Epidemie
Diffusione ai non vaccinati di mRNA e proteina spike per via aerea: nuovo studio indica che è possibile
Un recente studio sottoposto a revisione paritaria fornisce la prova che coloro che hanno ricevuto vaccinazioni COVID mRNA sono in grado di trasmettere gli anticorpi risultanti ai non vaccinati attraverso gli aerosol, cioè attraverso il regolare processo di respirazione. Secondo quanto detto dal dottor Peter McCullough al sito canadese LifeSiteNews, anche le particelle lipidiche (LNP) e le proteine spike potrebbe trasmettersi via aerosol.
Lo studio intitolato Evidence for Aerosol Transfer of SARS-CoV-2-Specific Humoral Immunity è stato pubblicato da ImmunoHorizons a maggio e descrive il processo mediante il quale il gruppo di ricerca ha identificato per la prima volta questi anticorpi specifici nelle mascherine chirurgiche utilizzate per un giorno dagli operatori di laboratorio vaccinati.
I ricercatori hanno quindi ipotizzato che forse tali anticorpi possono anche essere trasferiti da un individuo all’altro tramite aerosol e goccioline, come lo sono anche i virus. Per verificare l’ipotesi, hanno raccolto tamponi nasali da bambini non vaccinati che vivevano in case in cui genitori o familiari erano vaccinati, non vaccinati o avevano già ricevuto una diagnosi positiva di COVID-19.
I risultati hanno rivelato che la presenza di elevate quantità intranasali di questi anticorpi specifici nei genitori vaccinati era «significativamente associata» alla presenza degli stessi anticorpi “all’interno di un bambino della stessa famiglia”. In confronto, i tamponi dei bambini provenienti da famiglie non vaccinate hanno rivelato un «deficit completo di anticorpi specifici della SARS-CoV-2».
In pratica, i ricercatori hanno concluso che gli anticorpi generati a seguito delle iniezioni anti-COVID-19 possono essere trasferiti dai vaccinati ai non vaccinati o ad altri mediante semplici aerosol (respirazione normale) in proporzione alla quantità presente nel naso o nella bocca.
Tuttavia i ricercatori riconoscono anche che la correlazione a cui hanno assistito non garantisce necessariamente la loro conclusione sul trasferimento diretto degli anticorpi. «Dobbiamo ancora trovare un’interpretazione altrettanto parsimoniosa, anche se bisogna ammettere che ciò non significa che non ne esista», scrivono gli scienziati.
In una corrispondenza e-mail con LifeSiteNews, il dottor McCullough offre un’interpretazione diversa delle ricerche.
«Temo che questi dati implichino la perdita della proteina spike e/o del materiale vaccinale mRNA dall’ospite al ricevente e non il trasferimento di anticorpi come hanno concluso gli autori», ha scritto.
Il dottor McCullough, cardiologo, ha avuto una carriera unica nel campo medico ed è autore di 687 articoli su riviste scientifiche sottoposte a revisione paritaria, rimanendo tuttora il medico più pubblicato nella storia nel suo campo.
Come riportato da Renovatio 21, in un’intervista dello scorso novembre, McCullough ha sostenuto che l’mRNA stesso delle iniezioni basate sul gene COVID-19 si stava «trasferendo dai vaccinati ai non vaccinati». Ciò genererebbe naturalmente le proteine spike con la risposta del corpo creando gli anticorpi specifici identificati nello studio ImmunoHorizons.
L’esperto cardiologo texano citò all’epoca anche un paper in cui si dimostrava che gli LNP che trasportano l’mRNA diffuso in tutto il corpo «hanno dimostrato di poter essere escreti attraverso i fluidi corporei (sudore, espettorato, latte materno) e superare la barriera transplacentare».
«E in un articolo di Fertig e colleghi si scopre che l’RNA messaggero circola nel sangue per almeno due settimane» aveva detto il medico. «E le curve non si abbassavano. Questo è il tempo che hanno guardato».
«Röltgen e colleghi hanno trovato per mesi l’RNA messaggero nei vaccinati nei linfonodi», ha spiegato. «Sembra che il corpo non riesca a eliminarlo».
Infine, McCullough ricordava un altro studio «di Hanna e colleghi del JAMA ha dimostrato che l’RNA messaggero si trova nel latte materno di donne sconsiderate che hanno assunto il vaccino durante la gravidanza o successivamente».
