Connettiti con Renovato 21

Necrocultura

Il New York Times parla del «gusto del cannibalismo». Partita la finestra di Overton antropofaga?

Pubblicato

il

Il New York Times ha pubblicato la settimana passata un articolo sul cannibalismo. Il pezzo è impaginato con grafiche artistiche prodotte appositamente, segno che a questo scritto l’editore ci tiene.

 

«Si scopre che il cannibalismo ha un tempo e un luogo» scrive il grande quotidiano, riportando la grande quantità di opere di finzione dedicate all’antropofagia.

 

Ecco A Certain Hunger, un recente romanzo su un critico di ristoranti con un gusto per la carne umana maschile. Ecco Yellowjackets, una serie su una squadra di calcio femminile del liceo bloccata nei boschi per alcuni mesi. Ecco Fresh, serie uscita marzo, riguarda un commercio clandestino di carne umana per i ricchi.

 

E ancora Lapvona, romanzo pubblicato a giugno, ritrae il cannibalismo in un villaggio medievale sopraffatto dalla peste e dalla siccità. Il libro Tender Is the Flesh, pubblicato in inglese nel 2020 e in spagnolo nel 2017, immagina una società futura che alleva gli esseri umani come bestiame. Sempre nel 2017, il celebre film intellettuale Raw, raccontava la storia di una studentessa di veterinaria vegetariana il cui gusto per la carne aumenta dopo aver consumato frattaglie crude.

 

In arrivo a fine anno c’è  il film Bones and All, interpretato da Timothée Chalamet, dove un giovane comincia a bramare di consumare carne umana. Il regista è un italiano, Luca Guadagnino, già noto per perle come Melissa P.

 

L’autrice del romanzo A Certain Hunger, Chelsea Summers (è uno pseudonimo: si sa solo che vive tra Nuova York e Stoccolma) anni fa per il suo libro cannibale aveva subito almeno 20 rifiuti da parte degli editori.

 

Ora ritiene che l’aria sia cambiata, grazie alla potenza delle serie TV. «Dio benedica Yellojackets» dice nell’intervista col NYT.

 

L’episodio pilota di Yellowjackets mostra un’adolescente intrappolata, dissanguata come un cervo e servita su un piatto in un rituale terrificante. «I fan assetati di sangue continuano a sezionare la scena su Reddit, dove una bacheca di messaggi subreddit dedicata alla serie conta più di 51.000 membri».

 

I creatori della serie, Ashley Lyle e Bart Nickerson, che vivono a Los Angeles, affermano di volere che la trama suggerisca che il consumo umano non era solo per la sopravvivenza dei personaggi. «Quale parte della nostra repulsione per queste cose è la paura dell’estasi di esse?» si chiede il Nickerson, lasciando immaginare, quindi, che forse mangiare esseri umani potrebbe essere un’esperienza estatica, bellissima.

 

L’articolo va in cerca delle radici di questo revival cannibalistico e trova, ma guarda, le parole di uno scienziato. Ecco a voi lo zoologo Bill Schutt, autore del testo Cannibalismo: una storia perfettamente naturale, un titolo che è tutto un programma. Nello studio lo Schutt «afferma che le trame di fantasia sul consumo di carne umana sono antiche quanto la letteratura stessa». Sono, quindi, inevitabili fenomeni storici, naturali.

 

Ecco a voi quindi gli esempi storici della «mumia», la pratica di usare ossa mummificate macinate per lenire vari disturbi che era popolare nell’Europa occidentale del XVII secolo. Eccovi i famigerati pionieri di Donner che rimasero intrappolati nella Sierra Nevada nel 1846. Eccovi  cannibalismo rituale  in Papua Nuova Guinea fino agli anni ’50 . Eccovi il cannibalismo indotto dalla carestia in Cina negli anni Sessanta.

 

Il libro del professor Schutt presenta anche la storia del cosiddetto poliziotto cannibale, un ex agente del dipartimento di polizia di New York che è stato arrestato nel 2013 per aver partecipato a forum fetish che fantasticavano sulla cannibalizzazione delle donne e successivamente assolto.

 

Il Times non mette in elenco la sequela degli omo-cannibali tedeschi, su cui Renovatio 21 ha speso un po’ di parole, tuttavia ricorda il recentissimo scandalo riguardo all’attore Armie Hammer, accusato di essersi scambiato messaggi «cannibalistici» con una partner. Il giornalone, ovviamente, non menziona il fatto che Armie (che avete visto in film come The Social Network) sia nipote di uno stranissimo miliardario americano, Armand, Hammer, ritenuto essere stato durante la Guerra Fredda un potente punto di collegamento tra l’élite USA e il potere profondo sovietico.

 

Ad ogni modo, viene aggiunto un po’ di pepe: «Dopo che le accuse sono diventate pubbliche, [Armie Hammer]è stato abbandonato dalla sua agenzia, è stato ricoverato in riabilitazione e ora (…) vende case in multiproprietà alle Isole Cayman» scrive il NYT. «Per coincidenza, Hammer ha lavorato con Chalamet e il signor Guadagnino in Chiamami col tuo nome». Aggiungiamo qui che alcuni videro nel film, che parlava del rapporto omosessuale di un professore con un adolescente, una cifra «problematica» se non addirittura, ha sbottato qualcuno, con allusioni alla «pedofilia». (In Italia, dov’è ambientata la storia, l’età del consenso è 14 anni; il personaggio di Chalamet nel film ne ha 17, si è difeso lo Hammer).

