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Vaccini

A gennaio lockdown e obbligo vaccinale totale bambini inclusi: voci. Pogrom biotici in arrivo?

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«Il governo, a questo punto, non esclude più nulla»

 

Sul tavolo dei ministri vi sarebbero «non solo le restrizioni per i non vaccinati, non solo il Green Pass rilasciato solo dopo aver fatto la terza dose, non solo le zone gialle, arancioni e rosse nelle aree più colpite del Paese».

 

No, si potrebbe andare molto oltre: «i piani del governo non escludono -(…) l’introduzione dell’obbligo di vaccinarsi per legge da estendere a tutta la popolazione dai 5 anni in su (…), probabilmente come in Austria da febbraio, e anche la misura estrema di un lockdown generalizzato come all’inizio del 2020 per tutti a gennaio, subito dopo le festività di Natale».

 

Lo ha rivelato Affaitaliani.it, testata dotata spesso di ottime fonti.

 

«Se al 7 gennaio la situazione sarà fuori controllo, con i contagi oltre quota 30mila al giorno e le terapie intensive in grave sofferenza, potrebbe scattare una chiusura generalizzata di tutta Italia per almeno 2-3 settimane»

Quindi, l’obbligo vaccinale come l’Austria, e il lockdown totale come è stato proposto in Germania (ma la coalizione neocancelliere Scholz pare si sia opposta).

 

Come ripetuto varie volte da Renovatio 21, difficile che l’Italia, cavia primigenia del nuovo ordine pandemico, si faccia superare dai Paesi limitrofi.

 

«A quel punto, il governo lascerebbe aperti solo i supermercati, le farmacie e le attività essenziali. Tornerebbero lo smartworking generalizzato, il coprifuoco per tutti e il modulo per autorizzare l’uscita da casa»

Quindi, «se al 7 gennaio la situazione sarà fuori controllo, con i contagi oltre quota 30mila al giorno e le terapie intensive in grave sofferenza, potrebbe scattare una chiusura generalizzata di tutta Italia per almeno 2-3 settimane» scrive sempre Affaritaliani.

 

«A quel punto, il governo lascerebbe aperti solo i supermercati, le farmacie e le attività essenziali. Tornerebbero lo smartworking generalizzato, il coprifuoco per tutti e il modulo per autorizzare l’uscita da casa».

 

Dunque: nonostante la vaccinazione massiva della popolazione, eccoci ripiombati nel magico Natale 2020. Ricordate? Feste contingentate, tot parenti a tavola, impossibilità di uscire dal proprio comune o regione

Dunque: nonostante la vaccinazione massiva della popolazione, eccoci ripiombati nel magico Natale 2020. Ricordate? Feste contingentate, tot parenti a tavola, impossibilità di uscire dal proprio comune o regione… Stavamo aspettando il divin vaccino, che discese su di noi proprio il giorno di Natale, scortato da carabinieri e servizi segreti. Era la nostra speranza, la nuova Fede nella resurrezione dai lockdown.

 

Invece, eccoci qui: tornati al punto di partenza.

 

Un nuovo lockdown costituisce «una situazione che metterebbe a serio rischio la ripresa economica, ma a questo punto – come spiegano fonti dell’esecutivo – non si può scherzare e il governo è pronto a tutto. Tutto».

 

La nuova carota si chiama PNRR. Ne parlano tutti ossessivamente – specie i ricchi, cioè politici e dirigenti aziendali di vario livello

Ma a chi importa, oramai? La nuova carota si chiama PNRR. Ne parlano tutti ossessivamente – specie i ricchi, cioè politici e dirigenti aziendali di vario livello. Ricordate: il profumo del Recovery Fund era intenso in quella lettera in cui i sindacati chiedevano a Draghi di mettere il green pass per i lavoratori, tesserati o meno che fossero.

