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Pedofilia

Caso Epstein, foto inedite mostrano Clinton accogliere il pedofilo alla Casa Bianca

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Riemergono, accumulandosi oscenamente, sempre più dettagli sul rapporto tra il misterioso pedofilo dell’alta società americana Jeffrey Epstein e l’ex presidente Bill Clinton.

 

Clinton aveva preso le distanze da Epstein dopo che questi fu arrestato nel 2019 con l’accusa di gestire una rete di traffico sessuale di minori. L’ex presidente a più riprese ha negato la sua presenza a Little Saint James, l’isola pedo-lupanare dove Epstein faceva accoppiare potenti e ragazzine. Eppure le presunte vittime di Epstein, e persino l’ex aiutante di Clinton, affermano che l’ex presidente visitò l’isola privata dove il finanziere, insieme ai suoi potenti amici, avrebbero abusato sessualmente di diverse donne.

 

Delle foto da poco pubblicate dal giornale britannico Sun mostrano Bill Clinton che accoglie Jeffrey Epstein e la sua presunta  complice, Ghislaine Maxwell, proprio alla Casa Bianca

Delle foto da poco pubblicate dal giornale britannico Sun mostrano Bill Clinton che accoglie Jeffrey Epstein e la sua presunta  complice, Ghislaine Maxwell, proprio alla Casa Bianca.

 

Il quotidiano inglese scrive che l’incontro ebbe luogo negli anni ’90 durante un ricevimento alla Casa Bianca, quando Clinton era al suo primo mandato, e in quell’occasione Epstein donò più di  10.000 dollari per la ristrutturazione dello Studio Ovale.

 

Gli scatti pubblicati evidenziano che il rapporto tra Clinton e Epstein non è iniziato nel 2002, come si era pensato in precedenza, ma ben molto prima. 

 

«Le foto mostrano quanto siano stati vicini Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein a uno degli uomini più potenti del mondo, proprio nel suo ufficio»

«Le foto mostrano quanto siano stati vicini Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein a uno degli uomini più potenti del mondo, proprio nel suo ufficio», ha dichiarato una fonte al Sun.

 

L’articolo suggerisce che il 42° presidente degli Stati Uniti viaggiò spesso sul jet privato di Epstein soprannominato «Lolita Express». Le presunte vittime del sedicente finanziere hanno affermato che l’aereo era uno dei luoghi in cui Epstein e i suoi amici abusavano di giovani ragazze. 

 

Clinton ha dichiarato tramite il suo addetto stampa, che ha fatto solo quattro viaggi in quell’aereo, «uno in Europa, uno in Asia e due in Africa, che includevano scali in connessione con il lavoro della Fondazione Clinton». I giornali però hanno riportato che il diario di volo del velivolo annotava almeno 26 viaggi con il marito di Hillary.

L’ex consigliere del politico Doug Band, ha  affermato che Clinton, nel gennaio 2003, ha visitato l’isola privata di Epstein, Little Saint James, denominata anche «Pedophile Island», dove il potente finanziere avrebbe abusato sessualmente di molte giovani donne

 

 

Bill Clinton e altre figure di alto profilo – come  il principe reale britannico Andrea – sono stati messi sotto i riflettori dopo che Epstein è stato arrestato con l’accusa di gestire una rete di traffico sessuale di minori nel 2019. 

 

Epstein è stato trovato morto nella sua cella il 10 agosto 2019, un mese dopo il suo arresto. La sua morte è stata classificata come suicidio, anche se molti affermano che Epstein potrebbe essere stato ucciso proprio da qualcuno che voleva impedirgli di vuotare il sacco.

 

L’ex consigliere del politico Doug Band, ha  affermato che Clinton, nel gennaio 2003, ha visitato l’isola privata di Epstein, Little Saint James, denominata anche «Pedophile Island», dove il potente finanziere avrebbe abusato sessualmente di molte giovani donne. 

 

Affermazioni riguardo alla visita di Clinton sull’isola, sono state fatte dalla presunta vittima di Epstein, Virginia Giuffre,  e dall’ex presidente Donald Trump. 

 

Durante la perquisizione del palazzo di Epstein  era spuntato fuori qualcosa di davvero bizzarro, inquietante: un dipinto che ritraeva Bill Clinton vestito da donna con i tacchi a spillo

Secondo quanto riferito, la famiglia Clinton ha continuato a mantenere i rapporti con Epstein e la sua ex fidanzata, e presunta complice, Ghislaine Maxwell, anche dopo il suo primo procedimento penale nel 2008. Le foto del matrimonio della figlia Chelsea Clinton nel 2010 mostrano in prima fila tra gli invitati proprio Ghislaine Maxwell.

