Epidemie
Fondamentalismo vaccinale: metafore di guerra nelle reazioni al COVID-19, nella politica vaccinale e nella sanità pubblica – Parte 1
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La metafora della guerra fa parte della sanità pubblica da molto tempo. In risposta alla pandemia di COVID-19, le agenzie sanitarie mondiali si sono mobilitate e hanno bloccato interi settori della società allo scopo di arrestare la diffusione del COVID-19.
Quello che doveva essere un breve blocco delle attività si è trascinato per mesi; l’economia americana ha annaspato ed è affondata e i governatori degli stati americani hanno esteso i loro poteri, limitati al breve stato di emergenza, per prolungare le chiusure
In America hanno bloccato interi stati, sospeso scuole pubbliche e servizi pubblici governativi, chiuso aziende, mentre dipingevano oscuri scenari di morte, trasmettevano immagini di malati e moribondi attaccati a un respiratore e le discussioni sul «sovraffollamento» degli ospedali erano onnipresenti sui principali media. I giornali e i media hanno seguito la tendenza, diffondendo contenuti sui pericoli del COVID-19 e sulla necessità di prolungare le chiusure. Ogni opinione diversa è stata censurata dai social media.
Apparentemente, la reazione della sanità pubblica si è intensificata mentre emergevano nuovi dati che contraddicevano la gravità delle previsioni sul COVID-19. Quello che doveva essere un breve blocco delle attività si è trascinato per mesi; l’economia americana ha annaspato ed è affondata e i governatori degli stati americani hanno esteso i loro poteri, limitati al breve stato di emergenza, per prolungare le chiusure.
Gli stessi ufficiali sanitari diffondono la mentalità bellica ripetendo: «Siamo in guerra contro un nemico invisibile che deve essere eliminato». La mentalità di guerra enfatizza la necessità del sacrificio personale per arrestare la diffusione del COVID-19. E le armi di questa battaglia vengono esaltate. Le autorità sanitarie glorificano la loro arma principale: il vaccino.
Come in ogni guerra, esistono danni collaterali.
In questo caso, si tratta delle fondamenta dell’etica medica, il consenso informato, i diritti umani, le libertà civili, persino la scienza in sé.
La mentalità di guerra enfatizza la necessità del sacrificio personale per arrestare la diffusione del COVID-19. E le armi di questa battaglia vengono esaltate. Le autorità sanitarie glorificano la loro arma principale: il vaccino
Come è possibile fare vera scienza quando un unico obiettivo, «creare un vaccino alla velocità della luce», viene innalzato al di sopra di ogni legittimo scetticismo scientifico e discussione pubblica?
L’ultimo danno collaterale, ovviamente, è rappresentato da quelle persone danneggiate da decisioni fondate su una scienza errata. Un’ulteriore analisi della reazione della sanità pubblica al COVID-19 mostra un problema più serio: la metafora della guerra e il fondamentalismo vaccinale fanno parte della mentalità della sanità pubblica da molto tempo.
Fondamentalismo vaccinale – Nient’altro è importante?
La metafora bellica conduce a uno stile di pensiero riduzionista che sfocia in due risultati esclusivi. O 1) vinciamo, sradicando la malattia in questione, o 2) la pandemia continua e minaccia l’umanità intera. La coesistenza pacifica è considerata un atto di arresa.
Il fondamentalismo vaccinale è la credenza che le vaccinazioni siano l’intervento più importante per la salute pubblica, al di sopra di ogni critica, e che lo scopo ultimo delle agenzie sanitarie sia aumentare il numero di vaccini
I cittadini hanno due finte scelte: o partecipano allo sforzo bellico o si alleano con il nemico. L’umiliazione psicologica viene usata per forzare gli oppositori a partecipare. Dopotutto, chi vuole essere «dalla parte della malattia»? Gli sforzi per distruggere la minaccia hanno la priorità. L’arma dei vaccini è cruciale e gode di una condizione di sacralità negli ambienti della sanità pubblica.
Il fondamentalismo vaccinale è la credenza che le vaccinazioni siano l’intervento più importante per la salute pubblica, al di sopra di ogni critica, e che lo scopo ultimo delle agenzie sanitarie sia aumentare il numero di vaccini.
Un ufficiale della sanità pubblica dovrebbe difendere la pratica della vaccinazione ripetendo il dogma standard del fondamentalismo vaccinale: i vaccini hanno salvato milioni di vite, rappresentano un intervento di salute pubblica economico, e innumerevoli ricerche scientifiche hanno mostrato più e più volte che i vaccini sono sicuri ed efficaci. Per la loro importanza, i vaccini sono al di sopra di ogni biasimo e non è permesso metterli in discussione o criticarli. Mentre la pratica della vaccinazione ha il suo spazio nel repertorio della salute pubblica, le ripercussioni di tale pensiero fondamentalista non possono essere ignorate e devono essere completamente comprese.
