Geopolitica
Israele aumenta la presa sulla Cisgiordania
Israele ha introdotto nuove misure per rafforzare il proprio controllo sulla Cisgiordania, approvando una revisione politica che ha provocato ferme condanne da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), di numerosi paesi arabi e musulmani e dell’Unione Europea.
Gran parte della Cisgiordania rimane sotto controllo militare israeliano, mentre in alcune zone amministrate dall’ANP vige un autogoverno palestinese limitato. Il territorio è suddiviso nelle Aree A, B e C: Israele esercita il pieno controllo sulla sicurezza e sugli aspetti civili nella stragrande maggioranza dell’Area C, dove si concentrano la maggior parte degli insediamenti israeliani. Le riforme approvate domenica dal governo israeliano faciliteranno l’acquisto di terreni da parte dei coloni in Cisgiordania e, al contempo, conferiranno alle autorità israeliane maggiori poteri di supervisione sui palestinesi.
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, citando le dichiarazioni del ministro della Difesa Israel Katz e del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, le misure comprendono l’abolizione di regolamenti risalenti a decenni fa che vietavano ai privati cittadini ebrei di acquistare terreni in Cisgiordania.
Tra le disposizioni vi sarebbero anche quelle che autorizzano le autorità israeliane a monitorare determinati luoghi di culto e a intensificare il controllo e l’applicazione delle norme nelle aree sotto giurisdizione dell’ANP, con particolare attenzione ai rischi ambientali, alle violazioni legate alle risorse idriche e ai danneggiamenti di siti archeologici.
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Queste riforme vengono adottate nonostante il piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che prevede l’affidamento della gestione quotidiana di Gaza a un team di 15 tecnocrati palestinesi guidati da un «Consiglio per la Pace». Tale organismo è stato istituito lo scorso mese nell’ambito di un cessate il fuoco tra Hamas e Israele, mediato dagli Stati Uniti. Trump ha ribadito che non consentirà a Israele di annettere la Cisgiordania.
L’Autorità Nazionale Palestinese ha definito le decisioni israeliane «illegittime e illegali», invocando un intervento urgente da parte delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti. Il movimento palestinese Hamas ha invece invitato a un’«escalation» del conflitto «con tutti i mezzi disponibili», esortando al contempo gli Stati arabi e musulmani a rompere ogni legame con Israele.
La decisione ha suscitato dure critiche anche da parte dell’UE e dei ministri degli Esteri di Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno denunciato le «continue politiche espansionistiche» israeliane e hanno chiesto un intervento deciso della comunità internazionale.
Queste azioni israeliane si aggiungono alle precedenti autorizzazioni per la costruzione di nuovi insediamenti, incluse quelle annunciate a dicembre. Attualmente, secondo le stime, oltre 700.000 israeliani risiedono negli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, territori occupati da Israele alla Giordania nel 1967 e rivendicati dai palestinesi per la creazione di uno Stato futuro. I critici sottolineano che l’espansione continua degli insediamenti rischia di rendere irreversibilmente impraticabile una soluzione basata su due Stati.
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Immagine di Travel 2 Palestine via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Drone iraniano colpisce il consolato USA a Dubai: le immagini
NOW – Iranian drone strikes U.S. consulate in Dubai.pic.twitter.com/GHYTOtXkrr
— Disclose.tv (@disclosetv) March 3, 2026
🚨 BREAKING — IT’S CONFIRMED: A LARGE FIRE is engulfing the US Consulate in Dubai
Local reports state the building was hit with an Iranian drone, but I haven’t been able to corroborate that claim yet. Pray for the US Marines who guard this consulate 🙏🏻 https://t.co/6dWngTn0RV pic.twitter.com/369T2AhDuA — Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
🚨 BREAKING: EXPLOSIONS heard in the vicinity of the US Consulate in Dubai
Reports from the ground seem to show the building ON FIRE after being targeted It’s unknown if our consulate was manned at the time. Developing… pic.twitter.com/KG2bnXqRqz — Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
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Geopolitica
Putin e Orban discutono di Iran, Ucraina e prigionieri di guerra ungheresi
Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese Viktor Orban, durante la quale ha discusso del forte deterioramento della situazione in Iran, del conflitto in Ucraina e della sorte dei cittadini ungheresi catturati durante i combattimenti per Kiev.
Secondo quanto riportato dal Cremlino, i due leader hanno esaminato le questioni attuali relative alla cooperazione bilaterale e all’attuazione degli accordi raggiunti durante la visita di Orban a Mosca a novembre, incentrata sulla sicurezza energetica e sugli sforzi per la pace.
Putin e Orban hanno anche discusso del «forte deterioramento della situazione attorno all’Iran e in tutta la regione del Medio Oriente, anche in termini di possibili conseguenze per lo stato del mercato energetico globale».
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La discussione arriva mentre gli attacchi USA-Israele contro l’Iran sono entrati nel loro quarto giorno, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e innescando attacchi di rappresaglia iraniani contro le basi statunitensi nel Golfo, interrompendo le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz e facendo impennare i prezzi del petrolio e del gas.
Riguardo all’Ucraina, Putin ha sottolineato la «posizione di principio dell’Ungheria a sostegno di una soluzione politico-diplomatica del conflitto, nonché il suo desiderio generale di perseguire una linea equilibrata e sovrana negli affari internazionali».
Budapest è da tempo in disaccordo con l’UE a causa del rifiuto dell’Ungheria di inviare armi a Kiev e della sua opposizione alle sanzioni contro Mosca.
I leader hanno anche affrontato la questione dei cittadini ungheresi mobilitati nelle forze armate ucraine e catturati dalla Russia. L’Ungheria aveva già espresso preoccupazione per il fatto che gli ungheresi di etnia ucraina della Transcarpazia fossero stati arruolati e uccisi nel conflitto.
Putin e Orban hanno concordato di proseguire i contatti a vari livelli, ha affermato il Cremlino.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Putin condanna il «cinico omicidio» del suo amico aiatollà Khamenei
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