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Epidemie

I «Germ Games» bioterroristici di Bill Gates

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Lo scorso martedì, il fondatore di Microsoft Bill Gates ha lanciato un messaggio alle autorità internazionali, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (di cui è il primo finanziatore privato e tra i primi finanziatori tout court): devono assolutamente agire contro la minaccia rappresentata dal bioterrorismo. Il modo migliore per prevenire la minaccia bioterrorista, asserisce il magnate di Seattle, sono i «Germ Games», i «Giochi dei microbi», un qualcosa situato tra un’Olimpiade e una simulazione pandemica.

 

«Ci vorrà probabilmente circa un miliardo all’anno per una task force sulla pandemia a livello dell’OMS, che sta facendo la sorveglianza e in realtà fa quelli che chiamo ” Germ games” dove si effettuano esercitazioni» ha dichiarato il Gates durante un’intervista con il presidente del Health Select Committee Jeremy Hunt per il think tank Policy Exchange.

 

I «Giochi dei microbi» prevedono che agenzie governative e forze armate pratichino scenari pandemici.

Bill Gates: «Ci vorrà probabilmente circa un miliardo all’anno per una task force sulla pandemia a livello dell’OMS, che sta facendo la sorveglianza e in realtà fa quelli che chiamo “Germ games“»

 

«Uno dice, OK, e se un bioterrorista portasse il vaiolo in 10 aeroporti? Sai, come reagirebbe il mondo a questo?» si chiede l’uomo per anni in cima alla classifica dei più ricchi del pianeta.

 

L’uomo di Microsoft ha quindi osservato che per prepararsi a uno scenario apocalittico, gli Stati Uniti e il Regno Unito dovrebbero spendere «decine di miliardi» in ricerca e sviluppo.

 

«Ci sono epidemie causate naturalmente ed epidemie causate da bioterrorismo che potrebbero anche essere molto peggiori di quelle che abbiamo vissuto oggi e tuttavia, i progressi della scienza medica dovrebbero darci strumenti con cui potremmo fare notevolmente meglio».

 

Durante l’intervista Gates ha anche affermato che dovrebbe esserci un «nuovo modo» per produrre vaccini in grado di fermare meglio la trasmissione di un virus. Ciò richiederebbe anche ricerca e sviluppo globali, dice.

 

In particolare, egli sembra porre l’accento sulla necessità di un cambiamento nella natura stessa dei vaccini e nel loro sistema di produzione.

«Ci sono epidemie causate naturalmente ed epidemie causate da bioterrorismo che potrebbero anche essere molto peggiori di quelle che abbiamo vissuto oggi e tuttavia, i progressi della scienza medica dovrebbero darci strumenti»

 

«Sapete, non avevamo vaccini che bloccano la trasmissione. Abbiamo vaccini che ti aiutano con la salute, ma hanno solo leggermente ridotto la trasmissione», ha spiegato il Creso informatico americano. «Abbiamo bisogno di un nuovo modo di fare i vaccini».

 

Il programma di Gates è vastissimo: si tratta di cambiamenti economici e biologici immensi, dalla creazione di  nuovi poli manifatturieri vaccinali all’eradicazione del raffredore (sic).

 

«La cosa bella è che gran parte della [ricerca e sviluppo] che dobbiamo fare per essere pronti per la prossima pandemia è costituita da cose come fare vaccini a buon mercato, avere grandi fabbriche, sradicare l’influenza, sbarazzarci del comune raffreddore, fare vaccini semplicemente un piccolo cerotto che ti metti sul braccio, cose che saranno incredibilmente utili anche negli anni in cui non avremo pandemie».

 

«Abbiamo bisogno di un nuovo modo di fare i vaccini»

Dovrebbe essere chiaro a tutti, a questo punto, che la mira di Gates è quella di un cambiamento di paradigma scientifico nei vaccini, come è stato il caso dell’mRNA: ciò di cui parla, di fatto, non è possibile con i vecchi vaccini, la loro tecnologia e la loro filiera produttiva. Come ha scritto Renovatio 21, il paradigm shift di tecnologia vaccinale sarà tale per cui ogni malattia avrà il suo vaccino mRNA.

 

Di più: le parole di Gates sembrano portare dritte al concetto di «vaccino universale» che agenzie transnazionali da lui finanziate stanno attivamente cercando di mettere a punto.  Come riportato da Renovatio 21, la ricerca di tale santo graal vaccinale è portata avanti da CEPI (Coalition of Epidemic Preparedness Innovation),  una partnership di soggetti pubblici e privati dove figurano l’India, la Germania, il Giappone, la Norvegia, il Regno Unito, la UE, il Wellcome Trust (ente creato dalla società di vaccini poi fusasi con Glaxo) e, appunto la  Bill & Melinda Gates Foundation, che ha finanziato la partenza del CEPI con grant da centinaia di milioni di dollari. Moderna, uno dei principali produttori di vaccini mRNA anti-COVID, è finanziato da CEPI.