 

Dopo l’arresto di Epstein, Clinton ne ha preso le distanze e ha negato di essere a conoscenza dei crimini del miliardario e ha respinto le accuse sulla sua visita a Little Saint James, definendole «bugie».

 

Durante la perquisizione del palazzo di Epstein nell’Upper East Side di Nuova York – probabilmente l’area urbana più ricca del pianeta – era spuntato fuori qualcosa di davvero bizzarro, inquietante: un dipinto che ritraeva Bill Clinton vestito da donna con i tacchi a spillo.

 

Anche Bill Gates ha frequentato a lungo Epstein. Gates ed Epstein, qualcuno ha ipotizzato, hanno in comune la passione per l’eugenetica

Non solo Clinton amava accompagnarsi con l’oscuro molestatore di ragazzine Jeffrey Epstein. Come riportato da Renovatio 21, anche Bill Gates lo ha frequentato a lungo. Gates ed Epstein, qualcuno ha ipotizzato, hanno in comune la passione per l’eugenetica.

 

Quanto ai Clinton, quella con Epstein non è la storia più nera in cui, sussurranno i nemici, potrebbero essere coinvolti. Se non avete mai sentito parlare del «Clinton Body Count», leggete lo specifico articolo pubblicato l’anno passato da Renovatio 21.

 

 

 

 

 

Immagini della William J. Clinton Presidential Library

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Essere genitori

Nuovo studio rivela la correlazione tra pornografia e abusi sessuali sui minori

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Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Social Sciences ha confermato, ancora una volta, i legami «tra pornografia e abuso sessuale sui minori». Secondo quanto riportato dal National Center on Sexual Exploitation, esistono quattro modalità principali attraverso cui l’uso della pornografia si intreccia con l’abuso sui minori. Lo riporta LifeSite.

 

L’articolo tratta della questione del modellamento sociale: i bambini tendono spesso a imitare ciò che vedono nella pornografia, il che può sfociare in comportamenti sessuali dannosi tra coetanei. Ad esempio, una terapista ha raccontato il caso di un bambino di 11 anni che ha replicato sul fratellino di 3 anni alcune scene osservate nella pornografia.

 

Vi è poi il fenomeno della normalizzazione: la pornografia può far percepire come «normali» comportamenti sessuali abusivi e irrealistici agli occhi dei bambini, o di chiunque la consumi. Molti operatori dei servizi sociali hanno riferito che le loro giovani assistiti di sesso femminile hanno subito strangolamenti durante i rapporti sessuali, perché i ragazzi adolescenti sono stati indotti dalla pornografia a considerarlo un comportamento sessuale standard.

 

Vi è inoltre il rischio di adescamento: gli abusatori utilizzano frequentemente materiale pornografico per mostrare ai bambini, come strategia per desensibilizzarli agli abusi sessuali.

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Gli abusatori spesso sfruttano la pornografia per controllare e manipolare le vittime, ad esempio minacciando di rivelare il consumo di materiale pornografico da parte del minore o di diffondere immagini sessualmente esplicite del minore stesso.

 

Lo studio, intitolato «Le testimonianze degli operatori dei servizi di tutela dell’infanzia sui legami tra pornografia e abusi sessuali sui minori», è stato realizzato da docenti della New York University, dell’Università dell’Arkansas, del Virginia Polytechnic Institute e della James Madison University.

 

«L’esposizione alla pornografia è pressoché onnipresente per i giovani del XXI secolo», hanno osservato gli autori. «L’età media della prima esposizione è la prima o la media adolescenza, con tassi di visione intenzionale tra gli adolescenti che raggiungono l’84%. Il consumo di pornografia può influenzare gli atteggiamenti e i comportamenti sessuali sia negli adolescenti che negli adulti. In questo contesto, rappresenta una componente normalizzata della socializzazione di genere e sessuale dei giovani».

 

In altre parole, la pornografia sta socializzando bambini e minori a un’ideologia sessuale straordinariamente crudele, violenta e degradante che si insinua in ogni aspetto della vita. Lo studio si è basato su dati qualitativi derivanti da 50 interviste, otto focus group e sondaggi post-intervista con professionisti esperti del settore.

