Misteri
Spunta la massoneria nel Qatargate che scuote Bruxelles. Altri lontani misteri mostruosi tornano alla mente
Squadra e compasso spuntano nel Qatargate, lo scandalo sulla presunta corruzione di figure di Bruxelles da parte del Qatar. La massoneria entra di prepotenza nella vicenda che ha scosso l’Unione Europea, portando ad arresti e clamorose rivelazioni. Lo riporta il Corriere della Sera.
È un fulmine a ciel sereno anche per noi: in teoria sapevamo che erano coinvolti eurodeputati di vario rango, ex eurodeputati, assistenti europarlamentari, varie figure dell’eurosottobosco – tutti gravitanti, per qualche motivo, attorno al Partito Socialista Europeo, il grande contenitore comunitario di tutti i partiti simil-PD degli Stati dell’Unione.
Erano emerse, in questi mesi, storie su funzionari arabi e diplomatici maghrebini – trame che si dipanavano nel cuore dell’Europa, in Africa e in Medio Oriente. Ma la massoneria? No, in molti non l’hanno vista arrivare. E invece è arrivata.
«Un intreccio inestricabile lega politica, imprenditoria e giustizia in Belgio all’ombra dell’inchiesta Qatargate. È in questo scenario (…) che una settimana fa matura la decisione del giudice istruttore Michel Claise di astenersi dalla guida delle indagini che a dicembre hanno fatto tremare il Parlamento europeo» scrive il Corriere.
Il magistrato lascia il caso. Perché? Nella decisione del Claise entrerebbe, apparentemente, un’eurodeputata belga, la Maria «Marie» Arena, già ministro per il governo belga e ora europarlamentare del PSE eletta nella circoscrizione francofona del Paese.
«Considerato un paladino della lotta alla corruzione, in un’ intervista al quotidiano di Bruxelles Le Soir, che lo celebrava anche per la sua attività di scrittore di gialli ed in cui affermava che a causa della corruzione la democrazia “è fottuta”, il giudice Claise è stato costretto ad astenersi dall’inchiesta che lo ha reso famoso nel mondo dopo che è emerso che suo figlio è da anni in società con il figlio di Maria Arena in un’azienda che commercializza prodotti di libera vendita derivati dalla cannabis».
«Arena è la europarlamentare dei Socialisti coinvolta nel Qatagrate strettissima amica di Antonio Panzeri, l’ex eurodeputato PD e poi Articolo 1 [il partito di Roberto Speranza, ndr] considerato il collettore delle ipotetiche tangenti arrivate in contanti da Qatar e Marocco per condizionare l’attività del Parlamento europeo» spiega il Corriere.
Il giornale di via Solferino, i cui i vertici un tempo furono legati alla P2, non si tira indietro rispetto alla scottante faccenda che sta saltando fuori.
«Claise è un orgoglioso massone. Nella stessa intervista a Le Soir ha raccontato di essere entrato nella massoneria 35 anni fa quando si avviava all’avvocatura nello studio legale del suo “maestro” Guy Uyttendaele, famoso avvocato di Bruxelles scomparso, al quale fu introdotto dopo la laurea dal figlio Marc, cui era legato da una profonda amicizia».
Il Corsera va a fondo nella ricerca:
«Secondo il quotidiano online Moustique di Bruxells, Uyttendaele era a sua volta un massone. Ora il figlio Marc, nonostante l’amicizia con Claise che 20 anni fa è diventato giudice, è uno dei difensori di Panzeri che dopo meno di due mesi dall’arresto si è pentito accordandosi con la Procura per un solo anno di carcere ai domiciliari di cui quasi 8 mesi già scontati. “Essere massone non mi limita, sono libero”, dichiarò Claise».
In pratica, il giudice delle indagini e l’avvocato dell’indagato, pare di capire, sono più che conoscenti: sono fratelli, nel senso che ambedue sono affiliati alla framassoneria.
«In Belgio i magistrati possono appartenere alla massoneria a differenza che in Italia dove l’iscrizione può portare a provvedimenti disciplinari» spiega ancora il Corriere. «Ora che ha fatto il passo indietro, sui media belgi compaiono retroscena, (…) secondo il quale Claise “ben prima” delle dimissioni per conflitto di interessi avrebbe “subito un’osservazione” da un altro “massone della sua loggia” che gli avrebbe fatto capire che “stava facendo troppo per coprire Arena”, con la quale si sarebbe anche “incontrato più volte” in Parlamento tra il 2015 e il 2017».
