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Ambiente

Indonesia, improvvisa eruzione di fango dal terreno, panico fra la popolazione

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews.

 

 

Un fenomeno che ricorda la vicenda della Lapindo-Brantas, ma di dimensioni assai inferiori. Almeno quattro i feriti, dispersi decine di capi di bestiame. Geologo: evento conosciuto col nome di «vulcano di fango» innescato da una «forte pressione» o una «vasta carica di energia» nel terreno.

Al momento non vi sono spiegazioni ufficiali circa le cause del fenomeno

Una potente esplosione di fango dal terreno, si è sviluppata ieri nel villaggio di Kesongo, nel distretto di Blora, provincia dello Java centrale.

 

Il fenomeno non è affatto raro in Indonesia, come testimonia la drammatica vicenda della Lapindo-Bantas. L’entità della fuoriuscita di ieri non è paragonabile a quella del maggio 2006 a Porong, ma è bastata a generare il panico nella popolazione sorpresa dal «disastro naturale» avvenuto senza cause esterne, come gli scavi minerari, fonte degli incidenti passati. Almeno quattro le persone con ferite lievi.

 

Al momento non vi sono spiegazioni ufficiali circa le cause del fenomeno da parte delle autorità locali o dal ministero indonesiano per i Minerali e le risorse (ESDM).

 

«Questo vulcano di fango giace sulla lunga linea tracciata dalle montagne di Kendeng. La forte pressione e la vasta carica di energia che deve trovare sfogo sulla superficie terrestre, potrebbero aver innescato»

Interpellato da AsiaNews FX Rickoloes Pricorianto, geologo con una lunga esperienza nei progetti di esplorazione mineraria in patria e all’estero, spiega le ragioni per le quali – a suo dire – si sarebbe originato il fenomeno.

 

Ciò che è successo «a Kesongo, nella reggenza di Blora», racconta, «è noto col nome di “vulcano di fango” in geologia». Un qualcosa di analogo al «Bledug Kuwu», il più antico vulcano di fango attivo nell’arcipelago indonesiano e situato nel distretto di Grobogan, anch’esso nello Java centrale.

 

A dispetto del suo nome, prosegue l’esperto, il fenomeno «non ha nulla a che fare con un vero vulcano», ma «il termine si riferisce solo alla tipologia di esplosione».

 

Un simile evento, che è sempre fonte di ansia e traumi fra la popolazione, era già successo nel 2013 e aveva provocato l’intossicazione di alcuni abitanti della zona

«Questo vulcano di fango – spiega Rickoloes Pricorianto – giace sulla lunga linea tracciata dalle montagne di Kendeng. La forte pressione e la vasta carica di energia che deve trovare sfogo sulla superficie terrestre, potrebbero aver innescato» il fenomeno.

 

«Ciò avviene – aggiunge – perché vi è una frattura o una faglia che aiuta questo flusso di fango a trovare il suo sfogo attraverso un canale che conduce alla superficie della terra». Tuttavia per determinare le reali cause dell’esplosione, chiarisce l’esperto e attivista cattolico della diocesi di Bogor, è necessario analizzare i materiali fuoriusciti dall’esplosione e determinare se si tratta di intrusione di sali o magma.

 

Un simile evento, che è sempre fonte di ansia e traumi fra la popolazione, era già successo nel 2013 e aveva provocato l’intossicazione di alcuni abitanti della zona. L’eruzione di ieri ha causato la scomparsa di decine di bufali, appartenenti agli abitanti dei villaggi e intenti a pascolare. Fra le conseguenze di questi fenomeni – almeno in passato – vi è la perdita delle case per migliaia di persone, del lavoro e dei pochi beni frutto del risparmio di una vita.

 

Fra le conseguenze di questi fenomeni – almeno in passato – vi è la perdita delle case per migliaia di persone, del lavoro e dei pochi beni frutto del risparmio di una vita

Questo è quanto avvenuto nel maggio 2006 dallo scavo a Porong, nella reggenza di Sidoarjo, provincia Java orientale, quando la fuoriuscita di fango bollente ha coinvolto interi villaggi. La Lapindo Brantas Inc., autrice dello scavo, ha sempre indicato quale causa una scossa sismica di magnitudo 6,3 a Yogyakarta, Java centrale, distante 280 chilometri. Il sisma è avvenuto due giorni prima della fuoriuscita di fango.

 

La versione della compagnia ha trovato il sostegno del governo e di vari ambienti politici, vicini alla proprietà.

