Militaria
L’esercito israeliano ritira le denunce contro i soldati accusati dello stupro di un detenuto palestinese
L’esercito israeliano ha ritirato le accuse contro i soldati accusati di aver abusato sessualmente di un prigioniero palestinese in un centro di detenzione di guerra nella base di Sde Teiman. Il caso di alto profilo ha profondamente diviso la società israeliana.
L’incidente è legato agli eventi accaduti nel luglio 2024 presso la base militare nel Sud dello Stato degli ebrei, dove cinque riservisti furono inizialmente indagati per stupro e successivamente incriminati per «abuso aggravato» dopo che un video trapelato sembrava mostrare un detenuto palestinese bendato mentre veniva aggredito.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato giovedì che i pubblici ministeri avevano ritirato l’atto d’accusa, adducendo prove insufficienti per garantire una condanna e preoccupazioni procedurali dopo la diffusione del filmato ai media. I militari hanno anche affermato che la presunta vittima era stata nel frattempo rimpatriata a Gaza, creando incertezza sulla sua possibilità di testimoniare al processo.
Nel video si vedono i soldati prendere da parte un detenuto sdraiato a faccia in giù e circondarlo con scudi antisommossa, in quello che sembra un tentativo di nascondere le loro azioni.
🇮🇱 Israel’s military has dropped charges against five soldiers accused of sexually abusing a Palestinian detainee at the Sde Teiman detention facility.
The indictment alleged that one soldier stabbed the detainee in the rectum with a knife causing serious injury. The case gained… pic.twitter.com/zZant8MCJb
— Europa.com (@europa) March 13, 2026
Sostieni Renovatio 21
L’atto d’accusa afferma che uno dei soldati ha accoltellato il detenuto vicino al retto con un oggetto appuntito. Il detenuto è stato successivamente trasportato in ospedale in condizioni potenzialmente letali, con costole fratturate e un trauma contusivo al torace e all’addome. È stato sottoposto a intervento chirurgico prima di essere ricoverato in ospedale qualche giorno dopo.
Lo scandalo aveva contribuito alle dimissioni dell’ex avvocato generale militare delle IDF, il maggiore generale Yifat Tomer-Yerushalmi, che riconobbe di aver autorizzato la diffusione del filmato «per contrastare la falsa propaganda». Il premier Beniamino Netanyahu aveva definito la fuga di notizie «forse il più grave colpo d’immagine subito da Israele dalla sua fondazione». Il ministro della Difesa Israel Katz aveva accusato i detrattori dei soldati di diffondere «accuse del sangue», nome che si dà .
Il caso ha scatenato un acceso dibattito nazionale. I riservisti accusati hanno pubblicamente difeso le loro azioni, sostenendo di essere stati perseguitati ingiustamente e promettendo di «combattere per la giustizia».
Giovedì, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con favore la decisione, affermando che «Israele deve perseguire i suoi nemici, non i suoi eroici combattenti». Anche il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che «giustizia è stata fatta».
Tuttavia, le associazioni per i diritti umani hanno fortemente criticato la decisione. Il Comitato Pubblico contro la Tortura in Israele ha accusato le IDF di aver insabbiato lo scandalo, affermando che «l’avvocato generale militare israeliano ha appena dato ai suoi soldati la licenza di stuprare… a patto che la vittima sia palestinese».
La base di Sde Teiman, parzialmente trasformata in un campo di detenzione per palestinesi sospettati di attività militanti durante la guerra di Gaza, è stata oggetto di accuse di torture e abusi diffusi.
Come riportato da Renovatio 21, i militari accusati dello stupro a novembre erano apparsi mascherati in TV e avevano difeso apertamente le proprie azioni, denunciando una persecuzione ingiusta e promettendo di «lottare per la giustizia».
Accused IDF rapists says they will ‘WIN’
Members of ‘Force 100’ don’t outright deny gang-raping a Palestinian prisoner
They just complain that they never got to ‘explain’ the sodomy
Video from Israel’s Channel 14 pic.twitter.com/hwuILHSiMS
— MOCez🇷🇺🇮🇶🇾🇪🇨🇳🇵🇰🇵🇸🇱🇧🇮🇷🇰🇵🇪🇸☀️ (@Mousacisse1) November 3, 2025
Israeli soldiers accused of gang raping a Palestinian detainee at the Sde Teiman camp claim injustice, after a leaked video exposed the abuse.
