Essere genitori
Il lockdown ha fatto invecchiare prematuramente il cervello delle bambine: studio
Uno studio ha rilevato che i lockdown COVID hanno portato a un invecchiamento precoce del cervello negli adolescenti, con un impatto più significativo sulle ragazze rispetto ai ragazzi. Lo riporta il giornale britannico Guardian.
Le scansioni MRI hanno mostrato che il cervello delle ragazze appariva 4,2 anni più vecchio del previsto dopo il lockdown, rispetto a 1,4 anni per i ragazzi.
I cambiamenti cerebrali nelle ragazze erano più diffusi e interessavano aree legate alla cognizione sociale, all’elaborazione delle emozioni e alla comprensione del linguaggio.
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I ricercatori suggeriscono che la differenza potrebbe essere dovuta alla maggiore dipendenza delle ragazze dalle interazioni sociali per il loro benessere e sviluppo. Gli effetti a lungo termine di questi cambiamenti cerebrali sulle prestazioni cognitive e sulla salute mentale non sono ancora chiari.
«Siamo rimasti scioccati da questi dati, dal fatto che la differenza sia così drammatica», ha affermato la prof. Patricia Kuhl, co-direttrice dell’Institute for Learning and Brain Sciences presso l’Università di Washington, a Seattle.
Il team ha rivisitato la stessa coorte nel 2021 e nel 2022, dopo il lockdown, e ha raccolto ulteriori scansioni MRI di soggetti di età compresa tra 12 e 16 anni. Rispetto allo sviluppo cerebrale pre-pandemia, queste hanno mostrato segni di assottigliamento corticale accelerato in un’area del cervello dei ragazzi, e in 30 cervelli di ragazze, in entrambi gli emisferi e in tutti i lobi.
Altri ricercatori hanno collegato l’invecchiamento precoce del cervello alla pandemia, ma l’ultimo studio, pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences, è il primo a rivelare forti differenze tra ragazzi e ragazze.
Entrambi i sessi hanno mostrato segni di invecchiamento accelerato in una regione del cervello legata alla visione, che potenzialmente influenza l’elaborazione dei volti. Ma nelle femmine, i cambiamenti cerebrali erano diffusi. Molte aree interessate alla base della cognizione sociale hanno ruoli nell’elaborazione delle emozioni, nell’interpretazione delle espressioni facciali e nella comprensione del linguaggio, che secondo i ricercatori sono fondamentali per la comunicazione.
Kuhl ritiene che la differenza rifletta una maggiore dipendenza delle ragazze dai gruppi e dalle interazioni sociali. «Le ragazze chiacchierano all’infinito e condividono le loro emozioni», ha dichiarato il ricercatore. «Sono molto più dipendenti [rispetto ai ragazzi] dalla scena sociale per il loro benessere e per il loro sano sviluppo neurale, fisico ed emotivo».
Lo scienziato ha sostenuto che i risultati erano un «promemoria della fragilità degli adolescenti» e ha suggerito ai genitori di parlare con i loro figli adolescenti delle loro esperienze della pandemia. «È importante che invitino i loro figli adolescenti a prendere un caffè, un tè, a fare una passeggiata, per aprire la porta alla conversazione. Qualunque cosa serva per farli aprire».
«È importante riconoscere che, nonostante la pandemia sia in gran parte finita, gli effetti dello stress della pandemia sono ancora presenti per bambini e adolescenti», ha dichiarato al Guardian Ian Gotlib, professore di psicologia alla Stanford University che ha segnalato simili cambiamenti cerebrali. «Assicurarsi che i giovani siano supportati in termini di salute mentale è fondamentale, forse ora più che mai».
«Ciò si aggiunge alla nostra comprensione del fatto che gli adolescenti hanno sperimentato cambiamenti cerebrali accelerati a causa della pandemia di COVID-19», ha affermato la dottoressa Lina van Drunen, ricercatrice presso l’Università di Leida nei Paesi Bassi, che ha segnalato cambiamenti cerebrali simili negli adolescenti. Identificare i fattori specifici alla base dell’invecchiamento precoce e comprenderne gli impatti a lungo termine era ora fondamentale, ha aggiunto la scienziata.
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La lista degli effetti del lockdown sulla psiche dei bambini è lunga, ed ora ammissioni arrivano pure dalla stampa mainstream, che delle clausure fu propagandista zelota.
