Il COVID sta riducendo la fertilità?

 

 

 

 

Gli scienziati affermano che ci sono prove crescenti nei pazienti COVID di danni ai testicoli e conteggio e mobilità degli spermatozoi inferiori, con studi iniziali che rivelano la presenza del virus nei campioni di sperma.

 

Ricercatori della Justus-Liebig-University in Germania, insieme agli scienziati dell’Università Allameh Tabataba’i in Iran, hanno riportato  marcatori di infiammazione significativi in ​​campioni di tessuto testicolare di 84 pazienti con COVID-19. Lo riporta Summit News.

 

Gli scienziati affermano che ci sono prove crescenti nei pazienti COVID di danni ai testicoli e conteggio e mobilità degli spermatozoi inferiori

Gli scienziati hanno scoperto  che l’infiammazione e lo stress cellulare erano due volte più gravi nel gruppo positivo al COVID-19 rispetto a un gruppo di controllo.

 

I ricercatori hanno anche notato che lo sperma era tre volte più lento nei pazienti COVID e il numero di spermatozoi in generale era molto più basso.

 

Lo studio ha rilevato che la concentrazione di spermatozoi era ridotta del 516% , la mobilità del 209% e la forma degli spermatozoi alterata del 400%.

 

Lo studio ha rilevato che la concentrazione di spermatozoi era ridotta del 516% , la mobilità del 209% e la forma degli spermatozoi alterata del 400%.

I ricercatori hanno inoltre notato che questo si inserisce in una casistica di oligoasthenoteratozoospermia (OAT), una delle cause più comuni di subfertilità negli uomini, che include minor numero di spermatozoi di scarsa motilità e dai tratti deformi.

 

«Questi effetti sugli spermatozoi sono associati a una minore qualità dello sperma e al ridotto potenziale di fertilità», ha osservato il ricercatore capo Behzad Hajizadeh Maleki.

 

Precedenti studi hanno indicato una correlazione tra il virus e la ridotta fertilità.

«Questi effetti sugli spermatozoi sono associati a una minore qualità dello sperma e al ridotto potenziale di fertilità»

 

L’anno scorso uno studio dell’Università di Miami ha scoperto che COVID-19 può invadere i tessuti nei testicoli e compromettere la funzione dello sperma.

 

A gennaio un’insieme di studi pubblicati sulla rivista Open Biology ha avvertito che COVID possiede una «minaccia globale al potenziale di fertilità maschile».

 

Scienziati spagnoli hanno anche riferito segni preoccupanti del virus che attacca gli organi riproduttivi maschili.

 

Un’insieme di studi pubblicati sulla rivista Open Biology ha avvertito che COVID possiede una «minaccia globale al potenziale di fertilità maschile»

Una ricerca condotta dal professor Dan Aderka dello Sheba Medical Center di Tel Aviv, Israele, ha riferito che il virus era presente nel 13% dei campioni di  sperma prelevati da pazienti COVID-19 sottoposti a screening. Ha anche riscontrato una riduzione del 50% del volume, della concentrazione e della motilità dello sperma nei pazienti con sintomi moderati 30 giorni dopo la diagnosi.

 

Un altro studio condotto lo scorso anno dai ricercatori di Shangqiu, in Cina, ha scoperto la presenza del virus nello sperma, sollevando preoccupazioni che potesse essere trasmesso sessualmente.

 

«L’elenco degli studi che collegano il virus alla potenziale infertilità è infinito» scrive Summit News.

 

«Il numero totale di spermatozoi in Nord America, Europa, Australia e Nuova Zelanda è sceso fino al 60% nei 38 anni tra il 1973 e il 2011»

I tassi di fertilità globale stavano già diminuendo prima del COVID a un tasso «sbalorditivo», con uno studio pubblicato su The Lancet che evidenziava che il tasso di fertilità globale si era quasi dimezzato a 2,4 nel 2017 e le proiezioni indicano che scenderà al di sotto di 1,7 entro il 2100.

 

Altri studi hanno notato che «il numero totale di spermatozoi in Nord America, Europa, Australia e Nuova Zelanda è sceso fino al 60% nei 38 anni tra il 1973 e il 2011» e ricerche più recenti mostrano che la tendenza sta continuando.