Pensiero
Apocalisse dei tamponi. La situazione è scappata di mano
Da fine anno, si può «uscire» dal COVID con un test antigenico rapido – avete presente, il tampone nelle narici, quello che non va in profondità e vi dà il risultato in 20 minuti. Fino a pochi giorni prima, si «usciva» dai domiciliari pandemici solo tramite un test PCR – avete presente, il «molecolare», quello «scientifico», «affidabile», «preciso», che ci impiega 24 o 48 ore per farvi sapere se avete in corpo o meno il coronavirus wuhaniano.
Ora il PCR in uscita lo fate solo se l’antigenico rapido dice che siete ancora positivi: in tal caso, dalla sala di attesa del centro tamponi tornate indietro qualche metro per farvi infilare in naso e in gola il bastoncino PCR.
Perché questa strana retromarcia?
L’impressione più basica che ne ricaviamo è che, ovunque nel mondo, il sistema si sia sovraccaricato in maniera oramai irrimediabile
L’impressione più basica che ne ricaviamo è che, ovunque nel mondo, il sistema si sia sovraccaricato in maniera oramai irrimediabile.
Gli USA hanno dimezzato la quarantena: da 10 giorni a 5. Nessuno pare preoccupato dal pensiero che una mossa simile faccia capire a molta gente che i numeri delle restrizioni pandemiche sono sempre e solo puro arbitrio.
La Gran Bretagna, abbiamo visto, ha seguito l’idea di sospendere i PCR per gli asintomatici. Gli scienziati inglesi hanno perfino ammesso il problema che ne scaturirà: non avranno dati genetici sulle varianti. Non importa.
Abbiamo viste le incredibili, inaudite parole del governatore della Toscana in conferenza stampa, davanti ad una ridda di giornalisti professionisti che non hanno ribattuto nulla (la cosa più incredibile): «evitare di eliminare dal green pass le persone già vaccinate perché risultano positive. Sono persone che hanno dimostrato un’autodisciplina, sono persone che hanno avuto la sfortuna di trovarsi positive».
Ovunque, è la stessa questione: i numeri che stanno uscendo dai tamponi – cioè i contagi – sono fuori controllo, inarrestabili.
Ovunque, è la stessa questione: i numeri che stanno uscendo dai tamponi – cioè i contagi – sono fuori controllo, inarrestabili.
Qualche settimana fa, l’ex inviata di guerra Lara Logan aveva sconvolto tutti paragonando Fauci a Mengele, ma nella tirata aveva detto una cosa molto più definitiva: «hanno creato un problema per cui non c’è soluzione».
Ora il potere stesso, ad ogni latitudine, comincia a capirlo. I tamponi non sono più il sistema di controllo della popolazione che hanno assicurato la sottomissione pandemica del biennio: più casi, più paura, più misure drastiche giustificate, lockdown, Grande Reset… No, ora i tamponi sono la prova stessa del fatto che la campagna vaccinale ha fallito, il vaccino non assicura immunità, il siero genico non ferma il contagio.
Di conseguenza, tutto il sistema che si reggeva sul vaccino – il green pass, il monopartito retto da tecnocrati, la minaccia di clausure ancora più tremende – che senso ha?
Come è possibile, per lo meno per una parte della popolazione vaccinata-rivaccinata-trivaccinata, non cominciare a porsi timidamente nel retrocranio questa domanda, una volta scoperto che il tampone è positivo?
Voi capite, questa per il potere pandemico può costituire un momento di crisi assoluta. È l’apocalisse dei tamponi.
I tamponi non sono più il sistema di controllo della popolazione che hanno assicurato la sottomissione pandemica del biennio: più casi, più paura, più misure drastiche giustificate, lockdown, Grande Reset… No, ora i tamponi sono la prova stessa del fatto che la campagna vaccinale ha fallito, il vaccino non assicura immunità, il siero genico non ferma il contagio
Apocalisse significa rivelazione. La rivelazione della mancata efficacia del siero genico può distruggere la narrativa pandemica. I risultati in termini politici e civili, davanti al possibile meltdown del racconto che dirige ore le nostre vite, non sono calcolabili. C’è da sospettare, però che potrebbero essere temibili.
Nel momentum impresso da questa ondata che sta infettando davvero tutti (avete visto il video del TG regionale calabrese, con il dottore che ammette candidamente che in terapia intensiva il 7% sono triplovaccinati?) non è dato sapere cosa succederà. L’unica è sperare che il minor numero di persone possibili – quelli che hanno obbedito, hanno fatto la fila per farsi inoculare, hanno accettato l’idea di possibili reazioni avverse, non hanno battuto ciglio quando gli hanno spiegato che nel sangue gli mischieranno un vaccino di marca diverso, come un bicchiere con Pepsi e Coca-cola insieme – si pongano la domanda.
