Eutanasia
Medici del Quebecco sostengono che l’eutanasia è un «trattamento appropriato» per i neonati gravemente malati
L’Ordine dei medici del Quebecco ha dichiarato che l’eutanasia è un «trattamento appropriato» per i bambini nati con gravi problemi di salute. Lo riporta LifeSiteNews.
In un’intervista con il sito pro-life nordamericano, il Quebec College of Physicians ha confermato il suo sostegno all’estensione del regime di eutanasia canadese ai bambini nati con gravi malformazioni o sindromi.
«Il CMQ ribadisce che l’assistenza medica al suicidio può essere un trattamento appropriato per i neonati che soffrono di dolori fortissimi che non possono essere alleviati e che presentano gravi malformazioni o gravi sindromi polisintomatiche che distruggono qualsiasi prospettiva di sopravvivenza», ha dichiarato un portavoce del college a LifeSiteNews.
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«Il CMQ ritiene che i genitori debbano avere la possibilità di ottenere questa assistenza per il loro bambino in circostanze ben definite», prosegue la dichiarazione, riferendosi all’infanticidio come «assistenza».
Il suicidio assistito è stato legalizzato dal governo liberale dell’ex primo ministro Giustino Trudeau nel 2016. Da allora, il regime di eutanasia si è esteso dall’uccisione di pazienti «terminali» alla possibilità di consentire ai malati cronici di accedere al suicidio assistito dopo l’approvazione del disegno di legge C-7 .
I liberali avevano anche pianificato di estendere il suicidio assistito ai canadesi affetti da malattie mentali, ma decisero di rimandare l’estensione al 2027 dopo le reazioni negative dei canadesi e di importanti medici.
Inoltre, il Quebecco, noto come provincia progressista, è stato in prima linea nella lotta per legalizzare l’infanticidio. Nel novembre 2024, il deputato dell’Alberta Damien C. Kurek aveva presentato una petizione per proteggere i bambini dopo che una raccomandazione, presentata da Louis Roy del Quebec College of Physicians, spingeva per l’uccisione dei bambini fino a 12 mesi se nati con «gravi deformità e sindromi molto gravi».
«Per quanto scioccanti siano gli appelli all’infanticidio, sono coerenti con la cultura della morte promossa dal governo liberale» scrive LifeSite, dimostrando che i dati rivelano che centinaia di bambini sopravvissuti all’aborto in Canada vengono lasciati morire.
Secondo uno studio del Quebecco, un bambino su 10 abortito nel secondo trimestre nasce vivo, ma solo il 10% sopravvive oltre le tre ore. Inoltre, solo il 24% dei bambini nati vivi è stato ricoverato in Terapia Intensiva Neonatale (UTIN), mentre solo il 5% ha ricevuto cure palliative.
«Poiché in Canada non esistono leggi che stabiliscano l’età minima per l’aborto, molti hanno confuso il confine tra aborto e infanticidio, sostenendo che quest’ultimo sia semplicemente un aborto tardivo» continua LSN.
A luglio, la deputata liberale Dr. Hedy Fry ha bizzarramente insinuato che i «neonati» corrono maggiori rischi per la salute poiché i governi di «estrema destra» limitano l’aborto, una pratica il cui unico scopo è uccidere i bambini. Secondo la testata pro-life, nel 2013 il governo conservatore dell’allora Primo Ministro Stephen Harper si rifiutò di indagare sui dati di Statistics Canada, secondo cui 491 bambini erano stati lasciati morire dopo essere nati vivi in seguito ad aborti.
«L’aborto è legale in Canada», aveva affermato l’Harper all’epoca.
Allo stesso modo, nel 2011, un giudice dell’Alberta aveva suggerito che l’infanticidio è semplicemente un aborto tardivo, pronunciandosi su un caso in cui una giovane madre aveva strangolato il suo neonato e ne aveva gettato il cadavere oltre la recinzione nel cortile di uno dei suoi vicini.
In effetti, l’infanticidio è spesso il passo successivo per gli attivisti dell’aborto che negano la dignità della vita umana, con alcuni abortisti che uccidono attivamente i bambini sopravvissuti all’aborto, nota il sito. È quello che nel gerco medico-filosofico si è fatto strada con l’espressione «aborto post-natale».
Come riportato da Renovatio 21, documenti mostrano che la Sanità canadese ha finanziato un progetto di ricerca universitario riguardante le «opinioni dei giovani» sull’eutanasia, che includeva una breve discussione sulla possibilità che i bambini affetti da autismo grave possano mai essere ammessi alla morte nell’ambito del programma nazionale di «Assistenza medica al suicidio», detto MAiD.
Nel Paese sembra partita pure la promozione dell’eutanasia senza consenso dei genitori per bambini con problemi mentali.
Di fatto, un canadese ogni 25 viene oggi ucciso dall’eutanasia. L’aumento negli ultimi anni è stato semplicemente vertiginoso. E la classe medica, oramai totalmente traditrice di Ippocrate e venduta all’utilitarismo più sadico e tetro, insiste che va tutto bene.
Come riportato da Renovatio 21, qualche mese fa un’altra veterana dell’esercito, divenuta disabile, ha riportato che alcuni funzionari statali avevano risposto alla sua richiesta di avere in casa una rampa per la sedie a rotelle offrendole invece la possibilità di accedere al MAiD – cioè di ucciderla.