 

Insomma il cannibalismo non è impensabile: c’è. La sua esistenza va, come dire, accettata…

 

Il lettore di Renovatio 21 riconoscerà i molti segni della finestra di Overton, che è seguita alla lettera nel suo esempio più crudele, quello appunto che simula una possibile normalizzazione – e legalizzazione – del cannibalismo.

 

Fu il regista russo Nikita Mikhalkov che, una diecina di anni fa, in un suo videoblog che finiva su YouTube, Besogon.tv, cominciò a tirar fuori questa «tecnologia politica» delineata dallo studioso americano.

 

Mikhalkov faceva proprio l’esempio del cannibalismo, chiedendosi come fosse possibile prendere un fenomeno così ripugnante e renderlo non solo tollerato dalla società, ma legale.

 

Ripassiamo: il salto dalla fase «impensabile» alla fase «radicale» avviene in genere grazie a scienziati che ti dicono che il fenomeno, per quanto ripugnante, c’è sempre stato, fa parte della sfera delle cose umane. Guardate più sopra, scienziato che dice che è tutto naturale e storicamente visibile: celo.

 

Nelle fasi da «radicale» ad «accettabile» a «razionale», interviene un fatto estremo che rende improvvisamente «sensato», «ponderato» il fenomeno aberrante. L’esempio che faceva il Mikhalkov nella sua simulazione era disastro aereo delle Ande» (1972), quando 16 sopravvissuti, dispersi nelle altitudini della Cordigliera, decisero, per sopravvivere, di cibarsi dei morti. L’episodio fece grande scalpore all’epoca, e continuò anche poi quando uscì, un quarto di secolo dopo, un film con Ethan Hawke.

 

L’articolo del NYT fa esplicito riferimento al disastro andino parlando di Yellowjackets, per poi però dire che i suoi autori desideravano trasmettere l’idea che non è la mera sopravvivenza al disastro aereo subito dalle ragazze della serie a farle divenire antropofaghe. C’è dell’altro… Quindi, anche per questa parte di Overton, celo.

 

Secondo Overton, il salto successivo di fase, da «razionale» a «popolare», avviene sotto la pressione di qualche persona di influenza, in ispecie le star del cinema, le persone di fama, etc.

 

Anche qui, celo. Apprendiamo dall’articolo che l’attrice Anya Taylor-Joy  – nota per aver interpretato la strega nell’Amleto ultraviolento The Northman così come la strega nel film The Witch –  ha pubblicato un post su Instagram e TikTok lodi al libro cannibale della Summers.

 

In nuce, vediamo realizzate, sia pur senza la portata massiva necessaria, tutte le tappe overtoniane.

 

Manca la legalizzazione – tuttavia lì si sta arrivando anche per un’altra via, quella biotecnologica.

 

Da tempo si parla di bistecche di carne umana cresciute in laboratorio. Tecnicamente, quindi, non si tratterebbe di cannibalismo, sostengono – quantomeno perché non stai mangiando una persona, ma la sua carne coltivata in vitro. La versione antropofaga della carne vegetale, sì. Ecco quindi il kit Ouroboros, per fare le bistecche di se stessi, in circa tre mesi usando le cellule prelevate dall’interno della guancia. Al momento, è un progetto da museo di design, che nel 2020 è stato candidato a Londra al premio di «progetto dell’anno».

 

Sappiamo tuttavia, che il cannibalismo è sulla rampa per il ritorno nel mondo finito in crisi sacrificale ben al di fuori del musei eccentrici.

 

Abbiamo visto, in Ucraina, il video di un ragazzo che trova un pezzo di gamba di russo in un tank distrutto e ne fa un barbecue.

 

Sentiamo, sempre in zona ucraina, in continuazione parlare di Holodomor, dove la fame portò i genitori a mangiare i figli. Sappiamo che la fame sta tornando anche qua: al punto che pure i presentatori TV ora parlano del fatto che la crisi alimentare porterà al cannibalismo.

Abbiamo visto come la magia nera, con i suoi riti cannibaleschi, sia stata definita una «emergenza» nel Parlamento nigeriano. Et pour cause: non è improbabile che essa faccia nel Paese più morti del COVID.

 

Il cannibalismo torna, perché sta tornando il sacrificio umano. Che è il contrario del sacrificio divino di Gesù Cristo: non è più Dio che si sacrifica per l’uomo divenendo carne e cibo per esso; è l‘uomo che sacrifica il suo simile (suo figlio, un bambino, una vergine…) per gli dei pagani, magari nutrendosi delle sue carni nel  processo – perché, la carne umana sacrificata è giocoforza sacra, quindi preziosa, da consumare…

 

Siamo dinanzi all’inversione della religione della Civiltà, quindi alla barbarie satanica realizzata. Il cannibalismo è uno degli effetti del crollo del mondo retto dalla dignità umana, e quindi uno degli strumenti con cui la Necrocultura devasterà il pianeta finito sotto il tallone dell’anticristo.

 

E se pensate che esso sia di là da venire, seguite questo sito da poco.

 

Cosa credete che sia l’utilizzo di feti abortiti nei vaccini, nei cosmetici, nella ricerca scientifica?

 

Cosa credete che sia l’utilizzo terapico di cellule staminali embrionali?

 

Cosa credete che sia il vero significato del nuovo trend della trasformazione dei cadaveri in concime, se non quello di reimmettere il corpo umano nel ciclo alimentare?

