciso di creare nuovi coronavirus con la più alta infettività possibile per le cellule umane.

 

«È chiaro che l’Istituto di Virologia di Wuhan  stava costruendo sistematicamente nuovi coronavirus chimerici e stava valutando la loro capacità di infettare cellule umane e topi che esprimono ACE2»

«Avrebbe inserito questi geni spike uno per uno nella spina dorsale di un certo numero di genomi virali (“genetica inversa” e “tecnologia dei cloni infettivi”), creando una serie di virus chimerici. Questi virus chimerici verrebbero quindi testati per la loro capacità di attaccare colture cellulari umane (“in vitro“) e topi umanizzati (“in vivo“). E queste informazioni aiuterebbero a prevedere la probabilità di “spillover”, il salto di un coronavirus dai pipistrelli alle persone.»

 

L’approccio potrebbe aver generato virus simili a SARS2, e in effetti potrebbe aver creato il virus SARS2 stesso con la giusta combinazione di spina dorsale del virus e proteina spike.

 

«È chiaro che l’Istituto di Virologia di Wuhan  stava costruendo sistematicamente nuovi coronavirus chimerici e stava valutando la loro capacità di infettare cellule umane e topi che esprimono ACE2», afferma Richard H. Ebright, biologo molecolare presso la Rutgers University e principale esperto di biosicurezza.

 

«È anche chiaro – ha detto Ebright – che, a seconda dei contesti genomici costanti scelti per l’analisi, questo lavoro potrebbe aver prodotto SARS-CoV-2 o un progenitore prossimale di SARS-CoV-2».

«È anche chiaro – ha detto Ebright – che, a seconda dei contesti genomici costanti scelti per l’analisi, questo lavoro potrebbe aver prodotto SARS-CoV-2 o un progenitore prossimale di SARS-CoV-2».

 

«Lo scenario di fuga dal laboratorio per l’origine del virus SARS2, come dovrebbe essere ormai evidente, non è un semplice gesto di mano nella direzione dell’Istituto di Virologia di Wuhan. Si tratta di una proposta dettagliata, basata sul progetto specifico finanziato dal NIAID» chiosa il Bulletin. NIAID, lo ricordiamo, significa Tony Fauci.

 

Non è la prima volta che un virus fugge da un laboratorio – anzi, la storia è lunga: il virus del vaiolo è fuggito tre volte dai laboratori in Inghilterra negli anni ’60 e ’70, causando 80 casi e 3 morti. Da allora virus pericolosi sono fuoriusciti dai laboratori quasi ogni anno. Venendo a tempi più recenti, il virus SARS1 si è dimostrato un vero artista della fuga, fuoriuscendo dai laboratori di Singapore, Taiwan e non meno di quattro volte dall’Istituto nazionale cinese di virologia di Pechino.

 

Sarebbe emerso altresì che gli esperimenti genetici di guadagno di funzione sul coronavirus SARS sarebbero stati compiuti nei laboratori BSL-2 di Wuhan – cioè, ad un livello di sicurezza di due tacche sotto quello necessario per malattie per le quali non ci sono vaccini e cure, il BSL-4. Wade ricorda che gli scienziati non amano lavorare in BSL-4, perché devono indossare tute «spaziali

 

«È chiaro che parte o tutto questo lavoro veniva eseguito utilizzando uno standard di biosicurezza – livello di biosicurezza 2, il livello di biosicurezza di uno studio dentistico statunitense standard – che rappresenterebbe un rischio inaccettabilmente alto di infezione del personale di laboratorio»

«È chiaro che parte o tutto questo lavoro veniva eseguito utilizzando uno standard di biosicurezza – livello di biosicurezza 2, il livello di biosicurezza di uno studio dentistico statunitense standard – che rappresenterebbe un rischio inaccettabilmente alto di infezione del personale di laboratorio al contatto con un virus avendo le proprietà di trasmissione di SARS-CoV-2», afferma il celebre virologo Ebright.

 

La preoccupazione per le condizioni di sicurezza nel laboratorio di Wuhan erano inoltre emerse in una scheda informativa rilasciata dal Dipartimento di Stato il 21 gennaio 2021: «il governo degli Stati Uniti ha motivo di ritenere che diversi ricercatori all’interno dell’Istituto di Virologia di Wuhan si siano ammalati nell’autunno 2019, prima del primo caso identificato dell’epidemia, con sintomi coerenti con entrambi COVID-19 e malattie stagionali comuni».

 

Insomma, «le prove disponibili si inclinano più fortemente in una direzione rispetto all’altra. I lettori si formeranno la propria opinione. Ma mi sembra che i sostenitori della fuga dal laboratorio possano spiegare tutti i fatti disponibili sulla SARS2 molto più facilmente di quelli che favoriscono l’emergenza naturale».

 

«In tutta la Cina, la pandemia è scoppiata alle porte dell’istituto di Wuhan. Il virus era già ben adattato agli esseri umani, come previsto per un virus cresciuto in topi umanizzati»

«È documentato che i ricercatori dell’Istituto di Virologia di Wuhan stavano conducendo esperimenti di guadagno di funzione progettati per fare in modo che i coronavirus infettassero cellule umane e topi umanizzati. Questo è esattamente il tipo di esperimento da cui potrebbe essere emerso un virus simile a SARS2. I ricercatori non sono stati vaccinati contro i virus in studio e stavano lavorando nelle condizioni minime di sicurezza di un laboratorio BSL2. Quindi la fuga di un virus non sarebbe affatto sorprendente».