 

Curiosamente, Richard Hatchett, CEO di CEPI, ha svelato i progetti in via di realizzazione del vaccino universale in una recente intervista al Corriere della Sera, citando proprio il vaiolo. «Abbiamo la prova che è possibile ottenere un vaccino universale per una famiglia virale, per esempio quello che usiamo contro il vaiolo protegge contro tutti i virus della famiglia degli Orthopoxvirus» dice Hatchett in modo un po’ oscuro ai profani. In pratica, conferma che sono alla cerca di un supervaccino.

 

Tornando alle dichiarazioni di Gates, commenti dell’ultramiliardario arrivano con con le conferme del fatto che il World Economic Forum, la Bill & Melinda Gates Foundation e il Johns Hopkins Center for Health Security hanno ospitato un «esercizio pandemico di alto livello» noto come «Event 201» nell’ottobre 2019 per simulare un pandemia.

«Fare vaccini a buon mercato, avere grandi fabbriche, sradicare l’influenza, sbarazzarci del comune raffreddore, fare vaccini semplicemente un piccolo cerotto che ti metti sul braccio, cose che saranno incredibilmente utili anche negli anni in cui non avremo pandemie»

 

Ai partecipanti allo scenario è stato presentato un focolaio simulato di «nuovo coronavirus zoonotico» che è stato trasmesso dai pipistrelli ai maiali alle persone, causando una pandemia.

 

«La malattia inizia negli allevamenti di suini in Brasile, all’inizio in modo silenzioso e lento, ma poi inizia a diffondersi più rapidamente negli ambienti sanitari», secondo lo scenario dell’Event 201. Si tratta di uno script ben conosciuto all’OMS: sulla medesima catena «zoonotica» è basato anche il film del 2011 Contagion, un kolossal all-star-cast (Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law,  Kate Winslet, Marion Cotillard, Bryan Cranston, Laurence Fishburne) che ha utilizzato scenari e competenze fornite direttamente da OMS e CDC: una sorta di popolarizzazione hollywoodiana (e quindi, consumata dal mondo intero) del concetto di pandemia originata da animali. Nel film, l’ipotesi del contagio come arma biologica è scartata immediatamente.

 

Il World Economic Forum, la Bill & Melinda Gates Foundation e il Johns Hopkins Center for Health Security hanno ospitato un «esercizio pandemico di alto livello» noto come «Event 201» nell’ottobre 2019 per simulare un pandemia

La storia delle strane simulazioni pandemiche di grandi e ricchissime istituzioni planetarie, stranamente preveggenti rispetto alla pandemia, è stata dettagliata da Renovatio 21 più volte: prima Dark Winter, poi Clade X.

 

Tuttavia, i nostri lettori non possono non essere colpiti dal fatto che, parlando di bioterrorismo, Gates citi proprio il vaiolo.

 

Il 20 luglio 2018 Renovatio 21 pubblicava un articolo intitolato «Farmaco per il vaiolo approvato dalla FDA, solo una mossa contro il bioterrorismo?».

 

Oramai più di tre anni fa, 16 mesi prima della pandemia, scrivevamo:

 

«Negli ultimi mesi è impossibile non vedere come vi siano strani movimenti attorno al vaiolo».

 

La mira di Gates è quella di un cambiamento di paradigma scientifico nei vaccini, come è stato il caso dell’mRNA

«A fine 2017, alcuni ricercatori della Università di Alberta (Canada) hanno ricreato sinteticamente un virus simil-vaiolo, riportando in vita un ceppo pericolosissimo morto decenni fa. La notizia aveva destato molte polemiche. Alcuni critici hanno sottolineato come tale ricerca fosse inutile o addirittura dannosa: una forma sintetica del virus potrebbe finire nelle mani di terroristi, dissero».

 

«Si scoprì che i fondi per i virologi canadesi erano provveduti da una industria farmaceutica di Nuova York, la Tonix Pharmaceuticals (…) Gli apprendisti stregoni, in pratica, hanno resuscitato una tremenda malattia ora sparita per creare un vaccino. E dove ci sono vaccini ci sono le case farmaceutiche».

 

E , aggiungiamo ora, c’è anche Bill Gates.