 

Tuttavia, nell’ottobre 2008 un gruppo di esperti riuniti in Sud Africa ha ritenuto la Lapindo Brantas Inc. responsabile del mare di fango bollente che ha allagato interi villaggi, interrotto strade e ferrovie, ricoperto centinaia di industrie della zona e costretto migliaia di persone a lasciare la casa e il lavoro.

 

Secondo gli scienziati il disastro è diretta conseguenza dello scavo di un pozzo per cercare gas, senza rispetto di cautele elementari.

 

 

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Ambiente

La Cina costruisce silos ecosostenibili per i suoi missili balistici intercontinentali

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La Cina sta costruendo almeno 119 silos per missili balistici intercontinentali nell’area nord-occidentale del Paese, e tutto ciò pare essere un’allarmante dimostrazione di militarizzazione che potrebbe portare ad un aumento delle tensioni in tutto il mondo.

 

In un atto sorprendentemente audace e magnanimo nei confronti dell’ambiente – secondo le nuove regole della politicamente corretto ambientale – la Cina sembra stia costruendo le sue strutture missilistiche con un occhio alla natura, riporta il sito SpaceNews.

 

Quindi, se uno di quei missili ti viene incontro, puoi stare tranquillo sapendo che il silos da cui è decollato era alimentato con energia rinnovabile grazia ad un gigantesco nuovo parco eolico nella zona. Tutto sommato è una bella soddisfazione morire nel nome della nuova «green economy».

 

La notizia del parco eolico arriva dall’ingegnere e analista di immagini satellitari James Lewis, che ha deciso di dare un’occhiata più da vicino all’area in questione con satelliti commerciali dopo che dal giugno scorso era stato rivelato che la Cina stava lavorando a nuovi imponenti impianti missilistici.

Missili ecologici per migliorare il pianeta. Razzi Greta-friendly per massacri intercontinentali senza impronta carbonica. Testate ecosostenibili per una distruzione di massa green.

 

Lewis ha analizzato le immagini della regione scattate nel corso di un intero anno per vedere come sono cambiate e spiegando il tutto al GEOINT Symposium del 2021,  una conferenza di professionisti dell’intelligence geospaziale. Il Lewis dice di aver individuato strutture artificiali spuntare e connettersi ai silos in una rete in continua espansione e che una ricerca su Google ha rivelato che erano turbine eoliche.

 

«Non c’è una grande popolazione di persone lì», ha detto Lewis alla conferenza, secondo SpaceNews. «Allora perché stanno costruendo tutti questi parchi eolici lì? Stanno ovviamente cercando di alimentare qualcosa di dimensioni relativamente grandi».

 

Lewis ha anche suggerito che il nuovo programma missilistico è ancora più espansivo di quanto riportato dai giornali quest’estate e che sembravano esserci più di 119 silos, secondo i suoi dati satellitari. 

 

Ad ogni modo, possiamo ritenerci tranquilli sapendo che questi nuovi armamenti capaci di distruzione a lunga gittata sono a emissioni zero, felicemente in armonia con la natura.

 

Missili ecologici per migliorare il pianeta. Razzi Greta-friendly per massacri intercontinentali senza impronta carbonica. Testate ecosostenibili per una distruzione di massa green.

 

No?

 

 

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Ambiente

Estendere l’emergenza al clima. Il COVID è solo l’antipasto

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Come Renovatio 21 ha già  indicato (articolo «I “Germ Games” bioterroristici di Bill Gates») ci sono tutti gli indizi per sospettare che siano previste altre pandemie, con ben altri patogeni; questo permetterebbe alle élites sovversive di prolungare ulteriormente la sospensione dell’ordine socio-economico  inflittaci dal 2020.

 

Per coloro che hanno seguito le vicende del  recente G20 di Roma e la conferenza sul clima di Glasgow (United Nations Climate Change Conference) è chiaro che si stia andando verso un cambio di passo sul tema dell’ambiente, tema decennale che sta subendo una prepotente accelerazione.

 

Il segnale più evidente di questo cambio di passo è dato dal commitment («impegno») dichiarato dai leader occidentali: lo slogan più ripetuto è  «non c’è più tempo». Non si tratta di un semplice cambio di toni retorico; abbiamo a che fare con prese di posizione pubbliche che risultano vincolanti per chi le fa. Risultano vincolanti soprattutto davanti all’opinione pubblica.

 

D’altra parte, a questo va aggiunto che le stesse élites hanno creato la dialettica per rendere a loro volta le aspettative dell’opinione pubblica vincolanti rispetto all’agenda dell’emergenza climatica, quasi a segnare un punto di non ritorno.