 

«In tutta la Cina, la pandemia è scoppiata alle porte dell’istituto di Wuhan. Il virus era già ben adattato agli esseri umani, come previsto per un virus cresciuto in topi umanizzati. Possedeva un insolito miglioramento, un sito di scissione della furina, che non è posseduto da nessun altro beta-coronavirus correlato alla SARS noto, e questo sito includeva un doppio codone di arginina sconosciuto anche tra i beta-coronavirus».

«Il governo degli Stati Uniti condivide uno strano interesse comune con le autorità cinesi: nessuno dei due è interessato a richiamare l’attenzione sul fatto che il lavoro sul coronavirus di Shi è stato finanziato dal National Institutes of Health USA»

 

Infine, una parola per la spirale del silenzio che avvolge l’origine del virus. L’insabbiamento, si è capito, non conviene solo alla Cina, ma anche agli USA

 

«Il governo degli Stati Uniti condivide uno strano interesse comune con le autorità cinesi: nessuno dei due è interessato a richiamare l’attenzione sul fatto che il lavoro sul coronavirus di Shi è stato finanziato dal National Institutes of Health USA. Si può immaginare la conversazione dietro le quinte in cui il governo cinese dice: “Se questa ricerca era così pericolosa, perché l’hai finanziata, e anche sul nostro territorio?” A cui gli Stati Uniti potrebbero rispondere: “Sembra che sia stato tu a lasciarlo scappare. Ma abbiamo davvero bisogno di tenere questa discussione in pubblico?”».

 

Fauci è un funzionario pubblico di lunga data che ha servito con integrità sotto il presidente Trump e ha ripreso la leadership nell’amministrazione Biden nella gestione dell’epidemia di COVID-19. Il Congresso USA, senza dubbio comprensibilmente, potrebbe avere scarso desiderio di trascinarlo sulle braci per l’apparente errore di giudizio nel finanziare la ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan.

 

«Le persone in tutto il mondo che sono state praticamente confinate nelle loro case nell’ultimo anno potrebbero desiderare una risposta migliore di quella che stanno dando loro i media»

I media tacciono a causa della loro «migrazione verso la sinistra dello spettro politico» in chiave anti-Trump – l’unico che aveva preso sul serio sin da subito l’ipotesi del virus fuggito dal laboratorio. Ma anche a causa dell’«omertà dei virologi».

 

«Le persone in tutto il mondo che sono state praticamente confinate nelle loro case nell’ultimo anno potrebbero desiderare una risposta migliore di quella che stanno dando loro i media».

 

 

 

 

 

 

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Armi biologiche

Mosca: l’Ucraina ha utilizzato armi chimiche di fabbricazione USA

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Washington e Kiev hanno violato gli articoli dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) poiché le forze ucraine hanno utilizzato munizioni illegali sul campo di battaglia, ha affermato il tenente generale russo Igor Kirillov. Lo riporta il sito governativo russo RT.

 

Il capo delle forze di protezione nucleare, chimica e biologica della Russia ha fornito diversi esempi del presunto uso da parte di Kiev di armi chimiche vietate e di agenti chimici non letali che, secondo lui, sono stati ottenuti dagli Stati Uniti.

 

Il Kirillov ha affermato che l’Ucraina ha utilizzato droni per lanciare granate a gas di fabbricazione statunitense il 28 dicembre 2023 contenenti il ​​composto «CS» – una sostanza chimica classificata come strumento antisommossa che irrita gli occhi e il tratto respiratorio superiore e può causare ustioni alla pelle e paralisi respiratoria. e arresto cardiaco se utilizzato in alte concentrazioni.

 

Il generale russo affermato che la consegna di tali munizioni da parte degli Stati Uniti all’Ucraina costituisce una diretta violazione delle regole dell’OPCW, secondo le quali un Paese non deve «mai, in nessuna circostanza, trasferire armi chimiche direttamente o indirettamente a nessuno».

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Kirillov ha anche riferito che, il 15 giugno 2023, le forze di Mosca sono state attaccate da un drone che trasportava un contenitore pieno di cloropicrina, che è classificata come composto della Tabella 3 ai sensi della Convenzione sulle armi chimiche ed è severamente vietata, anche a fini di applicazione della legge. La stessa sostanza chimica è stata utilizzata anche da Kiev il 3 e 11 agosto 2023 vicino al villaggio di Rabotino, secondo Kirillov.

 

Il generale ha anche fornito diversi esempi di utilizzo di sostanze tossiche da parte di Kiev contro il personale militare russo, nonché di avvelenamento di funzionari di alto rango come il capo della regione russa di Kherson Vladimir Saldo nell’agosto 2022.

 

Kirillov ha affermato che l’Intelligence russa ritiene che le forze ucraine, sotto la guida dei suoi sostenitori occidentali, stiano sviluppando una nuova tattica militare che utilizzerebbe una «cintura chimica». Ciò comporterebbe l’esplosione di contenitori con acido cianidrico e ammoniaca per impedire un’avanzata delle forze russe.