 

L’articolo su vaiolo, farmaceutiche e bioterrorismo continuava raccontando gli strani, improvvisi strepiti della stampa riguardo in quei mesi del 2018:

 

Bill Gates: «la prossima epidemia potrebbe avere origine sullo schermo del computer di un terrorista intenzionato a utilizzare l’ingegneria genetica per creare una versione sintetica del virus del vaiolo»

«Le aree semantiche del terrorismo biologico e dei vaccini paiono interrelate in ogni articolo dei giornali internazionali; ma il motivo è presto detto: vi è una stretta relazione anche tra il business dell’informazione e quello della sanità che fornisce agli Stati le fialette a suon di miliardate. I casi vari dell’influenza aviaria dovrebbero bastare a rendere l’idea».

 

«L’approvazione del nuovo farmaco antivaiolo da parte della FDA è andata a Siga Technologies di Corvallis, Oregon, una società privata che ha sviluppato la medicina sotto un contratto federale di difesa biomedica».

 

È curioso che, oggi nel 2021, quando si apre la pagina About (il «Chi siamo») del sito di Siga Technologies ci si imbatte, fissata in alto a caratteri cubitali, su di un aforisma di Bill Gates sul bioterrorismo a base di vaiolo: «… la prossima epidemia potrebbe avere origine sullo schermo del computer di un terrorista intenzionato a utilizzare l’ingegneria genetica per creare una versione sintetica del virus del vaiolo».

 

Curiosa coincidenza davvero.

 

Sempre nel 2018, usmando qualcosa tra i folli esperimenti di laboratorio per la resurrezione del vaiolo e l’improvvisa geremiade sul bioterrorismo, scrivevamo:

 

Renovatio 21 nel 2018: «dopo decenni, tornano a parlare di vaiolo, a studiarlo, perfino lo riesumano con la bioingegneria. Perché? Se lo sono chiesti in tanti, anche molto meno sospettosi di noi. C’è qualcosa che non sappiamo? Certo, la storia ha degli ingredienti che conosciamo: minaccia terroristica, vaccini, case farmaceutiche»

«Insomma: dopo decenni, tornano a parlare di vaiolo, a studiarlo, perfino lo riesumano con la bioingegneria. Perché? Se lo sono chiesti in tanti, anche molto meno sospettosi di noi. C’è qualcosa che non sappiamo? Certo, la storia ha degli ingredienti che conosciamo: minaccia terroristica, vaccini, case farmaceutiche».

 

«Il lettore si faccia il suo film, sperando di non doverlo vivere assieme ai propri figli».

 

Ahah. Troppo tardi. Mamma mia, quanto ci avevamo preso? È esattamente quello che è successo con il COVID.

 

Succederà a breve la stessa cosa anche con il nuovo vaiolo?

 

A questo punto, avendo avuto ragione una volta (tutte le volte, in realtà) ci tacciamo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

Epidemie

La variante Omicron è stata generata dall’incontro di COVID e HIV?

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La variante di Omicron  è stata probabilmente incubata nel corpo di una persona con un sistema immunitario colpito dall’HIV o in un’altra condizione immunocompromessa che può causare un’infezione prolungata da coronavirus, secondo lo scienziato sudafricano che ha rilevato la variante. Lo riporta il Los Angeles Times.

 

Il virologo sudafricano Tulio De Oliveira ha affermato che l’insorgenza di Omicron in un paziente immunocompromesso sarebbe l’origine «più plausibile» per questa variante.

 

«Ci sono buone ragioni per pensarlo» scrive il LA Times.

La variante di Omicron  è stata probabilmente incubata nel corpo di una persona con un sistema immunitario colpito dall’HIV

 

«Ricercatori negli Stati Uniti e in Europa hanno visto la comparsa di coronavirus con mutazioni spaventose in pazienti COVID-19 le cui difese naturali sono state soppresse da farmaci per combattere il cancro, gestire malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide o impedire il rigetto degli organi trapiantati».

 

L’Africa ha una popolazione giovane e vastamente sieropositiva all’HIV. Coloro che hanno quindi un sistema immunitario debilitato nel continente sono milioni. Essi possono «diventare una fabbrica di varianti per il mondo intero», ha affermato l’infettivologo de Oliveira.

 

A giugno, il suo team ha raccontato l’emergere di oltre 30 cambiamenti genetici in campioni di SARS-CoV-2 prelevati da una singola donna sudafricana con HIV avanzato non curato. Le mutazioni che hanno visto, comprese alcune che potrebbero erodere la protezione del vaccino e aumentare la trasmissione della malattia, sono apparse in un periodo di sei mesi.

 

La questione della pericolosità degli africani immunodepressi, in grado non solo di infettare con l’HIV ma di creare anche varianti pericolose del virus, dovrebbe interessare anche la politica migratoria dell’Italia e dell’Europa

Ora De Oliveira teme che uno scenario simile possa aver dato vita a Omicron. La scorsa settimana, ha avvisato l’Organizzazione Mondiale della Sanità che il suo team aveva rilevato una variante con dozzine di nuove mutazioni che circolava nel Gauteng, la provincia più densamente popolata del Sudafrica, e nel vicino Botswana. I campioni studiati dagli scienziati sono stati raccolti tra il 12 e il 20 novembre.