 

Questa operazione di agenda setting e programmazione dell’opinione pubblica è stata gestita attraverso il rilancio deil movimento dei giovani impegnati contro il cambiamento climatico, un movimento rappresentato dall’icona creata a tavolino Greta Thunberg, la quale nelle scorse  settimane è stata  nuovamente invitata dalle élites per farsi accusare di  «bla bla bla» dalla fanciullina nordica.

 

Quella che ad un primo sguardo potrebbe sembrare la solita farsa degna dello spirito dei tempi (dove una ragazzina insolente si rivolge ai capi di Stato come se fossero i suoi cugini), ha una logica politica ben precisa: quando il potere invita un ospite per farsi accusare di «bla bla bla» sta creando agli occhi dell’opinione pubblica una sfida a cui non può più sottrarsi. In altre parole, sta predisponendo la dialettica che intende usare per  condurre hegelianamente l’operazione di sintesi.

 

E in che cosa consisterebbe questa operazione di sintesi?

 

Miliardi di persone sono state «rieducate»a vivere in uno stato di emergenza sanitaria perenne cedendo libertà personali e costituzionali; niente ora potrebbe essere più naturale dell’introduzione delll’emergenza climatica

È fin troppo scontato sospettarlo: miliardi di persone sono state «rieducate»a vivere in uno stato di emergenza sanitaria perenne cedendo libertà personali e costituzionali; niente ora potrebbe essere più naturale dell’introduzione delll’emergenza climatica.

 

Miliardi di persone sono già state addomesticate a prassi  eccezionali (stato di eccezione), adesso ci sono tutte le condizioni per traghettarle nella prossima emergenza; quella climatica pare essere alle porte.

 

Purtroppo non si tratta di ipotesi, perché il piano inizia già a prendere forma tangibile.

 

Dal Corriere dell’11 novembre apprendiamo che l’attivista Greta Thunberg ha avviato una petizione affinché l’ONU dichiari un’emergenza come il COVID.

 

Se abbiamo capito la musica, così come chi reputa eccessivo lo stato di emergenza sanitaria è catalogato come un «negazionista» del COVID, chi rifiuterà la proposta della Greta sarà un negazionista climatico. L’etichetta è bella che pronta.

«La minaccia del surriscaldamento terrestre va affrontata con la stessa serietà e urgenza di quella del COVID: perché è altrettanto grave per l’umanità, se non peggio. È il messaggio rivolto ieri ai vertici dell’ONU, in forma di petizione legale da Greta Thunberg e altri giovani attivisti: delusi dai risultati anticipati in queste ore nella prima bozza di documento finale della Cop26 a un paio di giorni dalla conclusione. Greta ha presentato una petizione al segretario generale António Guterres in cui si chiede che le Nazioni Unite dichiarino una “emergenza globale di livello 3”, il livello più alto disponibile».

 

«Tra i 14 promotori originari della petizione, oltre a Greta Thunberg, figurano militanti della battaglia contro il cambiamento climatico di tutti i continenti, come Ranton Anjain e Litokne Kabua, delle Isole Marshall (che rischiano di finire sommerse), Ridhima Pandey (India), Alexandria Villaseñor (Usa), e Ayakha Melithafa (Sudafrica). L’emergenza climatica, che minaccia ogni persona sul pianeta in un futuro prevedibile, è grave almeno quanto la pandemia globale. Per questo richiede un’urgente azione internazionale analoga».  (Agenzia ANSA, 10 novembre)



La traiettoria è tracciata; milioni di giovani in tutto il mondo chiederanno all’ONU e ai rispettivi governi di proclamare lo stato di emergenza per il loro bene e per il bene del pianeta.

 

Senza scomodare l’anticristo di Soloviev, saranno le stesse masse a consegnarsi spontaneamente al potere prevaricatore globale, in cambio di benessere e sicurezza.

E,  dato che su tutta la stampa mainstream non si fa altro che strillare «non c’è più tempo», questo non può che rappresentare l’appello  delle masse per farsi ulteriormente commissariare.

 

Se abbiamo capito la musica, così come chi reputa eccessivo lo stato di emergenza sanitaria è catalogato come un «negazionista» del COVID, chi rifiuterà la proposta della Greta sarà un negazionista climatico. L’etichetta è bella che pronta.

 

Senza scomodare l’anticristo di Soloviev, saranno le stesse masse a consegnarsi spontaneamente al potere prevaricatore globale, in cambio di benessere e sicurezza.

 

Il nuovo ordine mondiale anticristico verrà instaurato sulla base di una domanda di salvezze fittizia delle masse; non verrà imposto. Verrà imposto unicamente alla minoranza che è consapevole dell’impostura.

