Pedofilia
Pedofilo stupratore condannato restituisce il titolo di cavaliere britannico
Il veterano politico nordirlandese Jeffrey Donaldson ha annunciato che rinuncerà al titolo di cavaliere e al suo seggio nel Consiglio privato del Regno Unito dopo essere stato condannato per stupro e abusi su minori.
Lunedì una giuria ha dichiarato l’ex leader del Partito Unionista Democratico (DUP) colpevole di 18 capi d’accusa per abusi sessuali, tra cui uno per stupro, ai danni di due ragazze.
Secondo le ricostruzioni, i reati sarebbero stati commessi tra il 1985 e il 2008, quando entrambe le vittime erano bambine in età scolare. L’uomo avrebbe cominciato ad abusare della maggiore delle due quando aveva circa 7 o 8 anni, proseguendo fino a quando non ne ebbe 12 o 13.
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Sebbene Jeffrey Donaldson abbia due figlie, la loro età esatta non è di dominio pubblico e le vittime sono identificate in tribunale solo come Querelante A e Querelante B. Il politico è nato nel 1962 e ha sposato la moglie Eleanor nel 1987, dopo che sarebbero iniziati gli abusi.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il giudice Paul Ramsey ha comunicato a Donaldson che rischiava una lunga pena detentiva. La moglie è stata giudicata colpevole di aver favorito gli abusi del marito, ma il giudice ha stabilito che non era in grado di affrontare il processo per motivi di salute mentale. Donaldson, che si è dichiarato non colpevole, sarà condannato il 25 settembre.
Donaldson si è dimesso da leader del DUP, un partito che sostiene il mantenimento dell’unione con la Gran Bretagna, dopo il suo arresto nel 2024. Mercoledì, il suo avvocato, John McBurney, ha dichiarato che Donaldson ha presentato una richiesta al governo per rinunciare al titolo di cavaliere e al suo seggio nel Consiglio Privato, l’organo consultivo del monarca britannico.
Il leader del DUP, Gavin Robinson, ha dichiarato che il partito è rimasto «scioccato» dalle prove presentate durante il processo. «Nessuno, a prescindere dallo status o dalla posizione, può mai essere al di sopra della legge e Jeffrey Donaldson non fa eccezione», ha affermato.
La vice leader del partito, Michelle McIlveen, ha dichiarato martedì che Donaldson aveva «condotto una doppia vita, fatta di inganni».
Nel giugno 2026, un’inchiesta della BBC aveva riportato la notizia di una «doppia vita» condotta da Donaldson, affermando che era stato visto da alti ufficiali della polizia nordirlandese (PSNI) entrare in una sauna gay a Londra nel 2006. L’ex capo della Sezione Crimini Gravi della PSNI, Tim Hanley, ha dichiarato di essere «sicuro al 100%» che Donaldson fosse entrato nell’edificio.
Nel corso degli anni, il Regno Unito è stato scosso da gravissimi scandali legati a storici abusi sessuali su minori commessi da esponenti della politica a Westminster.
Le denunce riguardano figure di spicco attive tra gli anni Sessanta e Novanta, protette per decenni da una fitta rete di omertà istituzionale. Tra i nomi emersi figurano il deputato liberale Cyril Smith e il conservatore Peter Morrison, entrambi accusati di abusi ma mai perseguiti in vita. Lo Smith, iper-obeso onorevole liberale che già nel 1979 fu accusato da un magazine locale di molestare ragazzini di uno ostello da lui stesso fondato a Rochdale, il suo feudo elettorale veniva spesso invitato nelle trasmissioni del presentatore BBC Jimmy Savile, anche lui accusato di centinaia di abusi e mai perseguito in vita.
Un’importante inchiesta indipendente, la IICSA (Independent Inquiry into Child Sexual Abuse), ha svelato che i partiti politici e le forze dell’ordine scelsero deliberatamente di «chiudere un occhio», anteponendo la tutela della reputazione dei potenti alla sicurezza e al benessere dei bambini.
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Il dibattito pubblico è stato ulteriormente alimentato dal mistero del «dossier Dickens», un faldone esplosivo contenente prove e nomi di importanti presunti pedofili della politica consegnato nel 1984 all’allora ministro dell’Interno Leon Brittan e successivamente svanito nel nulla. Il Brittan, lo ricordiamo, fece una splendida carriera da Commissario Europeo a Bruxelles (Commissario al Commercio, alle relazioni esterne, alla competizione) sino a diventare vice-presidente della Commissione Europea nel 1999.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso l’ex parlamentare laburista e sottosegretario alla Difesa Ivor Caplin era stato arrestato dopo essere stato affrontato da un gruppo di attivisti di «cacciatori di pedofili» che lo hanno accusato di aver tentato di corteggiare un ragazzo di 15 anni. Il Caplin ora è fuori su cauzione, ma la polizia inglese ha visitato la casa del giornalista che aveva pubblicato screenshot dell’attività online del politico, e lo ha mandato dal giudice.
La magistratura di Albione smentisce l’esistenza di una rete occulta e strutturata all’interno del Parlamento del Regno, tuttavia resta accertata la colpevolezza morale delle istituzioni britanniche, colpevoli di aver attivamente insabbiato le denunce e schermato i colpevoli.
