Pedofilia
Scandalo bambina uccisa, ora la Francia esaminerà 70.000 denunce di abusi sessuali su minori
Dopo che l’omicidio di una bambina di 11 anni ha messo in luce gravi lacune nel sistema giudiziario, i pubblici ministeri francesi hanno ricevuto l’ordine di riesaminare tutte le denunce in corso relative a violenze contro i minori.
La scorsa settimana, la polizia ha ritrovato il corpo di una bambina di nome Lyhanna in un silo di grano abbandonato nel Sud-Ovest della Francia, poco dopo la sua scomparsa nei pressi di Fleurance. Le autorità hanno arrestato un 41enne la cui figlia frequentava la stessa scuola di Lyhanna, considerandolo il principale sospettato.
Il caso ha scatenato indignazione a livello nazionale dopo che è emerso che l’uomo era stato accusato di molteplici episodi di violenza sessuale, anche ai danni di minori, ma non era mai stato condannato, con i casi archiviati, respinti o lasciati irrisolti.
A seguito dell’indignazione pubblica, il ministro della Giustizia francese Gerald Darmanin ha annunciato lunedì che i pubblici ministeri hanno tempo fino al 14 luglio per esaminare tutte le 70.000 denunce formali pendenti riguardanti vittime minorenni, definendo la questione una «priorità assoluta».
Darmanin ha descritto il caso come un «terribile fallimento» da parte dello Stato e del sistema giudiziario, affermando venerdì, in una pubblica richiesta di scuse, che la magistratura aveva deluso la famiglia di Lyhanna e promettendo un rapporto di ispezione entro 15 giorni.
Sostieni Renovatio 21
Il ministro ha convocato a Parigi i procuratori generali francesi, affermando che potrebbero seguire provvedimenti disciplinari qualora venissero accertate delle irregolarità, che andrebbero dai richiami al licenziamento.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato quelle che ha definito «inaccettabili» lacune nel sistema giudiziario e ha chiesto al governo di accertare cosa sia andato storto.
Domenica, circa 6.000 persone hanno partecipato a una marcia silenziosa nella città natale di Lyhanna, Fleurance, mentre gruppi per la tutela dei minori e associazioni femministe hanno indetto manifestazioni davanti ai tribunali e al ministero della Giustizia, con alcuni critici che hanno chiesto le dimissioni di Darmanin.
Le autorità, tuttavia, hanno esortato a non considerare la magistratura come l’unico capro espiatorio per fallimenti istituzionali più ampi. Frederic Chevallier, presidente della Conferenza nazionale dei pubblici ministeri francesi, ha sottolineato i cronici problemi di personale, rilevando che il Paese ha circa tre pubblici ministeri ogni 100.000 abitanti.
Secondo il ministero dell’Interno francese, i minori rappresentavano quasi il 58% di tutte le vittime di violenza sessuale registrate lo scorso anno.
Non si tratta del primo shock del genere della Francia. Il lettore di Renovatio 21 ricorda il terrificante caso di 4 anni fa di Lola Daviet, violentata, torturata ed assassinata da una 24enne algerina.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Toufik-de-Planoise via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Pedofilia
L’Algeria verso la pena di morte per rapitori e pedofili
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
Un ingegnere newyorkese che sosteneva di occuparsi della creazione di «esperienze digitali per bambini» presso il gigante dei social media Meta è stato arrestato dopo aver confessato di aver cercato di inviare messaggi a sfondo sessuale a una ragazza di tredici anni nel corso di un’operazione sotto copertura. Lo riporta il quotidiano New York Post.
L’uomo, 44 anni, al momento in congedo dall’azienda che controlla Facebook, ha ammesso di aver adescato e scambiato messaggi a sfondo sessuale con qualcuno che riteneva essere una minorenne, nell’ambito di un’operazione condotta sotto copertura dai Predator Poachers Long Island, un collettivo di vigilantes impegnato a smascherare potenziali pedofili.
«Anche se erano già successe cose inappropriate, vorrei quasi essere suo padre», avrebbe dichiarato — sposato e padre di un bambino piccolo — a un membro del gruppo che si fingeva la nonna della presunta vittima, come emerge dal filmato dell’incontro che sarà diffuso lunedì.
L’uomo, che in un profilo LinkedIn ormai rimosso si descriveva come responsabile ingegneristico per lo sviluppo di «esperienze digitali per bambini» presso Meta, aveva contattato a maggio l’account civetta del gruppo, operativo da tredici anni, continuando poi a scambiare messaggi con loro con regolarità, secondo quanto riferito dall’organizzazione.
Sostieni Renovatio 21
L’uomo avrebbe fatto poi affermazioni specifiche, arrivando a tentare di spiegare alla ragazza come masturbarsi, a inviarle diverse foto e video di sé mentre faceva lo stesso, e persino a provare a organizzare incontri dal vivo, ha raccontato al NY Post Mike Villani, uno degli specialisti nella cattura di predatori sessuali che ha coordinato l’operazione.
Mercoledì il gruppo lo ha affrontato di sorpresa fuori dal suo appartamento. L’uomo in un primo momento ha tentato di allontanarsi, ma ha poi accettato di fermarsi a parlare in un luogo nelle vicinanze, poiché sua suocera si trovava in casa e non voleva che lo sentisse mentre tradiva la moglie adescando quella che riteneva fosse una minorenne, come si vede nel video.
Messo davanti alle proprie conversazioni, l’uomo ha ammesso di aver scambiato messaggi con quella che credeva fosse la giovane adolescente — in realtà mai esistita — e ha rivelato che non si trattava del primo episodio del genere, secondo quanto mostrato nel filmato.
«L’ho già fatto una volta con un’altra ragazza minorenne», ha detto, arrivando a paragonare in modo inquietante le adolescenti a «qualsiasi porto sicuro in caso di tempesta».
L’uomo ha poi attribuito in modo bizzarro la responsabilità alla moglie e al loro matrimonio privo di vita sessuale, sostenendo che questo avesse alimentato le sue fantasie morbose, spingendolo verso gli angoli più oscuri di internet.
L’incontro con il gruppo, durato quasi due ore, si è concluso con l’arrivo della polizia poco dopo la fine della sua confessione, e con il suo arresto a pochi isolati dall’appartamento di Manhattan. Egli è accusato di diffusione di materiale osceno a minori e di messa in pericolo del benessere di un minore.
Giovedì, durante l’udienza preliminare, si è dichiarato non colpevole e tornerà in tribunale il 9 settembre.
Un portavoce di Meta ha riferito al giornale neoeboraceno che l’uomo è stato posto in congedo. «Collaboreremo con le forze dell’ordine nelle indagini», ha dichiarato il portavoce.
Sostieni Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata dal dipartimento di Giustizia dello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media. Un altro processo di grande risonanza è a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale
Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.
Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.
Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no.
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social.
DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL
— Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Pedofilia, l’opposizione britannica chiede il congelamento degli aiuti al Pakistan
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero2 settimane faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Bioetica1 settimana faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Oligarcato1 settimana faOrganizzazioni del controllo globale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito2 settimane faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













