Geopolitica
Trump: il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è «finito»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato «finito» il fragile cessate il fuoco con l’Iran dopo che le forze armate americane hanno effettuato una serie di offensive contro la Repubblica islamica, in seguito a presunti attacchi contro tre petroliere in transito nello Stretto di Ormuzzo.
Mercoledì il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha affermato di aver colpito decine di obiettivi terrestri e navali iraniani «in risposta agli attacchi iraniani contro tre navi mercantili che stavano transitando nello Stretto di Hormuz», accusando Teheran di «un’aggressione ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco».
I mezzi di informazione iraniani hanno riportato che una delle petroliere, legata al Qatar, è stata colpita mentre attraversava lo stretto e «ignorava i ripetuti avvertimenti». Una fonte governativa ha riferito a Press TV che ogni transito attraverso il passaggio strategico deve ricevere l’autorizzazione da Teheran.
Con l’intensificarsi delle tensioni, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha sostenuto di aver condotto attacchi contro decine di obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, dichiarando inoltre di aver abbattuto un drone americano MQ-9.
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Intervenendo a margine del vertice NATO ad Ankara, in Turchia, Trump ha attaccato duramente la dirigenza iraniana, definendola «feccia», «pazza», «malata», «gente viziosa e violenta», e ha confermato che il cessate il fuoco è «finito».
«Non voglio avere a che fare con loro… Parlerò con i nostri negoziatori che vogliono negoziare… ma per quanto mi riguarda, è solo una perdita di tempo trattare con loro. Sono dei bugiardi», ha detto.
Secondo il Memorandum d’Intesa (MoU) in 14 punti siglato il mese scorso, Washington e Teheran hanno proclamato la conclusione definitiva delle operazioni militari su tutti i fronti, Libano incluso, impegnandosi allo stesso tempo a concludere un accordo stabile entro 60 giorni. Gli Stati Uniti hanno accettato di rimuovere progressivamente il blocco navale, mentre l’Iran si è impegnato a fare il possibile per assicurare il libero passaggio delle navi commerciali attraverso lo stretto per 60 giorni.
Gli Stati Uniti si sono inoltre impegnati a liberare i fondi iraniani congelati, mentre Teheran ha ribadito che non avrebbe proseguito nello sviluppo di armi nucleari e ha accettato di restituire le sue scorte di uranio arricchito sotto il controllo dell’AIEA, benché i particolari sui diritti di arricchimento siano stati rinviati all’intesa definitiva.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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