Renovatio 21 può ricordare.
- Le ricerche che dimostravano che i bimbi nati in lockdown hanno meno probabilità di parlare prima di compiere un anno.
- Lo studio britannico che aveva rilevato che molti bambini che iniziano la scuola elementare hanno abilità verbali gravemente sottosviluppate, e molti non sono nemmeno in grado di pronunciare il proprio nome.
- La canadese York University che aveva scoperto che i bambini ora «hanno difficoltà di riconoscere i volti a causa della mascherina».
- La logopedista statunitense che asseriva già due anni fa di aver osservato un aumento del 364% delle segnalazioni di pazienti neonati e bambini piccoli che abbisognano di aiuto per il linguaggio non sviluppato.
- Il rapporto Ofsted che parlava della creazione, causa lockdown, di un’intera generazione di bambini con problemi nel linguaggio e nelle relazioni.
- Lo studio della Brown University che rivelava come i punteggi medi di quoziente intellettivo tra bambini nati durante la pandemia siano crollati di ben 22 punti mentre le prestazioni verbali, motorie e cognitive hanno tutte sofferto a causa del lockdown.
- La ricerca dell’agenzia tedesca per la protezione dei consumatori che sottolineava la dannosità delle mascherine a livello respiratorio
- Lo studio condotto da ricercatori dell’Università di Sydney ha evidenziato le tendenze relative all’aumento del tempo davanti allo schermo, al consumo di alcol e al sonno scarso per gli adolescenti a causa della pandemia COVID-19
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- Le statistiche spaventose pubblicate sulla rivista Royal Society Open Science, i lockdown hanno portato 60.000 bambini britannici alla depressione clinica. Un analogo aumento della depressione giovanile è stata rilevata in Italia dall’ISS.
- L’aumento, visibile in Italia ad occhio nudo, della violenza giovanile, con casi sempre più efferati, immotivati, inspiegabili.
- I dati impressionanti sull’incremento dei disturbi alimentari, con l’anoressia delle bambine italiane che ha cominciato a partire dai 10-12 agli 8 anni.
- I suicidi, aumentati del 30% durante il COVID in USA, secondo dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Il 30% delle ragazze delle scuole superiori negli Stati Uniti che sono state intervistate a inizio anno dal CDC aveva affermato di aver «seriamente preso in considerazione il tentativo di suicidio» nel 2021, rispetto al 19% nel 2011.
- Lo studio di FAIR Health che rilevava come un bambino avesse 10 volte più probabilità di morire per suicidio che non per COVID; l’anno prima era emerso che forse 25 erano morti di COVID, centinaia erano morti invece per suicidio e traumi.
- Il +75% di casi di tentato suicidio di bimbi rilevati dall’ospedale Bambin Gesù, e gli scioccanti i multipli casi di suicidio pediatrico riusciti, lo stesso giorno, e senza correlazione tra le giovani vittime avvenuti durante il primo giorno di scuola.
Che il lockdown sia stato il più grande atto di trasformazione psicofisica indotto sull’umanità, qualcuno può ancora negarlo?
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Essere genitori
Bambina traumatizzata si butta dalla finestra. L’assistente sociale ha tatuaggi sul viso e corna da diavolo
‼️🇦🇹 Sexually abused 12y.o. girl jumps out of a window to escape “Pedagogical Managing Director” at a private youth welfare organization in Vienna — Kronen Zeitung
The girl had developed an acute, paralyzing phobia of men before being scheduled for transfer into the care of the… pic.twitter.com/jkzDkrJwAt — Lord Bebo (@MyLordBebo) July 26, 2026
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Epidemie
I bambini nati durante il lockdown mostrano una ridotta funzione esecutiva all’età di 4 anni: studio
Secondo un nuovo studio, i bambini nati durante il primo lockdown dovuto alla pandemia mostrano una ridotta funzione esecutiva, un indicatore chiave del controllo comportamentale, all’età di 4 anni.
La funzione esecutiva può essere concettualizzata come una sorta di «sistema di gestione» del cervello che consente all’individuo di svolgere compiti cognitivi di livello superiore come la pianificazione, la concentrazione, la memoria, il controllo degli impulsi e l’adattamento di piani e comportamenti in risposta al mutare delle circostanze.
