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Controllo delle nascite

Vaccini e infertilità, una storia reale

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Vaccini creati per sterilizzare le donne – senza alcun consenso.

 

Miriadi di ragazze africane, divenute d’improvviso infertili, dopo un’iniezione di antitetanica promossa dal governo kenyota e dagli enti sanitari globali. Un incubo, un capitolo scioccante del libro della Necrocultura, dove, molto apertamente, i vaccini si dimostrano strumenti di morte.

 

Sapevamo di questa storia. Renovatio 21, varie volte, ne ha parlato. Però vederla raccontata per la prima volta dai protagonisti mette i brividi. Soprattutto, se pensiamo che si tratta solo della punta dell’iceberg: il programma di vaccinazione per il tetano che in verità segretamente sterilizzava le donne è probabilmente stato ripetuto da altre parti.

 

Di più: è inevitabile pensare che il Terzo Mondo sia solo un laboratorio di cavie umane per qualcosa che sarà implementato in tutti i Paesi, sviluppati o meno – se non lo è già stato…

 

Si resta sgomenti a guardare l’ultima fatica audiovisiva di Andrew Wakefield, Infertilità: un’agenda diabolica. Il film, della durata di mezz’ora, è stato realizzato dal dottore noto per lo scandalo farmaceutico del secolo (il saggio che si azzardava a domandarsi si esistesse mai una correlazione tra autismo e vaccino MPR) per la distribuzione di Children’s Health Defense di Robert F. Kennedy jr. Sul sito è disponibile la trascrizione in lingua italiana.

 

 

Il mediometraggio lascia parlare chi la storia dei vaccini sterilizzanti la ha vissuta, in dialoghi strazianti e sconvolgenti.

 

«In qualità di ginecologo, negli ultimi anni abbiamo visto un drammatico aumento del numero di donne che perdono la gravidanza, del numero di donne che vengono qui con minacce di aborto, con emorragie all’inizio della gravidanza. Vediamo anche molte di giovani coppie con problemi di infertilità» dice un medico kenyota.

 

«Ho visto le lacrime. Hanno perso la loro identità. Si muore dentro».

 

«Ho avuto un percorso difficile con molti aborti spontanei. Nel primo avevo portato avanti la gravidanza per circa tre settimane. Poi sono rimasta di nuovo incinta e ho portato avanti quella gravidanza per circa quattro settimane» dice una ragazza.

 

Questa catastrofe ruota attorno ad una molecola, la gonadotropina corionica umana, detta HCG.

 

L’HCG è il primo segnale che indica alla donna che è incinta. L’HCG dice alle ovaie di produrre un secondo ormone, chiamato progesterone, che sostiene la gravidanza.

 

Se si creano anticorpi contro l’HCG, il nuovo bambino si sta formando nell’utero della donna viene distrutto come se fosse un batterio o un virus, in modo che il segnale venga completamente perso, e quindi le ovaie non producono progesterone. Quindi, se si hanno livelli sufficientemente elevati di anticorpi anti HCG, la donna diventa di fatto sterile.

 

«Ma come fa una donna a sviluppare anticorpi contro l’HCG, una malattia autoimmune in cui il corpo attacca se stesso?» si chiede la narratrice del film.

 

«Questa è la domanda che si sono posti e a cui hanno risposto degli sviluppatori di vaccini che hanno provato a creare un vaccino anti-fertilità per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a partire dall’inizio degli anni ’70. Questo programma di ricerca e sviluppo fu intrapreso in risposta alla percezione di sovrappopolazione».

 

Si tratta di storia, storia reale. Dal ’72 al ’92, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha finanziato la ricerca e lo sviluppo di un vaccino sterilizzante.

 

«Si tratta di fatti indiscutibili. L’OMS, attraverso la sua task force sui vaccini per la regolazione della fertilità, ha sostenuto la ricerca su un vaccino sintetico contro la molecola HCG. Per immunizzare una donna dal rimanere incinta o abortire una gravidanza andata a buon fine, gli scienziati hanno scoperto che bastava combinare la subunità beta dell’HCG con il tossoide tetanico utilizzato nel vaccino antitetanico di routine».