 

Il generale russo ha aggiunto che i piani per un uso così massiccio di sostanze chimiche tossiche sono dimostrati dal fatto che Kiev ha chiesto all’UE di fornirle centinaia di migliaia di antidoti, maschere antigas e altri dispositivi di protezione individuale nel 2024. A questi si aggiungono 600.000 fiale di antidoti organofosforici e 750.000 flaconi di farmaci per la disintossicazione da gas mostarda, lewisite e derivati ​​dell’acido cianidrico forniti dai paesi NATO nel 2023.

 

«È ovvio che i volumi richiesti dall’Ucraina sono eccessivi per un Paese che non dispone di armi chimiche», ha affermato Kirillov.

 

Non c’è stata alcuna risposta da parte dell’OPCW nonostante tutte queste prove fossero state presentate all’organizzazione quattro mesi fa, ha detto il generale, accusandola di essere gestita da Washington come strumento per prendere di mira i suoi oppositori politici.

 

A novembre, la Russia ha perso il suo seggio nel Consiglio esecutivo dell’OPCW dopo non aver ottenuto voti sufficienti dagli altri membri dell’organizzazione. Kirillov ha affermato che Mosca è stata effettivamente «espulsa» dalla sua sede ed è stata sostituita da Ucraina, Polonia e Lituania, che secondo lui stavano perseguendo un’evidente politica anti-russa.

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Armi biologiche

«Peste, cyborg e supersoldati»: rapporto del Pentagono esplora la guerra basata sulla biotecnologia

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Un nuovo rapporto prodotto dalla RAND Corporation per il Pentagono raccomanda alle forze armate statunitensi di esplorare come le nuove innovazioni biotecnologiche – inclusi i vaccini mRNA, l’editing genetico CRISPR e le interfacce cervello-computer – potrebbero cambiare la natura della guerra futura, ha riferito giovedì il giornalista investigativo Lee Fang.   Il Pentagono sta esplorando come le nuove innovazioni biotecnologiche – inclusi i vaccini mRNA, l’editing genetico CRISPR e le interfacce cervello-computer (BCI) – potrebbero cambiare la natura della guerra futura, ha riferito giovedì il giornalista investigativo Lee Fang.   Secondo un nuovo rapporto prodotto per l’agenzia dalla RAND Corporation, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) considererebbe la guerra basata sulla biotecnologia troppo rischiosa o addirittura eugenetica. Ma i recenti progressi «cambiano le scelte strategiche per il corpo umano come ambito di guerra», hanno scritto gli autori del rapporto.   La RAND Corporation è un think tank militare fondato durante la Guerra Fredda e noto per il suo lavoro che influenza attivamente il governo e la politica militare.   Il rapporto – «Plagues, Cyborgs, and Supersoldiers: The Human Domain of War» [«Peste, cyborg e supersoldati», ndt]– presenta una serie di futuri scenari di guerra basati sui progressi nelle armi biologiche ingegnerizzate, sull’Internet dei corpi e sulla genomica che, secondo gli autori, «potrebbero sembrare fantastici», ma non lo sono. «Non inverosimili», visti i rapidi progressi della biotecnologia del 21° secolo.   Il rapporto raccomanda che la pianificazione militare anticipi questi futuri scenari di guerra.   «Vediamo emergere un panorama complesso e ad alto rischio in cui le guerre future vengono combattute con esseri umani che controllano macchine iper-sofisticate con i loro pensieri», dove «piaghe generate sinteticamente e mirate genomicamente» interrompono la base militare-industriale americana e il futuro soldato è un «guerriero potenziati» che possono sopravvivere in condizioni estreme, avverte il rapporto.   Fang ha dichiarato a The Defender: «questi rapporti di ricerca del Pentagono sembrano fantascienza, ma forniscono informazioni cruciali su come i militari vedono i conflitti futuri ed esercitano pressioni sui legislatori su questioni politiche cruciali».

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Gli scenari: agenti patogeni ingegnerizzati, Internet of Bodies e genomica potenziata