L’umiliazione psicologica viene usata per forzare gli oppositori a partecipare. Dopotutto, chi vuole essere «dalla parte della malattia»? Gli sforzi per distruggere la minaccia hanno la priorità. L’arma dei vaccini è cruciale e gode di una condizione di sacralità negli ambienti della sanità pubblica
La conseguenza principale del fondamentalismo vaccinale è che le politiche di sanità pubblica pongono eccessiva enfasi su un’unica metrica riduzionista: aumentare il numero di vaccini. E, di conseguenza, la corsa cieca verso questo scopo può portare altri risultati rovinosi che sono stati quasi interamente ignorati.
Charles Eisenstein nel suo libro Climate: A New Story, spiega che «Questo modello di pensiero è denominato fondamentalismo e le sue dinamiche sono molto simili a due istituzioni determinanti della nostra società: la guerra e il denaro. Il fondamentalismo riduce il complesso al semplice e richiede il sacrificio immediato, umano o personale in nome di un obiettivo globale più importante di tutto e tutti».
Tutte le strategie utilizzate dalle istituzioni di sanità pubblica per aumentare i vaccini si fondano su un assunto chiave: che il rifiuto dei vaccini si basa sull’ignoranza di chi li rifiuta della conoscenza scientifica e sull’accettazione della disinformazione offerta dagli oppositori ai vaccini
L’atteggiamento bellico nello sforzo di aumentare i vaccini
Mentre il fondamentalismo vaccinale è combinato alla metafora bellica, la sanità pubblica ripete il mantra di aumentare i vaccini per sconfiggere la malattia ad ogni costo. Il comportamento degli istituti di sanità pubblica per raggiungere questo scopo può condurre a conseguenze perverse che sono in apparenza l’opposto dell’obiettivo di tale politica.
Le istituzioni sanitarie hanno lamentato l’aumento di un sentimento anti-vaccinale. Per tutta risposta, hanno sviluppato strategie elaborate per gestire le esitazioni verso i vaccini. Tuttavia, hanno perso di vista il punto cruciale: che la sfiducia verso le istituzioni di sanità pubblica deriva dai loro obiettivi di aumentare i vaccini a qualunque costo.
Tutte le strategie utilizzate dalle istituzioni di sanità pubblica per aumentare i vaccini si fondano su un assunto chiave: che il rifiuto dei vaccini si basa sull’ignoranza di chi li rifiuta della conoscenza scientifica e sull’accettazione della disinformazione offerta dagli oppositori ai vaccini.
C’è una divisione delle persone in due gruppi separati: chi si adegua e chi no. Questi ultimi vengono etichettati come scettici o negazionisti. La sanità pubblica implicitamente considera questi gruppi come una forma di deviazione che deve essere corretta tramite i buoni sforzi della sanità pubblica
L’atteggiamento bellico qui è evidente. C’è una divisione delle persone in due gruppi separati: chi si adegua e chi no. Questi ultimi vengono etichettati come scettici o negazionisti. La sanità pubblica implicitamente considera questi gruppi come una forma di deviazione che deve essere corretta tramite i buoni sforzi della sanità pubblica.
Le autorità sanitarie inseriscono anche un’importante assunto: chi mette in discussione i vaccini non ha motivazioni valide. Le metafore belliche della sanità pubblica permettono un cinico rigetto di ogni preoccupazione e lamentela riguardo ai vaccini che avviene all’interno del sistema medico. Sminuire le preoccupazioni e le lamentele porta naturalmente a una maggior sfiducia del popolo verso le istituzioni sanitarie.
Ci sono molti problemi con la mentalità bellica che gli ufficiali sanitari ignorano. Charles Eisenstein sintetizza:
«La mentalità bellica rappresenta una sfortunata confluenza di ignoranza, paura, pregiudizio e profitto… L’ignoranza esiste di per sé e viene perpetrata dalla propaganda governativa. La paura è quella delle persone comuni spaventate dalla disinformazione, ma anche quella dei leader che dovrebbero sapere di più ma sono intimiditi dal costo politico di esporsi riguardo una questione morale ed estremamente delicata».
