Epidemie
Madre incinta arrestata in casa davanti ai figli: aveva fatto un post Facebook sul lockdown in Australia
Una donna incinta è stata arrestata a casa sua per un post su Facebook che avrebbe incitato alla protesta anti-lockdown nello stato del Victoria.
Zoe Buhler, 28 anni, è stata ammanettata nel suo salotto di fronte ai suoi figli e al suo compagno mercoledì pomeriggio e accusata di istigazione.
Diversi agenti sono entrati nella casa di Miners Rest, Ballarat, a nord-ovest di Melbourne, con un mandato di perquisizione e hanno iniziato a leggere alla giovane madre i suoi diritti. La notizia è riportata dal britannico Daily Mail ma il video sta facendo il giro dei social e della rete.
Zoe Buhler, 28 anni, è stata ammanettata nel suo salotto di fronte ai suoi figli e al suo compagno mercoledì pomeriggio e accusata di istigazione
«Mi scusi, incitamento per cosa, che diavolo? Sono in pigiama, i miei due figli sono qui », dice , chiaramente confusa da quello che sta accadendo in casa sua.
«Ho un’ecografia tra un’ora perché sono incinta» dice.
Il presunto post offensivo della signora Buhler è collegato all’evento «Freedom Day Ballarat» da lei creato per le 11 di sabato e ora cancellato. «Chiunque da Ballarat si unisca a noi nella nostra lotta per la libertà e i diritti umani!» scriveva domenica con un link alla pagina dell’evento. La madre sempre più angosciata ha insistito sul fatto che non stava infrangendo alcuna legge creando e promuovendo l’evento.
«La stiamo arrestando in relazione all’istigazione»
«In realtà lo ha fatto, ecco perché la stiamo arrestando in relazione all’istigazione», risponde uno dei numerosi agenti di polizia entrati in casa.
La signora Buhler si è offerta di cancellare il post mentre il suo fidanzato James Timmins cercava di mediare cullando il loro bambino tra le braccia.
«Che ne dici di non partecipare all’evento? Non è come se l’avesse fatto, ha scritto un post», ha detto l’uomo.
La polizia ha detto che avrebbe sequestrato tutti i dispositivi elettronici in casa
La polizia è rimasta impassibile, dicendole: «ha già commesso il reato». La signora Buhler era angosciata da questo punto e piangeva così tanto che riusciva a malapena a dire agli agenti che «non si rendeva conto» che stava «facendo qualcosa di sbagliato» nel realizzare l’evento online.
La polizia ha detto che avrebbe sequestrato tutti i dispositivi elettronici in casa, compresi quelli appartenenti a Timmins e alla sorella di Zoe. È stata accusata di successiva istigazione rilasciata su cauzione per affrontare la Corte dei magistrati di Ballarat il 25 gennaio del prossimo anno.
Una portavoce della polizia del Victoria ha detto al Daily Mail Australia che chiunque pensi di «partecipare alla protesta… può aspettarsi una risposta rapida e ferma dalla polizia».
La polizia ritiene che qualsiasi protesta sia in violazione di queste regole e si è dimostrata disposta ad arrestare chiunque organizzi o incoraggi qualsiasi riunione. La polizia del Victoria ha affermato che la protesta avrebbe messo a rischio vite umane e chiunque si fosse presentato sarebbe stato multato o arrestato.
«Non esiteremo a infliggere multe di 1.652 dollari a chiunque stia violando le restrizioni il giorno stesso, o effettuando arresti se necessario».
Le città dello Stato di Victoria come Ballarat sono risparmiate dall’ultra duro blocco della fase quattro, ma sono ancora nella terza fase, rendendo illegale il raduno di più di due persone.
La polizia ritiene che qualsiasi protesta sia in violazione di queste regole e si è dimostrata disposta ad arrestare chiunque organizzi o incoraggi qualsiasi riunione. La polizia del Victoria ha affermato che la protesta avrebbe messo a rischio vite umane e chiunque si fosse presentato sarebbe stato multato o arrestato.
L’evento creato da Zoe Buhler ha coinciso con quello che gli attivisti anti-blocco generali hanno soprannominato «Freedom Day», «Giornata della libertà».
La «protesta pacifica» della signora Buhler pure sottolineava che i partecipanti seguono restrizioni come indossare maschere e allontanarsi dalla società «in modo da non essere arrestati»

L’Australia, e la vicina Nuova Zelanda, paiono essere il banco di prova della nuova dittatura sanitaria mondiale, con la polizia che può entrare in casa e rompere i finestrini delle auto, multe da capogiro, poliziotti che assaltano persone senza mascherina, nonché droni dotati di tecnologia face recognition dispiegati per le città semideserte
La «protesta pacifica» della signora Buhler pure sottolineava che i partecipanti seguono restrizioni come indossare maschere e allontanarsi dalla società «in modo da non essere arrestati».
Come riportato a più riprese da Renovatio 21, l’Australia, e la vicina Nuova Zelanda, paiono essere il banco di prova della nuova dittatura sanitaria mondiale, con la polizia che può entrare in casa e rompere i finestrini delle auto, multe da capogiro, proclami di obbligatorietà totale del vaccino, poliziotti che assaltano persone senza mascherina, bambini strappati ai genitori per legge, droni dotati di tecnologia face recognition dispiegati per le città semideserte.
Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
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Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
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Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Epidemie
Virus sconosciuto e per il quale non esiste un vaccino si sta diffondendo negli Stati Uniti
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il metapneumovirus umano (HMPV) si sta diffondendo negli Stati Uniti, in particolare in California e nella regione dei Grandi Laghi. Lo riporta Epoch Times.
I sintomi includono tosse, febbre e congestione nasale e, a differenza di virus respiratori più noti, per l’HMPV non esistono vaccini o trattamenti conosciuti, ha affermato il CDC.
I pazienti ricoverati in ospedale ricevono in genere cure di supporto, o ossigeno se necessario, e liquidi per via endovenosa per prevenire o trattare la disidratazione.
Dei test nazionali risultati positivi ai virus respiratori nella settimana conclusasi il 28 febbraio, il 5% è risultato positivo all’HMPV, la percentuale più alta per l’HMPV da metà 2025. La percentuale è inferiore a quella dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale (VRS), ma superiore a quella del COVID-19, secondo il National Respiratory and Enteric Virus Surveillance System.
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La California e il Nuovo Jersey sono tra gli stati che hanno recentemente segnalato casi di HMPV. Secondo l’ente di controllo epidemico statunitense CDC, casi sono stati registrati in tutte le regioni del paese.
Specialisti affermano che i sintomi sono solitamente lievi, ma che il virus può portare a complicazioni più gravi, in particolare nei bambini piccoli, negli anziani e in altre persone con un sistema immunitario più debole.
Secondo uno studio pubblicato a febbraio, i ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università di Pittsburgh e di altre istituzioni hanno affermato che l’HMPV inizia solitamente a circolare più tardi nella stagione rispetto all’influenza e al virus respiratorio sinciziale.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus raggiunge il picco anche più tardi, spesso ad aprile, e affermano che lo studio dimostra che l’HMPV è «una causa importante» di sintomi respiratori sia nei bambini che negli adulti.
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