Le funzioni esecutive sono principalmente associate alla regione della corteccia prefrontale del cervello. Le difficoltà nelle funzioni esecutive sono solitamente associate a condizioni come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), l’invecchiamento e le lesioni cerebrali. Possono verificarsi anche riduzioni transitorie a seguito di stress e privazione del sonno.
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I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 205 bambini nati in Gran Bretagna tra il 23 marzo e il 23 giugno 2020. I bambini sono stati sottoposti a valutazioni standardizzate all’età di quattro anni per una varietà di tratti dello sviluppo, tra cui il linguaggio espressivo e ricettivo, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale. Gli scienziati hanno quindi confrontato le valutazioni con quelle di un altro gruppo nato e valutato prima della pandemia.
Lo studio ha dimostrato che, sebbene alcuni parametri relativi alla coorte pandemica fossero nella norma, come la struttura delle frasi, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale, un numero significativamente maggiore di bambini ha mostrato una ridotta funzione esecutiva. Anche i punteggi molto bassi relativi alla struttura delle parole sono risultati più frequenti.
Lo studio si aggiunge a un crescente numero di prove che dimostrano come le restrizioni sociali imposte dalla pandemia abbiano avuto gravi effetti negativi sullo sviluppo infantile. Uno studio condotto su bambini scozzesi, ad esempio, ha mostrato un aumento del 6,6% nella percentuale di bambini piccoli con almeno un problema di sviluppo durante le 72 settimane di misure di distanziamento sociale.
Un altro studio ha dimostrato che i lockdown hanno interrotto lo sviluppo di un’abilità sociale fondamentale nei bambini piccoli: lo sviluppo della teoria della mente, che permette ai bambini di assumere la prospettiva di un’altra persona.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports suggerisce che i lockdown e le altre misure adottate per prevenire la diffusione del COVID-19 hanno causato danni gravi e potenzialmente irreversibili ai bambini in età prescolare.
Anche il maggiore quotidiano del pianeta, il New York Times, già quattro anni fa ammise il danno procurato dai lockdown ai bambini. L’articolo, pubblicato a metà novembre, si intitola «Ecco le prove sorprendenti della perdita di apprendimento».
La lista dei danni dei lockdown sui bambini studiati dall’accademia è oramai imponenti. Il danno è autoevidente, a partire dal chiaro ritardo nell’apprendimento di alcuni a certi disegni disturbanti emersi.
Uno studio britannico aveva rilevato che molti bambini che iniziano la scuola elementare hanno abilità verbali gravemente sottosviluppate, e molti non sono nemmeno in grado di pronunciare il proprio nome.
La canadese York University ha rilevato in uno studio che i bambini ora «hanno difficoltà di riconoscere i volti a causa della mascherina».
Come riportato da Renovatio 21, una logopedista statunitense ha asserito di aver osservato un aumento del 364% delle segnalazioni di pazienti neonati e bambini piccoli che abbisognano di aiuto per il linguaggio non sviluppato.
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Un altro studio ha rivelato come i punteggi medi di quoziente intellettivo tra bambini nati durante la pandemia siano crollati di ben 22 punti mentre le prestazioni verbali, motorie e cognitive hanno tutte sofferto a causa del lockdown. La dannosità delle mascherine a livello respiratorio è stata sottolineata anche dall’agenzia tedesca per la protezione dei consumatori.
Secondo un rapporto di Ofsted, istituzione governativa britannica, la mascherina ha creato una generazione di bambini con problemi nel linguaggio e nelle relazioni.
Vi sarebbero poi problemi al sistema immunitario dei piccoli costretti alla clausura. Pochi mesi fa è emerso come bambini venivano colpiti, fuori stagione, da tre virus contemporaneamente – qualcosa di assolutamente raro, prima.
Qualcuno così propone una connessione tra l’inusuale aumento delle epatiti fra i bambini e le restrizioni pandemiche.
Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, i lockdown hanno portato 60.000 bambini britannici alla depressione clinica. Un’analogo aumento della depressione giovanile è stata rilevata in Italia dall’ISS.
In Italia si sta assistendo anche al fluire di un’aneddotica significativa sull’aumento della violenza fra i giovani.
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Essere genitori
Il Canada propone il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni
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