Pedofilia
Ritrovato il corpo di una bambina di 11 anni durante le ricerche: sospetti su abusatori
È stato ritrovato un cadavere durante le ricerche di una bambina di 11 anni scomparsa la scorsa settimana nel Sud-Ovest della Francia, mentre è emerso che il principale sospettato aveva diverse accuse di stupro e abusi sessuali su minori, accuse che erano state respinte dalla polizia.
Lyhanna è scomparsa il 29 maggio nei pressi della città di Fleurance, nella regione del Gers, dopo essere stata vista salire a bordo di un’auto guidata da un uomo fuori dalla sua scuola.
Il ritrovamento è avvenuto giovedì, dopo che circa 170 agenti di polizia, supportati da volontari, droni, elicotteri e cani da ricerca, hanno trascorso giorni a perlustrare la campagna intorno a Fleurance. L’identificazione formale è ancora in corso, secondo quanto riportato dai media. Secondo una storia circolante in rete, un uomo avrebbe indicato ai gendarmi un punto della campagna in cui gli stormi di uccelli sembravano irregolari.
Il caso ha suscitato indignazione dopo che i pubblici ministeri hanno rivelato che il sospettato, un uomo di 41 anni padre di due figli, era stato oggetto di diverse denunce precedenti, tra cui accuse di stupro che erano state ritirate o archiviate.
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«Quello che scopriamo giorno dopo giorno è assolutamente insopportabile», ha dichiarato ai giornalisti la portavoce del governo Maud Bregeon. «Solleva un interrogativo fondamentale: che importanza diamo alle testimonianze delle vittime? Come vengono condotte le indagini?»
L’uomo ha ammesso di aver dato un passaggio a Lyhanna, ma ha dichiarato agli inquirenti di averla lasciata vicino a una piscina locale, una versione dei fatti che i pubblici ministeri hanno definito incoerente. È stato quindi arrestato e successivamente posto sotto inchiesta formale per il presunto rapimento e sequestro di persona di una minore.
Il procuratore Clemence Meyer ha dichiarato che il sospettato aveva già ricevuto diverse denunce in passato. Un caso riguardante un’adolescente è stato archiviato nel 2018 dopo che la ragazza ha affermato che la relazione era consensuale. Un’altra denuncia per stupro di una minore di 15 anni è stata respinta nel 2024 per mancanza di prove. Una denuncia separata, presentata nell’agosto del 2025, riguardava lo stupro di una ragazzina avvenuto tra il 2024 e il 2025. Meyer ha affermato che le indagini erano ancora in corso quando Lyhanna è scomparsa e che il sospettato non era ancora stato interrogato.
Anne-Cecile Mailfert della Fondazione per le donne ha affermato che il caso mette in luce gravi lacune nella risposta della Francia alla violenza sessuale. La Mailfert ha dichiarato di essere rimasta «sbalordita» e «arrabbiata» dopo aver appreso che il sospettato era stato accusato di stupro l’anno scorso, aggiungendo che un’altra bambina di 10 anni aveva trovato «l’immenso coraggio» di denunciare l’abuso, ma «non era successo nulla».
La Francia è sotto shock, come è accaduto altre volte, per esempio nel terrificante caso di 4 anni fa di Lola Daviet, violentata, torturata ed assassinata da una 24enne algerina.
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Immagine da Twitter; modificata
Pedofilia
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Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
Un ingegnere newyorkese che sosteneva di occuparsi della creazione di «esperienze digitali per bambini» presso il gigante dei social media Meta è stato arrestato dopo aver confessato di aver cercato di inviare messaggi a sfondo sessuale a una ragazza di tredici anni nel corso di un’operazione sotto copertura. Lo riporta il quotidiano New York Post.
L’uomo, 44 anni, al momento in congedo dall’azienda che controlla Facebook, ha ammesso di aver adescato e scambiato messaggi a sfondo sessuale con qualcuno che riteneva essere una minorenne, nell’ambito di un’operazione condotta sotto copertura dai Predator Poachers Long Island, un collettivo di vigilantes impegnato a smascherare potenziali pedofili.
«Anche se erano già successe cose inappropriate, vorrei quasi essere suo padre», avrebbe dichiarato — sposato e padre di un bambino piccolo — a un membro del gruppo che si fingeva la nonna della presunta vittima, come emerge dal filmato dell’incontro che sarà diffuso lunedì.
L’uomo, che in un profilo LinkedIn ormai rimosso si descriveva come responsabile ingegneristico per lo sviluppo di «esperienze digitali per bambini» presso Meta, aveva contattato a maggio l’account civetta del gruppo, operativo da tredici anni, continuando poi a scambiare messaggi con loro con regolarità, secondo quanto riferito dall’organizzazione.
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L’uomo avrebbe fatto poi affermazioni specifiche, arrivando a tentare di spiegare alla ragazza come masturbarsi, a inviarle diverse foto e video di sé mentre faceva lo stesso, e persino a provare a organizzare incontri dal vivo, ha raccontato al NY Post Mike Villani, uno degli specialisti nella cattura di predatori sessuali che ha coordinato l’operazione.
Mercoledì il gruppo lo ha affrontato di sorpresa fuori dal suo appartamento. L’uomo in un primo momento ha tentato di allontanarsi, ma ha poi accettato di fermarsi a parlare in un luogo nelle vicinanze, poiché sua suocera si trovava in casa e non voleva che lo sentisse mentre tradiva la moglie adescando quella che riteneva fosse una minorenne, come si vede nel video.
Messo davanti alle proprie conversazioni, l’uomo ha ammesso di aver scambiato messaggi con quella che credeva fosse la giovane adolescente — in realtà mai esistita — e ha rivelato che non si trattava del primo episodio del genere, secondo quanto mostrato nel filmato.
«L’ho già fatto una volta con un’altra ragazza minorenne», ha detto, arrivando a paragonare in modo inquietante le adolescenti a «qualsiasi porto sicuro in caso di tempesta».
L’uomo ha poi attribuito in modo bizzarro la responsabilità alla moglie e al loro matrimonio privo di vita sessuale, sostenendo che questo avesse alimentato le sue fantasie morbose, spingendolo verso gli angoli più oscuri di internet.
L’incontro con il gruppo, durato quasi due ore, si è concluso con l’arrivo della polizia poco dopo la fine della sua confessione, e con il suo arresto a pochi isolati dall’appartamento di Manhattan. Egli è accusato di diffusione di materiale osceno a minori e di messa in pericolo del benessere di un minore.
Giovedì, durante l’udienza preliminare, si è dichiarato non colpevole e tornerà in tribunale il 9 settembre.
Un portavoce di Meta ha riferito al giornale neoeboraceno che l’uomo è stato posto in congedo. «Collaboreremo con le forze dell’ordine nelle indagini», ha dichiarato il portavoce.
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Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata dal dipartimento di Giustizia dello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media. Un altro processo di grande risonanza è a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale
Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.
Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.
Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no.
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social.
DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL
— Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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Geopolitica
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