 

La triplice scriveva riguardo «l’impegno della Presidenza del Consiglio a convocare per i primi giorni di settembre un apposito incontro per affrontare i temi relativi alla realizzazione del Protocollo con le parti sociali sul PNRR» per poi calare il mazzo:

 

«In particolare Le ribadiamo il nostro assenso ad un provvedimento che, in applicazione della nostra Carta, il Governo decida di assumere finalizzato a rendere la vaccinazione obbligatoria quale trattamento sanitario per tutti i cittadini del nostro Paese» scriveva in chiarezza la lettera della Trimurti sindacale.

 

A livello di politica profonda, le due cose paiono oscuramente collegate: Recovery Fund e vaccinazione universale…

Il lettore capisce da solo come, a livello di politica profonda, le due cose paiono oscuramente collegate: Recovery Fund e vaccinazione universale…

 

È questa la nuova carota con cui potranno farci qualsiasi cosa: la fantasia di questa pioggia di fondi per la rinascita nazionale. Soldi che, come davvero sa chiunque, sono già nostri, ma che poi dovremmo ridare indietro a qualcuno – aggiungendoci, ovviamente, la cessioni di ulteriori quote di sovranità. Un’autorapina suicida a beneficio di chi ci odia, di chi ci strozza.

 

E va bene. Fin qui si tratta di politica. La realtà è che c’è qualcosa che, se le indiscrezioni sul nuovo lockdown fossero veritieri, ci preoccupa maggiormente. Qualcosa di non-politico, pre-politico: qualcosa che riguarda la vita ordinaria stessa.

Un blocco generalizzato dopo il 7 dicembre significa incontrovertibilmente la possibilità per politici e giornalisti di incolpare per lo stato delle cose i cittadini italiani che egoisticamente si sono dati alle gozzoviglie natalizie

 

Un blocco generalizzato dopo il 7 dicembre significa incontrovertibilmente la possibilità per politici e giornalisti di incolpare per lo stato delle cose i cittadini italiani che egoisticamente si sono dati alle gozzoviglie natalizie e ai fuochi d’artificio di San Silvestro – per non parlare dei cenoni della vigilia delle famiglie numerose e delle seratone nelle discoteche di montagna.

 

Questo primo effetto è da considerarsi scontato: faranno sfogare gli italiani che si illudono di poter vivere come vogliono, poi li colpiranno e li colpevolizzeranno.

 

Tuttavia, un secondo possibile effetto ci spaventa ancora di più.

 

In una situazione di ulteriore lockdown è inevitabile che si potrebbe creare una tensione insostenibile nella società

In una situazione di ulteriore lockdown è inevitabile che si potrebbe creare una tensione insostenibile nella società.

 

Le settimane passate a ripetere il mantra della «pandemia dei non vaccinati» (concetto smentito, e considerato «pericoloso», perfino sulla rivista scientifica The Lancet) potrebbero ottenere come risultato l’inizio di atti di intolleranza, più o meno spontanea, verso la popolazione non vaccinata – cioè quelli che con disprezzo ora si chiamano «no vax».

 

Il cittadino vaccinato, che ritiene di aver fatto il suo dovere, si vede ancora una volta la vita rovinata (danari, affetti, libertà fondamentali) dalle bestie antivacciniste, a causa delle quali, nonostante i sacrifici personali, siamo costretti a questa situazione orrenda di privazione dei diritti conclamata e reiterata.

 

Con il nuovo lockdown il meccanismo del capro espiatorio sarà inevitabile

Tutti noi conosciamo persone che possono ragionare così. Tutti noi sappiamo che, portate all’esasperazione, le persone possono diventare cattive e nichiliste: pensate ai casi in cui, sui ponti americani bloccati a causa di un suicida che si vuole buttare giù, gli automobilisti incolonnati ad un certo punto cominciano a suonare il clacson e a dire «buttati!», perché loro vogliono solo tornare a casa o andare a lavoro normalmente.

 

Così, potrebbero cominciare con tensioni in luoghi di contatto – al supermercato, in farmacia. Le famiglie no vax del quartiere, del resto, si conoscono… Qualche frecciatina, qualche insulto. Poi potrebbero arrivare uno spintone. Uno sputo. Interverrebbero più persone: facile capire che una maggioranza pronta al linciaggio non sarebbe impossibile da trovare, i buoni samaritani vaccinati non sono tantissimi (perché, se comprendessero perché i no vax non si vaccinano, non si sarebbero sottoposti alla siringa mRNA).