Il rapporto ipotizza scenari con future pandemie simili al COVID-19 che emergono da agenti patogeni ingegnerizzati e li considera nel contesto della guerra con Cina e Russia.   Gli autori sostengono che gli Stati Uniti si troverebbero in grave svantaggio senza un serio investimento preventivo nelle proprie armi biotecnologiche e una strategia per frenare lo sviluppo di tali armi da parte delle potenze globali concorrenti.   Il primo scenario ipotetico, definito «vignetta» nel rapporto, si svolge nel 2028, quando un nuovo «SARS-CoV-3» altamente contagioso si diffonde nel Mar Cinese Meridionale e poi sulle navi della Marina americana, costringendole a cessare le operazioni. Le agenzie statunitensi sono coinvolte in lotte intestine su quale agenzia debba indagare sulle cause e guidare la risposta.   La Cina, che sembra essere immune al virus, lancia un assalto a Taiwan e la flotta americana in disuso non è in grado di rispondere.   L’Organizzazione Mondiale della Sanità attribuisce al distanziamento sociale cinese la sua lenta diffusione, ignara del fatto che l’esercito e la popolazione cinese sono stati involontariamente vaccinati contro la nuova versione della malattia, rilasciata come arma biologica.   Questo scenario è stato inizialmente concepito dai ricercatori del Pentagono , ha scritto Fang, che «credono che un’”arma biologica coronavirus” possa nascondersi all’orizzonte».   In un altro scenario – «Geopolitica pandemica» – un nuovo agente patogeno presente nell’aria con un lungo periodo contagioso e un tasso di mortalità astronomico del 2,5% inizierà a circolare nel 2033, uccidendo 1 milione di americani in quattro mesi con altri 6,5 milioni destinati a morire.   Cina e Russia in questo scenario dispongono di vaccini in anticipo e sfruttano l’opportunità per espandere i propri confini. Gli Stati Uniti e l’Europa non hanno la capacità di una risposta militare.   Il rapporto si rivolge quindi a uno scenario di Internet of Bodies che, secondo Fang, è «apparentemente ispirato al declino cognitivo della senatrice Dianne Feinstein» e ambientato in un futuro più lontano.   I leader anziani del Congresso temono una perdita di potere a causa delle voci sul loro declino cognitivo. Per apparire più competenti, si fanno impiantare dispositivi BCI nel cervello per potenziare il loro funzionamento fisico e cognitivo. Tuttavia, i dispositivi non funzionano correttamente, i politici agiscono in modo imprevedibile e gli alleati stranieri iniziano a prendere le distanze dagli Stati Uniti.   In un altro scenario ancora, i dipendenti pubblici utilizzano lenti artificiali per i loro occhi dotate di dispositivi di registrazione e archiviazione. Tuttavia, la tecnologia viene utilizzata anche per raccogliere e divulgare informazioni sensibili, all’insaputa del governo degli Stati Uniti.   La BCI potrebbe offrire vantaggi al «guerriero», ad esempio consentendo ai comandanti e alle loro forze di comunicare direttamente. Tuttavia, il rapporto avverte che anche i dispositivi BCI possono essere hackerati.   Gli Stati Uniti attualmente guidano lo sviluppo della tecnologia Internet of Bodies, almeno in termini di numero di brevetti depositati, ma gli autori hanno avvertito che «la Cina sta rapidamente recuperando terreno».   Gli autori ipotizzano un futuro lontano in cui la sorveglianza genomica verrà utilizzata per selezionare le reclute militari più appropriate e un altro in cui le modifiche genetiche verranno utilizzate per creare «super soldati».

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Gli Stati Uniti dovrebbero pianificare l’integrazione della guerra biologica

Il rapporto fornisce raccomandazioni ispirate ai passi falsi riscontrati dagli autori riguardo alla gestione della risposta al COVID-19 e consiglia al Pentagono di considerare i rischi e i benefici delle tecnologie emergenti.   Zanna ha scritto:   «In uno scatto non così velato contro coloro che hanno negato la teoria della fuga dal laboratorio del COVID-19 definendola “disinformazione”, notano che nel caso di un’arma biologica progettata per il coronavirus, la maggior parte degli scienziati “probabilmente” presumerebbe che il virus abbia un’origine naturale o di origine zoonotica, contestando le affermazioni di un attacco artificiale. Questa “ambiguità potrebbe servire bene a uno Stato-nazione”, sostiene il rapporto».   L’attuale Convenzione delle Nazioni Unite sulle armi biologiche dovrebbe essere rivista per affrontare le nuove questioni sollevate dalle nuove tecnologie, raccomandano gli autori. Ma hanno anche definito tali trattati «intrattabili» – perché alcuni Paesi non li rispettano – e hanno raccomandato «trattati bilaterali» che regolano le armi biologiche.   Chiedono inoltre agli Stati Uniti di disinvestire dall’Istituto di Virologia di Wuhan, che molti sostengono sia la fonte della fuga dal laboratorio COVID-19.   Secondo Fang, «il rapporto prende di mira il Congresso, criticando la recente abrogazione dell’obbligo di vaccinazione contro il COVID-19 per i membri del servizio. Esorta i legislatori a resistere al “populismo anti-vaccini” per garantire la prontezza militare».   Gli autori hanno raccomandato sanzioni contro le potenze straniere che abusano della biotecnologia e che il Pentagono inizi a utilizzare lo screening genetico.   Infine, hanno affermato che il DOD dovrebbe sviluppare linee guida per integrare la guerra biologica nelle sue capacità militari.   Nonostante la natura fantascientifica degli scenari che RAND propone nel rapporto, Fang ha affermato che è importante tenere traccia di tali documenti politici, perché rapporti simili del passato hanno prefigurato future azioni del governo che si sono poi realizzate.   «Oltre un decennio fa, In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, ha pubblicato un rapporto che esaminava le opportunità offerte dai social media e ha suggerito che le principali piattaforme potrebbero essere analizzate con l’Intelligenza Artificiale per l’analisi del sentiment e la raccolta di informazioni avanzate», scrive.   «Subito dopo, l’agenzia ha iniziato a finanziare diverse startup specializzate nell’analisi delle proteste e dei movimenti politici utilizzando piattaforme come Twitter e Facebook. Alcune delle aziende sostenute dalla CIA hanno continuato a impegnarsi in sofisticate forme di sorveglianza».   Brenda Baletti Ph.D.   © 26 gennaio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Armi biologiche

Armi biologiche, funzionario accusa pubblicamente Fauci di «negazione e inganno» sulle origini di COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

In un’intervista con il giornalista investigativo Paul D. Thacker, il funzionario della biodifesa dottor Robert Kadlec ha affermato che funzionari chiave come il dottor Anthony Fauci e i virologi che hanno scritto il documento «Proximal Origin» sapevano che il COVID-19 probabilmente aveva avuto origine in un laboratorio, ma hanno utilizzato le classiche tattiche di «operazioni informative» per proteggere le loro carriere e finanziamenti.

