Militaria
Il vaccino COVID è un progetto del Pentagono: Robert F. Kennedy jr.
Il vaccino sperimentale COVID mRNA è in realtà un progetto del Pentagono e dei militari, secondo Robert F. Kennedy Jr.
Il fondatore di Children’s Health Defense Robert F. Kennedy Jr. ha affermato in una recente intervista che, contrariamente alla credenza popolare, i vaccini non sono stati originariamente prodotti dalle aziende farmaceutiche.
«C’erano 138 aziende coinvolte nella produzione e distribuzione del vaccino. Sono tutti appaltatori militari. Il Pentagono e la National Security Agency hanno gestito l’intera risposta alla pandemia», ha dichiarato RFK nel programma della bella giornalista indipendente Kim Iversen.
.@RobertKennedyJr: The Pentagon and the National Security Agency Ran the Entire Pandemic Response
"Pfizer and Moderna don't really own those vaccines. They slap their labels on them, but it was a Pentagon project."
Full Interview: https://t.co/xVscUsEE6T pic.twitter.com/9Ac4j10Zia
— The Vigilant Fox ???? (@VigilantFox) February 11, 2023
«Pfizer e Moderna in realtà non possiedono quei vaccini. Ci hanno messo le loro etichette, ma era un progetto del Pentagono», si è spinto a dire l’avvocato Kennedy.
Vi sono documenti del governo che potrebbero confermare l’affermazione di Kennedy Jr. Dal Congressional Research Service sul vaccino nel marzo 2021:
«Operation Warp Speed (OWS) è una partnership tra agenzie tra il Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) e il Dipartimento della difesa (DOD) che coordina gli sforzi federali per accelerare lo sviluppo, l’acquisizione e la distribuzione di contromisure mediche COVID-19. I componenti HHS che collaborano includono i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), i National Institutes of Health (NIH) e la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA)».
Il dirigente della ricerca e sviluppo dei dispositivi medici Sasha Latypova ha spiegato ulteriormente in una conferenza i contratti di difesa utilizzati per produrre e distribuire il vaccino a mRNA COVID-19.
Renovatio 21 più di un anno fa dava conto del fatto che la tecnologia vaccinale mRNA proveniva da progetti DARPA, l’enigmatico ente di ricerca e sviluppo del Pentagono.
«L’agenzia del Pentagono ha svolto un ruolo significativo nel far progredire la scienza che sta rendendo possibile il ritmo veloce e stabilendo una stella polare per i ricercatori» scriveva il Washington Post nel giugno 2020.
La sperimentazione genetico-vaccinale della DARPA è risalente. Nel 2010, gli scienziati avevano testato l’idea usando il DNA con risultati contrastanti. Così si risolsero a provare il fratello a filamento singolo del DNA, l’RNA. In caso di successo, l’RNA potrebbe essere utilizzato per sviluppare sia vaccini che anticorpi, accorciando i tempi di sviluppo da anni a giorni prima degli studi clinici, sosteneva il dottore DARPA.
Diveniva chiaro che si era dinanzi ad un approccio universale unico per tutti, per qualsiasi malattia: nel futuro che già si prefigurava, gli scienziati avrebbero avuto bisogno solo del codice genetico di un virus per creare un vaccino. Sull’idea del super-vaccino genico i militari americani sono attivi ancora oggi: come riportato a suo tempo da Renovatio 21, l’esercito americano sta sviluppando il primo vaccino «universale» contro il COVID.
Nel 2019, un progetto DARPA finanziato presso la società Moderna con sede nel Massachusetts dimostrò in uno studio clinico di fase 1 che l’RNA poteva effettivamente fornire un anticorpo all’uomo contro la chikungunya, che viene da un virus trasmesso dalle zanzare.
Nel 2020 Moderna divenne quindi la prima azienda a partecipare agli studi di Fase 1 con un vaccino contro il COVID utilizzando l’RNA. La società ha iniettato il suo primo test in un essere umano 66 giorni dopo aver ricevuto il codice genetico del virus. Il vaccino sarebbe arrivato lo stesso anno: l’idea della tecnologia genetica militare in grado di vaccinare le truppe in breve tempo era stata quindi trasferita in sede civile – iniettata letteralmente nella vita di miliardi di persone.
Come riportato da Renovatio 21, la DARPA è dietro a tecnologie di interfaccia cervello-macchina, eserciti di api clonate, pillole anti-aging per soldati, microchip vaccinali, zanzare OGM, armate di insetti militarizzati, droghe psicoattive per ridurre gli esseri umani al conformismo, nanotecnologie e biosensori, vaccini autopropaganti e chissà cos’altro di cui non abbiamo contezza.
«Perché la risposta alla pandemia COVID è stata portata avanti dai militari piuttosto che dalle agenzie di sanità pubblica?» chiede Infowars. «La spiegazione più plausibile è che sapessero che il COVID-19 era un’arma biologica del Wuhan Institute of Virology».
