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Immigrazione

Attacco con coltello alla stazione di Parigi: il sospettato godeva di «protezione sussidiaria» in Italia

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Tre persone sono rimaste ferite in un attacco con accoltellamento presumibilmente commesso da un cittadino maliano allo snodo ferroviario parigino della Gare de Lyon sabato.

 

La Procura di Parigi sta indagando sull’aggressione, che ha provocato ferite gravi all’addome di una persona e ferite leggere in altre due persone.

 

«Il sospettato non ha gridato (nessun slogan religioso) durante il suo attacco», ha detto una fonte della polizia all’AFP, e il capo della polizia di Parigi Laurent Nunez ha confermato che non c’erano sospetti che l’attacco fosse motivato dal terrorismo.

 

Tuttavia, nelle ultime ore è emerso in rete un video in cui quello che si dice essere il sospettato dichiara il suo odio per la Francia ed i Francesi, colpevoli di averlo «privato del diritto di vivere», di aver «piegato» il suo Paese e il suo continente e di aver reso in schiavitù i suoi nonni per «i loro conti, la loro economia».

 

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L’uomo, armato di coltello e martello, sembrava essere un senzatetto con «problemi psichiatrici», ha detto Nunez ai media. Secondo quanto riferito, è stato fermato da alcuni passanti che lo hanno trattenuto fino all’arrivo sul posto della polizia ferroviaria.

 

Quando gli è stato chiesto l’identificazione, ha presentato alla polizia una patente di guida italiana indicante che aveva 32 anni. Secondo le autorità, al momento del fermo aveva con sé anche documenti di residenza e medicinali .

 

Secondo il Corriere della Sera, l’uomo sarebbe stato identificato come K.S.G., cittadino del Mali residente a Montalto Doro, in provincia di Torino. Qui nel 2016 ha ricevuto un permesso di protezione sussidiaria.

 

La protezione sussidiaria costituisce uno status equiparabile a quello del rifugiato e viene assegnato dalla Commissione territoriale competente dopo la presentazione di una richiesta di protezione internazionale. Qualora il richiedente non sia in grado di evidenziare una persecuzione personale conforme alla definizione di rifugiato stabilita dalla Convenzione di Ginevra, ma si ritenga che possa essere esposto a gravi rischi come la condanna a morte, la tortura o la minaccia alla vita in caso di guerra interna o internazionale nel suo paese d’origine, gli può essere concessa la protezione sussidiaria.

 

Ci chiediamo quale protezione, invece, avevano le persone ferite dall’immigrato «protetto» istituzionalmente. Tuttavia l’equazione è già chiara in partenza: per «proteggere» le masse africane riversatesi in Europa, si sacrifica la protezione dei cittadini europei, che si possono ritrovare in casa l’aumento di crimine e violenza, nonché il degrado di intere aree urbane, che sono realtà incontrovertibili.

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Come riportato da Renovatio 21, la stessa Francia aveva subito una tragedia simile ad Annecy, quando un immigrato siriano attaccò con il coltello donne e bambini in un parco sulla riva del lago.

 

L’incidente ha causato un breve ritardo nei servizi ferroviari per Parigi, con l’operatore ferroviario SNCF che ha parlato solo di «un atto di intento criminale» presso lo snodo di transito della capitale francese, che vede più di 100 milioni di passeggeri all’anno.

 

Parigi ospiterà le Olimpiadi del 2024 entro la fine dell’anno e si aspetta che 15 milioni di visitatori arrivino in città, mettendo a dura prova i suoi servizi di sicurezza. Nunez è anche responsabile della sicurezza dei giochi.

 

Ci si chiede, specie dopo la catastrofe delle banlieue date alle fiamme da immigrati nell’estate 2023, cosa potrà succedere durante i Giochi Olimpici.

 

C’è da considerare, infatti, il problema di sicurezza che investe oramai ogni Paese d’Europa: masse di immigrati che sono indefinitamente disponibili alla radicalizzazione e alla violenza, vuoi per tendenza religiosa, vuoi per squilibrio mentale.

 

Si tratta, di certo, di uno dei fattori fondamentali per l’anarco-tirannide in via di installazione in Occidente: una massa di spostati sanguinari che tiene il cittadino medio impegnato a difendere la propria esistenza lasciando libero il potere di fare quel che vuole – e continuare a tassarlo, tracciarlo, sottometterlo.