 

Quindi, durante questi programmi di vaccinazione. non solo la donna sviluppava anticorpi contro il tetano, ma anche anticorpi contro l’HCG, compreso quello prodotto dal suo stesso corpo.

 

Apprendiamo che in passato, nonostante l’entusiasmo delle élite del Terzo Mondo, i programmi di questo tipo erano saltati. In molti avevano compreso che come «una campagna di vaccini contro la fertilità potesse essere camuffata come un programma per il vaccino antitetanico».

 

«In particolare, la Lega delle donne cattoliche delle Filippine aveva ottenuto un ordine del tribunale per stoppare il programma dell’UNICEF contro la fertilità che utilizzava il vaccino antitetanico addizionato con HCG».

 

Tuttavia, a metà anni Novanta, ecco che ci riprovano in Kenya:  l’OMS pianifica una campagna di vaccino antitetanico nelle donne keniote in età fertile. Il dottor Karanja, un medico che aveva capito tutto (anche grazie ad un’imbeccata ricevuta ad un convegno a Houston sulla presenza di programmi di sterilizzazione in vari Paesi camuffati da vaccinazioni antitetaniche convince i leader della Chiesa cattolica, un grande fornitore di assistenza sanitaria, a chiedere che i vaccini vengano testati per l’HCG.

 

In risposta, senza fornire spiegazioni, l’OMS  abbandona la campagna.

 

Ma non è finita. D’un tratto, 19 anni dopo, l’OMS riesuma l’operazione. A differenza del caso del 1995, questa volta c’è la benedizione del governo keniota. Nell’ottobre di quell’anno fu avviato un programma contro il tetano neonatale.

 

Ne esce un calendario vaccinale fraudolento fino alla follia.

 

«Il vaccino anticoncezionale può produrre sterilità, ma bisogna fare più iniezioni» dice un esperto sentito da Wakefield. «Ce ne vogliono circa cinque per essere davvero efficaci, distanziate di circa sei mesi. È interessante notare che i vaccini antitetanici possono essere fatti ogni cinque anni, o forse 10 anni. Non è necessaria un’iniezione ogni sei mesi, e di certo non ne servono cinque

 

La Chiesa cattolica, a questo punto, prende in mano la situazione, e ordina dei test su vaccini impiegati nella campagna vaccinale antitetanica 2014..

 

A Nairobi, tre laboratori indipendenti analizzano campioni di fiale del vaccino antitetanico dell’OMS utilizzato nel marzo 2014. VI sono, evidenti, tracce di HCG. A ottobre i medici cattolici analizzano altre sei fiale, in sei diversi laboratori accreditati. La Beta-HCG viene trovata nella metà dei campioni.

 

I vescovi a questo punto chiedono l’immediata sospensione del programma vaccinale. «Chiediamo alla nostra gente di non partecipare, e a non lasciarsi influenzare da ciò che sta accadendo senza una chiara informazione» dice un vescovo in una conferenza pubblica. I prelati kenyoti hanno compreso il gioco satanico dei vaccini, e pure la propaganda infame che li circonda.

 

Il governo del Kenya, imbarazzato dall’eco mondiale della storia, istituisce  un comitato di esperti per testare i vaccini, con tre componenti scelti del governo e tre nominati dai vescovi cattolici. Si decide di testare i nove vaccini già testati. Si decide pure di andare a prendere alcuni campioni dal deposito di vaccini antitetanici del governo.

 

Il governo, a quanto risulta, fa pressioni sui laboratori perché dichiarino i vaccini sicuri. Le fiale che vengono dai magazzini governativi sono immacolate, anche se appartengono magari a lotti dove in precedenza è stata trovata l’HCG. Tutte le fiale già risultate positive, lo sono una seconda volta.

 

«L’OMS era estremamente arrabbiata. Non si va mai, ripeto, non si va mai contro l’OMS qui in Africa» dice un dottore intervistato. La campagna OMS di incoraggiamento delle madri a fare il vaccino per il tetano continua.