 

Di lì si va avanti: telefonate anonime, lettere minatorie nella cassetta delle lettore. Qualche altro notabile in TV o sui giornali a parlare di «traditori», colpevoli di tutto il male della società (il COVID).

 

E se si va oltre? Beh, qui non lo scriviamo. Ma sappiamo tutti cosa succede in una società in cui l’odio è polarizzato, concentrato su un unico oggetto – su una sfortunata minoranza.

 

Assisteremo quindi ai primi pogrom biotici della Storia? Vedremo, come in un film di fantascienza distopico, le prime persecuzioni biomolecolari a memoria d’uomo? E di lì, dove si arriverà? Ad una guerra civile? Ad un confinamento? Ad una diaspora? Alla vaccinazione armata casa per casa, come a Rio nel 1904?

Insomma, con il nuovo lockdown il meccanismo del capro espiatorio sarà inevitabile.

 

Assisteremo quindi ai primi pogrom biotici della Storia? Vedremo, come in un film di fantascienza distopico, le prime persecuzioni biomolecolari a memoria d’uomo?

 

E di lì, dove si arriverà? Ad una guerra civile? Ad un confinamento? Ad una diaspora? Alla vaccinazione armata casa per casa, come a Rio nel 1904?

 

Non lo sappiamo.

 

Non sappiamo nemmeno come facciamo a chiedercelo ora: ben prima di questo ipotetico lockdown finale – il lockdown-showdown  – dobbiamo preoccuparci con quanto è già annunciato per i prossimi giorni: obbligo vaccinale assoluto per gli insegnanti, con famiglie (ne conosciamo più di qualcuna) che già prima del Natale non sapranno più cosa fare se non darsi alla disperazione. E poi i bambini, dove la discriminazione, se non delle scuole dei compagni bulli vaccinati, sarà certa, e dolorosissima.

 

Noi non crediamo che passerà, non senza un sacrificio. Quale? Nessuna idea. Di certo però sappiamo una cosa: le vittime sacrificali non vogliamo essere noi

Non sappiamo da dove cominciare. Tanti sperano solo che questa cosa passi.

 

Noi non crediamo che passerà, non senza un sacrificio.

 

Quale? Nessuna idea. Di certo però sappiamo una cosa: le vittime sacrificali non vogliamo essere noi.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Immagine di Mister Christmas via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

Vaccini

Djokovic considera una causa contro l’Australia. La Francia vuole escluderlo dagli Open di Parigi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Fonti vicine a Novak Djokavic hanno affermato che il nove volte vincitore dell’Australian Open sta valutando la possibilità di citare in giudizio la «Terra di Oz» per  4,4 milioni di dollari dopo che i funzionari dell’immigrazione del Paese lo hanno deportato la scorsa settimana perché non era stato vaccinato per il COVID.

 

 

 

Fonti vicine a Novak Djokavic hanno detto mercoledì che il nove volte vincitore dell’Australian Open sta valutando la possibilità di citare in giudizio la «Terra di Oz» per 4,4 milioni di dollari dopo che i funzionari dell’immigrazione del paese lo hanno deportato la scorsa settimana perché non era stato vaccinato per COVID.

 

Gli addetti ai lavori hanno detto a The Sun che Djokavic potrebbe chiedere danni, incluso il premio in denaro che si aspettava di vincere nel prestigioso torneo.

 

Una fonte vicina all’agente di Djokavic, Edoardo Artladi, ha detto:

 

«È risaputo che Novak e la sua famiglia ritengono che sia stato maltrattato nell’hotel di quarantena a Melbourne. Sua madre ha rivelato come fosse pieno di pulci e scarafaggi. Era detenuto come prigioniero virtuale».

 

L’avvocato Toma Fila ha aggiunto: «è stato sottoposto a trattamenti umilianti. Dovrebbe denunciare».