 

Il mondo moderno è già cannibale. Ciò ci aiuta a capire quanto urgente sia la sua rigenerazione nel XXI secolo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Eutanasia

Eutanatizzata dopo essere stata vittima di stupro di gruppo: ecco l’Europa moderna

Pubblicato

il

Da

La 25 spagnola Noelia Castillo è morta giovedì dopo aver ricevuto farmaci letali in una struttura medica a Sant Pere de Ribes, vicino a Barcellona. Aveva chiesto di essere sola al momento del decesso, sebbene alcuni familiari fossero stati presenti poco prima. Un’amica intima, che sperava di convincerla a cambiare idea, sarebbe stata impedita dall’ospedale di vederla prima.

 

Noelia soffriva di disturbi psichiatrici, tra cui disturbo borderline di personalità, e aveva già tentato il suicidio. Nell’ottobre del 2022, a quanto pare in seguito ad anni di violenze sessuali e a una recente aggressione di gruppo, si gettò da una finestra del quinto piano nel tentativo di togliersi la vita, riportando una paraplegia irreversibile e un dolore cronico. In seguito, le fu riconosciuta una grave disabilità.

 

In un’intervista trasmessa il giorno prima della sua morte, Noelia disse di «non poterne più andare avanti», aggiungendo: «Finalmente ci sono riuscita, quindi vediamo se ora potrò finalmente riposare». Disse anche: «Nessuno della mia famiglia è d’accordo… ma che dire del dolore che ho sofferto in tutti questi anni?».

 

Nell’aprile del 2024, Noelia presentò domanda di eutanasia assistita a un organismo di controllo catalano, che approvò la sua richiesta, ritenendo che soddisfacesse i requisiti di legge. La decisione fu contestata dal padre, rappresentato dallo studio legale cattolico conservatore Abogados Cristianos, il quale sostenne che le condizioni di salute della madre compromettevano la sua capacità di decidere. Il caso passò attraverso diversi tribunali, con la Corte Suprema spagnola che confermò il suo diritto e il rigetto, all’inizio di questo mese, di un ultimo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

Come riportato da Renovatio 21, non solo il Regno di Spagna ha spalancato le porte alla «dolce morte» (con anni di ampie discussioni anche sull’uccisione dei disabili), ma la regione autonoma della Catalonia – creatasi in opposizione separatista a Madrid e quindi al supposto re cattolico – è divenuto in questi anni patria del fondamentalismo eutanasico, con casi davvero grotteschi, come quello dell’assassino stragista che chiede, lamentando il dolore, di essere ucciso prima ancora di venir giudicato definitivamente.

Iscriviti al canale Telegram

La stampa spagnuola descritto Noelia come una delle persone più giovani ad essersi sottoposta all’eutanasia nel Paese, che ha legalizzato la pratica nel 2021. La Spagna è uno dei diversi Stati europei che consentono il suicidio assistito per gli adulti affetti da malattie gravi e incurabili o da gravi sofferenze, a determinate condizioni. Secondo i dati del Ministero della Salute, alla fine del 2024 un totale di 1.123 persone si erano sottoposte alla procedura.

 

Il caso di Noelia , il primo in Spagna ad essere portato davanti a un giudice per pronunciarsi sull’eutanasia, ha attirato l’attenzione di tutto il Paese, alimentando il dibattito, anche tra esperti medici ed etici. Alcuni specialisti hanno dichiarato ad ABC che il caso soddisfaceva i criteri legali per la morte assistita, mentre altri lo hanno descritto come «un fallimento della società e della medicina», sollevando dubbi sulla sua capacità mentale e sul fatto che le opzioni terapeutiche alternative fossero state pienamente esplorate.

 

In un post su X, confermando la morte di Castillo, lo studio legale Abogados Cristianos ha chiesto modifiche alla legge, affermando che non tutela le persone vulnerabili. La sua presidente, Polonia Castellanos, ha scritto che «Noelia non è morta, è stata GIUSTIZIATA», criticando quella che ha definito una mancanza di cure adeguate e sostenendo che la morte non dovrebbe essere una soluzione per i giovani.

 

La vicenda offre un quadretto chiarissimo di cosa sta diventando l’Europa: una terra di degradazione e morte. La Necrocultura permette a chiunque di farsi uccidere dallo Stato moderno, mentre quest’ultimo importa milioni di immigrati che aumenteranno stupri e violenza. Un meccanismo perfetto di disintegrazione dell’essere umano: più attacchi alla dignità umana, più morte.

 

Mettiamocelo in testa: è questo quello che esattamente vuole lo Stato moderno, che altro non è che una macchina di morte programmata contro l’essere umano.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Necrocultura

Volontà politica e Stato moderno: Renovatio 21 saluta Bossi il disintegratore

Pubblicato

il

Da

È morto Umberto Bossi. Con lui se ne va qualcosa di più di un pezzo di storia italiana: sparisce assieme all’uomo anche una volontà politica rarissima, quella di riformulare lo Stato italiano dalle fondamenta – se è necessario anche distruggendolo.   Prima di «populista», l’insulto contorto e contraddittorio per chi sfidava i ranghi della burocrazia politica era «anti-politica», o ancora «anti-Stato»: espressione in teoria dispregiativa che Bossi e la Lega dei primordi si beccarono dai politici e dai giornali dell’establishment, che, immersi nella palude fatta di corruzioni e salari (e tanta mediocrità), non si possono rendere conto che questo è un complimento – e non è un caso se agli esordi Bossi si alleò con il più fine politologo studioso dello Stato, Gianfranco Miglio.   Essere anti-Stato significa avere una visione politica radicale: non si vuole «entrare» nel giuoco della politica, ma rifondarlo, cambiarlo integralmente, riprogrammare la realtà a partire dalla volontà propria e del popolo che ti dà il voto – una concezione umana, attiva dello Stato lontana anni luce da quella, comune a tutti i partiti del mondo (Lega Nord odierna compresa), per cui semplicemente i politici devono adeguarsi, integrarsi allo Stato-macchina.