Ora, non bisogna farsi illusioni. La redpill, la sveglia, non riguarderà la stragrande maggioranza della popolazione vaccinata. Sulla maggioranza, quella che bovinamente è pronta come gli israeliani alla quarta dose, non vi sarà effetto di dissonanza cognitiva tale da spingerli a cambiare idea. Anzi: proseguiranno, sempre più tremende, le meccaniche di capro espiatorio contro il nemico no-vaxo.
Questo segmento della popolazione, è stato detto in una definizione ora censurata perfino da Google, è investito in processo di «Mass Formation Psychosis». È stato portato verso la psicosi – cioè, la separazione patologica del pensiero dalla realtà – e continuerà in questa schizofrenia paranoide probabilmente aumentando il tasso di violenza contro il capro espiatorio.
Questa parte della popolazione, psicotizzata e ipnotizzata, non si sveglierà nemmeno davanti al tampone positivo al terzo vaccino. È un altro il segmento che interessa, quello che pone tutti a rischio: quello di coloro che, invece, qualche domanda, a rigor di logica, cominciano a porgersela
L’idea è quella dell’ipnosi. L’incantamento ipnotico procede per fissazioni. Segui in pendolo. Segui il mio dito. Segui la mia voce. Segui i miei ordini… L’ipnotista fissa l’attenzione del soggetto su un elemento ripetitivo, con il quale poi ottiene il controllo della volontà. Oggi, i viro-ipnotisti (da Fauci al circo italiano, fateci caso: di fatto sempre, misteriosamente, le solite facce, perfino quando si contraddicono tragicamente o si ricoprono di ridicolo) vengono proposti ovunque con una fissazione sola: il vaccino, i no vax malvagi…
Questa parte della popolazione, psicotizzata e ipnotizzata, non si sveglierà nemmeno davanti al tampone positivo al terzo vaccino. Questo il potere lo sa.
È un altro il segmento che interessa, quello che pone tutti a rischio: quello di coloro che, invece, qualche domanda, a rigor di logica, cominciano a porgersela. Quelli che non accetteranno, almeno non subito, l’idea che se si sono ammalati è a causa del fatto che non hanno fatto ancora la quarta dose. O la quinta, la sesta, la dose trimestrale, mensile, bisettimanale, giornaliera etc.
Costoro sono l’ago della bilancia dell’equilibrio pandemico. Se il potere perdesse la loro fiducia, crollerebbe ogni cosa.
Soprattutto, crollerebbe l’intero paradigma costruito attorno al vaccino e all’emergenza. Filosoficamente, il ritorno della schiavitù. Tecnologicamente, il ritorno della schiavitù
Soprattutto, crollerebbe l’intero paradigma costruito attorno al vaccino e all’emergenza.
Filosoficamente, rischia di fallire il cambio di paradigma del potere politico: non più il popolo sovrano che informa Stato (le democrazie costituzionali), ma lo Stato che comanda sul popolo per il suo bene anche a costo di violare ogni suo diretto e libertà primaria (l’autocrazia). Filosoficamente, il ritorno della schiavitù.
Tecnologicamente, rischia di fallire il cambio di paradigma dell’era dell’accesso: non più il cittadino che gode di diritti e usufruisce di mezzi offerti dalla tecnica, ma la tecnica stessa – i database – che regna assoluta sulla vita dell’individuo. Tecnologicamente, il ritorno della schiavitù.
In breve: se il vaccino fallisce, se la gente comincia a dubitare, potrebbe cadere per sempre il sistema informatico del green pass.
In breve: se il vaccino fallisce, se la gente comincia a dubitare, potrebbe cadere per sempre il sistema informatico del green pass.
Che è la cosa più importante ottenuta dal potere pandemico, è il vertice del nuovo universo umano nato con il COVID-19. Il database che ci contiene, che decide per noi.
Il sistema nel quale, lo abbiamo scritto tante volte, non vi sarà solo il permesso di bere il caffè al bar, ma il denaro digitale, il denaro programmabile, che potrà esservi tolto con un clic, che potrà negarvi alcuni acquisti, o acquisti in alcune aree, che vi terrà per sempre sorvegliati e telcomandati.
Se leggete Renovatio 21 lo sapete: il green pass è emanato dal Fisco, non dalla Sanità. E l’euro digitale è alle porte. Anzi, dice la BCE, «è inevitabile».
Un piccolo errore di esecuzione, e questo grandioso piano totalitario – oramai in stato avanzatissimo – potrebbe saltare.
Basta che il piccolo uomo, quello docile e obbediente, cominci a porsi qualche domanda. E se avessero ragione i novax…?