Riassumendo questi pensieri, McCullough si chiede retoricamente: «Potresti effettivamente prendere un vaccino inavvertitamente attraverso un contatto ravvicinato, un bacio, un contatto sessuale, o l’allattamento al seno? Sembra che la risposta sia “sì”».
Inoltre, «non è mai stato dimostrato che l’mRNA lasci effettivamente il corpo. Sembrano permanenti, così come la proteina spike che viene prodotta dopo di loro. Questo è molto inquietante», ha lamentato l’ex presidente della Cardiorenal Society of America.
Come riportato da Renovatio 21, il medico e ricercatore Paul Marik aveva avvertito che evitare l’iniezione sperimentale COVID potrebbe non essere sufficiente per impedire alle pericolose proteine spike di infettare una persona, poiché sono facilmente trasmissibili tramite individui vaccinati.
Il dottore ha sostenuto questa tesi – nota in inglese come «shedding», cioè diffusione, propagazione – in una lunga intervista con Children’s Health Defense, il gruppo per la salute dei bambini creato anni fa dal candidato presidente USA Robert F. Kennedy jr., di cui Renovatio 21 da oramai più di un lustro traduce e pubblica i materiali.
Il dottor Marik qui afferma che i non vaccinati dovrebbero fare attenzione alla possibilità di propagazione delle proteine spike, che potrebbero essere diffuse tramite contatto stretto o contatto intimo.
«Non c’è dubbio che la propagazione sia un fenomeno reale. Ciò può essere orribile. Tuttavia le autopsie hanno mostrato che la quantità di proteine spike negli spermatozoi dopo la vaccinazione è davvero sbalorditiva» aveva detto il Marik.
L’autopropagazione delle proteine spike da vaccinati a non vaccinati è una prospettiva sempre più concreta, che apre allo
spettro dei «vaccini autopropaganti».
I cosiddetti «vaccini autopropaganti», sono campagne di vaccinazione che procedono tramite contagi: in pratica, vere e proprie «epidemie vaccinali» fatte con sistemi di trasmissione rilasciati sulla popolazione dalle autorità.
L’idea è quella di vaccini in grado di diffondersi da soli – ovviamente a discapito totale del principio di consenso informato, che con la vaccinazione COVID ha dimostrato, come gli stessi diritti costituzionali, la sua irrilevanza a livello pragmatico e morale.
L’mRNA, secondo varie denunce raccolte in questi mesi, sarebbe entrato anche nella catena alimentare tramite la vaccinazione di bovini e pollame già iniziata nel 2018.
Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
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Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
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Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Epidemie
Virus sconosciuto e per il quale non esiste un vaccino si sta diffondendo negli Stati Uniti
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il metapneumovirus umano (HMPV) si sta diffondendo negli Stati Uniti, in particolare in California e nella regione dei Grandi Laghi. Lo riporta Epoch Times.
I sintomi includono tosse, febbre e congestione nasale e, a differenza di virus respiratori più noti, per l’HMPV non esistono vaccini o trattamenti conosciuti, ha affermato il CDC.
I pazienti ricoverati in ospedale ricevono in genere cure di supporto, o ossigeno se necessario, e liquidi per via endovenosa per prevenire o trattare la disidratazione.
Dei test nazionali risultati positivi ai virus respiratori nella settimana conclusasi il 28 febbraio, il 5% è risultato positivo all’HMPV, la percentuale più alta per l’HMPV da metà 2025. La percentuale è inferiore a quella dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale (VRS), ma superiore a quella del COVID-19, secondo il National Respiratory and Enteric Virus Surveillance System.
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La California e il Nuovo Jersey sono tra gli stati che hanno recentemente segnalato casi di HMPV. Secondo l’ente di controllo epidemico statunitense CDC, casi sono stati registrati in tutte le regioni del paese.
Specialisti affermano che i sintomi sono solitamente lievi, ma che il virus può portare a complicazioni più gravi, in particolare nei bambini piccoli, negli anziani e in altre persone con un sistema immunitario più debole.
Secondo uno studio pubblicato a febbraio, i ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università di Pittsburgh e di altre istituzioni hanno affermato che l’HMPV inizia solitamente a circolare più tardi nella stagione rispetto all’influenza e al virus respiratorio sinciziale.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus raggiunge il picco anche più tardi, spesso ad aprile, e affermano che lo studio dimostra che l’HMPV è «una causa importante» di sintomi respiratori sia nei bambini che negli adulti.
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