Sostieni Renovatio 21

Il lettore di Renovatio 21 sa che proprio qui sta il cuore del problema della nostra Civiltà: se allo Stato bisogna conformarsi, lo Stato può fare a meno di noi, può fare a meno non solo dell’etica, ma del suo stesso popolo. Lo Stato moderno diventa quindi assassino e genocida, e, sapendo della morte dispensata nei suoi ospedali da aborti ed espianti a cuor battente, riconosciamo che questa sua funzione sterminatrice antiumana è già all’opera da tempo, in attesa di sviluppare altre forme, anche più spudorate, di strage degli esseri umani.   Ecco perché la carica del primo Bossi era unica: perché metteva in dubbio l’essenza stessa dello Stato, quantomeno su base popolare. «La Lombardia è una nazione, l’Italia è solo uno Stato (…) Tutti i milanesi sono stufi grazie al potere romano che ci ha imposto sistemi di vita che noi non vogliamo» diceva nel 1985 ad un giornalista di Repubblica. Umberto aveva compreso tanto, e cominciato ad intuire di più…   Si tratta di una comprensione che va ben al di là della rottura, ottenuta con i successi elettorali clamorosi della Lega nel 1992 e nel 1994, della Prima Repubblica e del pentapartito soggiacente: la differenza tra Stato e nazione, tra supermacchina burocratica e popolo (cioè, essenza biologica umana di un Paese) era non solo elaborata, ma pure agita politicamente, ed elettoralmente.   Se lo Stato prevarica il popolo, la conseguenza è giocoforza la perversione della società. Perché lo Stato anti-umano deve, per preservare se stesso, sradicare psicologicamente, culturalmente e financo fisicamente i propri abitanti. L’immigrazione, in apparenza il grande, sempiterno cavallo di battaglia del leghismo, è solamente uno degli strumenti per ottenere la corruzione del popolo.   Lo aveva detto apertis verbis nel discorso di apertura del Congresso della Lega Lombarda nel 1989: «se la portata dei cambiamenti etnici e culturali supera la velocità di integrazione della società allora essa interrompe la consapevolezza della identità collettiva che si fonda sul sentire dei cittadini che c’è una componente di continuità nella società che convoglia attraverso i tempi un patrimonio di valori culturali: dagli atteggiamenti spirituali alle forme della cultura materiale».   «In quest’ultimo caso la società va incontro alla disgregazione, sviluppa comportamenti patologici dell’omosessualità, della devianza giovanile, della droga, crea condizioni psicologiche che favoriscono ad esempio la sterilità per cui non nascono più figli. Si realizza in altre parole la “società deviata”, asociale, egoista». Sì, Umberto quaranta anni fa aveva compreso l’origine della Necrocultura.   Realizzare lo Stato-pervertitore lo aveva portato necessariamente oltre, al piano planetario. In un discorso a Crema del 1999 alludeva alle dinamiche dell’ordine mondiale: «Il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in Europa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l’idea stessa di Europa garantendo i propri interessi attraverso l’economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo. (…) Il disegno dei 20 potenti americani non passerà, anche se usano armi potenti come droga e televisione».   Poco dopo cominciò a parlare del piano per creare «lo Stato unico mondiale, un’ unica razza, un’ unica religione, un unico utero, una sola lingua e magari una sola taglia per i vestiti». Nel 2000 si scagliò contro «i comunisti e i massoni che hanno in mano l’Europa, insieme alla lobby dei gay, hanno teso una trappola […] Hanno cercato di far passare in Europa l’assegnazione dei bambini alle coppie omosessuali (…) Se passano le famiglie omosessuali che non fanno figli, è necessaria l’immigrazione e con essa l’ideologia che riesce a scardinare l’identità dei popoli. (…) Se invece ritorna la famiglia eterosessuale, e con essa i figli, vincono i popoli e la democrazia».

Aiuta Renovatio 21

È ricca di significato, oggi che il PD è incontrovertibilmente divenuto quello che Augusto Del Noce chiamava «Partito Radicale di massa», l’idea di Bossi, proferita sempre al volgere del millennio, tra PCI e decadenza civile: «Io vedo una relazione tra il paese che aveva il più forte partito comunista dell’Occidente e il basso coefficiente di fertilità che oggi ci relega nell’abisso. Dai oggi e dai domani, un’ideologia come quella comunista che aveva come obiettivo primario quello di scardinare la società occidentale, ha cominciato a sferrare colpi contro la famiglia».   Viviamo, diceva Bossi in un’era in cui «gli uomini abbandonano la famiglia, le coppie divorziano per motivi egoistici e superficiali, gli interessi dei figli diventano incompatibili con quelli dei genitori». Sappiamo che, divorziato, a travolgerlo anni dopo sarebbero stati proprio scandali sui figli.   Appunto, sappiamo che questa carica, questa lucidità politica e metapolitica, si stinsero. Bossi si romanizzò. Con lui la Lega, e tutti gli altri: da qualche parte Andreotti aveva predetto che i barbari calati dal Nord sarebbero, ad un certo punto, stati digeriti dal Palazzo.   Non è la cosa peggiore, non è la cosa che davvero rimpiangiamo: abbiamo nostalgia, e bisogno, di quella volontà politica radicale, quella’idea di poter riscrivere da capo lo Stato, rifiutandone i meccanismi e le origini massoniche, di poter avere uno Stato a misura del suo popolo, che ne possa garantire la libertà, la prosperità, la vita.   Nessuno oggi ha una simile idea: qualsiasi potere vuole procedere con l’integrazione, allo status quo, Stato vigente, al super-Stato europeo, al super-Stato NATO, al super-Stato globale, e a tutte le sue burocrazie.   Non ne possiamo più di politici integratori . Noi vogliamo qualcuno in grado di parlare di disintegrazione. Vogliamo tribuni disintegratori.   Bossi ne è stato capace, per un po’. Questa era la sua cifra unica, virile come nient’altro. Questo è il Bossi che, tra il diluvio di coccodrilli inutili, salutiamo ora.   Onore ad Umberto il disintegratore. E pace all’anima sua.   Roberto Dal Bosco