Israel’s top military lawyer was arrested for leaking the footage herself, while PM Netanyahu called it “one of the most serious… pic.twitter.com/Sqn2kQGgYa
— TRT World (@trtworld) November 4, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Come riportato da Renovatio 21, alcuni politici israeliani si sono sentiti di difendere lo stupro anale del prigioniero palestinese, con conseguente scandalo generale anche presso la stessa opinione pubblica dello Stato Ebraico.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa lo stesso esercito israeliano ha iniziato delle indagini riguardante il video che ritrae soldati dello Stato Ebraico che gettano cadaveri di palestinesi dai tetti.
Come riportato da Renovatio 21, abusi da parte dei militari israeliani sono diffusi sui social, come ad esempio il canale Telegram «72 vergini – senza censura», dove vengono caricati dagli stessi militari video ed immagini di quella che si può definire «pornografia bellica». Vantando «contenuti esclusivi dalla Striscia di Gaza», il canale 72 Virgins – Uncensored ha più di 5.000 follower e pubblica video e foto che mostrano le uccisioni e le catture di militanti di Hamas, nonché immagini dei morti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Militaria
Berlino lamenta: Kiev non ha usato gli aiuti per comperare armi germaniche
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Aerei da guerra statunitensi danneggiati in un attacco iraniano a un’importante base aerea
Diversi aerei militari americani sono stati danneggiati in un attacco iraniano contro una grande base aerea statunitense in Giordania, secondo quanto riferito mercoledì dalla CBS, che cita fonti informate.
L’attacco sarebbe avvenuto nella notte tra martedì e domenica e avrebbe colpito la base aerea di Muwaffaq Salti, vicino ad Azraq, a circa 100 km a nord-est di Amman, snodo rilevante per le operazioni aeree americane nella zona.
Secondo il resoconto, un A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, ha riportato gravi danni alle ali, mentre circa otto F-15 hanno subito danni lievi ma sono tornati operativi. Nessun militare statunitense è morto.
Le forze americane avrebbero lanciato più di 30 missili intercettori Patriot durante l’attacco. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 18 missili iraniani, due dei quali sono caduti in aree disabitate senza vittime.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha confermato i danni segnalati. Ha però smentito le affermazioni iraniane secondo cui due cacciatorpediniere della Marina USA sarebbero stati colpiti negli ultimi attacchi e ha detto che le forze americane hanno distrutto dieci petroliere iraniane dal 5 settembre, di cui cinque martedì, dopo che Teheran avrebbe preso di mira una nave da guerra statunitense con missili balistici.
Sostieni Renovatio 21
L’escalation si colloca nel più ampio quadro di tensione tra Stati Uniti e Iran per lo Stretto di Ormuzzo. Washington ha limitato il traffico da e verso i porti iraniani, mentre Teheran ha imposto controlli sul transito attraverso il canale, che prima della guerra gestiva circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Insieme agli attacchi missilistici e con droni degli Houthi contro le infrastrutture energetiche saudite, la ripresa dei combattimenti ha riportato il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, alimentando i timori di interruzioni delle forniture.
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di attaccare «molte più» navi iraniane se Teheran continuerà a colpire obiettivi americani, affermando che l’Iran sta allungando il conflitto per influenzare le elezioni di medio termine statunitensi, sperando in un vantaggio per i Democratici, che si oppongono in larga maggioranza alla guerra.
L’Iran ha accusato Washington di destabilizzare il Medio Oriente con le sue operazioni militari. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato mercoledì che se gli Stati Uniti vogliono davvero la pace dovrebbero porre fine ai loro «interventi dannosi e destabilizzanti nella nostra regione».
Teheran ha ripetutamente avvertito gli Stati vicini di non consentire che il loro territorio o spazio aereo sia usato a sostegno delle operazioni americane contro l’Iran.
Da febbraio le forze iraniane hanno colpito diverse basi statunitensi nella regione, tra cui in Bahrein, negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Giordania. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha difeso gli attacchi, sostenendo che non si poteva pretendere che Teheran si astenesse dal reagire, visto che il territorio e lo spazio aereo arabo erano stati usati negli attacchi statunitensi contro l’Iran.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Noah Wulf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Bioetica1 settimana faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Oligarcato1 settimana faOrganizzazioni del controllo globale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito2 settimane faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede
-



Gender1 settimana faMons. Strickland: perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?
-



Vaccini6 giorni faScienziati chiedono la ritrattazione dello studio danese che afferma che l’alluminio nei vaccini è «sicuro»