 

A questo punto, OMS e UNICEF – pazzesco – accusano la Chiesa cattolica di mentire, di «diffondere disinformazione». Di più: il ministro va in TV e accenna alla possibilità che i cattolici abbiano loro contaminato di HCG le fialette risultate positive.

 

Per i medici che avevano sostenuto la causa, parte la persecuzione. Ecco ordini del tribunale che proibiscono ai medici di parlare di vaccini, in quanto le loro parole «sono un pericolo» per il Paese. Ecco la reazione dell’Ordine dei Medici locale. Cose che oggidì conosciamo bene.

 

Uno di questi medici, il dottor Karanja, il 29 aprile 2021 viene ucciso, ufficialmente dal COVID. La sua storia ricorda non poco Il giardiniere tenace di John LeCarré.

 

Il dottor Karanja aveva un messaggio netto per tutti noi:

 

«Quando avranno finito con l’Africa, verranno a prendere voi. Tenete pronti i vostri figli. Verranno per loro e verranno per voi».

 

Il lettore di Renovatio 21 sa a cosa siamo dinanzi: un programma di spopolamento attuato con ferrea volontà e infinita disponibilità di capitale e di influenza.

 

Il lettore di Renovatio 21 sa bene chi è in grado di esprimere questo rarissimo, impossibile mix di danaro e potenza politica globale.

 

Il nome lo fa il film stesso, dopo i titoli di coda, quando si intervista un dottore americano.

 

«Da tempo sono preoccupato per Bill Gates. Il primo contatto che ho avuto con il suo programma è stato ad una sessione della Società Americana di Ginecologia Pediatrica e dell’Adolescenza. L’ospite d’onore era Malcolm Potts, dell’Università di Berkeley in California. Era il capo della International Planned Parenthood Federation. Era un consulente di Bill Gates. Era al corrente di ciò che Bill Gates stava facendo. Immaginate, eravamo seduti a una sessione di discussione, e lui si vantava del successo del loro programma in Africa».

 

«Organizzavano feste a base di Depo-Provera ogni mese, con ogni sorta di pompon, perline e regali alle ragazze di 12 anni, come occasione per iniettare loro il Depo-Provera, che assicura l’infertilità di quelle giovani donne tribali nonché la fine dei loro normali cicli riproduttivi per tutto il tempo in cui erano sotto Depo-Provera, e, nella maggior parte dei casi, ben oltre».

 

«Ho visto moltissimi casi in cui il Depo-Provera ha causato infertilità permanente».

 

«È difficile credere che queste ragazze africane sapessero cosa stesse accadendo loro, perché molte di loro non avevano neanche avuto cicli riproduttivi abbastanza a lungo da sapere cosa sia la normalità».

 

«Naturalmente, le giovani non sono state messe al corrente del fatto che questo le avrebbe private dei loro cicli riproduttivi e della loro fertilità non solo per mesi, ma per anni, e che avrebbe portato a osteoporosi precoce, obesità, depressione e altre gravi conseguenze. In pratica si sta togliendo la salute riproduttiva a una donna».

 

«Il lavoro che stavano facendo in Africa era sotto l’egida della Fondazione Gates. Col senno di poi, mi ha preoccupato allora, e mi preoccupa ancora di più ora che vediamo quello che è successo con il vaccino Gardasil, e potenzialmente con altri vaccini più recenti».

 

Fast forward ai nostri giorni, l’era della siringa mRNA.

 

Questo sito vi ha parlato dal primo momento dei dubbi su vaccino e fertilità femminile, cosa per cui siamo stati immediatamente fact-checkati ed esposti al pubblico ludibrio persino in siti dell’Università. Ora non sono solo conosciute, e ammesse, le alterazioni al ciclo. Da qualche giorno è divenuto chiaro come l’infertilità da vaccino COVID possa colpire gli uomini.

 

Come siamo arrivati fin qui?

