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Droga

I bambini ora hanno 10 volte più probabilità di morire per suicidio rispetto al C-19

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Con il lockdown abbiamo messo i nostri figli a rischio suicidio – un rischio al 1000% maggiore rispetto a quello che corrono con il virus .

 

L’anchorman del canale americano Fox New Tucker Carlson lo scorso martedì  ha elencato molti dei mali derivanti dai lockdown, incluso l’effetto devastante esercitato sui bambini americani, per cui è ora «10 volte più probabile morire per suicidio piuttosto che per il coronavirus da cui dovrebbero essere protetti».

Per i bambini americani è ora «10 volte più probabile morire per suicidio piuttosto che per il coronavirus da cui dovrebbero essere protetti»

 

Durante il suo monologo di apertura, Carlson ha fatto riferimento a uno studio FAIR Health pubblicato di recente intitolato «L’impatto del COVID-19 sulla salute mentale pediatrica» , che evidenzia gli sviluppi nella salute mentale dei bambini a seguito dei lockdown nazionali.

 

Le statistiche ivi contenute dimostrano che «i bambini sono depressi e abbattuti e stanno regredendo».

 

«La pandemia COVID-19 ha avuto un profondo impatto sulla salute mentale, in particolare su quella dei giovani. Chiusure scolastiche, dover imparare a distanza e isolarsi dagli amici a causa del distacco sociale sono stati fonti di stress e solitudine», ha detto Carlson.

Le statistiche dimostrano che «i bambini sono depressi e abbattuti e stanno regredendo»

 

«Tra i bambini di età compresa tra 13 e 18 anni – gli adolescenti – le richieste di risarcimento per autolesionismo intenzionale sono aumentate del 90 per cento nel marzo 2020 rispetto all’anno precedente. Il mese successivo, ad aprile, i casi di autolesionismo sono aumentati di quasi il 100%».

 

Continuando, Carlson ha attirato l’attenzione sull’aumento astronomico delle «richieste di assistenza medica relative a overdose di droga», che sono aumentate del «95% a marzo e poi al 119 per cento in aprile, e quei numeri sono rimasti elevati durante l’autunno».

 

«Perché stava succedendo questo? Malattia mentale causata dai lockdown per coronavirus».

«Tra i bambini di età compresa tra 13 e 18 anni – gli adolescenti – le richieste di risarcimento per autolesionismo intenzionale sono aumentate del 90 per cento nel marzo 2020 rispetto all’anno precedente. Il mese successivo, ad aprile, i casi di autolesionismo sono aumentati di quasi il 100%»

 

«Per la fascia di età dai 13 ai 18 anni nell’aprile 2020, le richieste di risarcimento per il disturbo d’ansia generalizzato sono aumentate del 93,6%. Come percentuale di tutte le richieste di risarcimento mediche nell’aprile del 2019, le richieste di disturbo depressivo maggiore sono aumentate dell’83,9% e le richieste di disturbo di adattamento dell’89,7% ».

 

Concludendo da quanto sopra, Carlson ha fatto la cupa osservazione che «i bambini hanno 10 volte più probabilità di morire per suicidio rispetto al coronavirus da cui dovrebbero essere protetti».

 

«Questa è la nuova normalità che Andrew Cuomo e il New York Times stanno lavorando per rendere permanente in questo paese», ha affermato.

 

Carlson ha segnalato che i sindacati americani degli insegnanti di estrema sinistra perpetuano il problema del blocco, notando in particolare il presidente dell’Unione degli insegnanti di Los Angeles, Cecily Myart-Cruz, che ha detto:

L’aumento astronomico delle «richieste di assistenza medica relative a overdose di droga», che sono aumentate del «95% a marzo e poi al 119 per cento in aprile, e quei numeri sono rimasti elevati durante l’autunno»

 

«Alcune voci possono parlare più forte di altre. Dobbiamo richiamare il privilegio dietro i genitori ricchi, in gran parte bianchi, che guidano la spinta per un ritorno affrettato».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Droga

Pandemia, i decessi per overdose a livelli record in USA

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Negli USA i 12 mesi che vanno dall’aprile 2020 all’aprile 2021 hanno registrato un numero record di americani è morto per overdose. Lo rivelano i dati preliminari rilasciati dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

 

Gli oltre 100.000 decessi per overdose (praticamente, una piccola città…) sono quasi il 30% in più rispetto ai 78.000 contati l’anno prima. I record precedenti sono stati quindi frantumati. Come riportato da Renovatio 21, già l’anno scorso era divenuto noto che in USA le morti per overdose superavano quelli segnate come COVID – tanto per capire dove sta l’emergenza.