Ma non è il caso più folle del degrado assassino raggiunto dallo Stato canadese: ecco l’ecologista che chiede di essere ucciso per la sua ansia cronica riguardo al Cambiamento Climatico, ecco i pazienti che chiedono di essere terminati perché stanchi di lockdown, ecco le proposte di uccisione dei malati di mente consenzienti, e magari pure dei neonati. Il tutto, ovviamente, con il corollario industriale, della predazione degli organi, di cui il Paese ora detiene il record mondiale.
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Il Canada del governo Trudeau e del suo successore Carney – dove il World Economic Forum regna, come rivendicato boriosamente da Klaus Schwab – è il Paese dell’avanguardia della Necrocultura. Se lo Stato può ucciderti, ferirti, degradarti, lo fa subito, e legalmente. Magari pure con spot mistico propalato da grandi società private in linea con il dettato di morte. L’anno scorso in Canada un decesso ogni 25 era dovuto all’eutanasia, che viene servita anche alle pompe funebri.
A febbraio l’eutanasia è stata offerta anche ad una signora riconosciuta come danneggiata da vaccino COVID.
Secondo alcuni, l’eutanasia in Canada – che si muove verso i bambini – sta divenendo come una sorta di principio «sacro» dello Stato moderno.
Come abbiamo ripetuto tante volte: lo Stato moderno è fondato sulla Cultura della Morte. La Necrocultura è, incontrovertibilmente, il suo unico sistema operativo. Aborto ed eutanasia (e fecondazione in vitro, e vaccinazioni, anche e soprattutto geniche) sono quindi sue primarie linee di comando.
Il Canada, che è all’avanguardia anche grazie alla potente penetrazione nel suo gabinetto pure rivendicata dal World Economic Forum, è quindi un vero esempio dello Stato basato sempre più sull’eugenetica – cioè sul dominio totale sull’essere umano e l’annientamento della sua dignità di creatura figlia di Dio.
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Eutanasia
Pena sospesa per l’australiana che aveva ucciso il marito malato terminale
Una donna australiana che ha ucciso il marito con una combinazione letale di farmaci ha ricevuto una condanna a due anni con sospensione condizionale della pena dopo essersi dichiarata colpevole di istigazione al suicidio. Il tribunale ha archiviato l’accusa di omicidio. Lo riporta LifeSite.
Kylie Ellina Truswell-Mobbs rischiava l’ergastolo per aver somministrato il cocktail letale al marito malato terminale, che a quanto pare desiderava morire. Il quotidiano britannico Guardian riporta che la donna, 52 anni, si è dichiarata non colpevole di omicidio ma colpevole di aver aiutato il marito a suicidarsi davanti alla Corte Suprema di Brisbane alla fine di settembre.
Il pubblico ministero ha accettato la dichiarazione di colpevolezza e il tribunale l’ha condannata a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena, dopo che aveva già trascorso 14 mesi in custodia cautelare. Il giudice Tom Sullivan ha riconosciuto che la donna aveva agito per compassione, il che lo ha indotto a sospendere la pena.
Suo marito, l’ex vigile del fuoco David Ronald Mobbs, soffriva di una forma aggressiva di sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il suo corpo è stato rapidamente paralizzato dalla malattia dopo la diagnosi, ricevuta nell’aprile del 2023. Da persona in forma e indipendente, è diventato costretto a letto nel giro di pochi mesi.
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Mobbs avrebbe probabilmente potuto richiedere l’eutanasia ai sensi della legge del Queensland sul suicidio assistito volontario (VAD). Tuttavia, la difesa di Truswell-Mobbs ha sostenuto che, entro il 5 dicembre 2023, non era più in grado di parlare e comunicare correttamente. La procedura per richiedere il VAD richiede almeno nove giorni e il consenso esplicito, personale e volontario della persona che desidera morire.
Secondo quanto affermato dalla Truswell-Mobbs, suo marito soffriva di forti dolori e di un profondo disagio, e «implorava di morire», dopodiché lei gli avrebbe somministrato un cocktail letale di farmaci attraverso i sondini per l’alimentazione, causandone la morte il 6 dicembre.
L’avvocato difensore della Truswell-Mobbs, Ruth O’Gorman, ha dichiarato: «Non c’era nulla di segreto. È stato fatto con la piena consapevolezza dei suoi figli e del numero di assistenti che si prendevano cura di lei». Truswell-Mobbs ha parlato fuori dal tribunale dopo la lettura della sentenza, dove è stata accolta da applausi e abbracci da parte della sua famiglia e dei suoi sostenitori. «Mi sento bene», ha detto ai giornalisti.
Non solo la normalizzazione dell’eutanasia è un fatto, ma ciò che sta venendo sdoganato è l’omicidio stesso, ora ancora al livello overtoniano dell’«omicidio del consenziente».
L’Italia non è considerabile ancora molto lontana dalla legalizzazione dell’assassino puro e semplice: pensiamo al referendum di cinque anni fa, bocciato dalla Corte costituzionale, sulla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente.
All’epoca Renovatio 21 lamentò questo esito: perché la legalizzazione dell’omocidio sic et simpliciter è ciò che forse serve a tutti per capire che viviamo nella società della Necrocultura più forsennata. Aborto, eutanasia sono solo fasi iniziali: nel Regno Sociale di Satana, l’assassinio è legale, la strage è premiata, la distruzione dell’umano è un valore imposto dallo Stato moderno.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Australia, decessi per eutanasia sono aumentati del 400%
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