 

Djokovic ha perso il suo appello domenica per rimanere in Australia dopo che il suo visto è stato annullato una seconda volta a causa del suo status di non vaccinato.

 


 

«Questa decisione di annullamento è stata presa per motivi di salute, sicurezza e buon ordine, sulla base del fatto che era nell’interesse pubblico farlo», ha affermato il primo ministro australiano Scott Morrison in una nota. «Accolgo con favore la decisione di mantenere forti i nostri confini e proteggere gli australiani».

 

L’Associazione dei professionisti del tennis lunedì ha rilasciato una dichiarazione sulla deportazione di Djokovic:

 

«La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione».

 

«Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una sconfitta per il gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo».

 

Giovedì, la Corte federale australiana ha pubblicato una difesa di 27 pagine della sua decisione.

 

«Il tentativo del Primo Ministro Morrison di incastrare i cittadini australiani come vittime della decisione sanitaria privata di Djokovic è un nudo esercizio di potere politico tirannico. I “sacrifici” del popolo australiano a cui si riferisce Morrison non sono affatto sacrifici. Sono ferite dovute alle sue politiche senza senso e Djokovic sta portando l’attenzione internazionale su di loro» Robert F. Kennedy jr.

Il presidente della Corte Suprema James Allsop e i giudici Anthony Besanko e David O’Callaghan hanno affermato di non aver considerato «i meriti del caso» ma solo «la liceità o legalità» della decisione del ministro dell’immigrazione.

 

«Un’altra persona nella posizione di ministro potrebbe non aver cancellato il visto del signor Djokovic. Il ministro l’ha fatto», hanno scritto.

 

Alcuni hanno ipotizzato che le ragioni fossero più politiche che mediche.

 

Robert F. Kennedy, Jr., presidente e capo consulente legale di Children’s Health Defense, la scorsa settimana ha dichiarato quando il caso è andato in tribunale:

 

«Il tentativo del Primo Ministro Morrison di incastrare i cittadini australiani come vittime della decisione sanitaria privata di Djokovic è un nudo esercizio di potere politico tirannico. I “sacrifici” del popolo australiano a cui si riferisce Morrison non sono affatto sacrifici. Sono ferite dovute alle sue politiche senza senso e Djokovic sta portando l’attenzione internazionale su di loro».

 

In uno sviluppo correlato, i funzionari francesi hanno annunciato che non ci sarebbero state esenzioni a una legge che richiedeva la prova della vaccinazione per entrare in tutte le aree pubbliche, compresi i palazzetti dello sport, mettendo a repentaglio l’idoneità di Djokovic per l’Open di Francia di maggio.

 

Djokovic sta cercando un titolo del Grande Slam senza precedenti, il 21° in carriera, se le autorità gli permetteranno di giocare.

 

Per ora è tornato a casa a Belgrado, in Serbia, dove è stato accolto dai fan e sostenuto dal suo governo. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha criticato il governo australiano per ciò che ha definito «molestie» nei confronti di Djokovic e ha definito «orwelliana» la gestione del processo legale da parte dell’Australia.

 

 

David Charbonneau

Ph.D.

 

 

 

© 21 gennaio 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

 

Immagine di Tatiana via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

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Big Pharma

Il capo Pfizer parla del nuovo vaccino: «una volta all’anno è più facile convincere la gente». No vax «criminali» che guadagnano dalla disinformazione»

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Il CEO di Pfizer Albert Bourla ha discusso pubblicamente dell’idea di avere vaccinazioni di richiamo COVID solo una volta all’anno, invece che ogni pochi mesi.

 

Il tutto non senza attaccare le persone contrarie al siero mRNA, definite «criminali» che «traggono profitto dalla circolazione di disinformazione».

