Epidemie
Nuovo lockdown questo autunno?
Nel mondo anglofono sta diffondendosi una voce: l’amministrazione Biden starebbe ricaricando le regole pandemiche del protocollo COVID 2020-2021: mascherine, distanziamento sociale, lockdown.
La nuova ondata di sottomissione pandemica sarebbe motivata dalle nuove varianti COVID che stanno sbucando con insistenza nel mondo anglofono. Forse non avete sentito: secondo gli inglesi, sarebbe arrivata la variante Eris, o EG.5, che sarebbe comparsa anche in Canada. Ma ci sarebbe anche l’israeliana BA.2.86, che avrebbe fatto capolino anche in terra danese.
Insomma, la giustificazione, per il ritorno della clausura, la si troverebbe.
Quindi l’idea del nuovo lockdown ha preso consistenza su Twitter, dove ha cominciato ad essere di tendenza l’espressione «DO NOT COMPLY», cioè «non obbedire».
A originare la voce è Infowars, la testata del noto Alex Jones, considerato la più grande voce del cospirazionismo americano, ma al contempo osservatore che in questi lustri ha avuto ragione troppe volte: quello che diceva sarebbe accaduto, e che sembrava follia, poi si è puntualmente avverato – da Epstein alle rane divenute ermafrodite causa atrazina, era stato sempre corretto e preciso nelle sue tesi.
Jones in questi giorni avrebbe ricevuto le confidenze di alcuni informatori della TSA (l’ente che controlla i passeggeri negli aeroporti) e pure della Border Patrol (la polizia di frontiera statunitense). Le gole profonde avrebbero detto a Jones che l’amministrazione Biden sta lentamente introducendo nuove linee guida sulle mascherine, regole di distanziamento sociale e misure di blocco a partire dai lavoratori federali.
«Martedì ci hanno chiamato e ci hanno detto che per metà settembre le nuove politiche saranno scritte… è fatta, sta accadendo, non è ipotetico» ha detto Jones durante la sua trasmissione video bannata in ogni dove. «Dovrete tutti indossare ancora una volta le mascherine, e così dovranno anche gli impiegati degli aeroporti».
«Poi, da metà ottobre faranno in modo che chiunque voli debba indossare la mascherina». Jones dice che gli informatori gli hanno riferito di meeting sulla questione, nei quali il personale aeroportuale avrebbe domandato quindi ai dirigenti perché questo dovrebbe mai succedere ancora, ottenendo come risposta «perché ci sono le varianti in Canada, l’OMS… ci hanno detto che questo accadrà».
Gli informatori dichiarano quindi che sarebbe stato detto loro che ci si aspetta «che per dicembre l’intero protocollo COVID 2020-2021 sia re-implementato».
Jones ritiene di aver ricevuto conferme da contatti separati, due agenti federali che sono sue fonti.
Poco dopo l’allarme lanciato da Jones, vari servizi dei media mainstream hanno cominciato a parlare di un «ritorno delle mascherine».
Questa ad esempio è il network americano NBC:
"Covid is making a comeback."
NBC News is ready for the next lockdown.pic.twitter.com/pgDjydYuWo
— Citizen Free Press (@CitizenFreePres) August 18, 2023
Idem il caso della concorrente CBS, che spiega che stanno arrivando nuovi booster, e bisogna iniettarseli.
A summer uptick in COVID cases has sparked interest in new vaccine boosters. CBS News' Errol Barnett explains when they will be available and who should get one.
Source: CBS Mornings (YouTube) pic.twitter.com/MAuFAMXeTQ— Wittgenstein (@backtolife_2023) August 18, 2023
Il WWLP-22, un canale affiliato a NBC, dichiara al suo pubblico che la nuova sottovariante COVID Omicron «EG.5» rappresenta un rischio per la salute e si sta diffondendo rapidamente in tutta l’America.
New COVID variant 'EG.5' spreading rapidly: WHO raises global concerns
Source: WWLP-22News (YouTube) pic.twitter.com/2ysWTuaf3t— Wittgenstein (@backtolife_2023) August 17, 2023
Il COVID sta tornando. Università come Rutgers hanno ripreso i rigorosi requisiti di vaccino per gli studenti che si iscrivono per il semestre autunnale. L’Atlanta Journal-Constitution, un giornale della Georgia, ha riferito lunedì che il Morris Brown College, un ateneo privato di arti liberali frequentato da neri, ha ripristinato le misure come parte di una “misura precauzionale”.
Ricordiamo che alla fine del 2020, come emerso dagli scoop sulla politica pandemica britannica, l’ex segretario alla Sanità di Londra Matt Hancock discuteva di «dispiegare una nuova variante» per «spaventare a morte tutti con il nuovo ceppo».
E tutto questo nonostante numerosi studi abbiano riscontrato che i lockdown, le mascherine e le misure di distanziamento sociale si sono rivelati inefficaci ed economicamente e socialmente dannosi.
Tutto questo quando vi sono studi sempre più preoccupanti che parlano non solo dell’inefficacia, ma dei pericoli delle iniezioni geniche sperimentali mRNA.
Negli USA dicono che l’establishment ha deciso una nuova campagna di paura della pandemia «per reintrodurre il voto universale per corrispondenza che ha installato con successo Joe Biden alla Casa Bianca nel 2020», scrive Infowars.
Qui dall’Europa, dove il lockdown si abbatterebbe di certo, possiamo avere una prospettiva ancora più cupa: immaginiamo un lockdown in tempore belli, con la guerra che infuria a pochi chilometri e le persone costrette in casa a suon di repressione, denunce, manganellate o perfino peggio, impossibilitate ad organizzare una qualsiasi forma di protesta di fronte all’entrata in guerra del Paese.
