La setta covidiana smascherata: sei condizioni per il controllo mentale

 

 

 

 

 

Sul sito Consent Factory è apparso un interessante articolo sulla forma mentis del COVID. L’autore, CJ Hopkins, aveva anticipato alcuni dei concetti nel suo saggio «The covidian cult» («la setta covidiana») uscito nell’ottobre dell’anno scorso.

 

«La nuova normalità è diventata un movimento ideologico totalitario globale» scrive Hopkins.

 

«Nonostante l’assenza di prove scientifiche effettive di una piaga apocalittica (e l’abbondanza di prove contrarie), milioni di persone continuano a comportarsi come membri di un enorme setta della morte, camminando in pubblico con maschere dall’aspetto medico, ripetendo delle vuote banalità come degli automi affetti da riflessi pavloviani continuativi, e torturando con queste misure bambini, anziani, disabili e chiedendo che tutti si sottopongano a vaccini ancora in fase di sperimentazione»

«Un anno intero dopo che ci hanno mostrato in loop le orribili foto, accuratamente manipolate, di persone che stramazzano al suolo morte, un  tasso di mortalità pari al 3,4% e tutto il resto della propaganda ufficiale, nonostante l’assenza di prove scientifiche effettive di una piaga apocalittica (e l’abbondanza di prove contrarie), milioni di persone continuano a comportarsi come membri di un enorme setta della morte, camminando in pubblico con maschere dall’aspetto medico, ripetendo delle vuote banalità come degli automi affetti da riflessi pavloviani continuativi, e torturando con queste misure bambini, anziani, disabili e chiedendo che tutti si sottopongano a vaccini ancora in fase di sperimentazione».

 

Come siamo arrivati ​​a questo punto, chiede Hopkins?

 

«Perché invece di essere la setta ad esistere come un’isola all’interno della cultura dominante, “la setta è diventata la cultura dominante” e tutti coloro che non si prostrano o non si piegano a questo nuovo culto rischiano seriamente di isolarsi da questa nuova idea di società».

 

Hopkins sintetizza l’idea in sei punti punti prendendo spunto da Margaret Singer che aveva parlato di «sei condizioni per il controllo mentale» nel libro Cults in Our Midst (1995).

 

  1. Tenere la persona all’oscuro di quello che sta succedendo e di come viene cambiata un passo alla volta. I potenziali nuovi membri vengono guidati, passo dopo passo, attraverso un programma di cambiamento comportamentale senza essere a conoscenza dell’agenda finale o del contenuto completo del gruppo.

Invece di essere la setta ad esistere come un’isola all’interno della cultura dominante, «la setta è diventata la cultura dominante» e tutti coloro che non si prostrano o non si piegano a questo nuovo culto rischiano seriamente di isolarsi da questa nuova idea di società

 

«Guardando indietro, è facile vedere come le persone siano state condizionate, passo dopo passo, ad accettare l’ideologia di questa nuova normalità. Sono stati bombardati da una propaganda terrificante, rinchiusi, privati ​​dei loro diritti civili, costretti a indossare mascherine in pubblico, a recitare assurdi rituali di distanziamento sociale, a sottoporsi a continui test di dubbia rilevanza scientifica e tutto il resto». 

 

Chiunque non si attenga a questo programma di cambiamento comportamentale o sfidi la veridicità e la razionalità della nuova ideologia è demonizzato come un teorico della cospirazione o un negazionista COVID o un no-vax. In pratica un eretico della nuova religione.

 

 

  1. Controllare l’ambiente sociale e/o fisico della persona e il suo tempo libero.

Da oltre un anno le sentinelle del new normal controllano l’ambiente sociale e fisico e il modo in cui tutti noi trascorriamo il nostro tempo, con lockdown, rituali di allontanamento sociale, chiusura di attività non essenziali, propaganda ossessiva, isolamento di anziani, restrizioni di viaggio, regole obbligatorie per le mascherine, divieti di protesta e «ghettizzazione» per i no-vax. 

1) Tenere la persona all’oscuro di quello che sta succedendo e di come viene cambiata un passo alla volta

 

La società si è trasformata in qualcosa che assomiglia a un reparto di malattie infettive, o  in un enorme ospedale da cui non c’è scampo. Si vedono allegre foto di gente che cena al ristorante, si rilassa in spiaggia, fa jogging, frequenta scuole, insomma che conduce una vita ordinaria ma sempre con le mascherine in volto.

 

Quello che stiamo osservando è la patologizzazione della società, la patologizzazione della vita quotidiana, la manifestazione fisica (sociale) di un’ossessione morbosa per la malattia e per la morte.

 

 

  1. Creare sistematicamente un senso di impotenza nella persona.

2) Controllare l’ambiente sociale e/o fisico della persona e il suo tempo libero

«Un new normal è obbedientemente seduto a casa, che osserva ossessivamente il conteggio giornaliero dei morti di COVID, condivide i suoi selfie con mascherina sui canali social e immortala il momento tanto atteso della sua vaccinazione sui profili Facebook e Instagram, mentre aspetta il permesso delle autorità per uscire all’aria aperta, far visita ai suoi cari, baciare il suo amante o stringere la mano a un collega».