 

Un importante funzionario della biodifesa che ha svolto un ruolo chiave nella preparazione medica e sanitaria pubblica sotto l’amministrazione Trump durante l’inizio della pandemia di COVID-19 ha affermato che gli attuali ed ex funzionari governativi, incluso il dottor Anthony Fauci, hanno «indirizzato male» il pubblico su le origini del COVID-19.

 

In un’intervista con il giornalista investigativo Paul D. Thacker, il dottor Robert Kadlec ha suggerito che Fauci, ex direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, Francis Collins, MD, Ph.D., ex direttore del National Institutes of Health (NIH) e altri funzionari governativi e virologi chiave sono stati impegnati nella «negazione e nell’inganno» sulle origini del virus.

 

Kadlec è stato assistente segretario per la preparazione e la risposta quando è iniziata la pandemia di COVID-19 , dirigendo l’Amministrazione per la preparazione e la risposta strategica (ASPR). Successivamente ha diretto una commissione del Senato che, nell’ottobre 2022, ha pubblicato un rapporto provvisorio sull’origine della pandemia che favoriva fortemente la «teoria delle fughe di laboratorio».

 

Separatamente, Thacker, in un post del 22 dicembre 2023 su The Disinformation Chronicle, ha analizzato i nuovi documenti rilasciati all’inizio del mese da US Right to Know (USRTK).

 

Secondo l’USRTK, questi documenti indicano che «i ricercatori americani hanno nascosto la loro intenzione di condurre ricerche sul coronavirus ad alto rischio a Wuhan secondo standard di sicurezza permissivi da parte del Pentagono l’anno prima della pandemia di COVID-19».

 

In un’intervista con The Defender, Thacker ha affermato che questi documenti non sono, di per sé, la prova che il COVID-19 sia emerso dall’Istituto di virologia di Wuhan in Cina, ma sono la prova che coloro che sono coinvolti nella controversa ricerca sul guadagno di funzione in quel laboratorio sono stati disonesti.

 

«È un altro esempio che mostra che queste persone mentono», ha detto Thacker. «E la prova più evidente di un incidente di laboratorio a Wuhan sono tutti gli esempi di ricercatori che mentono su ciò che stavano facendo a Wuhan. Questa è la prova».

 

Thacker ha scritto che questo era «solo l’ultimo esempio di illecito scientifico». Nel suo post del 22 dicembre 2023, Thacker ha affermato che tali comportamenti illeciti sono stati aiutati dai giornalisti scientifici nei media.

 

«È diventata una verità pandemica che i ricercatori e i loro scrittori scientifici preferiti alla fine vengono sorpresi a dissimulare quando i documenti tolgono l’aria a dichiarazioni e convinzioni autorevoli sottolineate con presunta autorità scientifica e giornalistica», ha scritto.

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Fauci e altri coinvolti nell’«operazione informativa»

Secondo Thacker, «Kadlec ha lavorato per contrastare le armi biologiche per conto di varie agenzie» per più di 30 anni.

 

Il rapporto provvisorio del Senato degli Stati Uniti pubblicato sotto la sua sorveglianza nell’ottobre 2022 «è diventato un’esclusiva controversa di ProPublica/Vanity Fair, con una nota del redattore di 2700 parole successivamente aggiunta», ha scritto Thacker.

 

Secondo il rapporto, pubblicato il 28 ottobre 2022 su ProPublica, «il laboratorio di Wuhan al centro dei sospetti sull’insorgenza della pandemia era molto più travagliato di quanto si sapesse».

 

Sono poi seguite critiche da parte della comunità scientifica, che hanno portato ProPublica a pubblicare la sua nota del redattore il 30 novembre 2022, affermando che «scienziati, osservatori cinesi e altri hanno messo in dubbio i risultati del team del Senato e i nostri rapporti al riguardo».

 

I redattori di ProPublica «hanno aggiunto ulteriore contesto» alla storia e «hanno anche identificato due errori fattuali irrilevanti rispetto alla premessa della storia» che sono stati corretti. Tuttavia, ProPublica sostiene: «il nostro esame afferma che l’articolo, e l’insieme dei resoconti che ne vengono presentati, sono fondati», aggiungendo:

 

«Resta chiaro che nel 2019 il WIV [Wuhan Institute of Virology] stava affrontando seri problemi di sicurezza mentre gli scienziati dovevano affrontare pressioni per esibirsi. Secondo il rapporto provvisorio, la ricerca rischiosa sul coronavirus è stata condotta in laboratori privi delle massime garanzie di biocontenimento».

 

«La possibilità che si sia verificata una violazione della biosicurezza presso il WIV e abbia scatenato la pandemia rimane plausibile».

 

Secondo Thacker, Kadlec – che in precedenza «operava per lo più in background» – è ora uscito dalla burocrazia per affermare che «gli scienziati federali e i virologi da loro finanziati hanno indirizzato erroneamente il pubblico e hanno contribuito a nascondere le prove che la pandemia è iniziata in un laboratorio di Wuhan – un laboratorio finanziato con denaro americano».

 

Kadlec ha detto a Thacker che le cifre di Fauci e Collins volevano proteggere la loro reputazione e i finanziamenti federali per la ricerca, anche di fronte alle prove crescenti che tale ricerca avrebbe potuto portare allo sviluppo e al rilascio di COVID-19.