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Immigrazione

Immigrato «tortura» una capotreno e le urina addosso

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È in corso una caccia all’uomo in Germania per un migrante che ha aggredito diverse donne, tra cui la capotreno, che avrebbe picchiato, «torturato e abusato» e sulla quale avrebbe persino orinato davanti ai passeggeri di un treno regionale. Lo riporta il giornale tedesco Bild   L’uomo, che secondo quanto riportato sarebbe sui 35 anni e «probabilmente nordafricano», avrebbe aggredito la donna, 57 anni, mentre cercava di verificare che avesse un biglietto per il viaggio a Graben-Neudorf nel Baden-Württemberg.   La polizia afferma che il sospettato avrebbe lasciato la donna con gravi ferite «prendendola a pugni, calci e soffocandola», riporta il Bild, secondo cui il presunto migrante sarebbe quindi passato ad un abuso di drammatica oscenità: «voleva costringere la donna a soddisfarlo oralmente», scrive la testata. «La donna è stata portata in una clinica con ferite serie».   L’articolo rileva inoltre che l’immigrato avrebbe chiesto agli spettatori di gridare «Heil Hitler», prima di urinare sulla conducente indifesa e di fuggire dal treno. Da quanto si apprende che l’uomo sarebbe poi entrato in un supermercato e ha aggredito altre due donne, una che lavorava lì e l’altra che stava facendo la spesa: «ha lanciato un piatto da torta ad una commessa e ha colpito un cliente che era alla cassa».

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Il migrante sarebbe poi corso nel parcheggio con una bottiglia rotta e aggredendo e ferendo un giovane automobilista, a cui avrebbe rubato l’auto per allontanarsi a tutta velocità, provocando numerosi incidenti stradali, ma riuscendo a fuggire attraverso l’autostrada federale 36.   La ricerca su larga scala dell’uomo, anche con elicotteri della polizia nella parte nordoccidentale del Baden-Württemberg e oltre, non ha avuto successo.   Un portavoce della polizia tedesca ha dichiarato che la ricerca è per «un sospetto alto circa 1,80 metri, con capelli scuri e corti”» L’autore del reato indossava jeans scuri, una maglietta scura con cappuccio e un berretto con visiera scuro.   A causa della follia migratoria, prendere treni in Europa sta divenendo davvero rischioso.   Come riportato da Renovatio 21, un immigrato del Mali, a cui l’Italia aveva accordato la protezione sussidiaria per i rifugiati, ha accoltellato persone a caso alla Gare de Lyon di Parigi due settimane fa.   La settimana scorsa le forze speciali della Polizia elvetica hanno ucciso un immigrato di origini persiane che, armato di coltello, aveva preso in ostaggio i passeggeri di un treno.

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Immigrazione

Scontri tra immigrati e polizia all’Aia: le immagini

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La polizia in tenuta antisommossa è stata schierata nelle strade dell’Aia per sedare i violenti scontri scoppiati tra due gruppi rivali nella città olandese ieri sera.

 

Due gruppi di eritrei si sono scontrati nella sala conferenze dell’Opera. Dopo un primo scontro, la polizia ha portato fuori un gruppo, cercando di tenere i due separati. Nelle strade, i rivoltosi hanno lanciato mattoni, detriti e persino biciclette contro la sala conferenze e la polizia.

 

La polizia in tenuta antisommossa è stata vista proteggere la sala da centinaia di rivoltosi, mentre altri soccorritori si sono concentrati sui danni già arrecati all’edificio.

 

 

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I rivoltosi hanno dato fuoco ad almeno due veicoli della polizia. I servizi di emergenza hanno tentato di domare gli incendi, mentre gli agenti sono stati richiamati dalle zone circostanti per rafforzare la presenza della polizia.

 

Il sindaco dell’Aia, Jan van Zanen, ha dichiarato un’emergenza regionale di livello Grip 2, che consente a tutti i servizi di emergenza di coordinarsi sotto un unico comandante. Il gas lacrimogeno è stato autorizzato e l’ordine di emergenza ha consentito alla polizia di fermare e controllare chiunque si trovasse in un raggio di 500 metri attorno alla zona.

 

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«Il Pubblico Ministero ha istituito una squadra investigativa su larga scala per perseguire i responsabili di questo caos. Vorrei chiedere a tutti coloro che possono contribuire alla rapida identificazione degli autori di questa violenza inaccettabile e inutile di collaborare», ha affermato il van Zanen.