Le autorità sanitarie inseriscono anche un’importante assunto: chi mette in discussione i vaccini non ha motivazioni valide
Il fondamentalismo vaccinale erode la fiducia nella sanità pubblica
La mentalità bellica disumanizza il nemico e lo considera indegno di una battaglia ad armi pari. Similmente, gli ufficiali sanitari rifiutano di avviare un dialogo bidirezionale riguardo i problemi dei vaccini per paura di legittimare le preoccupazioni. Ad ogni modo, queste strategie si ritorcono contro di loro poiché queste preoccupazioni aumentano tra il pubblico.
Gli ufficiali sanitari non comprendono che il rifiuto di impegnarsi in un dialogo produttivo con chi ha queste preoccupazioni è una forma di violenza epistemica
La filosofa Kristie Dotson definisce la violenza epistemica come il «rifiuto, intenzionale o involontario, di un ascoltatore di ricambiare comunicativamente uno scambio linguistico a causa di una ignoranza perniciosa. L’ignoranza perniciosa dovrebbe essere intesa come riferita a ogni ignoranza che, in un dato contesto, danneggia un’altra persona (o insieme di persone)».
Violenza epistemica: il «rifiuto, intenzionale o involontario, di un ascoltatore di ricambiare comunicativamente uno scambio linguistico a causa di una ignoranza perniciosa. L’ignoranza perniciosa dovrebbe essere intesa come riferita a ogni ignoranza che, in un dato contesto, danneggia un’altra persona (o insieme di persone)»
L’ignoranza perniciosa da parte delle autorità sanitarie si basa sul rifiuto di analizzare pienamente ogni critica contro il programma vaccinale. Invece, queste critiche vengono immediatamente bollate come disinformazione sui vaccini per ridurre la loro legittimità agli occhi del pubblico. Le autorità sanitarie rispondono celebrando le virtù dei vaccini. E le voci contrarie vengono messe a tacere con argomentazioni create appositamente: le virtù dei vaccini sono utilizzate come risposta per legittimare le preoccupazioni senza affrontarle direttamente.
Come risultato, si insinua una forma di pregiudizio confermatorio; la presunta ragione dei vaccini viene da un’analisi unidirezionale dal passato che non è mai stata rivista.
La strategia si ritorce contro di loro perché le persone che portano tali lamentele si sentono ignorate.
Le agenzie sanitarie, in collaborazione con le compagnie tecnologiche dei social media, hanno iniziato campagne di censura sulla disinformazione vaccinale, le agenzie di pubbliche relazioni hanno spinto per aumentare la visibilità negativa dei «no-vax» e istituzioni dapprima imparziali hanno iniziato a chiedere politiche sempre più draconiane sui vaccini.
In risposta alla sordità delle istituzioni sanitarie, queste persone devono gridare più forte. Si uniscono, formano coalizioni, danno inizio a campagne e sostengono i cambiamenti con i legislatori.
Come risultato, sono nate organizzazioni ben strutturate (Children’s Health Defense e ICAN) il cui scopo primario è sostenere le persone le cui preoccupazioni non vengono ascoltate e spingere il governo verso la riforma della sanità pubblica.
La metafora bellica, allora, incoraggia gli ufficiali sanitari a raddoppiare la forza delle loro attività per soffocare le infiltrazioni dei critici sui vaccini. Le agenzie sanitarie, in collaborazione con le compagnie tecnologiche dei social media, hanno iniziato campagne di censura sulla disinformazione vaccinale, le agenzie di pubbliche relazioni hanno spinto per aumentare la visibilità negativa dei «no-vax» e istituzioni dapprima imparziali hanno iniziato a chiedere politiche sempre più draconiane sui vaccini.
Il paternalismo nella sanità pubblica è da sempre criticato, ma la metafora bellica lo enfatizza ancora di più. Le agenzie sanitarie hanno assunto una posizione ultra-paternalistica. Si sono poste come necessarie figure di polizia che difendono la società dalla minaccia delle pandemie, in grado di scavalcare le preoccupazioni dei cittadini, censurare la libertà di parola e utilizzare la violenza per raggiungere i loro scopi.
La sanità pubblica diffonde un messaggio che è essenzialmente elitista in natura, chiedendo alle persone di avere fede negli esperti della sanità pubblica senza discutere. La sanità pubblica considera sé stessa come la principale autorità epistemica della società sulle questioni di salute pubblica e ogni critica alla sua autorità è considerata un’offesa.