Il nuovo ordine mondiale anticristico verrà instaurato sulla base di una domanda di salvezze fittizia delle masse; non verrà imposto. Verrà imposto unicamente alla minoranza che è consapevole dell’impostura.

 

Già vediamo questa dinamica in atto rispetto alla pandemia di un virus che – oltretutto – ha una letalità di poco superiore ad una normale influenza. Nell’agenda verso la costruzione di un nuovo ordine mondiale va da sé che il primo gradino di questa spogliazione di libertà passi per un’emergenza sanitaria.

 

Molti individui hanno paura di perdere la propria salute, mentre molti meno avrebbero barattato le proprie libertà e la propria dignità per questioni ambientali, meno determinabili. Per tale motivo era prima necessario insegnar loro a barattare libertà e dignità con qualcosa di più tangibile, come la salute.

 

Ironia del caso, come insegnano le seduzioni infernali di Faust, questo genere di baratti ha come conseguenza quella di alzare parecchio la temperatura. In questo caso per davvero.

 

 

Gian Battista Airaghi

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Ambiente

A causa del cambiamento climatico «Stupreranno tua madre, tua sorella, la tua ragazza», scrive il fondatore di Extinction Rebellion

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Extinction rebellion è un gruppo ultra-ambientalista nuovo di zecca, che sta attirando l’interesse del mainstream anche in Italia dopo essere sbucato durante le «proteste» contro il G20 a Roma pochi giorni fa. Scriviamo «proteste» con le virgolette perché abbiamo visto sfilare stupendi cartelli per la vaccinazione gratuita del Terzo Mondo – mentre chi a Milano si oppone al siero genetico per lavorare deve vedersela con orde di celerini in tenuta antisommossa.

 

Il gruppo non è nuovo ad azioni perfino più fastidiose di quelle di Greenpeace: blocca il traffico delle auto e tenta pure di fermare gli aerei e pure la povera metropolitana di Londra.

 

È emerso ora che il co-fondatore di Extinction Rebellion, Roger Hallam, avrebbe scritto un opuscolo del 2019 in cui affermava che il cambiamento climatico – ovviamente causato dagli esseri umani – porterà  allo stupro di gruppo di «tua madre, sorella e fidanzata».

 

Il co-fondatore di Extinction Rebellion, Roger Hallam, avrebbe scritto un opuscolo del 2019 in cui affermava che il cambiamento climatico – ovviamente causato dagli esseri umani – porterà  allo stupro di gruppo di «tua madre, sorella e fidanzata»

Come in una sorta di re-enactement del Mein Kampf di un altro specialista di estinzioni, il pamphlet sarebbe stato scritto mentre Hallam, già agricoltore bio, era incarcerato nelle prigioni londinesi di Wormwood Scrubs. Il titolo è Advice to Young People, as you Face Annihilation («Consiglio ai giovani, mentre affrontate l’annientamento»).

 

Il testo avverte che il caos ecologico avrebbe portato a una situazione in cui «una banda di ragazzi irromperà in casa tua chiedendo cibo», dopo di che «vedranno tua madre, tua sorella, la tua ragazza e le violenteranno di gruppo sul tavolo della cucina».

 

Minga è finita.

 

«Ti costringeranno a guardare, ridendo di te. Alla fine ti accuseranno di divertirti»

Ovviamente «Ti costringeranno a guardare, ridendo di te. Alla fine ti accuseranno di divertirti», ha aggiunto, inserendo anche un sottotesto morale a questa sua visione chissà perché dettagliatissima.

 

Infine, «prenderanno una sigaretta e ti bruceranno gli occhi. Non potrai più vedere nulla. Questa è la realtà del cambiamento climatico».

 

Lo Spectator (testata un tempo diretta da Boris Johnson) ha così sintetizzato: «Se non riduciamo le emissioni di carbonio, tua madre verrà violentata».

 

Enti di aiuto alle donne si sono adirati. L’amministratore delegato di Women’s Aid, ha risposto alla questione affermando: «La violenza contro le donne non dovrebbe essere usata come una minaccia».

Lo Spectator (testata un tempo diretta da Boris Johnson) ha così sintetizzato: «Se non riduciamo le emissioni di carbonio, tua madre verrà violentata».

 

Non è la prima volta che l’Hallam si trova a fare affermazioni che destano imbarazzo.

 

Hallam è stato cacciato da Extinction Rebellion l’anno scorso dopo aver detto che non c’era nulla di «unico» nell’uccisione di 6 milioni di ebrei durante l’Olocausto.  «I belgi sono venuti in Congo alla fine del XIX secolo e l’hanno decimato». Quindi, «a voler essere onesti…. si potrebbe dire che è un evento quasi normale…. solo un’altra stronzata nella storia dell’umanità».