 

Questo sito vi ha parlato del programma di Gates, tra cene con ultramiliardari (Soros, gli immancabili Rockefeller) e finanziamenti-monstre a Planned Parenthood, dipanato nei decenni.

 

L’uomo che parlava solo di sovrappopolazione (con un padre che serviva nel board della multinazionale dell’aborto) improvvisamente si mette a parlare di vaccini…

 

Ora dovrebbe esservi un po’ più chiaro il disegno infernale dietro a tutto questo.

 

È oscuro, è pazzesco, è – come dice il titolo del film – diabolico.

 

Soprattutto, è un piano che stiamo subendo tutti, in cui siamo dentro fino al collo.

 

Il dottor Karanja presumeva che sarebbero passati dall’Africa all’Europa. Ebbene, lo hanno fatto, devastando il vecchio continente più di quanto non abbiano fatto con le donne africane.

 

Non manca molto alla rivelazione. Sarà mostruoso. E si è svolto tutto sotto i nostri occhi.

 

Lo diciamo nella tristezza e nella speranza: per alcuni di noi, per chi ha capito per tempo, per chi ha saputo ascoltare, riflettere, soffrire, mantenere il sangue puro, non è troppo tardi.

 

Questo, credetici, è già tantissimo. È tutto.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

Immagine screenshot dal film

 

 

Contraccezione

Ecco il Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria

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Il massimo quotidiano del pianeta, il New York Times, ha dedicato un lungo articolo alla figura di Les Knight, 75 anni, il fondatore del movimento Voluntary Human Extinction («Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria»), che è meno un movimento che un libero consorzio di persone che credono che la cosa migliore che gli esseri umani possano fare per aiutare la Terra sia smettere di avere figli.

 

Il Knight ha aggiunto la parola «volontaria» decenni fa per chiarire che gli aderenti non supportano l’omicidio di massa o il controllo delle nascite forzato, né incoraggiano il suicidio. Il loro ethos è ripreso nel loro motto, «Possiamo vivere a lungo e morire», e in un altro dei loro slogan, che Knight appende a vari convegni e fiere di strada: «Grazie per non aver fatto figli».

 

L’articolo è scattato quando lo scorso 15 novembre il pianeta avrebbe raggiunto, otto miliardi di esseri umani. Tuttavia, come riportato da Renovatio 21, il trend è comunque di implosione demografica, visto il rapporto numerico tra vecchiaia e gioventù.

 

Il tizio è ovviamente tra coloro che credono che la sovrappopolazione sia un fattore principale nella crisi climatica.

 

«L’idea che la popolazione debba essere controllata ha portato anche a sterilizzazioni forzate e misure che si sono dimostrate disumane o sono state collegate a teorie razziste come l’eugenetica» si ricorda improvvisamente il New York Times.

 

Il Knight a sterilizzarsi ci ha pensato da sé nel 1973, all’età di 25 anni. Non ha quindi avuto figli. Oltre a sostenere l’accesso universale al controllo delle nascite – che significa, nel gergo angloide, contraccezione e aborto – e opporsi a quello che chiama fascismo riproduttivo, «la mancanza di libertà di non procreare», il personaggi  afferma che, nonostante i nostri numerosi successi, gli esseri umani costituiscono nettamente un danno per la Terra.

 

«Guarda cosa abbiamo fatto a questo pianeta», ha detto il Knight durante una chiacchierata con l’inviato del NYT nel suo cortile. «Non siamo una buona specie».

 

Non è chiaro quanti aderenti ci siano nel gruppo del signor Knight, o quale sia l’estensione della sua portata. Dopo essere stato in gran parte clandestino, il gruppo è diventato popolare quando Mr. Knight ha creato un sito web nel 1996. Ricco di testi ma disinvolto, il sito include citazioni del filosofo pessimista Schopenhauer e vignette varie, nonché argomenti contro la procreazione e per adozione. È stato tradotto in circa 30 lingue, tra cui spicca la presenza, che sa di utopismo stantio ed impenitente quasi commovente, di lingue artificiali come l’Esperanto, l’Interlingua, l’Ido e perfino la «lingua franca».

