Geopolitica
L’Occidente non nasconde più i piani di guerra con la Russia: l’avvertimento di Putin
Le nazioni occidentali non nascondono più i loro preparativi per una guerra con la Russia, ha affermato il presidente Vladimir Putin, aggiungendo che i leader della NATO e dell’UE stanno usando «false affermazioni» sulla presunta «minaccia russa» per giustificare una militarizzazione dilagante.
Putin ha rilasciato queste dichiarazioni martedì, durante una cerimonia al Cremlino per i laureati delle accademie militari, di sicurezza e di polizia russe, affermando che la posizione della NATO è passata dal sostegno a Kiev con armi e finanziamenti a veri e propri preparativi di guerra.
«Ora dicono apertamente che si stanno preparando alla guerra contro di noi, aumentando i budget per le offensive militari», ha affermato Putin. Ha sostenuto che i governi occidentali stanno usando lo stesso schema che è sempre stato usato contro la Russia.
«Inizialmente, creano minacce per il nostro Paese, ci costringono ad adottare misure necessarie per l’autodifesa, e poi ci accusano immediatamente di ogni sorta di peccato mortale per giustificare la continuazione della loro politica aggressiva», ha affermato, tracciando parallelismi con i tentativi della Germania nazionalsocialista e di altri Paesi occidentali di etichettare l’Unione Sovietica come aggressore dopo l’invasione a sorpresa di Hitler nel 1941.
Sostieni Renovatio 21
Le dichiarazioni di Putin giungono mentre i membri europei della NATO e il Canada hanno aumentato la spesa per la difesa del 20% in termini reali entro il 2025, raggiungendo un totale di 574 miliardi di dollari, citando la presunta «minaccia russa». Mosca ha respinto le speculazioni su un suo piano di attacco ai paesi della NATO definendole «assurdità».
Riferendosi alla campagna di droni ucraini contro le città russe, Putin ha affermato che gli attacchi alle infrastrutture civili sono concepiti per «destabilizzare la società» piuttosto che per raggiungere obiettivi militari. «Quando tutto l’Occidente lavora per loro, con questo enorme flusso di droni, [l’obiettivo è] creare dubbi sulle azioni delle Forze Armate russe», ha dichiarato.
Putin ha tuttavia osservato che le nazioni europee sono ancora riluttanti a lanciare attacchi contro la Russia dal proprio territorio perché «capiscono che ci saranno ritorsioni».
Le dichiarazioni di Putin giungono mentre l’Ucraina continua a condurre attacchi a lungo raggio in profondità nel territorio russo, che spesso causano vittime civili.
La scorsa settimana, Kiev ha lanciato un raid di droni su Mosca – il più grande degli ultimi due anni – con il sindaco Sergej Sobjanin che ha riferito della distruzione di 194 droni. L’attacco ha danneggiato una raffineria di petrolio, un centro commerciale e diversi edifici residenziali, provocando il ferimento di oltre una dozzina di persone.
Come riportato da Renovatio 21, l’ulteriore ondata di droni ha comportato la chiusura di quattro aeroporti della capitale russa.
L’impressione che si può averne è che se non si ferma al più presto la guerra ucraina, potrebbe scoppiare la Guerra Mondiale. In questo senso l’avvertimento di Putin è chiarissimo, e drammatico.
Il sostegno finanziario, politico e militare assegnato al regime Zelens’kyj (con i suoi vizi e i suoi cessi d’oro) dal governo italiano potrebbe essere il più devastante errore della storia dell’Italia repubblicana. Non solo, a partire dalle sanzioni antirusse del 2014, sono state perse diecini di miliardi di euro di export per le nostre imprese e dalle bollette pazze per il rifiuto dell’importazione del gas russo, ma la stessa incolumità della popolazione italiana, in un contesto di isterica escalation verso il conflitto continentale e globale, è in grave pericolo.
Lo Stato esiste, si pensa, per proteggere i suoi cittadini, uniti per creare un sistema che combatta i pericoli che incombono sul singolo e sulla collettività. Ciò è talmente dimenticato da chiunque che può suonare a taluni come una barzelletta.
Lo Stato moderno, ritiene Renovatio 21, ha un compito opposto: quello di eliminare il suo stesso popolo. Ora: se non ci riesce tramite contraccezioni, aborti, predazioni di organi, psicodroghe, eutanasie, suicidi e medicine letali, magari può riuscirvi attraverso una guerra termonucleare globale, provocata artatamente provocando il Paese che dispone di più testate atomiche.
Il tema diventa di urgenza assoluta: possiamo permetterci per quanto un governo filo-ucraino?
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
Geopolitica
Putin promette una risposta devastante agli attacchi ucraini
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Aerei sauditi bombardano l’aeroporto yemenita per impedire l’atterraggio di un aereo passeggeri iraniano
L’Arabia Saudita ha colpito la pista dell’aeroporto internazionale della capitale dello Yemen Sana’a, controllato dagli Houthi, in un contesto di crescenti accuse relative a un utilizzo sempre più esteso dello spazio aereo yemenita da parte di voli iraniani.