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni; modificata
Continua a leggere

Contraccezione

Morto l’attivista antinatalista Paul Ehrlich, autore della bufala sulla «bomba demografica»

Pubblicato

il

Da

Paul Ehrlich, il padre indiscusso del controllo demografico, il cui libro del 1968, bestseller ma profondamente infondato, La bomba demografica, fu utilizzato per giustificare programmi governativi e di ONG volti a promuovere la contraccezione, normalizzare l’aborto, incoraggiare la sterilizzazione di massa e diffondere una retorica anti-famiglia – causando danni incalcolabili in tutto il mondo – è morto a 93 anni per complicazioni dovute a un tumore. Lo riporta LifeSite.

 

L’Ehrlich va considerato come uno dei massimo campioni della Necrocultura del XX secolo. La sua opera era volta solamente a creare uno spirito di morte, tinto da falsi crismi scientifici, per rendere digeribile alle masse e agli Stati l’eliminazione degli esseri umani in grandi quantità.

 

L’allarmista demografico – che di professione era, significativamente, un entomologo – ha paragonato i neonati alla spazzatura, ha affermato che ogni donna sessualmente attiva deve avere «libero accesso» all’aborto e alla contraccezione, e ha dichiarato che gli insegnamenti morali della Chiesa cattolica sono «altrettanto immorali» di un «atto terroristico».

Sostieni Renovatio 21

La sua retorica esagerata e le sue previsioni catastrofiche si sono rivelate ripetutamente incredibilmente, clamorosamente errate – ad esempio Ehrlich aveva erroneamente suggerito nel 1971 che la Gran Bretagna sarebbe stato un «piccolo gruppo di isole impoverite abitate da 70 milioni di persone affamate» entro il 2000 – eppure è rimasto celebrato dalle élite globali che condividevano il suo disprezzo per gran parte della popolazione mondiale.

 

Tuttavia l’aspetto più preoccupante è che, negli ultimi anni della sua vita, Ehrlich fu accolto calorosamente in Vaticano durante il pontificato di Papa Francesco, nonostante decenni di messaggi in contrasto con l’insegnamento e le pratiche della Chiesa, che egli considerava «regressivi», e nonostante le sue dichiarazioni incendiarie sulla gerarchia della Chiesa cattolica, definita una forza del «male».

 

Nel febbraio 2017, LifeSiteNews ha consegnato al Vaticano una petizione con migliaia di firme chiedendo a papa Francesco di bloccare l’intervento di Ehrlich, sostenitore dell’aborto e anticattolico, a un simposio intitolato «Estinzione biologica» nell’ambito della rinnovata Accademia Pontificia delle Scienze voluta da Bergoglio.

 

La persistenza dell’Ehrlich nel dibattito pubblico, nonostante le sue tesi catastrofiste antiumane siano state smentite dai fatti, è perdurata nei decenni.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 Ehrlich è comparso in TV a parlare del riscaldamento globale su 60 Minutes, prestigiosa e antica trasmissione di giornalismo d’inchiesta della CBS, dove ha proclamato che «l’umanità non è sostenibile» e che «i prossimi decenni saranno la fine del tipo di civiltà a cui siamo abituati».

 

In anni recenti uno dei più grandi avversari delle teorie antiumane di Ehrlich è stato il miliardario tecnologico Elone Musk, noto per le sue posizioni supernataliste, che ha affermato che il libro di Ehrlich The Population Bomb (1968) «potrebbe essere la cosa antiumana più dannosa mai scritta». «Niente di ciò che dice dovrebbe ricevere la minima credibilità», perché «Ehrlich disprezza l’umanità», ha tuonato il Musko in un tweet del 2023. E ancora: «Ehrlich ha fatto un danno immenso all’umanità. Immenso. Lo disprezzo».

 

Ehrlich scrisse con uno scienziato legato al partito democratico USA (poi nominato da Obama Science Czar, cioè principale consigliere scientifico del presidente) un volume chiamato Ecoscience (1977) dove il programma eugenetico si mostra in tutto il suo orrore.

 

«L’aggiunta di uno sterilizzante all’acqua potabile o agli alimenti di base è un suggerimento che sembra inorridire le persone più della maggior parte delle proposte per il controllo involontario della fertilità. In effetti, ciò porrebbe alcune questioni politiche, legali e sociali molto difficili, per non parlare dei problemi tecnici. Nessuno di questi sterilizzanti esiste oggi, né sembra essere in fase di sviluppo».