 

L’ecatombe è causata in larga parte oppioidi sintetici come il fentanil che è fino a 50 volte più potente dell’eroina, secondo il sito Statista, il quale rileva che secondo i dati CDC oltre il 60% dei decessi per overdose lo scorso anno riguardava oppioidi sintetici .

 

Gli oltre 100.000 decessi per overdose (praticamente, una piccola città…) sono quasi il 30% in più rispetto ai 78.000 contati l’anno prima

Rispondendo a questa cifra sbalorditiva, mercoledì l’amministrazione Biden ha affermato che amplierà l’accesso a farmaci come il naloxone, che può invertire un’overdose da oppiacei, secondo il New York Times.

 

I piani dell’anziano presidente finora sono basati sul trattamento, concentrandosi sul recupero o sulle risposte immediate a un’overdose. Non ha menzionato i modi per impedire che la droga fluisca nel paese.

 

A differenza del suo predecessore, l’attuale inquilino della Casa Bianca nella sua dichiarazione di mercoledì non ha menzionato il ruolo della Cina in questa catastrofe.

 

La Cina è da ritenersi uno dei responsabili dell’immensa quantità di fentanil che uccide ogni giorno gli americani. L’ex presidente Trump ha spesso criticato l’alto livello di esportazioni cinesi di fentanil o delle sostanze utilizzate per produrlo, che vengono contrabbandate negli Stati Uniti attraverso il Messico.

 

La Cina è da ritenersi uno dei responsabili dell’immensa quantità di fentanil che uccide ogni giorno gli americani

In questo momento, con il confine meridionale notoriamente «aperto», le quantità di fentanil in ingresso negli USA sono giocoforza aumentate: i cartelli messicani agiscono, tra le altre cose, da muli del composto cinese. Pechino, di suo, consuma una vendetta su un popolo angloide dopo aver subito, nel XIX secolo, l’intossicazione del suo popolo per mano inglese e successive, umilianti, «guerre dell’oppio».

 

Trump fu il primo a mettere sotto pressione la Cina per la produzione della sostanza mortale.

 

Già nel 2018, sotto la pressione del presidente Trump, il presidente Xi aveva promesso di rendere il commercio del fentanil un atto criminale, punibile perfino con la pena di morte. Tuttavia, Xi non è riuscito a mantenere questa promessa, cosa per la quale il presidente Trump lo ha puntualmente attaccato.

 

Nel 2021, l’ente per il controllo dei narcotici Drug Enforcement Administration (DEA) ha sequestrato abbastanza fentanil da uccidere ogni membro della popolazione degli Stati Uniti. Il fentanil, ricordiamolo, ha ucciso i cantanti Prince e Tom Petty, il rapper Mac Miller e Lil Peep, il wrestler Anthony Durante, l’attore Michael K. Williams, la scrittrice Micgelle McNamara e migliaia di altre persone.

 

Il lockdown pandemico non può che accrescere ancora più questo numero di disperazione individuale e devastazione sociale

La corsa genocida del fentanil ha trovato la strada preparata dalla cosiddetta «opioid crisis»: a causa delle politiche sanitarie corrotte, con l’intreccio tra dottori e Big Pharma (in particolare la Purdue della famiglia Sackler, ma anche Johnson & Johnson è implicata nel disastro), una quantità spropositata di americani sono divenuti dipendenti dagli oppioidi. Professionisti, ragazzini, anziani, madri di famiglia a causa di un banale mal di schiena o mal di denti si sono trasformati in drogati pronti a tutto per una dosa, perché resi dipendenti dalla droga prescritta.

 

A meno che il governo degli Stati Uniti non possa rallentare e alla fine fermare il flusso di fentanil e altri oppioidi sintetici negli Stati Uniti e nelle strade, il numero di morti probabilmente continuerà ad aumentare.

 

E il lockdown pandemico non può che accrescere ancora più questo numero di disperazione individuale e devastazione sociale.

 

 

 

 

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Ambiente

Festival di Glastonbury, l’orina degli spettatori drogati danneggia la fauna ittica

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I partecipanti al famoso festival musicale di Glastonbury del 2019 devono aver assunto collettivamente una quantità davvero importante di droghe, perché quando gli scienziati hanno analizzato l’acqua del vicino fiume Whitelake, hanno trovato tali concentrazioni di MDMA e cocaina da danneggiare la fauna locale.

