Report: «Il Vaticano ha investito per oltre 20 anni in un’industria che produceva la pillola del giorno dopo»

 

 

 

 

 

«Per oltre 20 anni, fino al 2016, il Vaticano ha investito in un’industria che produceva la pillola del giorno dopo» lo ha affermato in un servizio la trasmissione di RAI 3 Report. dedicato alle recente segnalazioni sugli speciosi scandali finanziari che coinvolgono la Santa Sede.

 

«Per oltre 20 anni, fino al 2016, il Vaticano ha investito in un’industria che produceva la pillola del giorno dopo»

«Attraverso l’APSA, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, la Segreteria di Stato ha posseduto quote azionarie per un valore di circa 20 milioni di euro in due industrie farmaceutiche che producevano la pillola del giorno dopo» dice la trasmissione di giornalismo d’inchiesta, che si fa confermare la notizia dall’ex revisore generale della Santa Sede: «l’APSA aveva investito in alcune società farmaceutiche che noi consideravamo investimenti di carattere rischioso perché non rispondevano alla dottrina sociale della Chiesa».

 

L’APSA è da molti considerata la vera cassaforte dei Sacri Palazzi – non sarebbe quindi, come invece piace credere ai giornalisti e al popolino, l’Istituto Opere di Religione (IOR).

 

Come noto, la pillola del giorno dopo è in tutto e per tutto un farmaco abortivo – anche se il linguaggio laico vuole invece usare l’eufemismo orwelliano «contraccettivo di emergenza».

 

La pillola del giorno dopo è in tutto e per tutto un farmaco abortivo – anche se il linguaggio laico vuole invece usare l’eufemismo orwelliano «contraccettivo di emergenza»

Sulla questione si espresse nel 2000 la Pontificia Accademia per la Vita:

 

«Nelle farmacie italiane è in vendita la cosiddetta pillola del giorno dopo, un ben conosciuto ritrovato chimico (di tipo ormonale) che di frequente è stato presentato da molti addetti ai lavori e da numerosi media come un semplice contraccettivo, o più precisamente come un ‘contraccettivo d’emergenza’, a cui si potrebbe far ricorso entro breve tempo dopo un rapporto sessuale ritenuto presumibilmente fecondante, qualora si volesse impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata».

 

Il vecchio Vaticano, insomma, chiedeva per le farmacie – dove si può acquistare tale veleno senza ricetta medica – almeno l’obiezione di coscienza

«Alle inevitabili reazioni polemiche di chi ha manifestato seri dubbi sul meccanismo d’azione di tale ritrovato, che non sarebbe semplicemente “contraccettivo” bensì “abortivo”, è stato risposto, in maniera del tutto sbrigativa, che una simile preoccupazione appare infondata in quanto la pillola del giorno dopo ha un’azione “antinidatoria”, suggerendo così implicitamente una netta separazione tra aborto e intercezione (impedire che avvenga l’impianto dell’ovulo fecondato, cioè dell’embrione, nella parete uterina)».

 

«Da un punto di vista etico, la stessa illiceità assoluta di procedere a pratiche abortive sussiste anche per la diffusione, la prescrizione e l’assunzione della pillola del giorno dopo. Ne sono moralmente responsabili anche tutti coloro che, condividendone l’intenzione o meno, cooperassero direttamente con una tale procedura».

 

Il vecchio Vaticano, insomma, chiedeva per le farmacie – dove si può acquistare tale veleno senza ricetta medica – almeno l’obiezione di coscienza.

 

Non è il primo investimento controverso intrapreso con i danari del papa: film Rocketman sulla vita dell’omosessuale affittatore di uteri Elton John è stato prodotto in parte con fondi vaticani

«Di fronte al diffondersi di tali procedure, esortiamo vivamente tutti gli operatori del settore a mettere in atto con fermezza un’obiezione di coscienza morale, che testimoni coraggiosamente, nei fatti, il valore inalienabile della vita umana, soprattutto di fronte a nuove forme nascoste di aggressione agli individui più deboli ed indifesi, come è il caso dell’embrione umano».

 

Le cose, a quanto pare, sono molto cambiate.

 

Tuttavia, non è il primo investimento controverso intrapreso con i danari del papa: pensate che il film Rocketman sulla vita dell’omosessuale affittatore di uteri Elton John è stato prodotto in parte con fondi vaticani (il macilento cantante non pare molto grato).

 

Al contempo, si mormorava di una partecipazione finanziaria del Sacro Palazzo nell’azienda di moda di Lapo Elkann, non esattamente un esempio di virtù cattolica limpidissima, tanto più che il ragazzo si dichiara ebreo e per giunta stuprato in collegio dai gesuiti (sì, gesuiti come Bergoglio) quando era bambino.

 

Nel 2011 emerse che la Chiesa cattolica tedesca guadagnava da case editrice specializzate in titoli erotici

Andando indietro di qualche anno troviamo un altro scandaloso gustoso emerso in Germania, una chiesa nazionale ricchissima grazie alla kirchensteuer, la tassa sul culto che vige laggiù come una sorta di strano alone simoniaco. Nel 2011 emerse che la Chiesa cattolica tedesca guadagnava da case editrice specializzate in titoli erotici come la Weltbilt, posseduta al 100% della Curia teutonica.

 

Nel catalogo della casa editrice ci sono 2.500 titoli erotici ( Sesso per intenditori, Storie sporche o La puttana dell’avvocato), «con copertine non troppo pudiche» scrisse a suo tempo il Corriere della Sera.

 

L’editore «cattolico», oltre che libri scabrosi, pubblicava anche trattati di magia ed esoterismo e pure Il Codice da Vinci.