Immigrazione
Rivolte in Spagna dopo che un africano ha violentato brutalmente una giovane donna vicino a un centro per migranti
Manifestanti anti-migranti in Spagna si sono scontrati con la polizia dopo che un uomo di origine maliana è stato arrestato con l’accusa di aver violentato una giovane donna del posto.
I disordini sono scoppiati venerdì sera fuori da un centro di accoglienza per migranti ad Alcalá de Henares, sobborgo di Madrid.
La polizia aveva precedentemente arrestato un ventunenne in relazione al brutale stupro di una donna spagnola della stessa età, avvenuto nei pressi del centro lo scorso fine settimana. Il sospettato avrebbe picchiato e aggredito sessualmente la vittima prima di fuggire. Tuttavia, è stato successivamente identificato, sulla base di filmati di sorveglianza, come uno dei richiedenti asilo residenti nel centro. È stato posto in detenzione provvisoria senza possibilità di cauzione.
Circa 300 persone si sono unite alla protesta per sostenere la vittima dello stupro fuori dal centro migranti venerdì sera. I filmati pubblicati online mostrano i manifestanti che si scontrano con le linee di polizia vicino alla struttura, dove sarebbero ospitati circa 2.000 migranti, chiedendone la chiusura e modifiche alle leggi sull’immigrazione.
I manifestanti esibivano striscioni che denunciavano l’immigrazione «incontrollata», tra cui cartelli con la scritta «Intrusi, andatevene!». La folla ha insultato il primo ministro del Regno Pedro Sanchez, criticando la sua posizione pro-immigrazione.
La manifestazione è diventata violenta dopo che si sono uniti gruppi di destra, tra cui Nucleo Nacional e Democracia Nacional. Alcuni video mostrano l’uso da parte della polizia di manganelli e sparare proiettili di gomma per allontanare i manifestanti dal centro.
La policía pone más medios para proteger a un violador de Mali que a una chica violada de Alcalá de Henares.
Los funcionarios que actúan al servicio de los políticos y no de los ciudadanos dan putísimo asco.
— M. (@moim1110) July 4, 2025
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Anche una precedente protesta di mercoledì si è conclusa con scontri, con almeno quattro manifestanti arrestati, secondo quanto riportato dai media locali. Gli organizzatori hanno annunciato un’altra manifestazione per sabato.
All’inizio di questa settimana, Judith Piquet, sindaca del comune che ospita la struttura, aveva dichiarato che avrebbe richiesto formalmente la chiusura del centro per migranti., affermando che i residenti avevano sollevato preoccupazioni riguardo alla struttura per mesi e avevano criticato il governo centrale per averla aperta senza consultare il consiglio comunale o valutarne l’impatto locale.
La Piquet ha affermato che il centro è sovraffollato, privo di piani di integrazione e sicurezza e ha creato «un clima di insicurezza e disordine nell’area circostante», invitando il governo a migliorare le misure di sicurezza in tutti i centri per migranti a livello nazionale.
L’UE è alle prese con una crisi migratoria almeno dal 2015, causata in gran parte dai conflitti in Medio Oriente, Africa e, successivamente, in Ucraina. Sebbene molti Stati membri abbiano inizialmente accolto i richiedenti asilo, da allora diversi hanno introdotto controlli alle frontiere e altre normative a causa dell’aumento della criminalità legata ai migranti.
La Spagna ha adottato un approccio diverso. Il premer Sanchez considera la migrazione fondamentale per affrontare la carenza di manodopera e sostenere il sistema di welfare, e ha spinto per una migliore integrazione dei migranti. Il Sanchezzo ha tuttavia sollecitato l’adozione tempestiva del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, un cosiddetto meccanismo di solidarietà adottato lo scorso anno che richiede un’equa distribuzione dei richiedenti asilo nell’UE e penalizza gli Stati che rifiutano di accogliere i migranti ricollocati.
Come riportato da Renovatio 21, la Spagna è stata scossa dal caso del netturbino 47enne della città di Cambrils accoltellato alla testa e al petto da un migrante senegalese.
Come riportato da Renovatio 21, secondo dati dello scorso anno l’immigrazione illegale nel Regno è cresciuta del 500%.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Violenti scontri nella protesta per l’assassinio del 18enne britannico: video
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Riot erupts in Southampton between police and protesters as Henry Nowak protest turns ugly. Full video on YT. #henrynowak #Southampton pic.twitter.com/ItfF9XNBIm
— Urban Pictures (@Urban_Pictures) June 3, 2026
🇬🇧 Ingleses partem para cima da polícia que protegeu um muçulmano assassino.
As cenas da morte do estudante inglês Henry Nowak, esfaqueado por um muçulmano, enfureceram a população de Southhampton. pic.twitter.com/OJbY1KEucK — Rafael Fontana (@RafaelFontana) June 3, 2026
Protests in Southhampton continue with police now protecting the home of Vickrum Digwa’s family following the release of the horrific bodycam footage of Henry Nowak. pic.twitter.com/sHTGpXRvHZ
— Pacific Wire (@ChynoNews) June 2, 2026
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Immigrazione
Die Linke vuole il diritto di voto per tutti gli stranieri che hanno vissuto in Germania per 5 anni
Il partito tedesco Die Linke (letteralmente, «la sinistra») sta promuovendo una profonda riforma del sistema elettorale tedesco, proponendo di concedere il diritto di voto ai residenti stranieri sprovvisti di passaporto tedesco dopo cinque anni di residenza legale. Per raggiungere questo obiettivo, la componente di sinistra del Bundestag ha presentato una richiesta formale affinché a chiunque risieda legalmente nel Paese da almeno cinque anni sia consentito votare alle elezioni federali, indipendentemente dalla nazionalità.