 

Secondo una ricerca pubblicata all’inizio di questo mese sulla rivista Environmental Research, nelle settimane successive al festival, gli scienziati hanno trovato 104 volte più MDMA a valle della location del raduno rock che a monte.

 

Questo valore – hanno detto gli scienziati della Bangor University al quotidiano britannico Guardian – è abbastanza alto da danneggiare la popolazione locale di anguille europee, che sono una specie rara e protetta.

Nelle settimane successive al festival, gli scienziati hanno trovato 104 volte più MDMA a valle della location del raduno rock che a monte. Inoltre hanno anche trovato 40 volte più cocaina rispetto ai livelli normali

 

Inoltre hanno anche trovato 40 volte più cocaina rispetto ai livelli normali, ma per fortuna questa quantità non è sufficiente a mettere in pericolo le anguille.

 

Per un confronto tecnico-scientifico, i ricercatori hanno anche testato un fiume vicino, il Redlake, che non attraversa il luogo in cui si è tenuto il festival. Ebbene, lì non hanno trovato alcun livello elevato di droga nell’acqua di quel fiume, suggerendo che la contaminazione da droga provenisse dal pubblico del festival. 

 

Apparentemente questo è un problema ben noto a Glastonbury, poiché gli organizzatori del festival hanno detto al Guardian di aver già messo in atto e riscontrato un «successo misurabile» con la loro cosiddetta campagna di sensibilizzazione «Don’t Pee on the Land», «non orinare in terra».

 

«Fare pipì sulla terra a Glastonbury provoca inquinamento della falda freatica, che può influenzare la fauna selvatica e il pesce locale»

«Fare pipì sulla terra a Glastonbury provoca inquinamento della falda freatica, che può influenzare la fauna selvatica e il pesce locale», hanno twittato gli organizzatori del festival nel giugno 2019, prima dell’inizio della kermesse. «L’Agenzia per l’ambiente ha il potere di chiudere il sito se c’è troppo inquinamento. Per favore, fai pipì solo nelle centinaia di servizi igienici e orinatoi in loco».

 

Sfortunatamente per l’ecosistema locale, i troppi partecipanti al festival hanno ignorato gli avvertimenti; l’enorme afflusso di droga nel fiume è un incidente annuale direttamente legato al festival rock.

 

Ma il coautore dello studio Christian Dunn ha tracciato un parallelo con il problema molto più diffuso dei rifiuti farmaceutici, che ha detto al Guardian è «un inquinante nascosto, preoccupantemente poco studiato ma potenzialmente devastante».

 

Si stanno moltiplicando gli studi che rivelano come le sostanze chimiche ormonali – per esempio, la pillola anticoncezionale, che finisce nei fiumi in quantità massive tramite l’urina delle donne – rovinino i pesci persino nella loro discendenza

Come riportato da Renovatio 21, si stanno moltiplicando gli studi che rivelano come le sostanze chimiche ormonali – per esempio, la pillola anticoncezionale, che finisce nei fiumi in quantità massive tramite l’urina delle donne autosterilizzatesi per via steroidea – rovinino i pesci persino nella loro discendenza non esposta. Nel caso dell’orina ricca di ormoni sintetici delle donne sotto pillola Pincus si è parlato anche di una epidemia di pesci transessuali nei fiumi e in mare.

 

Un altro studio inglese uscito quest’anno dimostrava che gli psicofarmaci (in particolare, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI: Prozac, Zoloft, etc.) finiti in acqua rendono i pesci codardi e nervosi. Il comportamento delle carpe cruciane esposte agli psicofarmaci SSRI è di natura simile alla loro naturale risposta allo stress all’essere minacciati da un predatore. Lo studio notava che l’impatto sui pesci era simile a quello sugli esseri umani che, nelle prime fasi dell’assunzione di farmaci antidepressivi, possono diventare più depressi, soffrire di episodi di mania e avere tendenze suicide.

 

Il problema dell’inquinamento farmaceutico da farmaci è un argomento stranamente reso tabù in una società sempre più ossessionata dal proprio impatto ecologico.

 

Il problema dell’inquinamento farmaceutico da farmaci è un argomento stranamente reso tabù in una società sempre più ossessionata dal proprio impatto ecologico

Sempre rimanendo in tema di inquinamento sanitario, ricordiamo ai lettori che un altro potenziale materiale inquinante per le nostre acque: le irrinunciabili mascherine. I cittadini di mezzo mondo sembrano oramai conviverci come nulla fosse – con tanto di messaggi sui treni italiani che ti ordinano di cambiarla ogni quattro ore – nella più totale, forse volontaria, ignoranza rispetto ai danni che esse possono provocare al soggetto che le indossa e all’ambiente in cui viviamo.