Per aver riportato una fase del genere – il COVID è un’arma biologica – Renovatio 21 è stata bannata da Facebook. Ora sembra invece a molte persone una delle spiegazioni più lucide.
Militaria
Il Pentagono licenzia il capo della pianificazione militare
Il Pentagono ha licenziato il suo principale stratega militare mentre Washington elabora piani di emergenza per una possibile escalation delle ostilità con l’Iran.
Il tenente generale dell’esercito Brett Sylvia è stato rimosso dal suo incarico di direttore per la strategia, la pianificazione e la politica (J5) presso lo Stato Maggiore Congiunto, come confermato mercoledì sera da un portavoce, in seguito alle notizie diffuse dai media sul suo licenziamento.
Il suo predecessore, il tenente generale Joseph McGee, è stato costretto al pensionamento un anno fa a causa di presunti attriti con il segretario alla Guerra Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine. Sylvia aveva precedentemente ricoperto la carica di vicedirettore del J5.
Il Pentagono non ha fornito spiegazioni in merito all’allontanamento di Sylvia. Tra le sue responsabilità rientrava lo sviluppo di strategie e piani militari a cui fornire consulenza al presidente e al capo di stato maggiore. Si unisce così a quasi una ventina di alti funzionari militari e civili rimossi durante il mandato dello Hegseth.
Il segretario ha descritto i licenziamenti come parte di un’iniziativa volta a ridurre l’eccessivo numero di generali nelle fila dell’esercito e a rendere le forze armate più efficienti e letali. I critici, tuttavia, hanno definito il rimpasto una «epurazione» ideologica.
Il presidente Donald Trump ha ripetutamente paventato la possibilità di riprendere le ostilità su larga scala con l’Iran, compresa la ripresa dell’intensa campagna di bombardamenti condotta durante i primi 40 giorni del conflitto, lanciata da Stati Uniti e Israele alla fine di febbraio. Una potenziale escalation potrebbe coincidere con le elezioni di medio termine di novembre.
Gli esperti militari hanno espresso diffusamente la preoccupazione che un’ulteriore campagna di bombardamenti non riuscirebbe a «portare a termine il lavoro», come ha affermato Trump, aggravando ulteriormente il costo economico del conflitto a livello globale. Teheran ha ripetutamente avvertito di essere pronta a reagire contro gli alleati degli Stati Uniti nella regione del Golfo in caso di nuovi attacchi.
Al contrario, sono emerse indiscrezioni secondo cui Trump potrebbe licenziare Hegseth dopo le elezioni di metà mandato, quando si prevede che il Partito Democratico, all’opposizione, guadagnerà seggi in entrambe le camere del Congresso.
I critici della guerra all’Iran, tra cui il deputato repubblicano Thomas Massie, hanno sostenuto che il licenziamento del segretario potrebbe aiutare Trump a evitare una potenziale procedura di impeachment qualora i Democratici ottenessero il controllo della Camera.
Come riportato da Renovatio 21, Trump tre mesi fa aveva chiesto conto ad Hegseth in merito all’esauritmento degli armamenti USA.
A inizio anno misteriosi droni avevano sorvolato l’abitazione dello Hegseth, oltre che quella del segretario di Stato Marco Rubio.
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Immagine di pubblico dominioCC0 via Wikimedia
Militaria
Le forze speciali tedesche KSK si preparano alla guerra con la Russia
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Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
L’Aeronautica Militare ha reso noto il nome del militare morto durante un’esibizione con corda andata male in occasione di una partita di football americano.
Un operatore delle forze speciali dell’Aeronautica ha perso la vita precipitando da circa 52 metri sabato scorso, durante una dimostrazione di discesa con corda in una partita di football universitario: dopo aver perso il controllo è caduto in caduta libera dalle travi dello stadio e si è schiantato sul terreno di gioco.
Il video del tragico incidente sta circolando in rete.
Footage showing a soldier falling from a rope and sustaining serious injuries during a demonstration in America #UTSA #navy pic.twitter.com/7pMEcAQr6C
— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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L’Aeronautica ha identificato la vittima nel sergente tecnico Ian Patterson. Veterano con quindici anni di servizio, Patterson aveva ricevuto la Air and Space Commendation Medal con tre foglie di quercia, oltre alla Army Commendation Medal, alla Air and Space Achievement Medal e alla Army Achievement Medal. Nel 2022 era stato inoltre designato Istruttore dell’anno delle Forze Speciali dell’Aeronautica.
«Gli americani, giustamente sconvolti da questa notizia, farebbero bene a ricordare che le guerre globaliste in Medio Oriente hanno provocato la morte di migliaia di altri uomini valorosi come Patterson» ha commentato l’editorialista Tucker Carlson, in polemica totale con l’amministrazione Trump e la guerra iraniana. «Quelle perdite raramente diventano fenomeni virali sui social, ma restano altrettanto concrete. E senza alcuna ragione che vada a vantaggio del nostro Paese».
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Immagine screenshot da Twitter
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