È morto Filiberto Degani, l’uomo che lanciò Vasco Rossi

 

 

 

 

 

Pochi giorni fa, in una casa di riposo in provincia di Reggio Emilia è morto Filiberto Degani, un uomo che in un certo senso ha fatto la storia dell’Emilia-Romagna e financo della musica italiana.

 

Degani, infatti, è stato il creatore, il gestore e l’ideatore della discoteca Snoopy di Modena dal 1970 al 2001. Dallo Snoopy partì la sontuosa carriera di Vasco Rossi, amico del Degani, di cui si parla anche nel libro «Il giovane Vasco».

 

È morto Filiberto Degani, un uomo che in un certo senso ha fatto la storia dell’Emilia-Romagna e financo della musica italiana

Avendo saputo della morte del fondatore dello Snoopy, Vasco ha scritto un post Facebook e due post Instagram ricordandone la figura ed esternando il proprio cordoglio. 

 

Lo stesso ha fatto Vinicio Capossela, altro artista lanciato dal Degani che nel frattempo aveva aperto un paio di locali anche in riviera romagnola, lo Snoopy Holiday e il famoso Bobo di Misano Brasile, dove suonò anche Vinicio Capossela.

 

La canzone «Maraja», come conferma lo stesso Capossela, è ispirata a Filiberto Degani.

 

Chi ha vissuto l’epopea della musica e soprattutto delle sale da ballo dagli anni ‘70 agli anni ‘90, non può non conoscere il locale di Piazza Cittadella a Modena, non poteva non conoscere Filiberto.

 

Da lui — che aveva un grande fiuto per i giovani talenti come dimostra l’ascesa di Vasco, che allo Snoopy faceva il dj — sono passati tanti, tantissimi personaggi famosi ancora oggi, una fra tante l’ex Miss Italia Martina Colombari.

 

Per quanto mi riguarda, ho avuto l’occasione di conoscere il Degani nell’ultimo tratto della sua vita terrena, quando tutto il successo e tutta la fama erano in un qualche modo scemati. Non ne conosco a dire il vero i motivi, ma posso certamente dire che Degani era un vero e proprio personaggio, ormai rabbonito e quietato dalla sua salute un po’ precaria. 

 

Aveva un grande fiuto per i giovani talenti come dimostra l’ascesa di Vasco, che allo Snoopy faceva il dj

Posso dire che è sempre andato a letto abbastanza tardi. Forse perché, nonostante l’età — avrebbe compiuto ottant’anni fra pochi giorni, pur non dimostrandoli — il suo fisico era ancora abituato agli orari della movida che hanno fatto parte di lui per una vita intera. 

 

Ora che se ne è andato, è indubbio, sono tante le persone che lo ricordano, che lo acclamano come una celebrità venuta a mancare. Da Vasco Rossi a Vinicio Capossela passando per tutte testate giornalistiche, dal Corriere a Repubblica, da Sky Tg24 ai quotidiani locali.

 

«I veri amici, le persone sincere, ci sono nel momento del bisogno. E io ora avrei bisogno ma nessuno viene a trovarmi», ricordo che mi disse una volta

Parole di lode, di amicizia, di cordoglio e di affetto. Tutto bello, sicuramente. Tuttavia mi chiedo dove fossero tutte queste persone prima, nel momento potremmo dire più difficile della vita di quest’uomo che aveva sostanzialmente perso tutto: successo, fama, gioventù e, con essa, la salute che iniziava sempre più a scricchiolare, insieme a tutti gli affetti che pian piano si erano dileguati.

 

È bello e tutto sommato anche più facile parlare dopo. Ma allo stesso tempo pare anche un po’ ipocrita.

 

Posso purtroppo garantire che Filiberto non aveva amici intorno. Non aveva affetti. Non aveva persone grate che si ricordassero di lui. 

 

Ha finito la sua vita praticamente da solo

Ha finito la sua vita praticamente da solo.

 

«I veri amici, le persone sincere, ci sono nel momento del bisogno. E io ora avrei bisogno ma nessuno viene a trovarmi», ricordo che mi disse una volta.

 

Aveva ragione, ragione da vendere.

 

Credo che questo valga per tutti: ci ricordiamo troppo tardi di chi non c’è più, e ci piace farci belli davanti al grande pubblico che osserva e ascolta le nostre commosse lodi per chi non può più commentarle. 

 

Il successo, così come qualsiasi altra cosa materiale, è effimero, passeggero, traditore

Il successo, così come qualsiasi altra cosa materiale, è effimero, passeggero, traditore: sic transit gloria mundi!

 

La storia di Filiberto purtroppo ce lo insegna.

 

Con lui se ne va un pezzo di storia, sicuramente, ma credo fosse giusto raccontare anche quel pezzo di storia finale, sconosciuta ai più, dove Degani non era più il boss dello Snoopy, ma una persona estremamente fragile e bisognosa di cure.

 

Cure che, il personale della struttura in cui si trovava, non gli ha di certo fatto mancare, nel silenzio e senza ipocrisie post mortem.

Riposa in Pace, Filly, e che Dio abbia misericordia

 

Riposa in Pace, Filly, e che Dio abbia misericordia. 

 

 

Cristiano Lugli