 

«Le motivazioni di questi ricercatori sembrano chiare: proteggere la reputazione, proteggere le sovvenzioni federali», secondo Thacker.

 

Per raggiungere questo obiettivo, Kadlec ha affermato che è stato utilizzato un «depistaggio» che ha tentato di minimizzare e spostare l’attenzione del pubblico lontano dalla teoria delle fughe di dati.

 

«Mi sembra un’operazione di informazione», ha detto Kadlec. «Sta allontanando le persone. E questi ragazzi lo hanno fatto con una varietà di mezzi. … L’insabbiamento è un modo di vedere la cosa; sembra essere un colossale errore di direzione».

 

Kadlec ha osservato che già nel febbraio 2020 Fauci e i principali virologi riconoscevano privatamente, nelle e-mail scambiate tra loro, «che questo avrebbe potuto trattarsi di un incidente di laboratorio».

 

Ha anche fatto riferimento a uno degli autori dell’ormai famigerato articolo «The proximal origin of SARS-CoV-2» («Proximal Origin») pubblicato su Nature Medicine nel marzo 2020, Kristian Andersen, Ph.D., professore di immunologia e microbiologia presso lo Scripps Research Institute con sede in California.

 

Secondo un rapporto della Camera degli Stati Uniti del luglio 2023 , il documento «Proximal Origin» è stato utilizzato per «minimizzare l’ipotesi della fuga di dati dal laboratorio» ed etichettare come «teorici della cospirazione» chiunque suggerisse che il virus potesse essere fuoriuscito da un laboratorio. Il rapporto indicava che Fauci e Collins erano stati coinvolti personalmente nella concettualizzazione, stesura e pubblicazione dell’articolo.

 

Kadlec ha detto a Thacker che Fauci e alcuni scienziati coautori dell’articolo, incluso Andersen, sembravano riconoscere in privato che il COVID-19 avrebbe potuto essere stato progettato, in una serie di e-mail e chiamate che si sono scambiati il ​​1° febbraio 2020, che anche Kadlec ha ricevuto.

 

Notando che le dichiarazioni pubbliche di Fauci negavano un collegamento tra COVID-19 e una fuga di notizie dal laboratorio, Kadlec ha detto: «Se non altro, Fauci aveva informazioni che probabilmente dicevano il contrario».

 

«Fauci ha ottenuto quest’altro gruppo, con Jeremy Farrar [allora capo del Wellcome Trust] e i suoi amici. E questo gruppo dice in privato di avere preoccupazioni, e poi pubblicamente dice che non è possibile che accada un incidente di laboratorio», ha detto.

 

Kadlec ha definito Fauci «un vero operatore» che «ha un interesse particolare per la sua reputazione e quella del suo istituto. E sono inseparabili».

 

«Penso che ciò che è stato portato qui sia stato il rischio reputazionale per NIH e per le due persone che entrambi sostenevano – Fauci e Collins – per una ricerca scientifica senza restrizioni, il che significa ricerca con guadagno di funzione», ha detto.

 

«La ricerca sul guadagno di funzione finanziata dal NIH potrebbe aver provocato questo incidente», ha detto Kadlec.

 

La cabala di Farrar, Collins e Fauci «sembra essere il centro di ciò che stava accadendo», ha aggiunto.

 

Fauci dovrebbe comparire davanti alla sottocommissione selezionata della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti sulla pandemia di coronavirus l’8 e il 9 gennaio per un’intervista trascritta di due giorni riguardante «le numerose controversie sorte durante e dopo la pandemia».

 

Testimonierà pubblicamente davanti alla sottocommissione entro la fine dell’anno.

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Collins ha avuto un ruolo ancora più importante

Secondo Kadlec, però, Collins ha svolto un ruolo ancora più importante di Fauci.

«Per quanto ti piacerebbe pensare che dietro tutto questo ci sia Fauci, penso che Collins potrebbe essere il ragazzo», ha detto Kadlec. «Collins lavora ancora alla Casa Bianca. È ancora consigliere del presidente».

 

Kadlec ha affermato che Collins aveva persino cercato di impedire a lui e all’ASPR di collaborare con le Accademie nazionali di scienze, ingegneria e medicina «per esaminare cosa mostrava la sequenza genetica [di SARS-Cov-2] nel gennaio 2020».

 

«Mi ha semplicemente chiamato: £Cosa stai facendo? Perché lo fai?”» ha detto Kadlec, aggiungendo: «Collins, sai, ha un ego abbastanza grande. Ma sentiva anche che le Accademie nazionali erano l’unico dominio del NIH. Ho dovuto ricordargli che stavo pagando le Accademie per lavorare per me in preparazione alla pandemia».

 

Kadlec ha affermato che scienziati come Andersen «hanno ottenuto finanziamenti dall’NIH per condurre ricerche sul guadagno di funzione, alcune delle quali con i cinesi», e che le prove che indicavano una potenziale fuga dal laboratorio avevano iniziato a emergere all’inizio della pandemia.

 

Kadlec ha affermato che una delle prime persone a rilasciare un brevetto per un vaccino contro il COVID-19 è stato lo scienziato dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese Zhou Yusen, che era anche un vaccinologo.