 

«Per essere accettabile, una tale sostanza dovrebbe soddisfare alcuni requisiti piuttosto rigidi: deve essere uniformemente efficace, nonostante le dosi ampiamente variabili ricevute dagli individui, e nonostante i diversi gradi di fertilità e sensibilità tra gli individui; deve essere privo di effetti collaterali pericolosi o spiacevoli; e non deve avere alcun effetto su membri del sesso opposto, bambini, anziani, animali domestici o bestiame».

 

In pratica, Ehrlich e il collega democratico propongono una silenziosa, ma efficace, sterilizzazione di massa.

 

Nel libro trovava spazio anche l’idea di un governo mondiale: «forse quelle agenzie, combinate con l’UNEP e le agenzie per la popolazione delle Nazioni Unite, potrebbero alla fine svilupparsi in un regime planetario, una sorta di superagenzia internazionale per la popolazione, le risorse e l’ambiente. Un regime planetario così completo potrebbe controllare lo sviluppo, l’amministrazione, la conservazione e la distribuzione di tutte le risorse naturali, rinnovabili o non rinnovabili, almeno nella misura in cui esistono implicazioni internazionali».

 

Ehrlich inizialmente, più che di clima, parlava di un’implosione dell’umanità dovuta alla carenza di risorse, con guerre, carestie ed epidemie dovute alla mancanza di cibo ed energia – come da calcoli errati del reverendo Malthus nel Settecento.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Poi è passato il treno del cambiamento climatico, e l’entomologo antiumanista, già smentito dalla realtà in modo plateale, ci è saltato subito sopra.

 

In un articolo del 1995, Ehrlich ha scritto che «un piccolo aumento netto dei decessi» è «un prezzo ragionevole da pagare» per salvare presumibilmente il pianeta dal riscaldamento globale.

 

Questa piccola strage passa ovviamente per una riformulazione della medicina, della sua etica e della sua pratica.

 

«I medici per istinto e formazione si concentrano sulla salute delle persone; devono imparare a prestare maggiore attenzione alla salute di intere società e ad affrontare i difficili conflitti di interesse che spesso sorgono tra i due. Un medico, Jeffrey Fisher (1994), raccomanda che ai medici sia richiesto di sostenere esami periodici di ricertificazione in cui vengono testate le conoscenze sugli antibiotici. Se gli antibiotici fossero stati usati in modo più giudizioso negli ultimi decenni, senza dubbio ci sarebbero stati più decessi per infezioni batteriche erroneamente diagnosticate come virali e meno decessi per reazioni allergiche agli antibiotici. Ma un piccolo aumento netto dei decessi sarebbe stato probabilmente un prezzo ragionevole da pagare per evitare la situazione attuale, che fa presagire un ritorno all’era pre-antibiotica e tassi di mortalità molto più elevati».

 

Nel 2012, Ehrlich ha detto al Guardian che l’élite dovrebbe ridurre la popolazione globale ad almeno 2 miliardi. Attualmente ci sono circa 8 miliardi di esseri umani che vivono sul pianeta. Ciò significa quindi che lo scienziato sostiene l’eliminazione di circa il 75% dell’umanità.

 

«Siamo passati da 1,5 a 2 miliardi perché puoi avere grandi città attive e zone selvagge. Se vuoi un mondo di polli in batteria in cui tutti abbiano spazio e cibo minimi e tutti siano tenuti quasi in vita, potresti essere in grado di sostenere a lungo termine circa 4 o 5 miliardi di persone. Ma hai già 7 miliardi. Quindi dobbiamo muoverci umanamente e il più rapidamente possibile verso la contrazione della popolazione».

 

Uno dei modi principali in cui l’eugenista spera di impedire l’aumento della popolazione è rendere gli aborti più accessibili e comuni.

 

«Il modo migliore, a nostro avviso, per ottenere (…) una riduzione della popolazione è dare pieni diritti e opportunità alle donne e rendere la contraccezione moderna e l’aborto di supporto accessibili a tutte le persone sessualmente attive. Mentre il grado in cui questi passaggi ridurrebbero i tassi di fertilità totale è una questione controversa, porterebbero significativi benefici sociali ed economici rendendo disponibili enormi serbatoi di nuova energia cerebrale per risolvere i nostri problemi, salvando centinaia di migliaia di vite riducendo il numero di aborti non sicuri».

Iscriviti al canale Telegram

LifeSiteNews ha offerto in un articolo alcune delle posizioni più scioccanti sostenute da Ehrlich nei suoi libri e nelle interviste nel corso di molti decenni:

 

Sul controllo demografico e l’aborto obbligatorio come accettabili secondo la Costituzione degli Stati Uniti (1968 e 1977): «In effetti, si è concluso che le leggi obbligatorie sul controllo demografico, comprese quelle che impongono l’aborto obbligatorio, potrebbero essere sostenute dalla Costituzione vigente se la crisi demografica diventasse sufficientemente grave da mettere in pericolo la società». (La bomba demografica; Ecoscience: Population, Resources, Environment, p. 837).

