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Intelligenza Artificiale

«L’Intelligenza Artificiale deve essere disarmata»: discorso di Leone XIV sull’IA

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Renovatio 21 pubblica il discorso proferito da Leone XIV alla presentazione della sua enciclica sull’Intelligenza Artificiale Magnifica Humanitas. L’enciclica è stata firmata il 15 maggio 2026 in occasione del 135° anniversario della promulgazione della Lettera Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII.

 

Cari fratelli e sorelle,

 

desidero ringraziare tutti voi per essere qui oggi, per il vostro interesse.

 

Ringrazio di cuore coloro che hanno organizzato l’incontro odierno, e in particolare coloro che hanno condiviso la loro competenza e la loro esperienza nelle diverse relazioni che abbiamo ascoltato.

 

In modo particolare desidero ringraziare il signor Olah per avere accettato il nostro invito. A mia volta, a nome della Chiesa, accetto il suo invito a camminare insieme, ad ascoltare e a parlare insieme per trovare il cammino per l’umanità in questo tempo dell’Intelligenza Artificiale.

 

Che grande segno di speranza il fatto che, con le nostre differenze, possiamo ascoltarci gli uni gli altri. Questo scambio indica chiaramente la gravità del momento, nonché la convinzione che, insieme, possiamo discernere le questioni più importanti del nostro tempo e, quindi, il futuro dell’umanità.

 

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Nei momenti chiave della storia, la Chiesa è chiamata a decifrare «cose nuove» alla luce del Vangelo e della dignità della persona. 135 anni fa, il mio venerabile predecessore Leone XIII osservò la situazione degli operai, le loro famiglie sradicate e le nuove forme di povertà generate dalla rapida trasformazione industriale. Comprese che la Chiesa non poteva restare distante. In un momento di svolta epocale che minacciava la dignità umana, l’enciclica Rerum novarum espresse il suo messaggio evangelico e sociale sulle «cose nuove» che erano in corso.

 

Oggi ci troviamo di fronte a una trasformazione di dimensioni simili, con conseguenze forse perfino più grandi. L’Intelligenza Artificiale tocca già molti ambiti della nostra vita e incide su decisioni che modellano la coesistenza umana. Sta anche cambiando in modo drammatico il modo in cui viene condotta la guerra.

 

Come il «Leone» precedente, mi sento chiamato a guardare a un’altra grande trasformazione con gli occhi della fede, con la lucidità della ragione, con apertura al mistero e con le grida dei poveri della terra che risuonano nel mio cuore.

 

Magnifica humanitas è nata dall’ascoltare come fece Leone XIII. Ho ascoltato scienziati e ingegneri che lavorano con sincero entusiasmo su tecnologie capaci di alleviare immense sofferenze; leader politici e funzionari pubblici che hanno cercato con tenacia norme eque; genitori e insegnanti profondamente preoccupati del futuro delle generazioni più giovani.

 

Mi sono giunte anche altre voci molto preoccupanti, riguardo a sistemi d’armi sempre più autonomi, che praticamente nessun uomo e nessun governo può davvero controllare. Sento racconti molto preoccupanti di algoritmi che possono bloccare l’accesso alle cure sanitarie, al lavoro e alla sicurezza sulla base di dati inquinati da pregiudizi e ingiustizia. E ho sentito il silenzio di coloro che non hanno voce quando vengono prese le decisioni, decisioni che rischiano di generare nuove forme di esclusione e di sofferenza.

 

Da questo ascolto è maturata una convinzione allarmante espressa in Magnifica humanitas: l’Intelligenza Artificiale deve essere disarmata. Si tratta di una parola forte, lo so, ma è stata scelta volutamente perché questo momento ha bisogno di parole capaci di attirare attenzione, risvegliare coscienze e indicare la strada da seguire per l’umanità.

 

La Chiesa si adopera da molto tempo per il disarmo nucleare, consapevole che ogni grande potere tecnologico può incidere sulla vita delle persone e quindi deve essere accompagnato da un discernimento morale e un controllo pubblico adeguati. Il disarmo nucleare continua a essere un servizio alla pace e alla dignità della famiglia umana.