 

In serata, la sala conferenze è stata danneggiata ma messa in sicurezza, mentre una fila di auto all’esterno dell’edificio è stata bruciata. Durante la rivolta circa 800 persone si sono rifugiate all’interno della sala. Sono stati condotti fuori sotto la scorta della polizia per la loro sicurezza e portati via in autobus dopo le 22:30.

 

 

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Secondo notizie date dai media locali, un gruppo di rivoltosi si oppone all’attuale governo dell’Eritrea, mentre l’altro è filogovernativo.

 

Come riportato da Renovatio 21, scontri violenti generati da gruppi di immigrati eritrei contrapposti si erano visti l’anno scorso anche a Stoccolma. In quel caso più di 50 persone erano rimaste ferite durante un festival assaltato da più di 1.000 manifestanti antigovernativi che avevano quindi hanno combattuto con i partecipanti all’evento dando fuoco alle tende e scontrandosi con la polizia.

 

Negli scorsi mesi scontri fisici tra fazioni di immigrati eritrei si erano visti a Calgary e Toronto, in Canada, e perfino, nelle stesse ore, a Tel Aviv.

 

 

 

Lo scorso luglio era stato il turno di Giessen, in Germania, dove ulteriori violenze etniche al festival eritreo avevano causato il ferimento di 26 poliziotti.

 

Tra accoltellamenti radomatici per strada e nelle stazioni, passeggeri dei treni presi in ostaggio, rivolte gratuite e continui sbarchi – anche sotto il governo dei sedicenti nazionalisti – il programma di anarco-tirannia su base migratoria inflitta all’Europa continua tranquilla il suo corso, come da Piano Kalergi – un fatto incontrovertibile ed autoevidente oltre ogni pudore.

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Immigrazione

Immigrato terrorizza treno svizzero. La polizia lo uccide

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Un «richiedente asilo» armato ha preso più di una dozzina di ostaggi a bordo di un treno svizzero la scorsa settimana. Dopo aver preso in ostaggio dei passeggeri, l’uomo è stato freddato dalla polizia svizzera.   L’incidente è avvenuto giovedì intorno alle 18.30 nel cantone svizzero di Vaud.   L’uomo armato di ascia e coltello ha preso in ostaggio 14 passeggeri e un macchinista all’interno di un vagone fermo alla stazione di Essert-sous-Champvent vicino a Yverdon-les-Bains.   Durante uno stallo durato quasi quattro ore, secondo quanto riportato l’immigrato avrebbe espresso il desiderio di commettere attentati terroristici in Gran Bretagna. Tuttavia le autorità svizzere hanno escluso il movente del terrorismo, scrive il sito TheLocal.ch.   Sui social media sono circolati numerosi video girati sia all’interno che all’esterno del treno.    

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Un negoziatore di ostaggi ha comunicato con l’uomo, un iraniano, nella sua lingua – il farsi – ma non è stato possibile raggiungere un accordo.   Alla fine, le forze speciali hanno usato esplosivi per distrarre l’iraniano mentre prendevano d’assalto il treno e gli sparavano uccidendolo.   «Mentre il sequestratore si lanciava con l’ascia in direzione del gruppo d’intervento, un agente di polizia ha usato la sua arma per proteggere gli ostaggi, colpendo mortalmente l’autore del reato», ha spiegato un portavoce della polizia cantonale. Nessuno degli ostaggi è rimasto ferito   «Secondo le prime informazioni, l’uomo di 32 anni è un richiedente l’asilo iraniano assegnato al canton Neuchâtel e parla farsi e inglese», riferisce la testata SwissInfo. Secondo quanto riportato, l’intervento ha richiesto l’intervento di quasi 100 agenti delle forze dell’ordine e soccorritori.   Le autorità hanno escluso che alla base dell’attacco non vi sia il terrorismo, tuttavia hanno pure sostenuto che il motivo dell’attacco non è ancora chiaro.   Come riportato da Renovatio 21, un immigrato del Mali ha attaccato passeggeri a caso alla Gare de Lyon a Parigi la scorsa settimana. L’uomo arrestato è risultato essere tutelato in Italia con la «protezione sussidiaria», uno status equiparabile a quello del rifugiato che viene assegnato dalla Commissione territoriale competente dopo la presentazione di una richiesta di protezione internazionale.   È emerso in seguito un filmato in cui l’immigrato dichiarava il suo odio totale per la Francia ed i francesi.

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