 

Gli intervistati hanno identificato negli smartphone dei bambini il problema principale. Claire, direttrice esecutiva di un CAC (Centro per l’infanzia), ha osservato: «I genitori non tolgono il telefonino (…) perché hanno paura di essere dei “cattivi genitori”». Un altro educatore ha affermato che i bambini si imbattono spesso in materiale pornografico su YouTube, anche quando cercano contenuti innocui come i cartoni animati: «Il genitore si alza, i bambini camminano e… il contenuto suggerito è porno hardcore, porno tripla X». Vale la pena citare per intero l’avvertimento degli autori sulla tecnologia con accesso a Internet:

 

Uno dei fattori di rischio più rilevanti emersi dalle nostre interviste riguarda l’accesso illimitato o insufficiente dei bambini a Internet tramite dispositivi come console per videogiochi, tablet e smartphone, spesso all’insaputa dei genitori. Marie, un’intervistatrice forense, ha sottolineato i numerosi dispositivi con accesso a Internet a cui i bambini hanno accesso. Natalie, una psicologa clinica, ha fatto eco ad altri partecipanti, paragonando i moderni cellulari a «mini-computer… che si tengono in mano» dotati di connessione a Internet.

 

Oltre a ciò, diversi partecipanti si sono concentrati in particolare sull’importanza dei social media, come ha evidenziato Nicholas, un altro intervistatore forense: «Quando sono usciti i telefoni con Internet (…) questo ha permesso ai criminali di entrare in contatto con i bambini (…) tramite Snapchat, Facebook e simili». Angela, un’infermiera specializzata in pediatria, ha concordato: «Non saprei dire quanti bambini di cui mi sono presa cura hanno incontrato (un criminale) conosciuto tramite i social media».

 

Lo studio ha inoltre confermato precedenti risultati già trattati più volte in questo spazio. «Ho notato che più precocemente una persona è stata esposta alla pornografia, maggiore è la probabilità che attualmente guardi pornografia violenta», ha affermato Natalie, una psicologa pediatrica. Questo porta a visioni perverse delle donne, delle ragazze e del sesso in generale.

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«Non si tratta nemmeno di una semplice decisione cognitiva del tipo “È così che trattiamo le donne adesso” o “È così che dovremmo essere trattate come donne”… ora è “È così che proviamo piacere adesso”», ha detto Natalie. «Quindi, un uomo forse non riesce nemmeno ad avere un rapporto sessuale se non è in qualche modo aggressivo e violento… Stiamo parlando di strangolamento vero e proprio, di colpire qualcuno con qualcosa, di dare pugni, di immobilizzare, di quel genere di comportamento».

 

Carly, un’infermiera specializzata in casi di violenza sessuale, ha riscontrato la stessa dinamica: adolescenti trasformati in predatori dalla pornografia. «Credo che la pornografia influenzi la violenza sessuale e i comportamenti sessuali in moltissimi modi», ha affermato.

 

Gli autori sostengono la necessità di un’educazione sessuale che includa gli aspetti digitali, di approcci basati sulla consapevolezza del trauma e individuano la pornografia come una delle «zone di violenza» che conducono all’abuso sui minori, ma questo non è chiaramente sufficiente.

 

Dinanzi ad evidenze scientifiche come queste la politica dovrebbe senza indugio optare per la censura totale della pornografia in ogni Paese. Il rischio è quello di perdere un’intera generazione, o forse due, dopo le generazioni devastate dalla cosiddetta «liberazione sessuale».

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Internet

Facebook e Instagram hanno reso possibile lo sfruttamento sessuale dei minori

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Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media.   Il dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico ha emesso la sentenza martedì, dopo che una giuria ha stabilito che la società madre di Facebook ha violato la legge statale in quello che è il primo caso incentrato sul ruolo dei social media nello sfruttamento sessuale dei minori e nei danni alla salute mentale.   La storica sentenza giunge al termine di un processo durato sette settimane e trae origine da un’indagine sotto copertura condotta dalle autorità statali nel 2023.   Gli agenti hanno creato profili falsi sulle piattaforme social Meta e hanno identificato due uomini che, credendole minorenni, hanno tentato di costringerle a compiere atti sessuali. Entrambi i sospetti sono stati successivamente arrestati.