 

Il paragone tra Olocausto e l’ecatombe inflitta agli africani da Leopolo II del Belgio non è piaciuta, soprattutto in Germania, dove una casa editrice ha cancellato l’uscita del suo libro Common Sense – The Nonviolent Rebellion against Catastrophe and for the Survival of Humanity («Senso comune. La ribellione non violenta contro la catastrofe per la sopravvivenza dell’umanità») prevista per martedì 26 novembre.

 

Ma torniamo al Mein Kampf climatico.

 

Il cambiamento climatico, scrive  Hallam, «distruggerà il tempo meteorologico» e «quindi la nostra capacità di coltivare cibo». E questo significa «il crollo della nostra società».

 

«Questo significa guerra e violenza, massacro di giovani uomini e stupri di giovani donne su scala globale».

 

Ci sentiamo di condannare la diagnosi, ma non troviamo il quadretto irreale: in molti luoghi del mondo la situazione è già così. In molti posti vicini a noi, la situazione è stata così per brevi periodi di tempo.

 

Ciò accade quando lo Stato collassa. Quando, ancora prima, collassa la società, che non ha più nessun fattore unificante – per esempio la religione, o un senso di appartenenza nazionale, o la semplicissima fiducia nello Stato.

Ciò accade quando lo Stato collassa. Quando, ancora prima, collassa la società, che non ha più nessun fattore unificante – per esempio la religione, o un senso di appartenenza nazionale, o la semplicissima fiducia nello Stato.

 

La fase che segue è quella che i teorici del jihadismo ISIS hanno chiamato la «gestione della barbarie». Quindi la barbarie non è un fatto spontaneo, a volte è perfino inferta volontariamente, perché, scrivevano gli ideologi dello Stato Islamico, se non perpetri la ferocia, la subisci.

 

Non crediamo, quindi, che lo scenario di violenza massiva e incontrollata sia inverosimile – certo non abbiamo l’impulso ad immaginare i dettagli che Hallam descrive con precisione.

 

Si tratta di uno scenario che temiamo profondamente, e che Renovatio 21, nella sua microscopica azione, vuole il più possibile scongiurare: il crollo della Civiltà.

 

Diciamo allora che esso, molto probabilmente, più che un effetto del cambiamento climatico  (grande arma scientifica per il controllo delle masse occidentali, stile coronavirus, di cui probabilmente sarà erede), deriverà proprio dalle restrizioni ambientaliste di cui Extinction Rebellion si fa alfiere.

 

Decrescita economica, decrescita demografica, sono ricette per il collasso sistemico dell’umanità. Perché esse sono l’esatta sua negazione, oltre che la negazione del Bene, che, ricordava l’Aquinate, non è ciò che si contrae, ma ciò che si diffonde. Bonum est diffusivum sui.

 

L’ambientalismo attuale è alleato delle élite che odiano l’essere umano. Esse stesse lo hanno creato. È bene dunque saperlo: le fantasie di stupro e violenza sono soprattutto quelle dei padroni del mondo.

E per quanto riguarda il tempo meterologico, non è la Gazzetta della Scia Chimica, ma il New York Times a pubblicare articoli in cui l’esperto di turno (con i miliardi di Gates)  propone di oscurare il sole spruzzando sostanze chimiche massivamente mortali, ma «accettabili» nel calcolo necroculturale del Male minore.

 

«Le morti per inquinamento atmosferico dovute allo zolfo aggiunto nell’aria sarebbero più che compensate dalla diminuzione del numero di morti per caldo estremo, che sarebbe da 10 a 100 volte maggiore»

 

Ciò che porterà l’umanità al collasso è la Cultura della Morte, l’odio per l’uomo «cancro del pianeta». Dimenticatevi le piante, gli animali, il mare pulito, i tramonti, il cielo blu: l’unico vero fine è la riduzione della popolazione con ogni mezzo (contraccezione, aborto, pornografia, omosessualizzazione, dissoluzione dei costumi), l’unico vero obbiettivo è la cancellazione dell’Imago Dei.

 

L’ambientalismo attuale è alleato delle élite che odiano l’essere umano. Esse stesse lo hanno creato. Esse stesse ora lo mantengono e lo spingono.

 

È bene dunque saperlo: le fantasie di stupro e violenza totale sono in verità quelle dei padroni del mondo.

 

 

 

 

Immagine di Julia Hawkins via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

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