 

«Quando guardi il brevetto e ciò che ha pubblicato su quel vaccino COVID, ti rendi subito conto che doveva iniziare molto presto… doveva iniziare a lavorare con il virus COVID intorno a novembre, o già a ottobre», ha detto.

 

«Pensiamo che l’epidemia si sia verificata… a fine ottobre, novembre – e sta facendo studi sugli animali con i topi, probabilmente presso l’Istituto di virologia di Wuhan», ha detto Kadlec. «Ha pubblicato un articolo in collaborazione con il WIV nel novembre del 2019. Ed ecco, questa epidemia avviene a Wuhan».

 

Kadlec ha detto:

 

«Non si può sostenere in modo convincente che provenga naturalmente da un animale. Quello che stavano cercando di fare era argomentare che si tratta di zoonosi, e non ci sono prove a sostegno di ciò».

 

«Le prove che ho provengono da George Gao, il tizio che era il direttore dei CDC [Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie] cinesi, che ha pubblicato in serie che questo virus non proveniva dal mercato».

 

Quando gli è stato chiesto perché alcuni scienziati continuano a promuovere la teoria zoonotica o del «mercato umido», Kadlec l’ha definita «una falsa pista» dalla quale «anche i cinesi hanno ceduto» e ha detto che tale messaggio «sembra un’operazione di informazione».

 

«Direzione sbagliata. È come la negazione e l’inganno», ha detto Kadlec. «Come passiamo da una telefonata con “Beh, questo semplicemente non sembra giusto” all’opposto: “Non è possibile che possa essere un laboratorio”? E vorrei poterlo spiegare».

 

Ottenere risposte dal governo e dalle agenzie come «togliere i denti»

Kadlec ha affermato di essere stato il destinatario dell’e-mail del 1 febbraio 2020 che includeva Fauci, Collins, Andersen, Farrar e altri, ma non ricordava di averla letta.

 

«All’epoca… capire come è iniziata la pandemia non era nelle mie corde», ha detto. «Mi concentravo sulle contromisure, sulla preservazione dei sistemi ospedalieri e sulla distribuzione dei DPI, quel poco che avevamo».

 

La sua agenzia dell’epoca, ASPR, chiese alle Accademie nazionali «di esaminare la sequenza genetica [della SARS-CoV-2] per troncare alcune delle speculazioni più selvagge in circolazione», ma la loro risposta fu che «avevano bisogno di maggiori informazioni».

 

Kadlec ha affermato che in seguito, quando era a capo del comitato HELP (Salute, Istruzione, Lavoro e Pensioni) del Senato che indagava sulle origini del COVID-19, «non potevamo collegare ciò che crediamo sia accaduto a Wuhan direttamente ai finanziamenti dell’NIH».

 

Thacker ha detto a The Defender che il rapporto HELP faceva poca menzione del NIH e nessuna menzione di Fauci o della ricerca sul guadagno di funzione, ma attribuiva molta colpa alla Cina.

 

«Quel rapporto è stato un grosso errore per puntare il dito contro la Cina, affermando che l’unico modo per capire cosa sta succedendo è se la Cina fosse diventata più trasparente. Questo è un gioco stupido perché sappiamo che la Cina non diventerà più trasparente», ha detto.

 

Notando che le agenzie di sanità pubblica come l’NIH e il CDC non sono state coinvolte nel tentativo di capire le origini del COVID-19, Kadlec ha affermato: «ha davvero poco a che fare con l’NIH e il CDC. … C’era l’idea che, tra la comunità dell’intelligence e quella scientifica, dovesse esserci qualcuno che si assumesse la responsabilità di guidare gli sforzi per condurre l’attribuzione».

 

«Se ricordo bene, alla fine è toccato al Dipartimento di Stato. Ma quale scienza conoscono, o la comunità dell’intelligence?» ha detto, aggiungendo che, secondo lui, ottenere risposte da enti come l’NIH, i politici del Partito Democratico, la Camera o il Senate Intelligence Committee è come «cavare i denti».

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Nuove prove della ricerca sul guadagno di funzione finanziata dal governo

Secondo Kadlec, tale ricerca sul coronavirus era in corso molto prima della comparsa del COVID-19.

 

«Nel 2015 è uscito un articolo [lettera] su Nature, in cui sono state pubblicate due correzioni. È un articolo di Ralph Baric e Shi Zhengli… finanziato dall’istituto di Fauci presso il NIH, e il corrigendum aggiunge che c’erano anche finanziamenti da USAID [Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale], il programma PREDICT».

 

Alla lettera, intitolata «Un cluster simile alla SARS di coronavirus circolanti di pipistrello mostra il potenziale per l’emergenza umana» è stata aggiunta una nota dell’editore nel marzo 2020, in cui si afferma: «Siamo consapevoli che questo articolo viene utilizzato come base per teorie non verificate che il nuovo coronavirus che causa il COVID-19 è stato progettato. Non ci sono prove che questo sia vero; gli scienziati ritengono che la fonte più probabile del coronavirus sia un animale».

 

Thacker ha scritto che un esempio simile è emerso il mese scorso come parte del rilascio dei documenti USRTK, che secondo lui mostrano che «virologi statunitensi e ricercatori di Wuhan hanno tentato di fuorviare il programma DARPA [Defense Advanced Research Projects Agency] del Dipartimento della Difesa sulla ricerca di virus pericolosi in un Borsa di studio del 2018 denominata DEFUSE».