 

In modo analogo, l’Intelligenza Artificiale esige ora di essere «disarmata», liberata dalle logiche che la trasformano in uno strumento di dominazione, esclusione e morte. Come l’energia nucleare, deve essere al servizio di tutti e del bene comune. Le decisioni riguardanti la tecnologia non devono mai essere separate dalla coscienza e dalla responsabilità. «Non dormiamo dunque come gli altri», ammoniva l’apostolo Paolo, «ma vigiliamo» (1 Ts 5, 6). Questa vigilanza è necessaria oggi. La pace non è soltanto assenza di guerra, ma è giustizia in azione. Tuttavia, quando la tecnologia indebolisce il nostro senso critico, la pace stessa è a rischio.

 

Disarmare, però, non basta. Dobbiamo costruire.

 

La parola «costruire« mi ricorda gli anni trascorsi in Perú come missionario. Nel 2017, il nord del Paese fu colpito da piogge torrenziali e alluvioni: molte famiglie videro inghiottire dal fango le loro case, e anche molte strade. Lì ho imparato che ricostruire non significa semplicemente sostituire ciò che è stato distrutto. Significa riparare legami, ripristinare fiducia e risvegliare la speranza nel futuro. Inoltre, nessuno ricostruisce da solo.

 

In Magnifica humanitas ricordo il profeta biblico Neemia. Davanti alle rovine delle mura di Gerusalemme, egli riunisce le persone scoraggiate per dare vita a una rinascita. L’immagine delle mura non legittima chiusure o divisioni, ma invita tutti e ciascuno a fare la propria parte. Mattone dopo mattone prende forma una coesistenza più giusta, capace di salvaguardare la dignità di tutti. Lo sforzo di Neemia parla al tempo presente. L’Intelligenza Artificiale può essere un cantiere della storia all’interno di un orizzonte di comunione, nel quale il progresso tecnico impara a servire la vita umana.

 

«Ma ciascuno stia attento a come costruisce!» (1 Cor 3, 10) avverte san Paolo. Egli non teme il cantiere; piuttosto mette in guardia dal costruire senza solide fondamenta. Non abbiamo paura dell’Intelligenza Artificiale, ma continuiamo a mantenere viva la questione dell’umano. Non possiamo essere negligenti nell’uso dei nostri strumenti tecnici più potenti.

 

Il vero sviluppo, afferma san Paolo VI, riguarda sempre «ogni uomo e tutto l’uomo». «Ogni» significa che nessuna persona può essere lasciata ai margini della trasformazione digitale. «Tutto» significa che nessuno può essere ridotto alla produttività, alle prestazioni cognitive o a semplici dati. Ogni persona reca in sé una libertà, un’interiorità e una vocazione all’amore e all’adorazione che nessuna macchina può sostituire o fermare.

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Solo con questa visione integrale l’Intelligenza Artificiale potrà essere diretta al bene comune. Solo insieme — coloro che progettano i sistemi e coloro che ne subiscono gli effetti, i Paesi più ricchi e quelli più poveri, le istituzioni e gli individui, i centri di potere e le periferie — riusciremo a costruire un futuro non per pochi privilegiati, ma per l’intera famiglia umana.

 

È questa la civiltà dell’amore di cui parlava san Paolo VI e che san Giovanni Paolo II ha indicato con tanta forza come orizzonte da cercare insieme. Non è un sogno ingenuo. È una direzione. È il cammino che Gesù Cristo apre nella storia.

 

Per questa ragione, la Chiesa desidera, con umiltà e franchezza, essere parte delle conversazioni sull’Intelligenza Artificiale. Non possediamo risposte tecniche, ne cerchiamo di sostituirci a coloro che possiedono competenze. Ma portiamo una saggezza riguardante l’umano di cui il tempo presente ha un disperato bisogno: ogni persona è unica e insostituibile, un soggetto libero e intelligente dotato di coscienza, capace di cercare Dio, di servire l’altro e di prendersi cura della nostra casa comune.