 

Ma esiste per caso una correlazione tra i due virus? Ronza nella testa la dichiarazione di oramai due anni fa di Luc Montagnier, che ipotizzò che all’origine del coronavirus potesse esserci una ricerca per ottenere un vaccino anti-AIDS. Colpì l’immaginazione di molti anche il fatto che in Tailandia, nelle prime settimane del virus, sembravano funzionare i farmaci contro l’AIDS.

 

In tutto il Sud Africa, 2,2 milioni di persone sono infetti HIV non rilevati, non trattati o scarsamente controllati.

 

Il governo che per combattere il virus ci fa mettere la mascherina per uscire di casa, fa entrare impunemente sul suo territorio «fabbriche di varianti», come le chiama il virologo africano?

La questione della pericolosità degli africani immunodepressi, in grado non solo di infettare con l’HIV ma di creare anche varianti pericolose del virus, dovrebbe interessare anche la politica migratoria dell’Italia e dell’Europa.

 

Renovatio 21 lo sostiene da anni: l’immigrazione pone giocoforza un problema epidemiologico, soprattutto nei confronti dell’AIDS, che è una malattia che in Africa, malgrado vari maldestri tentativi di contenerla raccomandando preservativi o implementando vaccini sperimentali, è fuori controllo.

 

Il governo che per combattere il virus ci fa mettere la mascherina per uscire di casa, fa entrare impunemente sul suo territorio «fabbriche di varianti», come le chiama il virologo africano?

 

 

 

 

 

Immagine di jonrawlinson via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

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Epidemie

Coincidenza: il Congresso americano ha votato per l’mRNA nei vaccini poche settimane prima della pandemia

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Una legge progettata per aggiornare gli stanziamenti finanziari degli Stati Uniti è stata significativamente modificata dalla Camera dei rappresentanti il ​​17 dicembre 2019 e approvata dal Senato americano.

 

Il testo stilato dalla FDA (Sec 605 Biological Product Definition) verteva sulla «definizione di “prodotto biologico”» e del valore legale del termine «proteina». Nel testo sono citati la tecnologia genetica RNA così come i vaccini.

 

Nella definizione proposta, «prodotto biologico significa un virus, siero terapeutico, tossina, antitossina, vaccino, sangue, emocomponente o derivato, prodotto allergenico, proteina o prodotto analogo, o arsfenamina o derivato di arsfenamina (o qualsiasi altro composto organico trivalente di arsenico), applicabile alla prevenzione, al trattamento o alla cura di una malattia o condizione degli esseri umani».

 

Clamorosa coincidenza: pochi giorni dopo la legge votata dai parlamentari USA, viene lanciata l’idea, finanziata con miliardi e miliardi di dollari del contribuente, di utilizzare l’mRNA nei vaccini contro il COVID.

Al contempo, veniva definita la parola «proteina» come « un qualsiasi polimero di alfa amminoacidi con una sequenza specifica e definita di dimensioni maggiori di 40 amminoacidi». Più sopra era specificato quindi che «”proteina” si riferisce a catene contenenti una sequenza specifica e definita di amminoacidi, generalmente fornita da una corrispondente sequenza di DNA o RNA»

 

Il testo è quindi votato come tale nella legge promulgata il 20 dicembre 2019. H.R.1865 – Further Consolidated Appropriations Act, 2020, in cui peraltro si stanziavano denari per una futura «emergenza pandemica»

 

«Per un importo aggiuntivo per le spese necessarie per preparare o rispondere a una pandemia di influenza, $ 260.000.000; di cui $ 225.000.000 sono disponibili fino ad esaurimento, per le attività che comprendono il sviluppo e acquisto di vaccini, antivirali, cure mediche necessarie forniture, diagnostica e altri strumenti di sorveglianza: forniti, (…) i fondi possono essere utilizzati per il costruzione o ristrutturazione di strutture di proprietà privata per il produzione di vaccini contro l’influenza pandemica e altri farmaci biologici, se il il segretario ritiene che tale costruzione o ristrutturazione sia necessaria per garantire forniture sufficienti di tali vaccini o prodotti biologici».

 

Si tratta di parole di grande valore, soprattutto considerando alla data in cui venivano redatte: il 20 dicembre 2019

 

La Cina, dopo un lungo processo di cover-up del quale è ancora accusata, rendeva noto al mondo l’esistenza del COVID a cavallo tra fine dicembre e i primi di gennaio.