 

«Il leader carismatico del culto covidiano è questo manipolo di cosiddetti esperti medici e funzionari governativi. Tutto il pubblico pende dalle loro labbra, in uno stato di impotente catarsi e questa impotenza non è vissuta come negativa, anzi è orgogliosamente celebrata. “Lo dice la scienza!”, “L’ha detto la televisione!”; ecco i nuovi messia, i nuovi imbonitori».

 

 

3) Creare sistematicamente un senso di impotenza nella persona

  1. Manipolare un sistema di ricompense, punizioni ed esperienze in modo tale da inibire un comportamento che rifletta la precedente identità sociale della persona.

«Il punto qui è la trasformazione della persona razionale in una persona completamente diversa devota alla nuova normalità». 

 

  1. Manipolare un sistema di ricompense, punizioni ed esperienze al fine di promuovere l’apprendimento dell’ideologia o del sistema di credenze del gruppo e dei comportamenti approvati dal gruppo. Il buon comportamento, la dimostrazione di comprensione e accettazione delle convinzioni del gruppo e la compliance sono premiati, mentre le domande, l’espressione di dubbi o le critiche incontrano disapprovazione e possibile rifiuto. Se uno esprime una domanda, viene fatto sentire che c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato in loro da mettere in discussione.

 

 

Qui Hopkins fa un esempio preciso:

4) Manipolare un sistema di ricompense, punizioni ed esperienze in modo tale da inibire un comportamento che rifletta la precedente identità sociale della persona

 

«Brian è un ex amico/collega del mondo del teatro che è completamente assuefatto dalla nuova normalità ed è furioso che io non l’abbia fatto. Brian scrive su Internet riferendosi a me come un «”eorico della cospirazione” dicendo che ho una sorta di esaurimento nervoso e ho bisogno di cure psichiatriche immediate perché non credo alla narrativa ufficiale. Ora, questo non sarebbe un grosso problema, tranne per il fatto che Brian sta accusando e diffamando me sui canali social, arrogandosi in diritto di farlo, dato che per lui sono un “negazionista Covid”, un “teorico della cospirazione” e un “no-vax” e chi più ne ha più ne metta! Ha dalla sua il potere dello Stato, del mainstream giornalistico e del pensiero unico che scorre irrefrenabile nella mente di moltissimi di noi».

 

«È così che funziona nelle sette e nelle società totalitarie. Non è la Stasi che viene da te, ma sono i tuoi amici e colleghi che ti segnalano a loro come nel film Le vite degli altri. Quello che Brian sta facendo è lavorare su quel sistema di ricompense e punizioni per rafforzare la sua ideologia, perché sa che anche la maggior parte dei miei colleghi è completamente assuefatta a questa nuova idea di società». 

 

5) Manipolare un sistema di ricompense, punizioni ed esperienze al fine di promuovere l’apprendimento dell’ideologia o del sistema di credenze del gruppo e dei comportamenti approvati dal gruppo

«Questa tattica si è ritorta contro Brian, principalmente perché non me ne frega un cazzo di quello che pensano i new mormals di me e sono in una posizione piuttosto privilegiata, perché ho realizzato quello che volevo realizzare. Il punto è che questo tipo di condizionamento ideologico sta accadendo ovunque, ogni giorno, sul lavoro, tra amici, anche tra le familiari. La pressione a conformarsi è intensa, perché niente è più minaccioso per i cultisti devoti, o membri di movimenti ideologici totalitari, di quelli che sfidano le loro convinzioni fondamentali: il confronto con i fatti dimostra che la loro realtà non è affatto la realtà, ma una finzione delirante e paranoica».

 

I movimenti ideologici totalitari hanno dalla loro parte il potere dei governi, dei media, della polizia, dell’industria culturale, del mondo accademico e delle masse compiacenti. E, quindi, non hanno bisogno di persuadere nessuno. Hanno il potere di dettare la realtà. 

6) Proporre un sistema logico chiuso e una struttura autoritaria che non consente alcun feedback e rifiuta di essere modificato se non con l’approvazione della leadership o l’ordine esecutivo

 

«Questa pressione a conformarsi, questo condizionamento ideologico, deve essere combattuto ferocemente, indipendentemente dalle conseguenze, sia pubblicamente che nella nostra vita privata, altrimenti questa nuova normalità diventerà certamente una nuova realtà». 

 

  1. Proporre un sistema logico chiuso e una struttura autoritaria che non consente alcun feedback e rifiuta di essere modificato se non con l’approvazione della leadership o l’ordine esecutivo. Il gruppo ha una struttura piramidale dall’alto verso il basso. I leader devono avere modi verbali per non perdere mai.

«Non siamo ancora arrivati, ma è lì che siamo diretti: a un totalitarismo patologizzato globale»

I movimenti ideologici totalitari hanno dalla loro parte il potere dei governi, dei media, della polizia, dell’industria culturale, del mondo accademico e delle masse compiacenti. E, quindi, non hanno bisogno di persuadere nessuno. Hanno il potere di dettare la realtà

 

Conclude Hopkins:

 

«Quindi, per favore, affrontiamo i Brians che troviamo dinanzi a noi. Non facciamoci coinvolgere dalla loro idea avvelenata di realtà, reagiamo con la forza della ragione e non indietreggiamo di un millimetro».

 

 

 

 

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