 

Insegnante in pensione, arruolato durante la Guerra del Vietnam ma non andato al fronte, al College il Knight ha trovato un gruppo chiamato Zero Population Growth, il quale «ha cementato la sua determinazione a non avere figli». «È sempre stato a causa dell’ecologia, a causa del danno che gli umani fanno all’ambiente», racconta ora il vecchio.

 

È l’idea, oramai mainstream, dell’uomo come cancro del pianeta. «Le sue convinzioni sarebbero radicate nell’ecologia profonda, che sfida i presupposti del dominio umano e sostiene che altre specie sono altrettanto significative. Il signor Knight è arrivato a vedere gli umani come la più distruttiva delle specie invasive e come super predatori».

 

L’articolo scrive che «gli Stati Uniti hanno registrato un aumento delle nascite durante la pandemia di coronavirus , invertendo il calo del tasso di natalità del Paese, un sondaggio del 2020 ha rilevato che un americano su quattro che non aveva avuto figli ha citato il cambiamento climatico come motivo», una questione di cui tempo fa ha dato conto Renovatio 21.

 

Il New York Times tuttavia ci tiene a sottolineare  che «la ricerca ha dimostrato che avere un figlio in meno è forse il modo più significativo per ridurre la propria impronta di carbonio». Questa puntualizzazione, in linea con gli ESG ONU e lo stakeholder capitalism promosso dal Grande Reset del World Economic Forum (che, come riportato da Renovatio 21, ha origine negli ambienti che proponevano e propongono il controllo della popolazione), mica poteva mancare.

 

I pensieri mostruosi non si fermano qui. «Al signor Knight non piace spingere le sue convinzioni sulle persone, tuttavia gli piace pensare che ci siano alcuni esseri umani che non esistono perché dei suoi sforzi».

 

Se ci si fa un giro sul sito del Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria (VHEMT), si resta basiti. Innanzitutto, per la forma: se diciamo che pare un sito internet del 1995 non scherziamo, anzi, può fungere tranquillamente come macchina del tempo per chi per ragioni anagrafiche non può ricordare come era fatto il web una volta.

 

Il sito è una grande serie di FAQ, di domande con risposte. Alcuni esempi interessanti.

 

Domanda: «È possibile l’estinzione umana volontaria?» Risposta: «La nostra estinzione non è solo possibile, è inevitabile: miliardi di specie sono già andate e venute».

 

Domanda: «Cosa c’è che non va nei bambini? Non vi piacciono i bambini?» Risposta: «La scelta di astenersi dal produrre un’altra persona dimostra un profondo amore per tutta la vita»

 

Domanda: «Staremmo meglio se non fossimo mai nati?» Risposta: «La filosofia dell’antinatalismo è una delle vie principali verso l’estinzione umana volontaria. L’idea è che non abbiamo il diritto di far esistere qualcuno dove sicuramente soffrirà. Non stanno soffrendo nella non esistenza».

Domanda: «Essere genitori fa male all’ecologia della Terra?» Risposta: «La scelta di astenersi dall’aggiungere un altro di noi riduce notevolmente le nostre potenziali emissioni di gas serra»

 

E via così. Menzione speciale ai discorsi su nuovi virus, guerre, fame e rifiuti tossici che potrebbero aiutare l’estinzione umana: in realtà nemmeno questi sono sufficienti, anzi potrebbero in alcuni casi addirittura fortificare la specie.

 

Da notare come la morte, chiamata Grim Reaper («il tristo mietitore») e  rappresentata nelle vignette  del sito come il classico scheletro con mantello, cappuccio e falce, è qui considerata come un «supereroe».