Questa mossa rappresenterebbe un notevole vantaggio elettorale per i partiti di sinistra, dato che gli stranieri, quando possono, votano in larga maggioranza per queste forze politiche, scrive Remix News. I dati dell’Ufficio federale di statistica citati nella mozione indicano che nel 2025 oltre 14 milioni di persone residenti in Germania non possedevano la cittadinanza tedesca, una cifra che include circa 5 milioni di cittadini dell’UE. Questa popolazione straniera risiede nel Paese da una media di 15 anni. In altre parole, si tratta di un bacino di potenziali elettori enorme per la sinistra.
Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Tagesspiegel, l’iniziativa esorta inoltre il governo federale a collaborare con i singoli Länder per introdurre modifiche analoghe anche per le elezioni statali e comunali. Il partito sostiene che l’attuale sistema soffra di un crescente deficit democratico, poiché i cittadini non tedeschi sono sistematicamente esclusi dalla partecipazione alle elezioni federali, statali e alla maggior parte di quelle locali.
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La sinistra definisce questa esclusione «intollerabile», alla luce dei principi democratici sanciti dalla Legge fondamentale, sostenendo che ignora la realtà della Germania come «società di immigrazione».
Affrontando i possibili ostacoli legali, Die Linke sottolinea che, sebbene la Corte costituzionale federale abbia bloccato il diritto di voto agli stranieri nel 1990, tale posizione merita di essere riconsiderata alla luce delle mutate dinamiche globali e del fatto che i cittadini dell’UE hanno successivamente ottenuto il diritto di voto a livello nazionale. Evidenziano inoltre una sfumatura linguistica nella Costituzione, notando che la Legge fondamentale utilizza il termine «popolo» in sezioni cruciali, anziché limitare esplicitamente il riferimento al «popolo tedesco».
La proposta, intitolata ufficialmente «Introdurre il diritto di voto per gli stranieri», è stata avanzata da un gruppo di parlamentari, tra cui Ferat Koçak e l’intero gruppo parlamentare del Partito della Sinistra, con la firma dei leader del gruppo Heidi Reichinnek e Sören Pellmann.
Questa mozione si inserisce in una lunga campagna politica del Partito della Sinistra, che fa riferimento alla propria proposta di legge del 2014 come parte di un impegno pluriennale per l’ampliamento del diritto di voto. Di recente, Elif Eralp, principale candidata del partito a Berlino, ha ribadito queste richieste.
Questa non è stata nemmeno la proposta più radicale della sinistra. Nel 2023, l’allora ministro degli Interni tedesco Nancy Faeser propose di concedere ai richiedenti asilo il diritto di voto alle elezioni statali e locali dopo soli sei mesi di permanenza in Germania. Il programma, se attuato, avrebbe aggiunto milioni di nuovi elettori da un giorno all’altro.
All’epoca, il partito Alternativa per la Germania (AfD) criticò duramente quello che definì un tentativo di manipolare il voto con i migranti, rilasciando una dichiarazione che recitava: «il ministro dell’Interno Faeser (SPD), in quanto principale candidata alle elezioni statali dell’Assia, si batte per il diritto di voto locale per tutti coloro che risiedono in Germania da più di sei mesi. Ciò significa che anche i presunti “rifugiati” provenienti da Afghanistan, Siria o Turchia potrebbero votare, pur senza la cittadinanza tedesca.
«Il passaporto tedesco viene così trasformato in un oggetto inutile. Ma soprattutto: Faeser e l’SPD vogliono attrarre come nuovi gruppi di elettori persone che non hanno alcun legame con la Germania. Il che non sorprende, perché i residenti locali, ridicolizzati come “non immigrati”, si stanno allontanando dall’SPD (del cancelliere Scholz».
Secondo le attuali norme costituzionali, il diritto di voto federale è riservato ai cittadini tedeschi di età pari o superiore a 18 anni, mentre per le elezioni statali di Berlino è richiesto un’età minima di 16 anni. L’unica eccezione riguarda attualmente il livello comunale, dove i cittadini dell’UE possono votare per i consigli distrettuali.
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In risposta a tali richieste, il sito web del Ministero federale dell’Interno afferma che «i migranti che risiedono nella Repubblica Federale di Germania da molti anni hanno la possibilità di ottenere la cittadinanza tedesca per naturalizzazione. In tal modo, acquisiscono anche il diritto di voto».
Tuttavia, la fazione di sinistra sostiene che questo percorso sia insufficiente e che i requisiti per ottenere la cittadinanza siano troppo onerosi.
La destra sostiene da tempo che la sinistra stia utilizzando l’immigrazione di massa come strumento per consolidare il proprio potere politico. Gli stranieri sono notoriamente propensi a votare per i partiti di sinistra, partendo dal presupposto che politiche più progressiste significhino maggiore immigrazione per i loro connazionali e maggiori benefici sociali per loro e le loro famiglie.
Molti di questi gruppi stranieri tendono spesso a votare in modo piuttosto conservatore nei propri Paesi d’origine, per poi spostarsi a sinistra nei Paesi occidentali, come nel caso della comunità turca in Germania, che conta circa 1,5 milioni di persone con doppia cittadinanza turca e tedesca. Metà di questi turchi vota per il leader islamista Recep Tayyip Erdoğan alle elezioni turche, per poi spostare il proprio voto a sinistra in Germania.
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Immigrazione
Accoltellamenti al grido «Allah Akbar» in Isvizzera e in Ispagna
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