 

Tuttavia sappiamo che l’Intelligence di vari Paesi, compresa quella americana pure informata da dissidenti cinesi (lo sostiene il documentario della giornalista americana Sharri Markson) avevea captato vasti segnali di ciò che stava succedendo negli ospedali a Wuhan e fors’anche a Pechino. Una scioccante rivelazione di un dissidente del PCC vuole che il virus fosse messo in circolazione a Wuhan già ad ottobre in occasione dei Giochi mondiali militari.

 

Resta la clamorosa coincidenza: pochi giorni dopo la legge votata dai parlamentari USA, viene lanciata l’idea, finanziata con miliardi e miliardi di dollari del contribuente, di utilizzare l’mRNA nei vaccini contro il COVID.

 

Sui rapporti tra l’ente sanitario nazionale americano diretto da Fauci e il laboratorio di Wuhan sono emersi quest’anno particolari sempre più preoccupanti, che vanno dal danaro fornito agli scienziati cinesi per lo studio di manipolazione genetica del coronavirus del pipistrello alle continue menzogne raccontate per coprire tutto.

 

Su Renovatio 21 già un anno e mezzo fa pubblicavamo un articolo di Robert Kennedy jr. che, con mesi di anticipo, metteva in fila un bel po’ di strane coincidenze «americane» nel virus di Wuhan.

 

Questa però, le batte tutte.

 

 

 

 

 

Immagine di DragoR37 via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

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Bambini come cavie: l’eredità di Fauci nei crudeli esperimenti sui bimbi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Le recenti rivelazioni sul dottor Anthony Fauci hanno gettato nuova luce su un documentario della BBC del 2004, «Guinea Pig Kids». Il film ha esposto i crudeli esperimenti – approvati da Fauci e finanziati dai contribuenti statunitensi – sui bambini poveri delle minoranze come parte della ricerca di Fauci su una cura per l’AIDS.

 

 

 

Il recente scandalo #BeagleGate ha realizzato ciò che la pandemia globale di COVID, lo scandalo sulla ricerca sul «guadagno di funzione», gli obblighi vaccinali globali e una carriera fondata sullo sperpero di dollari dei contribuenti americani non hanno potuto: ha fatto sì che il mondo si fermasse e mettesse in discussione l’integrità del Dott. Anthony Fauci.

 

Nelle ultime settimane, i media mainstream e i social media sono stati riempiti con resoconti dei crudeli esperimenti sugli animali finanziati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) utilizzando i dollari dei contribuenti americani.

 

Il NIAID, una divisione del National Institute of Health, opera sotto la direzione di Fauci.

 

Sulla base delle scoperte del giornalista investigativo Liam Scheff, lo sconvolgente documentario ha esposto gli strazianti esperimenti medici clandestini di Fauci sui bambini con infezione da HIV

Post virali sui social media hanno descritto come, dopo essere stati ridotti alla fame e aver rimosso le loro corde vocali in modo che non potessero ululare o abbaiare, la testa dei beagle veniva intrappolata in gabbie con mosche della sabbia affamate che mangiavano vivi i loro ospiti.

 

Ad altri cuccioli sono state iniettate varianti «mutanti» prodotte in laboratorio di batteri trasmessi dalle zecche prima di essere esposti a centinaia di zecche che hanno poi succhiato il loro sangue per circa una settimana. Il loro sangue è stato prelevato due volte a settimana per otto settimane e sono poi stati sacrificati.

 

In un altro esperimento, ai beagle sono state iniettate larve di filaria e successivamente soppressi in modo che le larve potessero essere utilizzate in altri esperimenti. 

 

L’indagine del White Coat Waste Project (WCW) che ha divulgato queste storie ha innescato una protesta pubblica e uno sforzo bipartisan per ritenere Fauci responsabile degli esperimenti inutili e violenti che ha autorizzato usando milioni di dollari dei contribuenti.

 

I successivi articoli dei media mainstream su WCW sono la prova dell’impatto che il #BeagleGate ha avuto sulla percezione pubblica.

 

Il dipartimento per il benessere dei bambini di New York, l’Amministrazione per i servizi per l’infanzia, aveva il compito di offrire i bambini vulnerabili e svantaggiati sotto la sua cura come topi da laboratorio per testare farmaci tossici per l’AIDS come AZT, Nevirapina e vari inibitori della proteasi, nonché vaccini sperimentali contro l’AIDS

«L’ironia è che sono questi piccoli cuccioli a provocare l’indignazione», ha affermato Vera Sharav, attivista per i diritti umani e fondatrice dell’ Alliance for Human Research Protection (AHRP).