 

Queste dichiarazioni programmatiche di Bourla sono state fatte in una serie di interviste con i canali televisivi israeliani. Come noto, Pfizer e Israele hanno un rapporto cementato, secondo alcuni profondo fino al punto di essere misterioso, con accordi definiti dagli stessi giornali israeliani come «segreti». Bourla proviene da una famiglia di ebrei sefarditi di Tessalonica, e in questi mesi è stato blandito ripetutamente dallo Stato di Israele, al punto che gli è stato assegnato quello che è stato definito come il «Premio Nobel ebraico».

 

L’amministratore delegato di Pfizer ha affermato ai media dello Stato ebraico che «non sarebbe un buon scenario» se le persone dovessero fare la dose booster ogni quattro o cinque mesi. «Quello che spero è che avremo un vaccino che dovrai fare una volta all’anno», ha detto lo scorso sabato al notiziario di Channel 12.

Per Bourla  la dosa annuale sarebbe «più facile da ricordare per le persone»

 

Colpisce il fatto che Bourla per giustificare questa nuova ipotesi tempistica sul vaccino abbia usato, più che ragionamenti biomedici, argomenti di marketing: per Bourla  la dosa annuale sarebbe «più facile da ricordare per le persone», definendola quindi come «una situazione ideale»  da  «una prospettiva di salute pubblica».

 

Il CEO di Pfizer ha quindi scoperto qualche carta della ricca azienda dei sieri mRNA per il prossimo futuro: «stiamo cercando di vedere se siamo in grado di creare un vaccino che copra Omicron e non dimentichi le altre varianti e che potrebbe essere una soluzione», ha aggiunto il CEO, indicando che un nuovo vaccino calibrato per la variante potrebbe essere prodotto in serie da marzo.

 

In un’intervista separata con il notiziario di Channel 13, Bourla ha ammesso che c’è una «considerevole minoranza»  di persone riluttanti a prendere il vaccino. All’interno di questo gruppo, l’amministratore delegato del colosso farmaceutico – che  è riportato aver guadagnato  almeno 21 milioni di dollari nel solo 2020 – ha indicato «una piccola minoranza di persone che traggono profitto dalla circolazione di disinformazione»,  attaccandole ferocemente definendole «criminali».

Le persone contrarie al siero mRNA sono definite «criminali» che «traggono profitto dalla circolazione di disinformazione»

 

Non è la prima volta che Bourla attacca violentemente i contrari alla sua sierizzazione genica. Tre mesi fa aveva attaccato con le stesse parole chi, a suo dire, diffonde «disinformazione»: «non sono cattive persone. Sono criminali perché sono letteralmente costati milioni di vite», aveva dichiarato il supermanager farmaceutico.

 

Bourla aveva poi vantato ad un incontro di essere informato, non si sa a che titolo, dalla CIA e dall’FBI per quanto concerne «la diffusione della disinformazione».

 

La settimana scorsa era emerso che il Bourla aveva incontrato segretamente Bergoglio almeno due volte nel corso dell’anno. E segreti, o quanto meno non ancora rivelati, sono i messaggi di testo che si sarebbero scambiati il CEO Pfizer e il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il cui marito, è stato notato da alcuni utenti dei social, lavora nella filiera della terapia genica.

 

Non è la prima volta che Bourla attacca violentemente i contrari alla sua sierizzazione genica. Tre mesi fa aveva attaccato con le stesse parole chi, a suo dire, diffonde «disinformazione»: «non sono cattive persone. Sono criminali perché sono letteralmente costati milioni di vite», aveva dichiarato il supermanager farmaceutico.

«Pfizer ha formalizzato 73 accordi per il suo vaccino contro il coronavirus. Secondo Transparency International, un gruppo di difesa con sede a Londra, solo cinque contratti sono stati formalmente pubblicati dai governi e questi con “censure significative”» ha scritto il Washington Post. Le supposte condizioni di questi contratti, trapelati ad esempio tramite il leak del contratto albanese, sono oggetto di controversia.

 

Come riportato da Renovatio 21, i risultati degli esperimenti con la quarta dose del vaccino mRNA in Israele sono stati deludenti, con grande scorno della politica che vi aveva investito molta fiducia.