 

Sul fatto che l’aumento della popolazione p la causa dell’inflazione (3 agosto 1981): «Quando si considerano le soluzioni all’inflazione che non tengono conto della causa fondamentale del problema, ovvero il fatto che sempre più persone cercano di accaparrarsi una risorsa limitata, l’idea che l’economia dell’offerta o l’economia keynesiana standard possano risolverlo è semplicemente folle». ( The Spokesman Review)

 

Sul fatto che ci sono troppe persone sulla Terra (6 febbraio 1989): «Il mondo ha “forse” cinque volte più persone di quante ne possa tollerare». («La nostra Terra ha superato il punto di non ritorno», Newsday)

 

Sull’aborto selettivo in base al sesso come un destino migliore per le bambine rispetto alla loro nascita (2011) : «sarebbe una buona idea lasciare che le persone abbiano la possibilità di scegliere, in modo da poter avere meno figli e poter scegliere il sesso desiderato». Potrebbe essere meglio per le bambine essere abortite perché «si può essere abortite allo stadio di embrione, si può essere uccise alla nascita, oppure si può essere vendute come schiave e morire in qualche baraccopoli. Sarebbe interessante sapere quante femmine si evitano di finire in situazioni orribili [quando non vengono] uccise o infanticidi». (Commento sull’aborto selettivo in base al sesso in un’intervista con Mara Hvistendahl)

 

Sulla necessità di ridurre il tasso di natalità, piuttosto che concentrarci sul nutrire le persone (9 gennaio 2013): «Troppi studi che si chiedono “come possiamo sfamare 9,6 miliardi di persone entro il 2050?” dovrebbero anche chiedersi “come possiamo ridurre umanamente i tassi di natalità a sufficienza da portare quel numero a 8,6?”» («Si può evitare il collasso della civiltà globale?», pubblicato su Proceedings of the Royal Society)

 

Sull’opposizione alla contraccezione come parte di una «tendenza pericolosa» di «oscurantismo» religioso (9 gennaio 2013): «A nostro avviso, la cura fondamentale, ovvero ridurre la portata dell’attività umana (compresa la dimensione della popolazione) per mantenere il consumo complessivo entro la capacità di carico della Terra, è ovvia ma troppo spesso trascurata o negata. Nelle culture ossessionate dalla crescita esponenziale esistono enormi barriere sociali e psicologiche che impediscono persino di prenderla in considerazione. Ciò è particolarmente vero a causa dell'”oscurantismo” – un movimento in rapida crescita verso ortodossie religiose che rifiutano i valori dell’Illuminismo come la libertà di pensiero, la democrazia, la separazione tra Chiesa e Stato e il basare credenze e azioni su prove empiriche. Queste si manifestano in tendenze pericolose come il negazionismo climatico, l’incapacità di agire contro la perdita di biodiversità e l’opposizione ai preservativi (per il controllo dell’AIDS) e ad altre forme di contraccezione. Se mai c’è stato un momento per strategie di riduzione del rischio basate sull’evidenza (anziché sulla fede), è adesso». («Si può evitare il collasso della civiltà globale?», pubblicato su Proceedings of the Royal Society)

Aiuta Renovatio 21

Sulla riduzione dei i tassi di fertilità attraverso la contraccezione e l’aborto come vantaggio reciproco per la società (9 gennaio 2013): «Se si affermasse l’intelligenza predittiva, molti più scienziati e pianificatori politici (e la società in generale) potrebbero, ad esempio, comprendere il contributo demografico alla situazione critica, smettere di considerare la crescita della popolazione come un dato di fatto e valutare i benefici nutrizionali, sanitari e sociali derivanti da una riduzione della crescita ben al di sotto dei nove miliardi e dall’inizio di un lento declino. Si tratterebbe di un’impresa monumentale, considerando l’impeto della crescita demografica. Monumentale, ma non impossibile se si potesse generare a livello globale la volontà politica di garantire pieni diritti, istruzione e opportunità alle donne e di fornire a tutti gli esseri umani sessualmente attivi metodi contraccettivi moderni e la possibilità di ricorrere all’aborto. La misura in cui tali misure ridurrebbero i tassi di fertilità è controversa, ma rappresentano probabilmente una soluzione vantaggiosa per tutte le società.»(«Si può evitare il collasso della civiltà globale?», pubblicato su Proceedings of the Royal Society)

 

Sulla necessità che le donne debbano avere accesso gratuito alla contraccezione e all’aborto (11 gennaio 2013): «gli studi hanno dimostrato che quando alle donne vengono riconosciuti pieni diritti, hanno meno figli, il che contribuirà a rallentare il tasso di natalità. Dobbiamo inoltre garantire a ogni persona sessualmente attiva il libero accesso alla contraccezione moderna e all’aborto d’urgenza». (Citato da The Stanford Review)

 

Sul fatto che «nessuno (…) ha il diritto di avere 12 figli o anche solo tre» (22 gennaio 2013): «Dare alle persone il diritto di avere tutti i figli che desiderano è, a mio avviso, una cattiva idea. Non si tratta di dare alle persone il diritto di avere tutti i figli che vogliono, ma di dare loro il diritto di controllare la propria riproduzione in modo da non avere così tanti figli da mettere in pericolo la vita dei propri figli e nipoti… Nessuno, a mio parere, ha il diritto di avere 12 figli, o anche solo tre, a meno che la seconda gravidanza non sia gemellare. Può sembrare un’opinione intransigente, ma se si guarda alla situazione nel suo complesso, è chiarissimo che se continuiamo a far crescere la popolazione dei ricchi, i poveri non avranno alcuna possibilità, e alla fine nemmeno i discendenti dei ricchi ne avranno». (Intervista a Raw Story)

 

Sul dovere di ridurre la popolazione mondiale (2014): «La società ha bisogno di essere ridimensionata: dobbiamo ridurre le dimensioni dell’intera impresa umana». («Speranza sulla Terra: una conversazione», evidenziato da ChurchAndState.org )

 

