Immigrazione
Un milione di migranti irregolari ha presentato domanda di regolarizzazione in Spagna
Circa 900.000 migranti irregolari hanno presentato domanda di regolarizzazione nel Regno di Spagna nell’ambito di un’amnistia, quasi il doppio del numero di richieste previste, secondo quanto dichiarato dal Ministero per la Migrazione del Paese.
Prima del lancio del programma ad aprile, le autorità spagnole si aspettavano circa mezzo milione di richieste, ma l’organizzazione non profit per i rifugiati CEAR ha dichiarato lunedì che tale numero supererà il milione entro la fine dell’amnistia, tra due settimane.
Il leader del Partito Popolare (PP), Alberto Nunez Feijoo, all’inizio di quest’anno ha definito l’iniziativa «ingiusta, pericolosa e insostenibile», avvertendo che «incoraggia la criminalità organizzata» dei trafficanti di esseri umani che introducono clandestinamente persone nel Regno. Il PP ha inoltre affermato che rilasciare documenti agli stranieri non ha senso, dato che «gli spagnoli vedono come i loro servizi pubblici si impoveriscono giorno dopo giorno».
Gli oppositori del provvedimento hanno sostenuto che i programmi di regolarizzazione su larga scala agiscono come un «fattore di attrazione», incoraggiando ulteriormente l’immigrazione clandestina creando aspettative di future amnistie. I critici hanno inoltre collegato l’iniziativa alla crescente pressione su alloggi, assistenza sanitaria e altri servizi pubblici.
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Il primo ministro Pedro Sánchez ha difeso l’amnistia, insistendo sul fatto che mirava a dimostrare che «la Spagna è prima di tutto un Paese accogliente, e questa è la strada che abbiamo scelto: dignità, comunità e giustizia». Il ministero per la Migrazione ha dichiarato di aver finora approvato il 40% delle domande, concedendo circa 360.000 permessi di lavoro temporanei.
Il governo spagnolo ha la capacità di elaborare fino a un milione di domande tra aprile e giugno, ma i permessi non saranno concessi a tutti, ha dichiarato all’agenzia Reuters il segretario di Stato per la Migrazione, Pilar Cancela Rodríguez. Secondo il think tank Funcas, i cronici ritardi del sistema di immigrazione spagnolo hanno fatto sì che centinaia di migliaia di migranti provenienti da Colombia, Senegal e altri Paesi attendessero per anni l’asilo, lavorando nel Paese in nero.
L’amnistia spagnola giunge in un contesto di crescente numero di migranti in tutta l’UE. Un rapporto del Centro di ricerca e analisi sulle migrazioni di RFBerlin, pubblicato ad aprile, ha individuato la Spagna come il Paese con la popolazione migrante in più rapida crescita nel blocco. Secondo il rapporto, che cita dati di Eurostat e dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, il numero di migranti è aumentato di 700.000 unità, pari all’8%, nel 2024, raggiungendo i 9,5 milioni.
L’iniziativa si contrappone inoltre a un più ampio cambiamento politico in alcune parti d’Europa, dove diversi governi hanno inasprito le politiche in materia di immigrazione e asilo a fronte della crescente preoccupazione dell’opinione pubblica per i flussi migratori.
Nonostante il numero di arrivi sia diminuito dopo la crisi migratoria del 2015, la popolazione nata all’estero nell’UE ha raggiunto la cifra record di 64,2 milioni lo scorso anno, con un aumento di 20,2 milioni rispetto al 2010, secondo il rapporto.
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Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 era emerso un aumento dell’immigrazione illegale in Ispagna del 500%.
Quattro mesi fa l’eurodeputata Irene Montero, il cui partito Podemos fa parte della coalizione di governo con i socialisti di Sanchez ha dichiarato: «spero nella “teoria della sostituzione” (…) Spero che possiamo ripulire questo Paese da fascisti e razzisti con i migranti».
Nel frattempo il Regno è attraversato da scontri etnici tra immigrati ed autoctoni a seguito di violenze nei primi verso i secondi, in particolare episodi contro donne (che vengono stuprate) ed anziani (che vengono picchiati), ma anche lavoratori comuni come i netturbini. Una rivolta significativa degli spagnoli si è avuta a Torre-Pacheco, nel Sud-Est, dove qualcuno aveva persino ipotizzato la manina del vicino Marocco nelle violenze dei migranti.
Nel 2023 il Regno di Spagna ha registrato il numero minore di nascite dal 1941.
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Immigrazione
Relativismo culturale e anarco-tirannia: sikh in ospedale col coltello archiviato dal giudice. Prossima fermata poligamia?
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Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
In Irlanda la polizia ha arrestato un uomo dopo che questi aveva accoltellato un quarantenne nel centro di Dublino. Mentre internet specula sul fatto che l’attacco sia stato portato da un immigrato, le fonti ufficiali non dicono nulla.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio in O’Connell Street. Le immagini mostrano i soccorritori che assistono l’uomo ferito, il quale perde molto sangue, mentre la polizia ferma l’aggressore.
Nelle stesse riprese si vedono anche agenti che allontanano a calci una lama rimasta a terra, ritenuta presumibilmente l’arma impiegata nell’attacco.
Secondo quanto riportato, le ferite dell’uomo non sarebbero pericolose per la vita. Non è ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incidente e un’indagine è in corso.
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.…
— Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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La mancata identificazione dell’aggressore pone vari problemi: da una parte la stampa è complice, se non imbavagliata da statuti stile Carta di Roma (il documento deontologico giornalistico che in Italia scoraggia l’informazione riguardo alla provenienza etnica dei convolti in fatti di cronaca), dall’altra parte, le autorità non vogliono dare fuoco alla polveriera di conflitto sociale creata con l’immigrazione massiva, che pare aver investito l’Irlanda con una foga forsennata, al punto che interi villaggi di campagna ora sono abitati con una maggioranza schiacciante da «richiedenti asilo», che, lì trasferiti dalle autorità politiche e pagati dal contribuente per far nulla, vi sollazzano in numero multiplo rispetto a quello degli abitanti irlandesi.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Paese fu teatro di un caso di incendi incrociati: prima andò a fuoco l’antico convento di San Patrizio, poi a Dublino andò in fiamme un centro islamico. Subbugli erano scoppiati ancora l’anno scorso quando un immigrato fu accusato di aver violentato una bambina di dieci anni.
Per Dublino si tratta di un déjà vu: tutti ricordano l‘accoltellamento di tre bambini e di una custode vicino a una scuola provocò violente rivolte urbane a sfondo anti-immigrazione. In quel caso, l’attentatore era un cittadino irlandese naturalizzato di origine algerina, e le conseguenze furono rivolte violente da parte della popolazione autoctona.
Un altro attacco con coltello a Dublino si ebbe l’anno scorso, con tanto dell’inevitabile grido «Allahu Akbar».
Come sa il lettore di Renovatio 21, l’uso dei coltelli da parte degli immigrati pare essere un pattern oramai consolidato: gli attacchi con coltello sono divenuti la norma nell’Europa dell’immigrazione di massa.
Si ricorda, tra i tantissimi casi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
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L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq — GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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