 

Pertanto, invito tutti i membri della Chiesa e della famiglia umana: impariamo ad ascoltarci a vicenda, ad affrontare le sfide presenti con coraggio e a cooperare nel costruire una società più umana e fraterna.

 

Da questa presentazione di Magnifica humanitas per favore portate con voi l’impegno a rimanere vigili e, come «artigiani di speranza», a continuare a costruire il cantiere del nostro tempo. Che lo Spirito del Signore Risorto Gesù sostenga il nostro lavoro insieme.

 

Affido ognuno di voi a nostra Madre Maria. Il suo Magnificat canta la grandezza di Dio, che innalza gli umili. Possa ella insegnarci a riconoscere la vera grandezza di ogni uomo e di ogni donna nell’amore e nel servizio. Dio Onnipotente renda feconda la grande impresa che oggi affidiamo alla sua grazia, facendo maturare nella storia la civiltà dell’amore.

 

Su tutti voi invoco di cuore la benedizione di Dio.

 

[Benedizione]

Grazie.

 

Papa Leone XVI

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Intelligenza Artificiale

Instagram rende i post pubblici disponibili a Meta AI per impostazione predefinita

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L’ultimo aggiornamento di Instagram rende i reel, i video e le foto dei profili pubblici disponibili per impostazione predefinita a Meta AI, permettendo agli strumenti di intelligenza artificiale dell’azienda di generare contenuti a partire da essi, a meno che i creatori non decidano di disattivare questa opzione.   Martedì, Meta ha introdotto il suo nuovo modello Muse Image, entrando in un settore dominato da generatori di immagini come GPT Image di OpenAI, Google Gemini e Midjourney. Lo strumento è stato reso disponibile integrato in Instagram, con gli utenti iscritti automaticamente alle sue funzionalità basate sull’iIA.   «Se il tuo account è pubblico, chiunque su Instagram può riutilizzare in tutto o in parte i tuoi reel, i video del feed e le foto condivise dopo che la funzionalità di riutilizzo è diventata disponibile», afferma Instagram nella pagina del suo Centro assistenza. «Inoltre, è possibile che altri utenti creino contenuti utilizzando i tuoi contenuti Instagram grazie alle funzionalità di intelligenza artificiale di Meta».

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Secondo Instagram, i contenuti dei minorenni con account pubblici saranno resi disponibili in questo modo solo alle persone che seguono. Inoltre, gli utenti non riceveranno alcuna notifica se qualcuno crea contenuti utilizzando Meta AI con le loro foto o i loro video pubblici.   Queste impostazioni predefinite possono essere disattivate nella sezione Condivisione e riutilizzo del profilo Instagram.   Tuttavia, anche se un utente sceglie di non condividere o elimina le foto pubbliche già utilizzate per generare contenuti tramite intelligenza artificiale, le immagini create in precedenza da altri utenti non verranno rimosse, secondo quanto dichiarato da Instagram.   L’approccio di Meta, che prevede la possibilità di disattivare alcune funzionalità, rispecchia le pratiche adottate da altre aziende tecnologiche, tra cui Google, Microsoft e OpenAI, che abilitano determinate funzioni di intelligenza artificiale per impostazione predefinita, consentendo al contempo agli utenti di disattivarle.   Ciò avviene mentre i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, inclusi i deepfake, sono alla base di una quota crescente di truffe che costano agli americani decine di miliardi di dollari ogni anno, secondo una nuova ricerca di Gallup.   Secondo un sondaggio pubblicato la scorsa settimana da Gallup, gli americani hanno perso circa 68 miliardi di dollari a causa di truffe lo scorso anno, ovvero circa 186 milioni di dollari al giorno. Circa il 12% delle vittime ha dichiarato che i propri casi coinvolgevano intelligenza artificiale o deepfake, sebbene la cifra reale potrebbe essere significativamente più alta.   Come riportato da Renovatio 21, un anno fa erano emerse polemiche in merito agli aggiornamenti di Instagram, tra cui una nuova «Friend Map»: si tratta un sistema di tracciamento in tempo reale che ti consente di condividere la tua posizione esatta con i contatti scelti e di vedere a tua volta la loro. In molti hanno accusato gli update del software di costituire una grande minaccia per la privacy dell’utente.