 

Quella del Knight non è l’unica spaventosa iniziativa di terminazione della specie: anzi, è la più borghese, presentabile – e per questo finisce sui giornali. Maggiormente preoccupante è la Chiesa dell’Eutanasia fondata negli anni Novanta a Boston, una sedicente «fondazione educativa senza scopo di lucro dedicata al ripristino dell’equilibrio tra gli esseri umani e le restanti specie sulla Terra». Ciò sarebbe possibile, dicono i membri del culto, solo tramite una riduzione massiva volontaria della popolazione terrestre

 

Si tratterebbe, secondo il suo fondatore Chris Korda (musicista e sviluppatore di software nato in una famiglia di importanti scrittori e registi), forse dell’unica religione completamente e programmaticamente antiumana del mondo.

 

Uno degli slogan per cui il gruppo è noto è «Save the Planet, Kill Yourself», cioè «Salva il pianeta, ucciditi». Ma c’è anche «Eat a Queer Fetus for Jesus», «Mangia un feto strano per Gesù».

 

Il gruppo si è inevitabilmente scontrato con i gruppi antiabortisti cristiani d’America, per poi generare scandalo quando, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, la Chiesa dell’Eutanasia ha pubblicato sul suo sito web un video musicale di quattro minuti intitolato Mi piace guardare, che combinava pornografia hardcore con filmati del crollo del World Trade Center, inclusa musica elettronica in sottofondo mentre erano scandite le parole «La gente si tuffa in strada / mentre io gioco con la mia carne». Il riferimento era con probabilità alle povere persone imprigionate nell’incendio delle Torri Gemelle che tragicamente si buttarono dai piani alti del palazzo. La clip mostrava anche un uomo che si masturbava e poi si puliva con una bandiera americana.

 

Secondo Wikipedia, le istruzioni della Chiesa dell’Eutanasia su «come uccidersi» per asfissia con l’elio sono state rimosse dal suo sito web nel 2003 dopo che una donna di 52 anni le aveva usate per suicidarsi in Missouri, con conseguenti minacce legali contro l’organizzazione.

 

C’è da considerare che, sia i moderati del VHEMT che gli estremisti della Chiesa dell’Eutanasia, sono sinceri nel portare avanti (solo in modo «teatrale», certo: perché quelli seri là fuori fanno ben altro) il programma della Cultura della Morte, che è il sistema operativo del mondo moderno. Un mondo dove l’essere umano è visto come nemico, e quindi la sua riproduzione va impedite, e i numeri della popolazione vanno ridotti.

 

Tuttavia, costoro non capiscono che il programma è un altro. È leggermente diverso, più complesso, più sottile.

 

Il vero manovratore della Necrocultura non vuole solo l’assassinio della massa umana. No. Vuole che sia l’uomo stesso a implementarla: vuole cioè, la perversione. Non vuole eliminare del tutto gli uomini: deve conservarne una parte, per offenderli ed umiliarli, perché essi sono a immagine del vero avversario del manovratore della morte.

 

Una parte degli uomini, secondo questo disegno, sarà poi necessaria affinché si adori il manovratore nei tempi ultimi. Come sa il lettore di Renovatio 21, non è improbabile che quantomeno una parte di tali adoratori possano essere creature prodotte in laboratorio, figli della provetta, cioè coloro, dice l’Apocalisse di San Giovanni, « il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo» (Ap 13, 8)

 

Quindi: la riduzione della popolazione terrestre è realtà. Tuttavia, la sua completa estinzione, non è nei piani del Male.

 

Nei piani del Male c’è molto di peggio.

 

 

 

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La Silicon Valley convertita al natalismo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Questo mese è venuto al mondo l’8 miliardesimo bambino. I demografi ritengono che la popolazione mondiale si stia muovendo verso i 10 miliardi. Ma a un certo punto, la curva inizierà a muoversi verso il basso. Le persone ovunque (eccetto l’Africa sub-sahariana) diventeranno sempre più anziane, comportando enormi oneri per i servizi sociali del governo.

 

Il problema è che la maggior parte dei paesi ha tassi di natalità inferiori al livello di sostituzione. E nessuno sa come convincere le donne ad avere più figli, come ha scoperto la Cina, con suo sgomento.

 

Che cosa si deve fare? Una soluzione arriva da una fonte improbabile: attivisti pro-natalismo facoltosi, fanatici della tecnologia e venture capitalists.

