Immigrazione
Musk appoggia i l’idea di una Norimberga per le bande di stupratori pedofili pakistani
Elon Musk ha appoggiato processi e condanne a morte sul modello di Norimberga per le bande di stupratori pakistani che hanno abusato di ragazze britanniche bianche. Secondo un rapporto pubblicato mercoledì, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.
Il «Rapporto sulle bande di stupratori», pubblicato dal leader di Restore Britain Rupert Lowe, ha rivelato che bande prevalentemente pakistane hanno operato per decenni in quasi la metà dei comuni del Regno Unito, sottoponendo ragazze britanniche, perlopiù bianche, anche di soli 11 anni, a depravati abusi sessuali, tra cui stupri da parte di centinaia di uomini, stupri per mano di cani e torture con i coltelli.
La destra britannica ha reagito con indignazione. «Dobbiamo far sembrare il processo di Norimberga una passeggiata», ha twittato «Zoomer Historian», un popolare account di X. «Nessuno dei coinvolti deve sfuggire alla pena di morte».
In una risposta di una sola parola, il proprietario di X, Musk, ha scritto «sì».
We need to make the Nuremberg Trials look like a picnic. No one involved must escape the death penalty.
Heads must roll. https://t.co/bJSPH5eJEf pic.twitter.com/jbE8bq6YC9
— Zoomer (@ZoomerHistorian) June 16, 2026
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Il rapporto di Lowe accusa politici britannici, autorità locali, polizia e assistenti sociali di aver insabbiato, o in alcuni casi di aver partecipato, agli abusi. Secondo le testimonianze delle sopravvissute, la polizia a volte riconsegnava le ragazze fuggite alle bande, in un caso dicendo loro di «divertirsi con lei».
«I politici che hanno chiuso un occhio sullo stupro della Gran Bretagna devono finire in prigione», ha scritto Musk in un tweet separato mercoledì. Anche Lowe ha chiesto il perseguimento dei politici e dei funzionari che hanno favorito le bande criminali e ha promesso che, se il suo partito dovesse mai formare un governo, indicherà un referendum per reintrodurre la pena di morte, in modo che gli stupratori possano essere giustiziati.
Il rapporto di Lowe è stato ignorato dai media britannici e dai principali partiti politici del paese. Il premier Keir Starmer e i suoi colleghi del Partito Laburista hanno bocciato l’anno scorso un tentativo di avviare un’inchiesta ufficiale sulle bande criminali, ma alla fine hanno ceduto alle pressioni dell’opinione pubblica e hanno istituito un’indagine.
Il Lowe ha descritto l’indagine come «un’operazione di contenimento», criticandone la focalizzazione sull’attività delle bande criminali in poche località e l’omissione di qualsiasi analisi dei fattori etnici e religiosi alla base degli abusi.
Nel rapporto di Lowe, Starmer viene indicato come un facilitatore di abusi, e il documento cita la sua decisione, quando era direttore della pubblica accusa, di rilasciare 13.000 pedofili con semplici lettere di avvertimento anziché processarli.
Musk e Starmer si sono scontrati pubblicamente in diverse occasioni, con l’imprenditore tecnologico che ha definito il primo ministro «Keir a due facce» per la sua decisione del 2024 di liberare oltre 1.000 criminali incalliti per fare spazio nelle carceri a persone processate per tweet offensivi.
Nelle ultime settimane agghiaccianti notizie sono emerse dai file sulle cosiddette «grooming gang» pedofile pakostante, con bambine chiuse nelle gabbie dei cani o fatte stuprare da questi. Il numero delle vittime – un quarto di milione di ragazzine – è impressionante, ma potrebbe essere destinato a salire.
Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Immigrazione
Relativismo culturale e anarco-tirannia: sikh in ospedale col coltello archiviato dal giudice. Prossima fermata poligamia?
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Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
In Irlanda la polizia ha arrestato un uomo dopo che questi aveva accoltellato un quarantenne nel centro di Dublino. Mentre internet specula sul fatto che l’attacco sia stato portato da un immigrato, le fonti ufficiali non dicono nulla.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio in O’Connell Street. Le immagini mostrano i soccorritori che assistono l’uomo ferito, il quale perde molto sangue, mentre la polizia ferma l’aggressore.
Nelle stesse riprese si vedono anche agenti che allontanano a calci una lama rimasta a terra, ritenuta presumibilmente l’arma impiegata nell’attacco.
Secondo quanto riportato, le ferite dell’uomo non sarebbero pericolose per la vita. Non è ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incidente e un’indagine è in corso.
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.…
— Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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La mancata identificazione dell’aggressore pone vari problemi: da una parte la stampa è complice, se non imbavagliata da statuti stile Carta di Roma (il documento deontologico giornalistico che in Italia scoraggia l’informazione riguardo alla provenienza etnica dei convolti in fatti di cronaca), dall’altra parte, le autorità non vogliono dare fuoco alla polveriera di conflitto sociale creata con l’immigrazione massiva, che pare aver investito l’Irlanda con una foga forsennata, al punto che interi villaggi di campagna ora sono abitati con una maggioranza schiacciante da «richiedenti asilo», che, lì trasferiti dalle autorità politiche e pagati dal contribuente per far nulla, vi sollazzano in numero multiplo rispetto a quello degli abitanti irlandesi.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Paese fu teatro di un caso di incendi incrociati: prima andò a fuoco l’antico convento di San Patrizio, poi a Dublino andò in fiamme un centro islamico. Subbugli erano scoppiati ancora l’anno scorso quando un immigrato fu accusato di aver violentato una bambina di dieci anni.
Per Dublino si tratta di un déjà vu: tutti ricordano l‘accoltellamento di tre bambini e di una custode vicino a una scuola provocò violente rivolte urbane a sfondo anti-immigrazione. In quel caso, l’attentatore era un cittadino irlandese naturalizzato di origine algerina, e le conseguenze furono rivolte violente da parte della popolazione autoctona.
Un altro attacco con coltello a Dublino si ebbe l’anno scorso, con tanto dell’inevitabile grido «Allahu Akbar».
Come sa il lettore di Renovatio 21, l’uso dei coltelli da parte degli immigrati pare essere un pattern oramai consolidato: gli attacchi con coltello sono divenuti la norma nell’Europa dell’immigrazione di massa.
Si ricorda, tra i tantissimi casi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
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L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq — GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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