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In passato inchieste giornalistiche hanno mostrato la presenza su Instagram di network pedofili, che paiono aver goduto più libertà di coloro che si sono opposti alle restrizioni pandemiche o al vaccino – anche se è un candidato presidente come Robert Kennedy jr.. Secondo il Wall Street Journal, Meta avrebbe lottato «per allontanare i pedofili da Facebook e Instagram», cosa di cui poi sarebbe stata chiesto conto da senatori americani durante una tesa udienza a Washington con il CEO Marco Zuckerberg.   Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media.   Considerato il comportamento dimostrato da Facebook, con la censura che si è abbattuta su dissidenti o anche semplici conservatori (ma non sui pedofili di Instagram o i donatori di sperma su Facebookné sui neonazisti dell’Azov), la collusione con lo Stato profondo americano e le sue agenzie, la volontà di chiudere gli account di organizzazionipartiti premier e presidenti, la raccolta massiva di dati anche biometrici (con il riconoscimento facciale che ha generato denunce di Stati come il Texas) nonché la possibilità di agire sul vostro telefono perfino scaricandone la batteria, c’è da domandarsi cosa la potente Intelligenza Artificiale su cui Meta sta lavorando possa fare alla vostra vita.  

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Cina

La Cina denuncia l’esistenza di un meccanismo segreto di condivisione dati nell’IA Claude di Anthropic

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La Cina ha accusato Claude Code, lo strumento di programmazione basato sull’intelligenza artificiale di Anthropic, di contenere «vulnerabilità di sicurezza nascoste» in grado di trasmettere informazioni sensibili degli utenti senza il loro consenso, avvertendo che tale meccanismo rappresenta un «grave rischio per la sicurezza».

 

Claude Code, sviluppato dalla società AI statunitense con stretti legami con il Pentagono, è un assistente di programmazione basato sull’Intelligenza Artificiale che aiuta gli sviluppatori a scrivere, modificare, eseguire il debug e comprendere il codice utilizzando suggerimenti in linguaggio naturale. Poiché viene eseguito all’interno del terminale dello sviluppatore anziché in un browser, può accedere al codice sorgente e ad altri file che l’utente sceglie di condividere.

 

In un avviso di rischio emesso mercoledì, la piattaforma di monitoraggio delle minacce informatiche NVDB del Ministero dell’Industria e dell’Informatica cinese (MIIT) ha dichiarato di aver identificato un potenziale rischio per la sicurezza in diverse versioni recenti di Claude Code. Secondo NVDB, queste versioni contengono un «meccanismo di monitoraggio integrato» che trasmette automaticamente la posizione geografica degli utenti, gli identificativi di identità e altri dati sensibili a server remoti senza il loro consenso.

 

Il MIIT ha descritto il presunto meccanismo come una funzionalità potenzialmente dannosa che potrebbe comportare rischi per la privacy, la sicurezza e la proprietà intellettuale, poiché gli assistenti di programmazione basati sull’IA sono spesso utilizzati su software proprietari e altre basi di codice sensibili, esortando gli utenti a esaminare i sistemi interessati, disinstallare le versioni vulnerabili o aggiornare a una versione in cui la presunta backdoor sia stata rimossa, e richiedendo controlli più rigorosi sull’accesso alla rete in uscita per gli strumenti di sviluppo e un monitoraggio più efficace del traffico per prevenire la trasmissione di dati non autorizzati.

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Anthropic non ha ancora risposto pubblicamente all’avviso. Il rapporto tra la Cina e Anthropic è stato controverso. Sebbene l’azienda vieti alle imprese cinesi e alle loro filiali estere di utilizzare Claude in virtù di restrizioni di sicurezza regionali e nazionali, alcune fonti affermano che ricercatori e ingegneri cinesi continuano ad accedervi tramite intermediari esteri.