 

 

Capitolo 1: Elon Musk twitta ossessivamente sul crollo della popolazione

L’eccentrico miliardario è stato sposato due volte ma ora si definisce single. Ha avuto almeno nove figli con una combinazione di mogli, fidanzate e surrogate. Ecco alcuni dei suoi ultimi tweet.

 

 

  • «Contrariamente a quanto molti pensano, più qualcuno è ricco, meno figli ha. Sono una rara eccezione. La maggior parte delle persone che conosco ha zero o un figlio». Elon Musk su Twitter, 25 maggio 2022.

 

 

 

Capitolo 2: Malcolm e Simone Collins fanno qualcosa.

Malcolm e Simone irradiano una potente fiducia in se stessi. Come coppia hanno gestito società in cinque continenti che complessivamente hanno raccolto 70 milioni di dollari ogni anno; lui ha raccolto un fondo di private equity; strategia diretta alle migliori società di capitale di rischio in fase iniziale; ha scritto tre libri bestseller; è stato amministratore delegato di Dialog, un ritiro per leader globali fondato da Peter Thiel; e ha conseguito lauree in neuroscienze, economia e politica tecnologica a St Andrews, Stanford e Cambridge.

 

In un servizio su Business Insider, spiegano che vogliono salvare il mondo dal diventare un’idiocrazia nella vita reale. A cominciare da se stessi. Prima di sposarsi, si sono impegnati ad avere tra i 7 ei 13 figli. Dato che Simone era più grande, ha congelato i suoi ovuli per assicurarsi che l’età non fosse un ostacolo. Hanno già 3 figli. Nel 2018, che chiamano l’anno del raccolto, hanno prodotto e congelato quanti più embrioni possibile. Selezionano gli embrioni per l’alto QI e altri tratti preziosi. Si definiscono «hipster eugenetici».

 

«Finché ciascuno dei loro discendenti può impegnarsi ad avere almeno otto figli per sole 11 generazioni, la linea di sangue dei Collins alla fine supererà l’attuale popolazione umana», dicono a Business Insider.

 

 

Capitolo 3: Scopri tutto sull’imminente implosione della popolazione su pronatalist.org .

Dalla loro casa nella Pennsylvania rurale, la coppia Collins, altamente collegata, predica il vangelo del pro-natalismo, che è l’ultima moda tra i super ricchi della Silicon Valley.

 

Negli ultimi 20 anni circa, i miliardari sono stati ossessionati dalla longevità, aumentando la durata della vita a centinaia di anni. La ricerca su questo continua, ma alcuni hanno rivolto le loro menti alla demografia. «La persona di questa sottocultura vede davvero il percorso verso l’immortalità attraverso l’avere figli», afferma Simone.

 

Pronatalist.org, creato da Malcolm e Simone, avvisa i lettori della crisi e propone una soluzione:

 

«I tassi di natalità stanno diminuendo precipitosamente in tutto il mondo, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Se non verranno intraprese azioni drammatiche, assisteremo all’estinzione di intere società, all’espansione di governi totalitari e all’ascesa incontrollata del tribalismo».

 

Il tasso di natalità della Corea del Sud è di circa 0,81 , molto al di sotto del livello di sostituzione. I Collins lo chiamano «genocidio per inerzia». «Questo equivale a una malattia che spazza via il 94% della popolazione. Abbiamo bisogno di soluzioni radicali per salvare i gruppi etnici in via di estinzione».

 

Vedono la politica contemporanea attraverso una lente demografica:

 

«Se ti sei mai chiesto perché diverse fazioni ideologiche in politica sembrano essere sempre meno d’accordo con il passare del tempo, perché stanno diventando più autoritarie e perché il tribalismo sembra aumentare: stai assistendo alla mano invisibile del collasso demografico al lavoro».

 

«I numeri della popolazione alla fine rimbalzeranno entro poche centinaia di anni, ma i progressi che il mondo ha fatto in termini di diritti delle donne, libertà di parola, ambientalismo, uguaglianza razziale, diritti degli omosessuali, ecc. corre il rischio di una cancellazione sistematica se non interveniamo».