Le agenzie sanitarie hanno assunto una posizione ultra-paternalistica. Si sono poste come necessarie figure di polizia che difendono la società dalla minaccia delle pandemie, in grado di scavalcare le preoccupazioni dei cittadini, censurare la libertà di parola e utilizzare la violenza per raggiungere i loro scopi
La gente è consapevole di questi problemi e la sfiducia verso la sanità pubblica è cresciuta negli ultimi decenni. Il fondamentalismo vaccinale è pericoloso perché le stesse strategie usate dagli ufficiali sanitari per aumentare i vaccini, ironicamente, gettano le fondamenta per minare il buono su cui l’intero sistema sanitario pubblico si basa.
Il fondamentalismo vaccinale è una minaccia all’etica medica
Secondo il Codice Etico dell’American Medical Association, un precetto chiave dell’etica medica è che «un medico deve, nel curare un paziente, considerare la responsabilità verso il paziente come una priorità». Come può funzionare la responsabilità prioritaria verso il paziente quando è in contrasto con gli obiettivi statali di salute pubblica? Idealmente qui è contenuto l’assunto secondo cui quello che è buono per lo stato è buono per il paziente, ma non è sempre il caso.
Il fondamentalismo vaccinale ha la perversa conseguenza in cui ai dottori viene inculcato di ignorare deliberatamente o sminuire le preoccupazioni dei pazienti secondo il mantra della salute pubblica di aumentare il numero di vaccini.
Il fondamentalismo vaccinale ha la perversa conseguenza in cui ai dottori viene inculcato di ignorare deliberatamente o sminuire le preoccupazioni dei pazienti secondo il mantra della salute pubblica di aumentare il numero di vaccini
Mentre le agenzie sanitarie raccolgono e classificano le preoccupazioni dei genitori, queste attività vengono svolte per gestire le esitazioni sui vaccini; a causa del fondamentalismo vaccinale si crede che la migliore decisione per l’individuo sia fare il vaccino, a prescindere dalle circostanze personali.
Invece di utilizzare i dati per facilitare un dialogo aperto, usano questa conoscenza per creare strategie contro le esitazioni sui vaccini. Ad esempio, il CDC ha creato del materiale formativo che insegna agli operatori sanitari ad ottenere una maggiore conversione degli individui da esitanti a vaccinati.
L’etica medica riconosce l’importanza del consenso informato nel preservare sia la dignità del paziente sia la fiducia nel sistema medico.
L’uso delle tecniche di modifica comportamentale attuate dagli operatori sanitari per aumentare il numero di vaccini è discutibile e ingannevole. Anche i medici non sono immuni dalle pressioni del fondamentalismo vaccinale poiché il peso della guerra ricade su di loro per assicurare che i loro pazienti ubbidiscano alle raccomandazioni vaccinali della sanità pubblica.
L’uso delle tecniche di modifica comportamentale attuate dagli operatori sanitari per aumentare il numero di vaccini è discutibile e ingannevole
Secondo una ricerca condotta dal Dr. Paul Offit, fornire informazioni sui vaccini per ottenere l’obbedienza è uno spreco di tempo. Si è scoperto che il 53% dei medici spende tra i 10 e i 19 minuti a discutere di vaccini con genitori preoccupati, e l’8% dei medici trascorre 20 minuti o più con questi genitori. Riporta anche che i pediatri si dichiarano meno soddisfatti del lavoro a causa del tempo trascorso con i genitori che hanno grandi preoccupazioni riguardo i vaccini.
Non può esserci un vero consenso informato se il paziente non è libero di rifiutare le cure né può esserci se le conseguenze del rifiuto includono potenziali ripercussioni o la cessazione della relazione medico-paziente. Certamente le linee guida dell’etica medica possono fare di meglio.
Non può esserci un vero consenso informato se il paziente non è libero di rifiutare le cure
Secondo l’esperto di bioetica Nir Eyal, «La coercizione, l’inganno, la manipolazione e altre violazioni del consenso informato minano seriamente la fiducia».
Il valore del consenso informato non si mostra in nessun modello epidemiologico ma possiede un grande valore intangibile per tutte le persone coinvolte. Il fondamentalismo vaccinale è tanto importante da giustificare la distruzione della fiducia nel sistema medico?
Il fondamentalismo vaccinale è tanto importante da giustificare la distruzione della fiducia nel sistema medico?
Nate Doromal
Guest Contributor Children’s Health Defense
Traduzione di Alessandra Boni
© 13 agosto 2020, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Epidemie
Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro
Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.
Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.
L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.
Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.
La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.
Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.
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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.
Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.
L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).
A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.
Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.
L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.
Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.
Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».
Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.
Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.
Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.
Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.
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Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
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Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.
Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».
«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.
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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.
LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.
La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.
La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.
Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.
Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.
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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.
A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».
Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.
Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.
«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.
«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine bovine».
«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum
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— Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.
Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.
Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.
Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.
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