 

La barriera corallina delle Filippine è ora coperta di mascherine.

 

A fine 2020 si era ipotizzato che in fondo all’oceano sarebbero finiti 1,5 miliardi di dispositivi facciali.

 

 

 

 

Immagine di neal whitehouse piper via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

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Droga

Laos, sequestro di droga record ai confini del Triangolo d’oro

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews

 

 

 

Si tratta di 55 milioni di compresse di anfetamina e oltre 1,5 tonnellate di metanfetamine. Le rotte di contrabbando hanno virato verso l’interno del Myanmar, dove i traffici si sono sviluppati per i disordini post-golpe. L’allarme dell’ONU: «La metanfetamina è una droga che dà alta assuefazione e distruttiva; una volta che si insinua nella società non è possibile sradicarla». 

 

 

 

La polizia ha sequestrato un’enorme quantità di droga nella regione del Triangolo d’oro, a cavallo tra la Thailandia, il Myanmar e il Laos.

 

Si tratta di 55 milioni di compresse di anfetamina (chiamate «yaba» in gergo locale) e oltre 1,5 tonnellate di metanfetamine. Il carico che trasportava le sostanze illecite nascoste in casse di birra è stato fermato nella provincia laotiana del Bokeo, che confina a nord con gli altri due Paesi della regione.

 

Si è trattato «di gran lunga del più grande sequestro nella storia dell’Asia orientale e sudorientale», ha detto Jeremy Douglas, rappresentante regionale dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC).

 

In realtà il 2021 è l’anno in cui si sono registrati più sequestri in assoluto nel sud-est asiatico. Si parla di almeno un milione di compresse di metanfetamina e più di 100 kg di crystal meth, ketamina o eroina. Questa settimana la polizia del Laos aveva già condotto due retate in cui aveva sequestrato in totale 16 milioni di compresse di yaba.

 

Anche se è noto da tempo che il Triangolo d’oro sia una delle principali regioni produttrici di sostanze stupefacenti, con reti di distribuzione che arrivano fino al Giappone e la Nuova Zelanda, negli ultimi mesi le rotte di contrabbando hanno virato verso l’interno del Myanmar, favorite dai disordini scoppiati dopo il colpo di Stato del primo febbraio.

 

«È dovuto al deterioramento della sicurezza e della governance nella regione del Triangolo e all’interno dello Stato Shan birmano», ha spiegato il delegato dell’ONU per il sud-est asiatico. «C’è una propagazione che sta colpendo tutta la regione».

 

Le Nazioni unite già a marzo avevano lanciato l’allarme sulle possibili ricadute del golpe nell’ex Birmania.

 

«I sequestri hanno cominciato ad aumentare a maggio e giugno, quando abbiamo cominciato a ricevere sempre più segnalazioni dal Myanmar», aveva raccontato Douglas al Financial Times. «Il danno per la gente della regione è incalcolabile. La metanfetamina è una droga altamente assuefacente e distruttiva; una volta che si insinua nella società non è possibile sradicarla».

 

Il contesto post-golpe è l’ambiente perfetto per permettere all’attività dei trafficanti di fiorire. Anche con la pandemia da COVID-19: gli spacciatori portano avanti i loro commerci attraverso le varie app di messaggistica online, mentre la polizia birmana ha quasi completamente smesso di occuparsi delle attività anti-droga a causa delle violenze nel Paese.

 

Le milizie etniche dello Shan, che governano la regione orientale in maniera quasi autonoma, utilizzano i traffici illeciti per autofinanziarsi, per esempio tassando i veicoli che transitano nel loro territorio.

 

I prezzi della metanfetamina sono rimasti stabili o sono addirittura diminuiti. Gli analisti pensano che sia un tentativo dei trafficanti di inserirsi in nuovi mercati: vendendo la droga a prezzi più bassi all’inizio, è più facile che chi diventa dipendente sia disposto a pagare anche cifre più alte in un secondo momento.

 

Le pillole di yaba stanno diventando sempre più popolari come droga di strada, non solo in Myanmar, ma anche in Thailandia e in Bangladesh. Secondo gli esperti, la produzione di droghe sintetiche nel Triangolo d’oro potrebbe inoltre presto superare quella del Messico.

 

 

 

 

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