 

Non che a Sharav non importi dei cuccioli. È frustrata, tuttavia, dal fatto di non essere in grado di generare la stessa protesta pubblica quando si tratta della sua missione di vita, porre fine alla crudele sperimentazione medica sui bambini.

 

«Gli animali hanno potenti sostenitori, come People for the Ethical Treatment of Animals, che combattono per proteggerli da questo tipo di abuso», ha detto Sharav. «Ma questi bambini sono usa e getta. È assurdo».

 

Come bambina sopravvissuto all’Olocausto, Sharav ha assistito in prima persona a come un sistema corrotto può cancellare sistematicamente le norme morali e l’empatia umana in nome della salute pubblica.

 

Ha lavorato per decenni per porre fine a pratiche mediche non etiche e abusive, comprese quelle sovvenzionate e agevolate da agenzie governative e Big Pharma.

 

La maggior parte di questi farmaci, approvati per gli adulti affetti da AIDS, contenevano avvertenze speciali e causavano effetti collaterali potenzialmente letali, tra cui morte del midollo osseo, insufficienza degli organi, deformità e danni cerebrali.

La sua battaglia per rompere il silenzio cospiratorio e ottenere l’attenzione dei media e delle autorità di regolamentazione è stata una battaglia in salita, durata decenni.

 

Ma nel 2004 c’era un barlume di speranza. La BBC contattò Sharav nell’ambito di una ricerca per un film documentario, «Guinea Pig Kids».

 

Sulla base delle scoperte del giornalista investigativo Liam Scheff, lo sconvolgente documentario ha esposto gli strazianti esperimenti medici clandestini di Fauci sui bambini con infezione da HIV in cura presso l’Incarnation Children’s Center (ICC).

 

Sharav ha collaborato con Scheff, la giornalista investigativa Celia Farber e il regista del film, Jamie Doran. Per un breve periodo, i tre avevano creduto che la verità potesse finalmente venire alla luce.

 

Ma, come hanno scoperto tutti, fare luce non è per i deboli di cuore.

 

 

Chi erano i «bambini-cavia»? 

L’ICC, che si è pubblicizzato come «l’unica struttura infermieristica qualificata di New York City per fornire assistenza specializzata a bambini e adolescenti affetti da HIV/AIDS», è stato lo scenario di questi crimini contro l’umanità.

 

Nel 1992, il NIAID ha fornito finanziamenti per riproporre l’ICC come «un ambulatorio per bambini sieropositivi» e la clinica è diventata parte della Pediatric AIDS Clinical Trials Unit della Columbia University.

 

La maggior parte dei bambini erano neri, ispanici e poveri, spesso nati da madri tossicodipendenti.

Il dipartimento per il benessere dei bambini di New York, l’Amministrazione per i servizi per l’infanzia, aveva il compito di offrire i bambini vulnerabili e svantaggiati sotto la sua cura come topi da laboratorio per testare farmaci tossici per l’AIDS come AZT, Nevirapina e vari inibitori della proteasi, nonché vaccini sperimentali contro l’AIDS.

 

La maggior parte di questi farmaci, approvati per gli adulti affetti da AIDS, contenevano avvertenze speciali e causavano effetti collaterali potenzialmente letali, tra cui morte del midollo osseo, insufficienza degli organi, deformità e danni cerebrali.

 

La maggior parte dei bambini erano neri, ispanici e poveri, spesso nati da madri tossicodipendenti.

 

Il NIAID, sfruttando l’ortodossia prevalente dell’AIDS, ha giustificato gli esperimenti non etici eseguiti su questi ragazzi come l’unica possibilità che avevano per sopravvivere.

 

Jacklyn Hoerger, il cui compito era somministrare i farmaci ai bambini, ha dichiarato:

 

«Ci è stato detto che se vomitavano, se perdevano la capacità di camminare, se avevano la diarrea, se stavano morendo, tutto questo era dovuto alla loro infezione da HIV. L’ho preso fedelmente come mi era stato detto dai medici»

«Ci è stato detto che se vomitavano, se perdevano la capacità di camminare, se avevano la diarrea, se stavano morendo, tutto questo era dovuto alla loro infezione da HIV. L’ho preso fedelmente come mi era stato detto dai medici».

 

La condiscendenza, come principio unidirezionale, è stato un tema ricorrente nella carriera di Fauci. Secondo il direttore medico dell’ICC, la dott.ssa Katherine Painter, il «problema più grande che devono affrontare le famiglie con bambini sieropositivi è l’osservanza delle regole».

 

Hoerger ha imparato questa lezione nel modo più duro, quando ha iniziato il processo di adozione di due sorellastre dal programma. Applicando un metodo scientifico molto più compassionevole a casa, Hoerger ha dedotto che erano i farmaci a causare i disturbi dei bambini. Quindi li ha tolti dai regimi farmacologici.