 

Thacker ha scritto:

 

«La DARPA ha respinto la proposta poiché alcuni studi riguardavano pericolosi studi di guadagno di funzione. Ora sappiamo, dalle bozze della proposta DEFUSE, che i virologi avevano pianificato di condurre quegli studi presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, sebbene lo abbiano negato più volte dopo che la proposta DEFUSE divenne pubblica».

 

«In precedenti dichiarazioni, virologi e scrittori scientifici assicuravano al pubblico che gli studi proposti sul guadagno di funzione discussi in DEFUSE avrebbero dovuto aver luogo nel laboratorio di Ralph Baric presso l’Università della Carolina del Nord [UNC], e non in laboratorio di Shi Zhengli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan».

 

«Come tutti sappiamo, la pandemia è iniziata a Wuhan e un numero crescente di prove indica che qualcosa sta andando storto nel laboratorio di Shi Zhengli».

 

Thacker ha anche osservato che «nelle prime bozze della proposta DEFUSE, Peter Daszak ha commentato con Ralph Baric dell’UNC e Shi Zhengli di Wuhan che parte del lavoro per progettare virus chimerici della SARS sarebbe stato svolto a Wuhan», ma in seguito ha cercato di «minimizzare» il collegamento a Wuhan e Zhengli.

 

Successivamente, giornalisti come Jon Cohen di Science Magazine hanno tentato pubblicamente di confutare qualsiasi collegamento tra la ricerca DEFUSE e la teoria della fuga di dati dal laboratorio del COVID-19. Secondo Thacker, Cohen una volta lo ha accusato pubblicamente su Twitter di promuovere la «disinformazione» sulle sue domande sullo studio DEFUSE e sui suoi finanziatori.

 

In un altro caso, Thacker ha affermato che il direttore generale di Science Magazine, H. Holden Thorpe, «ha ingannato l’intera comunità scientifica» sostenendo in un editoriale che gli esperimenti DEFUSE «non rappresentavano affatto una minaccia» e non avrebbero potuto verificarsi a Wuhan perché era UNC. scienziati coinvolti in quel lavoro.

 

«Thorpe veniva dall’UNC, dove un tempo era rettore, e supervisionava le ricerche dell’università, inclusa quella di Ralph Baric. Thorpe si è dimesso dalla carica di cancelliere dopo che l’UNC è stato coinvolto in una diffusa frode accademica», ha scritto Thacker.

 

«È la rivelazione di un’altra bugia, ma non è la rivelazione del fatto che avrebbero fatto questa ricerca a Wuhan perché stavano già facendo ricerche chimeriche a Wuhan», ha detto Thacker a The Defender.

 

Thacker ha scritto che tali esempi sono «tipici del genere dei giornalisti scientifici: ogni volta che un messaggio minaccia la scienza, corri da quegli stessi scienziati per ottenere una citazione preconfezionata e buttarla giù».

 

«Ora sappiamo che poco di ciò che gli scienziati ci hanno detto sulla sovvenzione DEFUSE era vero», ha scritto. «I virologi avevano pianificato di condurre questi pericolosi studi sui virus a Wuhan e hanno mentito al governo federale per ottenere finanziamenti. E poi ci hanno mentito sulle loro intenzioni, dopo che la pandemia è iniziata a Wuhan».

 

«I giornalisti scientifici hanno amplificato queste bugie per te e per il resto del pubblico americano», ha aggiunto, sottolineando che ciò ha contribuito a contribuire alla censura dei post pubblici che suggerivano che il COVID-19 fosse emerso da una fuga di notizie dal laboratorio.

 

«Facebook limita la tua capacità di parlare di un incidente di laboratorio», ha detto Thacker. «C’erano molteplici “verifica dei fatti” che dicevano che non poteva provenire da un laboratorio di Wuhan… Sono stati anni e anni di inganno».

 

Tuttavia, con l’emergere di ulteriori informazioni che puntano verso una fuga dal laboratorio, scrittori come Cohen che in precedenza si erano opposti alla teoria della fuga di dati dal laboratorio ora si stanno ritirando, secondo Thacker.

 

«Molti di coloro che sono stati coinvolti nell’insabbiamento stanno fuggendo da Twitter ora perché vengono umiliati», ha detto Thacker, sottolineando che Cohen di Science Magazine aveva già lasciato Twitter.

 

«Hanno sbagliato e non vogliono ammetterlo perché non è l’unica cosa che hanno sbagliato. Molte delle cose di cui hanno scritto – mascherine, vaccini, lockdown – erano sbagliate», ha detto.

 

«Non sopportano il fatto di non avere più il controllo della narrazione. E stanno vedendo il fatto che le loro narrazioni stanno esplodendo».

 

Ciò ha implicazioni chiave in termini di preparazione per una futura pandemia, ha affermato Thacker, aggiungendo:

 

«Il modo migliore per capire come fermare un futuro incendio è capire come è iniziato l’incendio di cui abbiamo a che fare. Ecco perché ci sono ispettori antincendio che devono passare, ispezionare e vedere cosa ha provocato l’incendio».

 

«La stessa cosa con la ricerca sulla pandemia. Fin dall’inizio ci sono stati continui tentativi di denigrare e minimizzare la possibilità di un incidente di laboratorio».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 5 gennaio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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