 

Come riporta l’enciclopedia online, negli anni «Pfizer è stata accusata di marketing farmaceutico aggressivo».  Nel settembre 2009, Pfizer si è dichiarata colpevole della commercializzazione illegale del farmaco per l’artrite valdecoxib (Bextra). Pfizer aveva promosso la vendita del farmaco per diversi usi e dosaggi che la Food and Drug Administration aveva espressamente rifiutato di approvare a causa di problemi di sicurezza. In tribunale Pfizer accettò quindi un accordo con pagamento di 2,3 miliardi di dollari, all’epoca il più grande accordo per frode sanitaria. Si trattava il quarto accordo di questo tipo per Pfizer in un decennio.

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Essere genitori

Bambini alla TV del Quebec: «chiamate la polizia» contro i non vaccinati, «bisogna togliere loro ogni cosa»

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Due bambini, intervistati in una trasmissione TV del Quebec, dichiarano che bisogna «chiamare la polizia» per i non vaccinati, e che bisogna «tagliere loro ogni cosa» esattamente «come il governo sta facendo in questo momento».

 

L’inquietante clip, che sta facendo il giro della rete, viene da una trasmissione di un network francofono canadese che trasmette in Quebec e in alcune zone dell’Ontario e del  Nuovo Brunswick

 

Entrambi i bambini a domanda rispondono di essere vaccinati «con una dose».

 

«Cosa bisogna fare con le persone che non vogliono farsi vaccinare?» chiede l’adulta intervistatrice. «Bisognerebbe chiamare la polizia» risponde il bambino biondo

«Cosa bisogna fare con le persone che non vogliono farsi vaccinare?» chiede l’adulta intervistatrice.

 

«Bisognerebbe chiamare la polizia» risponde il bambino biondo.

 

Poi interviene l’altra bambina in studio. Riferendosi ai non vaccinati, dice che «se non hanno fatto il vaccino, possono mettere molte persone in pericolo».

 

Poi ripete incredibilmente la linea di esclusione sociale implementata dalle autorità canadesi.

 

«Come il governo sta facendo in questo momento, dovremmo tagliare loro ogni cosa, gradualmente fino al momento in cui si faranno vaccinare»

«Come il governo sta facendo in questo momento, dovremmo tagliare loro ogni cosa, gradualmente fino al momento in cui si faranno vaccinare».

 

Applausi scroscianti in studio, e sorridenti ringraziamenti della conduttrice.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’opinione pubblica canadese è particolarmente severa con i non vaccinati, al punto che un sondaggio ha rivelato che «Il 27% sosterrebbe il carcere fino a cinque giorni per aver messo in pericolo gli altri e sopraffatto il sistema sanitario».

 

Molti utenti hanno notato che, come riconosciuto scherzosamente da una delle signore presenti in video, questi bambini sembrano indottrinati, come in un sistema totalitario.

 

Colpisce il richiamo alle forze dell’ordine – i non vaccinati percepiti come minaccia – ma ancora di più la ripetizione sincera delle politiche del governo, da sostenere con passione.

 

Alcuni commentatori hanno fatto riferimento ad altri tristi contesti, quelli in cui operavano i bambini soldato – dalla Cambogia ai Paesi africani con scontri etnici cruenti, dalla Rivoluzione Culturale in Cina agli ultimi giorni del III Reich i bambini si sono sempre rivelati servitori ubbidienti del potere, hanno una psiche più facile da plasmare, e probabilmente meno problemi con la coscienza con è ancora del tutto formata.

 

Il «conformismo» naturale dei bambini (che sono, in fondo, esseri umani ancora immaturi) si esprime nelle mode e nei giochi, dove tutti di fatto seguono  le tendenze maggioritarie, con poche eccezioni. Un potere senza morale può pensare di usarli in battaglia come servitori spietati dei propri fini.

 

Ad un canale TV del Quebec era apparso qualche giorno fa anche il premier Justin Trudeau, che aveva enigmaticamente definito i non vaccinati come «misogini» e «razzisti», per poi arrivare a chiedersi se era il caso di «tollerare queste persone».

 

 

 

 

 

 

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