 

Qual è la risposta? Solo un cambiamento culturale ci salverà, sostengono. I crediti d’imposta e i bonus bebè non funzioneranno:

 

«Solo le culture con una forte motivazione esterna ad avere figli sono al momento ben al di sopra del tasso di ripopolamento; tutti gli altri entreranno nella pattumiera della storia. In sostanza, ogni cultura mondiale che non ha forti convinzioni religiose o educa e tratta le donne da pari a pari viene sistematicamente cancellata».

 

Una singola famiglia con otto figli che passa con successo quella pratica ai propri figli può salvare il loro intero gruppo etnico. (Una famiglia con otto figli per dieci generazioni porta a oltre un miliardo di discendenti)

 

 

Capitolo 4: networking per il natalismo

I Collins vogliono che tu ti unisca a loro.

 

«Stiamo costruendo attivamente una rete diversificata di famiglie con la grinta per superare questo vortice. Se ti impegni per un alto tasso di natalità e per costruire una cultura sana per la tua famiglia, vogliamo parlarti!»

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

Immagine da Twitter

 

 

 

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Controllo delle nascite

«Picco dei bambini»: siamo 8 miliardi sul pianeta, ma il problema è la contrazione della popolazione che diverrà presto costituita da vecchia

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

«Ora ci sono 8 miliardi di persone nel mondo, ma la sovrappopolazione dovrebbe essere l’ultima delle tue preoccupazioni». Questo non è un titolo che Paul Ehrlich avrebbe previsto quando pubblicò The Population Bomb quasi 55 anni fa. Invece i media al giorno d’oggi stanno evidenziando i pericoli di una popolazione in calo.

 

I loro traguardi variano, ma i demografi concordano sul fatto che la popolazione raggiungerà presto gli 8 miliardi e continuerà ad aumentare fino a circa 10 miliardi, ma poi diminuirà rapidamente man mano che gli anziani muoiono senza essere sostituiti dai bambini.

 

Un recente articolo sul Guardian sul declino della popolazione cinese (che ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo) dichiara: «Entro il 2050, gli analisti prevedono che una persona su quattro in Cina andrà in pensione e la popolazione attiva si ridurrà del 10%, con enormi implicazioni economiche».

 

Infatti, come riporta ABC News, mai più ci saranno così tanti bambini al mondo. «Ora abbiamo raggiunto il picco dei bambini», afferma la demografa dottoressa Elin Charles-Edwards. «Non ci saranno mai più bambini vivi sulla Terra di quanti ce ne siano oggi».

 

«Questa è una trasformazione fondamentale dell’aspetto di una società», afferma.

 

Le aliquote fiscali saranno adeguate per supportare sempre più persone, o forse il governo smetterà di sostenerle. I costi del welfare aumenteranno e potrebbero non esserci abbastanza lavoratori.

 

«In qualità di demografi, siamo persone davvero ottimiste perché abbiamo assistito a enormi cambiamenti negli ultimi 100 anni», afferma il dott. Charles-Edwards. «Tutti vivono più a lungo, muoiono meno bambini, muoiono meno donne. In tutta una serie di metriche, stiamo facendo meglio di quanto abbiamo fatto. Abbiamo visto tante piccole azioni creare enormi cambiamenti per le persone».

 

Ma i cambiamenti sono distribuiti in modo disomogeneo tra le società e tra le nazioni. I poveri soffriranno di più con la contrazione della popolazione globale, in particolare per quanto riguarda il cambiamento climatico.

 

«Sappiamo che alcune delle comunità più vulnerabili saranno le più colpite», afferma il dott. Charles-Edwards. «Se sei ricco, sei in grado di adattarti in un modo che non puoi fare se non ci sono le risorse lì. Il cambiamento climatico è il grande elefante nella stanza. Sappiamo che alcuni dei luoghi che subiranno il maggiore impatto sono i meno resilienti, quindi anche questo è qualcosa di cui dobbiamo essere consapevoli».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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