 

Ha descritto i miglioramenti come «quasi istantanei» e ha notato che le ragazze hanno iniziato a mangiare correttamente per la prima volta nella loro vita. Ma la sua inadempienza l’ha fatta apparire come un genitore negligente e ha perso la custodia delle ragazze. Non le fu mai più permesso di vederle.

 

All’ICC, la cooperazione dei soggetti sperimentali ha sempre avuto la precedenza sul loro benessere. Ai bambini era richiesto di assumere questi farmaci indipendentemente dai loro effetti negativi e gli effetti avversi sono stati attribuiti alla loro presunta malattia (AHRP ha scoperto che il NIAID ha permesso ai suoi partner farmaceutici di sperimentare su bambini senza infezioni da HIV confermate in laboratorio).

Quando alcuni genitori rifiutavano di acconsentire ai test, i funzionari dei servizi per l’infanzia li sottraevano prontamente e li collocavano presso famiglie affidatarie, o in case per bambini dove sarebbe stata autorizzata la loro partecipazione

 

Quando alcuni genitori rifiutavano di acconsentire ai test, i funzionari dei servizi per l’infanzia li sottraevano prontamente e li collocavano presso famiglie affidatarie, o in case per bambini dove sarebbe stata autorizzata la loro partecipazione.

 

Quando i bambini hanno resistito o rifiutato i farmaci sono stati trasportati al Columbia Presbyterian Hospital, dove sono stati inseriti chirurgicamente tubi di plastica nei loro stomaci per la somministrazione dei farmaci.

 

Secondo Sharav, almeno 80 bambini sono morti nel corso di questi studi clinici.

 

«Fauci ha solo nascosto tutti quei bambini morti sotto il tappeto», ha detto Sharav. «Erano danni collaterali alle sue ambizioni di carriera. Erano bambini usa e getta».

Secondo Sharav, almeno 80 bambini sono morti nel corso di questi studi clinici

 

Una visita alla fossa comune dell’ICC al cimitero di Gate of Heaven a Hawthorne, New York, ha chiarito la faccenda una volta per tutte per Celia Farber, giornalista investigativa che ha condotto ricerche per il film.

 

«Non potevo credere ai miei occhi», ha detto Farber.

 

«Era una fossa molto grande con erba sintetica gettata sopra, che si poteva sollevare. Sotto di essa, si potevano vedere dozzine di semplici bare di legno, impilate alla rinfusa. Potrebbero essere stati 100. Ho scoperto che in ognuno c’era più di un corpo di bambino».

 

La condiscendenza è stata un problema anche quando si è trattato di aderire al Codice di Norimberga o di seguire i regolamenti federali relativi alla partecipazione alla sperimentazione clinica.

«Fauci ha solo nascosto tutti quei bambini morti sotto il tappeto. Erano danni collaterali alle sue ambizioni di carriera. Erano bambini usa e getta».

 

Invece di aderire ai requisiti messi in atto per proteggere i bambini in affido, New York ha creato un comitato di revisione istituzionale, un comitato etico composto da rappresentanti degli stessi ospedali che stavano conducendo la ricerca per concedere le approvazioni.

 

In altre parole, l’approvazione è stata messa nelle mani degli azionisti.

 

Nel marzo 2004, l’organizzazione di Sharav ha presentato una denuncia sia alla Food and Drug Administration statunitense sia all’ufficio federale per la protezione della ricerca umana.

 

La denuncia si è concentrata sull’iscrizione illegale di bambini in affido in questi processi e sull’incapacità istituzionale a livello di sistema di proteggerli in conformità con i regolamenti federali che impongono un avvocato indipendente per ogni bambino.

 

«Era una fossa molto grande con erba sintetica gettata sopra, che si poteva sollevare. Sotto di essa, si potevano vedere dozzine di semplici bare di legno, impilate alla rinfusa. Potrebbero essere stati 100. Ho scoperto che in ognuno c’era più di un corpo di bambino»

Questi bambini, alcuni di appena 3 mesi, non avevano una voce indipendente. L’ACS, la stessa organizzazione che essenzialmente li ha messi su un nastro trasportatore per le sperimentazioni cliniche, era anche il loro tutore legale.

 

«È una completa abdicazione del primum non nocere e della dignità degli esseri umani», ha detto Sharav.

 

«Dal punto di vista della ricerca medica, gli animali da laboratorio sono costosi e questi bambini sono economici. Il governo li ha consegnati come una mandria di animali».

 

 

La campagna contro i «negazionisti dell’AIDS»

Guinea Pig Kids ha debuttato sulla BBC il 30 novembre 2004, ma è stato improvvisamente tolto dal palinsesto.

