Eutanasia
L’Uruguay sulla strada dell’eutanasia express
La Camera bassa del Parlamento uruguaiano ha appena approvato, in prima lettura, un disegno di legge che legalizza l’eutanasia nel Paese. Se il Senato approverà il disegno di legge – il che è più che probabile, dato che è nelle mani dei progressisti – sarà possibile ricevere l’iniezione letale cinque giorni dopo la richiesta. In alcuni casi, anche meno.
Finora si credeva che il Far West fosse la patria dei tiratori più veloci del mondo, con nomi leggendari come Billy the Kid e Calamity Jane. Ma potrebbero essere sul punto di essere superati dai legislatori uruguaiani, che stanno attualmente discutendo una proposta di legge che consentirebbe di eliminare un paziente in pochi giorni.
Utilizzando elementi cari ai progressisti, il testo «Muerte Digna» – Morte con Dignità – mira a legalizzare e regolamentare l’eutanasia attiva e il suicidio assistito a condizioni presentate come rigorose, ma che notoriamente si rivelano sempre un escamotage in questo tipo di casi. Il progetto è stato già approvato dalla Camera dei Rappresentanti nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2025, dopo una maratona di 14 ore, con 64 voti a favore su 93 elettori.
Ha ricevuto il sostegno quasi unanime del Frente Amplio – la sinistra al governo – e di settori dell’opposizione, come il Partido Colorado e parte del Partido Nacional . Il testo deve ora passare al Senato, dove si prevede che sarà esaminato in commissione, con un’approvazione probabile entro la fine del 2025, data la maggioranza progressista in quell’aula.
Partiti di destra come Cabildo Abierto e Identidad Soberana hanno denunciato il «diritto di uccidere» piuttosto che di morire, citando rischi di abusi e paragonando Muerte Digna al programma del partito nazista degli anni Trenta. La Conferenza episcopale uruguaiana (CEU), in una dichiarazione del 29 agosto 2025, ha fermamente respinto il progetto, affermando che «causare attivamente la morte è contrario all’etica medica», e sostenendo il rafforzamento delle cure palliative.
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Cosa dice il testo? Un paziente che desidera porre fine alla propria vita consulta il proprio medico, che può dare immediatamente un parere favorevole o attendere fino a tre giorni. Successivamente, inoltra la richiesta a un altro medico, che visita il paziente ed esamina la sua cartella clinica: ha un massimo di cinque giorni per rispondere. Se i due pareri concordano, l’esecuzione viene programmata: può avvenire cinque giorni dopo l’inizio della procedura. O anche meno, se il medico ha motivo di ritenere che la coscienza del paziente possa essere gravemente compromessa nelle ore successive.
Al di là della legge naturale che viola e dell’insegnamento della Chiesa che contraddice, Muerte Digna solleva molti interrogativi: in primo luogo, il diritto all’eutanasia potrebbe entrare in conflitto con il diritto all’obiezione di coscienza di chi presta assistenza che si rifiuta di partecipare a tale pratica. Questa tensione rischia di limitare gradualmente la libertà degli operatori sanitari, costringendoli ad agire contro le proprie convinzioni. Questo vale in Uruguay come altrove.
Inoltre, il disegno di legge non subordina l’accesso all’eutanasia a una soglia minima di gravità o sofferenza per i malati terminali, il che apre la strada a interpretazioni ampie. Ancora una volta, la nozione di «sofferenza insopportabile» rimane vaga e soggettiva, rendendo la sua valutazione soggetta ad arbitrarietà.
Un punto particolarmente delicato riguarda l’accesso all’eutanasia per i pazienti affetti da disturbi psichiatrici, senza ulteriori criteri specifici. Questa scelta solleva preoccupazioni circa la tutela delle persone vulnerabili: un periodo di attesa di giorni è ridicolo in tali casi. Inoltre, il disegno di legge non richiede competenze specifiche ai medici consultati per una richiesta di eutanasia, il che indebolisce ulteriormente il rigore del processo.
Se l’argomento non fosse così serio, alcune disposizioni del testo votato dai deputati uruguaiani farebbero quasi sorridere, tanto sono deplorevolmente stupide: in particolare la menzione che l’eutanasia sarà considerata dalla legge come una «morte naturale». Per non parlare della definizione di morte «dignitosa» come diritto a morire «senza dolore»: i cambogiani, assassinati con un colpo in testa dai Khmer Rossi con il pretesto che sapevano leggere, probabilmente apprezzeranno…
«Bisogna sempre dire ciò che vediamo: soprattutto, bisogna sempre, il che è più difficile, vedere ciò che vediamo»: Péguy non è mai stato così attuale.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di GameOfLight via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Eutanasia
Australia, decessi per eutanasia sono aumentati del 400%
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Eutanasia
L’Olanda effettua la prima eutanasia in assoluto su un bambino di 24 mesi
Un bambino di quasi 24 mesi è stato il primo minore di 12 anni a essere sottoposto a una procedura di eutanasia nei Paesi Bassi, dopo le modifiche alla legge olandese sull’eutanasia.
L’episodio è avvenuto alla fine dello scorso anno, dopo che un medico e una commissione avevano stabilito che il bambino conduceva una vita di sofferenza destinata a non migliorare nel tempo.
Nato prematuramente a 26 settimane, il bambino ha riportato gravi danni cerebrali, paralisi cerebrale e cecità parziale. Il piccolo presentava anche problemi di muco che ostruivano la respirazione e crisi epilettiche intermittenti che, a quanto risulta, non potevano essere controllate con i farmaci.