Il governo yemenita sostenuto dai sauditi, da tempo coinvolto in una guerra civile per il futuro del Paese, ha accusato i ribelli Houthi di aver ospitato voli iraniani, avvertendo che la sua «pazienza è finita» e che reagirà a qualunque violazione dello spazio aereo.
«Il governo legittimo yemenita, in collaborazione con la comunità regionale e internazionale, e con tutti i mezzi diplomatici e legali, ha cercato di convincere il regime iraniano e le milizie golpiste Houthi di Sana’a a tornare nelle forze armate e a non violare lo spazio aereo yemenita con gli aerei iraniani», si legge in una dichiarazione ufficiale.
Gli abitanti di Sana’a, capitale controllata dagli Houthi, hanno riferito di aver visto aerei da guerra sorvolare la zona, dopo che il canale Al-Masirah, affiliato agli Houthi, ha segnalato che gli attacchi erano diretti contro le piste di atterraggio e decollo dell’aeroporto.
An Iranian Mahan Air plane landed in Houthi-controlled Hodeidah, marking a further escalation in tensions between Saudi Arabia and the Iran-backed Houthis.
Iran and its allies hailed the landing as a symbolic victory over the Saudi-led blockade. pic.twitter.com/YSjcGMd4s2
— Clash Report (@clashreport) July 13, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Con un’aggressione ingiustificata, il nemico saudita ha condotto diversi raid aerei contro l’aeroporto internazionale di Sana’a», ha replicato il portavoce militare Houthi Yahya Saree. «L’aggressione saudita contro l’aeroporto di Sana’a ha posto fine alla fase di de-escalation e l’Arabia Saudita deve subirne le conseguenze».
Un altro alto funzionario Houthi, Hazem al-Assad, ha inoltre minacciato in dichiarazioni successive: «Il regime saudita scoprirà di essersi scavato la fossa da solo».
Secondo quanto riferito, l’aereo iraniano in questione non è stato colpito né danneggiato ed è stato dirottato in sicurezza all’aeroporto internazionale di Hodeidah, nello Yemen.
Il governo yemenita «riconosciuto a livello internazionale» è da tempo sostenuto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti, dopo che una lunga guerra aerea durata cinque anni, condotta dalla coalizione Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Stati Uniti d’America, non è riuscita a spodestare gli Houthi. Il governo filo-saudita opera da Aden, nel sud dello Yemen, dove il presidente del Paese si è rifugiato dieci anni fa.
All’inizio di questo mese c’è stato un altro tentativo da parte di un aereo da guerra saudita di intercettare un aereo di linea civile iraniano, che secondo quanto riferito stava riportando in patria cittadini yemeniti rimasti bloccati in Iran, scrive Zerohedge.
All’epoca del precedente incidente, gli Houthi hanno dichiarato di voler «rompere l’assedio saudita-americano contro il nostro popolo ed espellere gli occupanti».
Come abbiamo già riportato, dal 2015 l’Arabia Saudita ha imposto un blocco ai porti terrestri, marittimi e aerei dello Yemen, limitando severamente le importazioni commerciali e umanitarie vitali, tra cui carburante e cibo. Il blocco ha scatenato quella che le Nazioni Unite hanno definito una delle più gravi crisi umanitarie a livello globale, portando milioni di persone verso la carestia e danneggiando drasticamente i sistemi sanitari e idrici.
Nonostante gli attacchi subiti (anche dall’aviazione britannica)e le minacce di Netanyahu alla leadership, gli Houthi continuano ad essere un importante attore collaterale nella guerra tra Stati Uniti e Iran, dato che hanno ripetutamente minacciato di bloccare lo stretto di Bab el-Mandab, strategico per il conflitto, e di riportare la guerra nella regione del Mar Rosso.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa le forze armate Houthi hanno annunciato il loro ingresso formale nel conflitto in Medio Oriente, lanciando diversi missili contro Israele. Settimane prima avevano promesso di colpire obiettivi israeliani in territorio africano. Il monito del gruppo sciita giungeva a pochi giorni di distanza dalla decisione di Israele di diventare il primo Paese al mondo a riconoscere formalmente l’indipendenza del territorio somalo.
In precedenza gli Houthi avevano attaccato il principale aeroporto israeliano con, dissero, missili ipersonici.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
L’Iran dichiara chiuso lo Stretto di Ormuzzo fino alla fine degli attacchi USA
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione2 settimane faIrlanda, centro islamico in fiamme dopo l’incendio all’antico convento di San Patrizio
-



Pensiero2 settimane faScomunicati anche i fedeli FSSPX. Ecco il genocidio tirannico del Vaticano moderno
-



Spirito2 settimane faIl card. Fernandez decreta la scomunica dei sei vescovi FSSPX. E i preti e i fedeli…
-



Pensiero1 settimana faElogio degli Stati Uniti, vera nazione
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: la Chiesa sostituita da un’entità di matrice massonica asservita all’Anticristo
-



Misteri2 settimane faIl Congresso USA discute del progetto MK Ultra
-



Spirito2 settimane fa«Oggettivamente ingiusta ed invalida». Lettera della FSSPX al papa dopo la scomunica
-



Oligarcato2 settimane faRe Carlo perde il titolo di «Difensore della Fede»