Sul fatto che «il papa e molti vescovi sono tra le forze veramente malvagie e regressive del pianeta» (2014): «pensate all’influenza sul sesso dei grandi monoteismi immorali che governano gran parte del nostro mondo occidentale e si credono al di sopra di ogni critica. Prima del loro dominio, i pagani nell’Impero Romano si lasciavano vivere a vicenda, a patto che ognuno contribuisse a proteggere i propri concittadini offrendo i sacrifici appropriati alle divinità locali. I pagani non erano interessati a convertire gli altri. Naturalmente, la cosa più immorale che sta accadendo ora con uno dei monoteismi, il Cattolicesimo, è l’opposizione all’uso della contraccezione. La fonte principale di ciò è il Vaticano e i suoi vescovi. Eppure i cattolici usano la contraccezione tanto quanto i non cattolici, e ricorrono all’aborto con una frequenza ancora maggiore. Ma il motivo per cui la gerarchia combatte contro entrambi è che i vertici della Chiesa non vogliono ammettere che i protestanti e gli ebrei avevano ragione. Il quadro con l’Islam è più complesso e non così dannoso come la posizione cattolica. L’Islam, come il protestantesimo e l’ebraismo originariamente enoteistico, generalmente permette La contraccezione, e dai tempi dei farisei, l’ebraismo ha mostrato scarso interesse per il proselitismo. Tutte queste religioni sono immorali poiché i loro leader spesso tentano di dettare il comportamento altrui, soprattutto quello sessuale, con minacce come minimo e torture e omicidi come peggio. Tutte, con rare eccezioni, tendono a opprimere le donne. Gran parte di ciò è una continuazione evolutiva del dominio maschile, basato oggi spesso su dettami provenienti da entità immaginarie. E, naturalmente, nella maggior parte delle società criticare le idee ridicole della religione non può far parte di un ragionevole dibattito sociale».

 

«Abbiamo dunque persone “timorate di Dio” che cercano di mantenere le loro posizioni rigide, soprattutto cercando di controllare la vita delle donne. Ritengo che la loro rigida opposizione a qualcosa di così fondamentale, così cruciale per il futuro della vita sulla Terra, come il controllo della riproduzione, sia altrettanto immorale di qualsiasi grave affronto all’ambiente o atto terroristico. Stanno lavorando per uccidere persone: donne che ora hanno bisogno di aborti sicuri e i nostri discendenti che probabilmente avranno tassi di mortalità molto più elevati a causa del deterioramento dei sistemi di supporto vitale umano, conseguenza della sovrappopolazione. Il papa e molti vescovi sono, a mio parere, una delle forze veramente malvagie e regressive del pianeta, interessati principalmente a mantenere il loro potere. Quali altre conclusioni collettive si possono ragionevolmente trarre dalle oltraggiose cause legali intentate a nome di così tante vittime di pedofilia e altri crimini contro l’umanità, tutti insabbiati dalla Chiesa?»

Iscriviti al canale Telegram

«Pensiamo ai vescovi che aggrediscono le suore perché cercano di essere buone cristiane e di aiutare il prossimo, mentre voltano le spalle agli abusi sui minori, che sono diventati uno degli attributi distintivi della Chiesa. E non si tratta solo della Chiesa cattolica. Pensiamo alla condizione delle donne in generale». («Speranza sulla Terra: una conversazione», evidenziato da ChurchAndState.org)

 

Sul fatto che la sovrappopolazione potrebbe portare al cannibalismo (22 maggio 2014): «Presto ci chiederemo: “È perfettamente accettabile mangiare i corpi dei propri morti perché siamo tutti così affamati?”… Ci stiamo muovendo in quella direzione con una velocità ridicola». (Intervista a HuffPost Live, in cui si ipotizza che la sovrappopolazione potrebbe portare al cannibalismo, citata dal Daily Mail)

 

Avere figli è come gettare la spazzatura nel giardino del vicino (31 maggio 2015): «l’idea che ogni donna debba avere tutti i figli che desidera è per me esattamente come l’idea che a tutti debba essere permesso di gettare tutta la spazzatura che vogliono nel giardino del vicino». ( Gli orrori inconfessati dell’esplosione demografica , New York Times)

 

Papa Francesco sbaglia di grosso a non promuovere il controllo demografico come soluzione ai problemi ambientali (14 settembre 2015): La Laudato Si’ è «una sciocchezza» perché non promuove il controllo demografico. «Lui [Papa Francesco] ha ragione su alcune cose, ma su questa ha proprio torto marcio. Non c’è uno scienziato competente che possa affermare che non ci sia un problema con la crescita demografica. In altre parole, il Papa ha torto marcio. Qui sta seguendo una dottrina antica che è impossibile da cambiare. Sono sicuro che ne sappia di più, non è uno sciocco». (Per Nature Climate Change, citato dal Guardian)

 

Papa Francesco dovrebbe discostarsi dalla dottrina cattolica sostenendo «i diritti delle donne e la pianificazione familiare» (25 ottobre 2015): «papa Francesco deve dare ascolto alle sue stesse affermazioni sull’«ossessione» della Chiesa per la contraccezione e l’aborto, e assumere una posizione di leadership a sostegno dei diritti delle donne e della pianificazione familiare. È improbabile che la sfida esistenziale che l’umanità si trova ad affrontare venga superata se l’appello a un cambiamento radicale nella società non viene esteso fino a comprendere il dilemma demografico globale». (Nature Climate Change)

 

Tutto questo amore per la morte, tutto questa boria contro la legge naturale, la morale, la vita. Domandiamocelo: allora perché il Paolo non se ne è andato prima?

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Più popolari