Per questo motivo, vi dico di prepararvi al peggio. Non oso immaginare cosa si inventeranno ora. Di certo, non cambieranno direzione. Cercheranno di forsennare la psicosi, spingere l’ipnosi verso il profondo più cupo, accusare il capro espiatorio di misfatti sempre più illogici, nell’attesa di un sacrificio di violenza spettacolare
Per questo motivo, vi dico di prepararvi al peggio. Non oso immaginare cosa si inventeranno ora. Di certo, non cambieranno direzione. Cercheranno di forsennare la psicosi, spingere l’ipnosi verso il profondo più cupo, accusare il capro espiatorio di misfatti sempre più illogici, nell’attesa di un sacrificio di violenza spettacolare.
Voi dite: proporranno di lasciare i non vaccinati senza cibo. Possibile. Abbiamo visto che in Israele il totem elettronico del famoso fast food già nega di acquistare cibo in assenza di green pass. Ci hanno tolto il pane, nel senso figurato del lavoro: possono avere problemi a toglierci il pane stricto sensu?
Voi dite: proporranno il carcere per i non vaccinati, come in Austria. Possibile. È un Paese limitrofo. L’idea dei non vaccinati in prigione è già discussa fra gli zeloti. Nessuno batte ciglio per i campi di concentramento, che in Australia sono realtà. Anzi.
Voi dite: proporranno la vaccinazione casa per casa, magari con i militari. Possibile. In Italia, come in una serie di altri Paesi (Portogallo, Australia, Germania) la campagna vaccinale è una questione militare sin da subito – anzi, abbiamo scritto un anno fa, è sin dagli inizi una «religione militare». L’idea dei soldati pandemici nelle scuole e nelle case è già passata. I giornalisti dell’establishment sono arrivati a chiedere un governo vaccinale dei generali – cioè, in pratica, a salivare dinanzi a quello che assomiglia ad un golpe.
Vaccinare casa per casa, con il personale armato di siringa mRNA e non solo di quella. L’idea c’è di sicuro. Tuttavia, coloro che la accarezzano – essendo per lo più uomini mediocri che hanno fatto carriera nella palude della democrazia leccando culi e sgomitando sui deboli – non hanno contezza del precedente storico: Rio de Janeiro 1904, la Revolta da Vacina. Un fatto storico di cui, in Italia, vi ha praticamente parlato solo Renovatio 21.
Per il momento, osserviamo questa piccola crisi sistemica scatenata dai tamponi. Il suo vero valore – la sua carica dirompente – è in realtà invisibile. È dentro la mente di milioni di persone, è un tarlo che sta lavorando, notte e giorno, dentro il loro animo
No, i nostri mediocri burocrati pandemici non conoscono la Rivolta dei vaccini che sconvolse l’allora capitale brasiliana 116 anni fa. Non sanno che quella mossa, che finì ritirata, provocò una crisi tale da mettere a rischio la tenuta dello Stato stesso. Il potere tirò la corda. Quello che ne saltò fuori fu più di una rivolta di popolo, fu il collasso del sistema, o meglio il meltdown della sua narrazione progressista.
Cioè, quello che può succedere oggi, d’improvviso, se troppe persone cominciano a dubitare degli ordini ai quali obbediscono.
Qualcuno, lassù lo ha capito: il rischio di tenuto per la baracca è assoluto. Per cui, ripetiamo, preparatevi ad un contraccolpo potente. L’apartheid biotica diventerà pogrom biotico? Cosa succederà? Cosa possiamo fare?
«Vivi giorno per giorno» mi consiglia un sacerdote amico di Renovatio 21. «Nel medio termine, non abbiamo idea di cosa potranno inventarsi per non lasciarti stare».
Nel lungo termine, invece, sappiamo cosa succederà. In termini socioeconomici, tecnologici, politici – ma soprattutto, in termini spirituali. In termini, apocalittici.
Possiamo dire una preghiera, affinché l’apocalisse dei tamponi dia come frutto la fine della menzogna. E la fine di tutto questo sistema infernale che si sta caricando sotto i nostri occhi
Per il momento, osserviamo questa piccola crisi sistemica scatenata dai tamponi. Il suo vero valore – la sua carica dirompente – è in realtà invisibile. È dentro la mente di milioni di persone, è un tarlo che sta lavorando, notte e giorno, dentro il loro animo.
Cosa succederà poi, non dipende di noi. Dipende, appunto, dall’anima di tutti quegli individui. Dipende dal Logos: dipende dall’accettazione della ragione, della legge naturale che alberga nel loro cuore. Dipende da come essi risponderanno alla libertà, che è la verità, che li sta chiamando a sé.
Possiamo dire una preghiera, affinché l’apocalisse dei tamponi dia come frutto la fine della menzogna.
E la fine di tutto questo sistema infernale che si sta caricando sotto i nostri occhi.
Roberto Dal Bosco
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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