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Secondo quanto riportato dal giornale britannico The Sun, i medici avevano in precedenza valutato che il bambino «non soffriva in modo insopportabile e continuo» e che «l’epilessia causava un notevole disagio, ma le crisi epilettiche non erano continue». «La loro conclusione è stata che esistevano ancora alternative ragionevoli, come le opzioni palliative e altri farmaci che avrebbero potuto portare a un migliore controllo delle crisi epilettiche», afferma la testata inglese.
Poiché però le crisi convulsive non rispondevano ai farmaci, il medico avrebbe chiesto un secondo parere a un altro dottore, il quale avrebbe riscontrato che «l’insopportabile sofferenza del bambino era chiaramente visibile».
La Regeling beoordelingscommissie Late Zwangerschapsafbreking, Levensbeëindiging bij Pasgeborenen en Levensbeëindiging kinderen 1-12 jaar («Commissione di valutazione per l’interruzione della gravidanza in fase avanzata e l’interruzione della vita nei neonati e nei bambini 1-12 anni»), organismo che si occupa del controllo dei casi di interruzione attiva della vita nei neonati e nei minori, ha condiviso il parere del medico, dichiarando:
«Tutti gli aspetti dell’essere umano – per quanto riguarda le capacità motorie, il comportamento e la personalità – erano gravemente compromessi e non sarebbero migliorati (…) Nonostante tutti gli interventi medici e non medici, i genitori e il medico non hanno riscontrato alcun miglioramento nelle condizioni del bambino ed erano convinti che il piccolo stesse soffrendo in modo insopportabile e senza alcuna prospettiva di sollievo».
La notizia dell’eutanasia di un bambino di età inferiore ai 12 anni era già emersa a giugno, ma l’età effettiva del bambino è stata resa nota solo ora.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro della Salute Sophie Hermans aveva dichiarato che nei Paesi Bassi era è stata praticata l’eutanasia su un bambino di età inferiore ai 12 anni, sostenendo che fosse la prima volta. La procedura era stata eseguita in base alle norme introdotte nel 2024, che consentono ai medici del Paese di porre fine alla vita di bambini malati terminali in circostanze eccezionali. Il ministro non aveva rivelato l’età, il sesso o le condizioni di salute del bambino.
Prima della modifica legislativa dell’inizio del 2024, l’eutanasia era legale solo per i neonati e per i bambini di età superiore ai 12 anni. Il caso, che ha suscitato molte polemiche, segue la recente notizia di una nonna in Canada sottoposta a eutanasia contro la sua volontà.
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I Paesi Bassi sono stati il primo Paese al mondo ad approvare una legge sull’eutanasia nel 2002. In precedenza, nel 2014, il Belgio ha approvato una legge sull’eutanasia per i minori e, secondo quanto riportato, in base a tale legge sono stati uccisi due bambini di 9 e 11 anni che soffrivano di «sofferenze insopportabili».
Secondo i comitati regionali per la revisione dell’eutanasia dei Paesi Bassi, nel 2025 sono stati registrati oltre 10.000 casi di eutanasia, pari a circa il 6% di tutti i decessi a livello nazionale.
Nel 2025 un rapporto indicava un aumento del 60% nei casi di eutanasia olandese per «sofferenza psicologica» e malattia mentale. Il rapporto indica un aumento complessivo del 10% nel tasso di eutanasia dal 2023 al 2024, con quasi 10.000 olandesi morti per eutanasia nel 2024. Come riportato da Renovatio 21, la questione dell’eutanatizzazione in Olanda di persone con autismo o disabilità intellettuale è risalente.
Come riportato da Renovatio 21, la finestra di Overton sull’eutanasia dei bambini autistici (e sui danneggiati da vaccino) è aperta da diverso tempo. Da notare che uno studio di due anni fa dimostrava che di fatto l’eutanasia delle persone autistiche in Olanda era già iniziata.
Renovatio 21 lo aveva preconizzato apertis verbiis già nel lontano settembre 2017, in quella che fu forse la prima (o al massimo la seconda) conferenza pubblica . Era un incontro pubblico organizzato da Renovatio 21 a Reggio Emilia sul tema caldo di cui giorni: l’obbligo vaccinale per i nostri figli – la famosa «legge Lorenzin», che ha impedito a tanti bambini non vaccinati di frequentare le scuole materne, praticamente un test per quanto sarebbe successo tre anni dopo con sieri mRNA e green pass.
Autismo ed eutanasia infantile. Intervento di Roberto Dal Bosco dal convegno di Renovatio 21 «Vaccini fra obbligo e libertà di scelta», Reggio Emilia, 9 settembre 2017 pic.twitter.com/5aYBo27Gb8
— Renovatio 21 (@21_renovatio) April 17, 2024
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L’eutanasia infantile è forse una delle più platiche dimostrazioni del ritorno del sacrificio umano nella nostra società. Una regressione che, più che metafisica, è programmatica. Il ritorno di Baal e Moloch, degli dèi pagani antichi che chiedevano di essere adorati con il massacro dei figli.
La civiltà cristiana si è basata, per millenni, sull’opposto: sulla difesa della vita nascente, in qualsiasi sua forma di salute, perché essa è Imago Dei, perché la sua protezione è iscritta nel cuore degli uomini come legge naturale. Lo sforzo del nemico, nei secoli, è quello di pervertire il cuore degli uomini, cancellare la legge naturale, e spianare la strada a stragi infinite, come come desiderio di colui che è «omicida fin da principio» (Gv 8:44).
Un mondo che uccide i suoi bambini attende giocoforza la sua punizione.
Dal Vangelo secondo San Marco (18,6): «Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel profondo del mare».
Cosa dovrebbero fare, quindi, coloro che non scandalizzano i bambini, ma li uccidono?
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Eutanasia
Fine vita in Veneto: la reazione dei vescovi
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