 

Una denuncia presentata da potenti attivisti dell’AIDS ha portato la BBC a ritirare il documentario e cancellare le indagini. E dietro le quinte è stato molto peggio.

 

Celia Farber ha raccontato che lei e altri sono stati «implacabilmente maltrattati a tutti i livelli» per essere i cosiddetti «negazionisti dell’AIDS».

 

«Dal punto di vista della ricerca medica, gli animali da laboratorio sono costosi e questi bambini sono economici. Il governo li ha consegnati come una mandria di animali»

«Ci hanno attaccati professionalmente, economicamente, spiritualmente, socialmente», ha ricordato Farber. «Nessuno voleva essere un negazionista dell’AIDS. Ha suscitato un odio così immediato. Quel termine ha lanciato un incantesimo davvero profondo e la gente non riusciva a sentire oltre. Ha immediatamente bloccato le persone».

 

Una riunione del sottocomitato del 2005 ospitata dal Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti ha concluso che i diritti fondamentali dei bambini adottivi erano stati violati in alcuni dei test sui farmaci per l’AIDS, ma nulla è cambiato all’ICC e i bambini hanno continuato a morire.

 

Al VERA Institute of Justice, che aveva il compito di indagare sulla morte dei bambini coinvolti in questi esperimenti, è stato proibito esaminare le cartelle cliniche e ha rifiutato di accettare i dati dell’indagine di Scheff.

 

Gli sforzi di Scheff, Sharav e Farber ripiombarono nell’oscurità. Finora.

 

«Fauci è a capo di questa agenzia (NIAID) dal 1984 e non ha mai inventato un farmaco o un vaccino. Non ci sono state guarigioni. È riuscito solo a terrorizzare le persone».

«Fauci è a capo di questa agenzia (NIAID) dal 1984 e non ha mai inventato un farmaco o un vaccino», ha detto Sharav. «Non ci sono state guarigioni. È riuscito solo a terrorizzare le persone».

 

Sharav è pronta per la fine del regno del terrore di Fauci.

 

Ma forse possiamo imparare di più su Fauci e sui suoi compari, non guardando i suoi fallimenti, ma rivolgendo la nostra attenzione al suo successo. Lui e i suoi colleghi del NIH e dei Centers for Disease Control and Prevention hanno perfezionato un paradigma pandemico utilizzando paradigmi diagnostici mutevoli e definizioni cliniche che incorporano metodi di test imperfetti.

 

Lui e i suoi colleghi del NIH e dei Centers for Disease Control and Prevention hanno perfezionato un paradigma pandemico utilizzando paradigmi diagnostici mutevoli e definizioni cliniche che incorporano metodi di test imperfetti. Questo metodo è stato utilizzato per lanciare alcune delle campagne di terrore di maggior successo nella storia globale

Questo metodo è stato utilizzato per lanciare alcune delle campagne di terrore di maggior successo nella storia globale. Quella paura è stata usata per generare un modello di guerra sanitaria che è stato usato per giustificare migliaia di esperimenti crudeli, inutili e costosi.

 

E mentre quegli esperimenti non hanno prodotto trattamenti o cure efficaci, hanno desensibilizzato con successo ricercatori e operatori sanitari e li hanno addestrati a «seguire semplicemente gli ordini» indipendentemente dai risultati sulla salute.

 

Tutto questo è stato realizzato con enormi spese per i contribuenti americani – e l’ortodossia risultante ha danneggiato la salute di milioni di persone.

 

I trattamenti vanno e vengono, ma la conformità medica e la creazione di una cultura del «come osi» per far vergognare e mettere a tacere le voci del dissenso è probabilmente rimasto l’esperimento scientifico di maggior successo e più redditizio nella storia globale.

 

Mentre quegli esperimenti non hanno prodotto trattamenti o cure efficaci, hanno desensibilizzato con successo ricercatori e operatori sanitari e li hanno addestrati a «seguire semplicemente gli ordini» indipendentemente dai risultati sulla salute

Ma ci sono due variabili di cui Fauci non ha tenuto conto con precisione: la resilienza dello spirito umano e la forza dell’amore di un genitore.

 

Assistere al dipanarsi della narrazione è surreale per Farber.

 

«Provo ancora rabbia e disgusto per il fatto che questa matrice terroristica degli attivisti dell’AIDS sia riuscita a convincere il pubblico a distogliere lo sguardo, che non dovrebbero preoccuparsi di questi bambini», ha dichiarato Farber.

 

Ma, nonostante tutto quello che ha passato, c’è una scintilla di ottimismo.

 

«La scintilla di luce è che così tante persone stanno comprendendo, che ci sono menti preparate per questo ora», ha detto Farber.

 

 

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

© 15 novembre 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

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