Il Paese dà segni inquietanti in tutte le sue istituzioni. La BBC è toccata da diversi scandali a base di pedofilia. Nel 2014 l’Università di Cambridge aveva indetto una conferenza dove si sosteneva che «la pedofilia sia normale tra maschi adulti», poiché «una certa porzione di maschi adulti normali vuole fare sesso con i bambini» e «i maschi normali sono eccitati dai bambini». L’opinione pubblica inglese, per quanto abituata alla spazzatura dei tabloid, era insorta: troppo viva la ferita inferta dal caso Savile. E mai rimarginata: anzi, il contagio è evidente in ogni ambito istituzionale.
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Immagine di © UK Parliament / Maria Unger via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
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DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL — Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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Geopolitica
Pedofilia, l’opposizione britannica chiede il congelamento degli aiuti al Pakistan
I partiti di opposizione britannici hanno chiesto la sospensione degli aiuti e dei visti per il Pakistan dopo che Islamabad si è rifiutata di accettare l’espulsione di un capo di una ghenga di stupratori di minorenni, condannato per molteplici reati sessuali contro bambini.
Shabir Ahmed, di origine pakistana, era una figura di spicco della banda di Rochdale, che abusava sessualmente di ragazzine britanniche nel distretto di Greater Manchester durante gli anni 2000. È stato rilasciato all’inizio di questo mese dopo aver scontato 14 anni di una condanna a 22 anni per 30 capi d’accusa di stupro di minori.
Sebbene ad Ahmed fosse stata revocata la cittadinanza britannica nel 2016, il governo britannico non ha potuto espellerlo perché l’Immigration Act del 1971 tutela alcuni cittadini del Commonwealth arrivati in Gran Bretagna prima del 1973 e che vi avevano risieduto per almeno cinque anni.
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Il ministro degli Interni britannico Shabana Mahmood (che ha origini pakistane) si è impegnata a modificare la legge nei casi di «eccezionale gravità». Tuttavia, Islamabad si è rifiutata di accogliere Ahmed, sostenendo che questi abbia rinunciato alla cittadinanza pakistana decenni fa, dopo aver distrutto il suo passaporto pakistano più di 30 anni fa – un atto che, secondo i funzionari britannici, non ha formalmente comportato la cessazione della sua cittadinanza.
Nonostante il governo laburista insistesse sul fatto di star facendo «tutto il possibile» per espellere Ahmed, giovedì è emerso che il ministero degli Esteri aveva approvato uno stanziamento di 153 milioni di sterline (180 milioni di euro) in aiuti allo sviluppo per il Pakistan nei prossimi tre anni. La rivelazione ha scatenato una polemica tra il partito al governo e l’opposizione.
«Pakistan. Niente aiuti esteri. Niente visti. Finché non riprenderete indietro lo stupratore Ahmed», ha scritto venerdì su X il vice leader di Reform UK.
Il portavoce del partito faragiano per gli affari interni, Zia Yusuf (figlio di mussulmani cingalesi), ha definito i finanziamenti la prova che l’establishment politico britannico «non si preoccupa del popolo britannico», promettendo che Reform avrebbe immediatamente sospeso gli aiuti e i visti per i cittadini pakistani.
Il ministro degli Interni ombra del Regno Unito, Chris Philp, ha ribadito la richiesta, affermando che «i vili pedofili stupratori di bambini provenienti dal Pakistan dovrebbero essere tutti rimpatriati». «Dovremmo interrompere tutti gli aiuti esteri e il rilascio di nuovi visti per i cittadini pakistani finché non riprenderanno Ahmed e quelli come lui», ha aggiunto il Philpo.
Anche il ministro degli Esteri ombra Priti Patel (che ha genitori indiani) ha condannato la decisione, sostenendo che l’approvazione del pacchetto di aiuti da parte del Partito Laburista «dice tutto quello che c’è da sapere».
Il governo britannico ha sostenuto che gli aiuti avrebbero contribuito a costruire un Pakistan più sicuro e resiliente, riducendo «i rischi per la sicurezza e la migrazione nel Regno Unito».
Islamabad ha sempre sostenuto che la responsabilità per Ahmed ricade sulla Gran Bretagna, dove «è cresciuto, è stato educato, formato e, purtroppo, viziato».
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Le condanne di Rochdale rientrano tra i numerosi casi – conosciuti generalmente come quelli delle grooming gang, le «bande di adescamento» – che hanno messo in luce le diffuse mancanze della polizia e delle autorità locali nel proteggere le ragazze vulnerabili e nell’intervenire a seguito di ripetute segnalazioni di abusi sessuali organizzati.
Renovatio 21 ha pubblicato una sintesi di quanto contenuto nel rapporto pubblicato dal deputato Rupert Lowe, dove gli orrori perpetrati dalle ghenghe pakistane alle ragazzine britanniche sono sconvolgenti, indicibili.
Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.
Elon Musk ha chiesto una Norimberga per le grooming gang pakistane. Secondo un rapporto pubblicato dal leader del partito Restore Britain Ropert Lowe, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.
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Immagine di Conservatives via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Bizzarria
Retata contro i pedofili: Babbo Natale arrestato
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