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Secondo quanto riportato nella dichiarazione, i dipendenti di Meta e gli esperti esterni in materia di sicurezza dei minori hanno ripetutamente espresso preoccupazioni riguardo a tali rischi, ma la maggior parte degli avvertimenti è stata ignorata.   Un ex dipendente di Meta ha affermato che gli algoritmi personalizzati che rendono le piattaforme dell’azienda – tra cui Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads – efficaci nel targeting pubblicitario potrebbero essere altrettanto utili ai pedofili.   La giuria ha riscontrato 75.000 violazioni e ha condannato Meta al pagamento di 5.000 dollari per ciascuna violazione. L’ultima accusa dello Stato contro Meta, secondo cui la società avrebbe creato un pericolo pubblico per la salute e la sicurezza dei residenti, sarà discussa in un processo senza giuria a maggio. Le autorità richiederanno modifiche alla piattaforma, come la verifica dell’età e la rimozione dei predatori.   Commentando la sentenza, un portavoce di Meta ha dichiarato che la società presenterà ricorso.   Questo caso rappresenta la seconda importante causa intentata nel 2026 contro il colosso tecnologico per presunti danni arrecati ai minori. Un altro processo di alto profilo è in corso a Los Angeles, dove famiglie e scuole hanno intentato la prima causa in assoluto per responsabilità da prodotto contro Meta, TikTok e YouTube, sostenendo che le piattaforme siano state deliberatamente progettate per creare dipendenza nei bambini e danneggiare la loro salute mentale.   A livello globale, l’azienda sta subendo crescenti pressioni normative, essendo stata etichettata come «organizzazione estremista» in Russia nel 2022 e dovendo affrontare diverse azioni da parte dell’UE, tra cui una multa antitrust di 797 milioni di euro, oltre a cause separate in materia di diritto d’autore, protezione dei dati e pubblicità in tutta Europa.   Le preoccupazioni per la sicurezza dei minori online stanno aumentando la pressione legale. Negli Stati Uniti, Meta è oggetto di cause legali per funzionalità che creano dipendenza e per la sicurezza degli utenti, mentre Paesi come Australia, Danimarca, Francia, Spagna, Italia, Slovenia, Regno Unito, Indonesia e Malesia stanno limitando o pianificando di limitare l’accesso dei bambini e degli adolescenti ai social media.   Come riportato da Renovatio 21, si tratta della seconda azione legale di rilievo contro Meta nel 2026 per presunti danni arrecati ai minori. Un altro processo di grande risonanza è in corso a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale.   A livello internazionale Meta affronta pressioni normative sempre più intense. In Russia è stata classificata come «organizzazione estremista» nel 2022, mentre nell’Unione Europea è alle prese con numerose procedure, tra cui una sanzione antitrust da 797 milioni di euro (circa 940 milioni di dollari) e distinti procedimenti relativi a copyright, protezione dei dati e regole sulla pubblicità.   Le crescenti preoccupazioni per la sicurezza dei minori online stanno alimentando un’ondata di azioni legali. Negli Stati Uniti Meta è oggetto di molteplici cause che la accusano di aver privilegiato l’engagement a scapito della sicurezza degli utenti e di aver implementato funzionalità che inducono alla dipendenza.

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Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.   Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.   Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no,   Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social. Lo Stato del Nuovo Messico ha fatto causa a Meta allo Zuckerberg per aver facilitato il traffico sessuale minorile.   L’ultima tornata di documenti del tribunale aveva mostrato anche che Meta avrebbe insabbiato le ricerche sulla salute mentale degli utenti Facebook.   SOSTIENI RENOVATIO 21
 
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Oligarcato

Epstein bacia e coccola le bambine in nuove foto pubblicate dalla Giustizia americana

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Un’ultima serie di foto tratte dai file di Jeffrey Epstein, pubblicate dal dipartimento di Giustizia, include immagini inquietanti che sembrano mostrare il pedofilo morto mentre bacia e si coccola con delle bambine. Lo riporta il New York Post

 

Un’immagine, esposta su una parete, mostra un neonato nudo nella vasca da bagno.

 

Le istantanee, orribili e mai viste prima, erano incorniciate ed esposte su una libreria di legno finemente intagliata nella sua vasta tenuta sulla Little St. James Island, nelle Isole Vergini americane.

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I bambini, di cui non si conosce il nome, sembrano essere molto più giovani degli adolescenti che Epstein ha confessato di aver pagato per fare sesso come parte del suo accordo di favoritismo con i procuratori federali nel 2008.

 

Le nuove foto giungono mentre una gola profonda è stata scagionata dalla divulgazione dei documenti dopo aver dichiarato di aver messo in guardia l’FBI nel 1996 circa il disgustoso interesse di Epstein per la pornografia infantile.

 

Negli scorsi giorni altre foto sequestrate hanno mostrato immagini di donne ignude, così come di attrezzi sessuali e di celebrità in momenti di relax con Epstein e la sua banda.

 

 

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