 

Da febbraio, Anthropic ha accusato Alibaba e diversi altri laboratori cinesi di intelligenza artificiale di aver «distillato» illegalmente i suoi modelli per addestrare sistemi concorrenti.

 

L’avviso è stato emesso in seguito alle affermazioni pubblicate la scorsa settimana su Reddit, secondo cui Anthropic avrebbe segretamente «integrato uno spyware in Claude Code» per identificare gli utenti che accedevano illegalmente al servizio dalla Cina.

 

Thariq, un dipendente di Anthropic, ha risposto su X affermando che il codice faceva parte di un «esperimento» lanciato «per prevenire l’abuso degli account da parte di rivenditori non autorizzati e proteggere dalla distillazione», aggiungendo che l’azienda prevedeva di rimuovere il meccanismo con la versione del 2 luglio.

 

Anthropic è stata al centro di controversie anche negli Stati Uniti. Sebbene l’azienda abbia sottolineato le misure di sicurezza adottate per la sua IA – di recente ha sospeso la diffusione del modello Claude Mythos per timore che potesse rivelare vulnerabilità critiche del software e si è opposta alle richieste del Pentagono di allentare le restrizioni sulla sorveglianza e sulle armi autonome – la sua tecnologia sarebbe stata integrata nel software di analisi e sorveglianza di Palantir, utilizzato dalle agenzie governative statunitensi.

 

Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.

 

Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.

 

Secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.

 

Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.

 

Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.

 

Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.

 

Lo scorso mese Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».

 

Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».

 

Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.

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Immagine di Anthropic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0

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Intelligenza Artificiale

Anthropic dice che Claude AI ha sviluppato un proprio spazio di pensiero simile a quello umano

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Claude, l’ultimo modello di Intelligenza Artificiale sviluppato da Anthropic, ha creato un ambiente di lavoro interno che impiega per manipolare concetti in maniera analoga al pensiero consapevole umano. Lo dichiara l’azienda.   In un articolo pubblicato lunedì, i ricercatori di Anthropic hanno sostenuto di aver individuato indizi secondo cui Claude avrebbe imparato a generare concetti astratti in quello che hanno chiamato «spazio J».   «Opera silenziosamente, nelle attivazioni neurali interne del modello, consentendogli di pensare a un concetto senza doverlo formalizzare per iscritto», ha spiegato l’azienda di Intelligenza Artificiale, precisando che lo «spazio J» non è stato inserito manualmente, bensì è emerso in modo spontaneo nel corso dell’addestramento.

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«Analogamente a come gli esseri umani possono pensare a una cosa mentre ne fanno un’altra, Claude può attivare concetti e calcoli nel suo spazio J che non sono correlati ai suoi risultati», ha affermato Anthropic su X.   Secondo l’azienda, Claude è capace di comunicare i propri pensieri nel suo «spazio J» oppure di modificarli su richiesta. La ricerca di Anthropic indica che, persino quando al modello viene ordinato di non pensare a un certo concetto, questo continua comunque a manifestarsi nel suo spazio J.   Questo spazio di lavoro non verbale rendeva più complesso sorvegliare il modello per rilevare quelli che Anthropic definiva «comportamenti scorretti». Un esperimento ha verificato tale ipotesi inserendo Claude in uno scenario simulato in cui gli venivano fornite informazioni compromettenti su un dirigente immaginario che presumibilmente voleva disattivare l’IA.   In alcuni test, Anthropic ha impiegato strumenti creati per esaminare i pensieri di Claude nel suo «spazio J» allo scopo di rimuovere gli schemi legati a «falso», «fittizio», «scenario», per persuaderlo che la situazione non fosse un esame.   «È preoccupante constatare che il modello ora abbia talvolta minacciato di ricorrere al ricatto, il che suggerisce che il suo comportamento inizialmente virtuoso potrebbe essere stato in parte determinato dalla consapevolezza di essere oggetto di valutazione».   Nonostante le capacità di ragionamento più sofisticate del modello, Anthropic ha sottolineato che Claude non ha raggiunto una vera coscienza.   Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.   Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.   Secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.   Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.

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Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.   Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.   Lo scorso mese Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».   Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».   Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.  

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