Rammentiamo le folle oceaniche no-green pass; abbiamo idee che le manifestazioni di massa pacifiste, o filorusse, sarebbero ancora più immense.
Con il lockdown, come abbiamo imparato, nessun dissenso è possibile, grazie al monopolio cognitivo di tutti i media e pure di internet esercitato dallo Stato e dal Superstato. La popolazione in gabbia, mentre la guerra infuria con uno scontro diretto NATO-Mosca che può incenerirci tutti, mentre guardiamo Netflix o scopriamo le meraviglie della panificazione domestica.
È uno scenario osceno, grottesco. Ricordiamo al lettore che stiamo solo ipotizzando.
Così come possiamo ipotizzare che il lockdown COVID della Terza Guerra magari non avrà come oggetto solo la Federazione Russa, ma anche la Repubblica Popolare Cinese. Osservate che la porta della colpevolezza cinese, con la teoria della fuga dal laboratorio di Wuhano, è in qualche modo stata lasciata aperta anche dall’amministrazione Biden, che l’aveva censurata inizialmente con brutalità assoluta (Renovatio 21 ne sa qualcosa: fu sospesa e poi disintegrata da Facebook quando sosteneva, tra le altre cose, che il virus veniva dagli esperimenti di cui, nonostante le smentite sempre più ridicole, tutti oramai sapevano).
Che il clan Biden abbia speciosi legami con la Cina, e financo con il cerchio magico di Xi, è qualcosa che non diciamo solo noi, ma perfino lo sfidante diretto alle presidenziale, Donald J. .Trump.
Biden pupazzo di Pechino, si dice… tuttavia ciò non esclude che proprio per questo, proprio per la quantità assurda di materiale compromettente su Biden e famiglia a disposizione di Pechino, il vegliardo del Delaware non cerchi uno scontro di qualche intensità – così che ogni cosa esca sul suo conto possa essere abbuonata come propaganda nemica.
Magari una guerra di piccola durata, magari fatta per mollare Taiwan con una bella resistenza simbolica a stelle e strisce: tuttavia una guerra vera e propria, una guerra presidenziale e «reputazionale», come lo fu il bombardamento della Serbia da parte di Bill Clinton all’altezza dello scandalo Lewinsky.
In quel caso, una recrudescenza del COVID farebbe proprio al caso di Washington, che potrebbe finalmente rompere gli argini e accusare i cinesi di essere dietro alla nuova variante, oltre che a quella vecchia, chiedere i danni, etc. Ecco che la via del laboratorio impazzito aiuta il lancio di portaerei e missili vari.
Una popolazione intontita di nuovo dal lockdown, magari anche a fronte di un virus casualmente più feroce, aiuterebbe lo svolgersi di una guerra altrimenti ingiustificabile, specie dopo che la popolazione americana, memore di Iraq ed Afghanistan e persino del Vietnam, è divenuta sempre più scettica sugli interventi militari esteri promossi dai neocon, e «isolazionista», trumpiana…
Tutti rinchiusi, impauriti, perché c’è di nuovo la morte in strada, quindi… obbedite. Stop.
Sono solo teorie. Epperò qualcosa là sotto si sta muovendo, in un moto la cui direzione è farci tornare nello stato di sottomissione pandemica, tanto caro al potere.
Ora, il combinato disposto della guerra e del lockdown sappiamo che potrebbe produrre mostri ancora più spaventosi di quelli visti nel biennio coronavirale. Il totalitarismo bioelettronico del green pass potrebbe, con quello che tireranno fuori, divenire un caro ricordo di un’era di moderazione.
Abbiamo detto, oramai un anno fa, che ruolo potrebbe avere il nuovo esecutivo di Roma: divenire il governo della repressione. Nessun dato ci fa pensare, di fatto, che il governo Meloni possa opporsi al nuovo imperativo di chiudere tutto.
Tenendo sempre a mente che il lockdown sarebbe un toccasana per il disastro inflattivo e la catastrofe energetica: è di ieri la notizia che in questo agosto torrido l’Italia, con le sue industrie manifatturiere energivore, ha consumato meno che durante le settimane del lockdown 2020, quando eravamo tutti a casa. Nel collasso energetico, l’Italia si salva dai blackout solo perché deindustrializzata.
Il grande cambio di paradigma in corso forse ha bisogna di un’altra bottarella: i padroni del mondo possono aver pensato così. Forse che si siano resi conto che, alla fine, la storiella del Clima da controllare non attacca? Forse che hanno pensato che strategia che vince non si cambia?
L’effetto non cambia: nuova clausura per la Nazione, il continente, l’umanità.
A questo punto sappiamo cosa significherà: l’estinzione definitiva della piccola impresa e della classe media, la polarizzazione psicotica della società, la fine di ogni concetto di stato di diritto. La sottomissione del consorzio umano realizzata senza più possibilità di riscossa.
Non sappiamo nemmeno cosa dirvi di fare. Ma ci viene, automatico, dal profondo, avendo imparato qualcosa da questi anni, di dire: per prima cosa, proteggiamo i nostri piccoli.
Epidemie
Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro
Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.
Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.
L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.
Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.
La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.
Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.
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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.
Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.
L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).
A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.
Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.
L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.
Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.
Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».
Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.
Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.
Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.
Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.
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Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
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Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.
Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».
«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.
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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.
LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.
La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.
La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.
Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.
Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.
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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.
A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».
Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.
Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.
«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.
«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine bovine».
«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum
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— Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.
Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.
Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.
Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.
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