Sono accuse pesantissime, ricavate, a quanto si dice, da materiale open source che sta comparendo sui giornali belgi.
Ecco che il giornale milanese trova il coraggio di andare avanti a dipingerci il quadretto della Bruxelles occulta.
«È massone anche l’ex primo ministro socialista Elio Di Rupo originario di Mons come Arena, considerata destinata a raccogliere la sua eredità politica».
Ma si va oltre. In questo racconto fratelli massoni, ci sono legami di sangue veri.
«Arena ha divorziato da Olivier Lemaire, padre del giovane socio del figlio di Claise, il quale ha sposato l’attuale ministra degli esteri del Belgio, Hadja Lahibib. Curiosamente, il 14 novembre Lahibib ha incontrato il ministro del lavoro del Qatar Al Marri il quale (…) è ritenuto il pagatore delle tangenti attraverso la ONG Fight Impunity di Panzeri, che aveva incontrato il 10 ottobre in un hotel di Bruxelles. “Abbiamo discusso di diritti umani, inclusi quelli delle donne e LGBTQIA+. Ho confermato che il Belgio riconosce che i significativi progressi del Qatar” twittò la ministra».
L’intreccio è da vertigine. L’idea è quella che l’élite bruxellita è davvero piccola, sia per quanto riguarda il governo belga che per quanto riguarda la UE.
Il centro della scena, insomma, ora se lo prende questa Arena. Panzeri ha patteggiato ed è andato ai domiciliari. I tremendi sospetti che lambivano vari europarlamentari anche nel PD paiono riassorbiti.
È il discorso che fa anche la (bellissima, stupenda) ex vice presidente greca dell’Europarlamento Eva Kaili, che è rimasta in carcere mesi senza vedere la figlia piccola. Parlando con il Corriere, la Kaili «si chiedeva come mai la Arena, pur coinvolta nelle indagini, “non ha avuto problemi” e se fosse “protetta da un’immunità speciale”».
«Si dice che Claise voglia entrare in politica dopo la pensione a inizio 2024» scrive ancora il Corsera.
In molti sottolineano l’abbondanza massonica a Bruxelles – che ricordiamo che, oltre ad essere la capitale del Belgio, lo è anche della UE e della NATO.
Tuttavia a questione della Arena erede politica di Di Rupo sblocca altri ricordi, distantissimi per tempo e per natura della questione.
Oltre che essere apertamente massone, il Di Rupo, nel 1996 durante un’intervista si dichiarò omosessuale. «Sì e allora?» rispose alla domanda secca del giornalista se fosse gay. Diventò uno dei primi politici belgi, ed europei, a fare il cosiddetto coming out.
Il contesto della rivelazione è però triste e spaventoso: si trattava di un’intervista riguardante gli orrori di Marc Dutroux, detto il mostro di Marcinelle. Come noto, si tratta di un pedofilo pedopornografo assassino e stupratore seriale, sospettato di essere parte di una rete di pedofili più estesa.
Dutroux rapì, violentò e uccise quantità di bambine dagli 8 ai 17 anni. Due solo sopravvissero alle sevizie: le altre furono ammazzate o lasciate morire di stenti. Lo shock, quando la faccenda venne a galla, fu immane.
Anche le indagini di questo caso da parte delle autorità belghe furono, come dire, controverse: sempre ricordando che si trattava di un uomo che era già stato in galera nel 1987, per scontare, misteriosamente, molto meno dei 13 anni e mezzo che gli furono inflitti.
Nel 1995, la madre di Dutroux scrisse una lettera alle autorità dichiarando di sapere che Dutroux aveva rapito due ragazzine e le teneva a casa sua.
Dopo che due bimbe furono rapite nel giugno 1995, la polizia impiegò 14 mesi per arrestare Dutroux, sebbene fosse stato uno dei principali sospettati fin dall’inizio, avendo già commesso crimini simili. Durante la ricerca delle due piccole, la polizia visitò la casa di Dutroux, dove queste erano prigioniere, due volte, il 13 e il 19 dicembre 1995, ma incredibilmente senza trovarle.
È emerso pure che diversi nastri video trovati durante la perquisizione non sono mai stati guardati. Michel Bourlet, l’uomo allora nominato investigatore capo, affermò che alcune delle videocassette erano scomparse e che voleva che fossero tutte recuperate e riviste. L’ufficiale che ha condotto la ricerca è stato successivamente promosso.
Nell’ottobre 1996, il giudice Jean-Marc Connerotte fu rimosso dall’inchiesta dalla Corte Suprema a causa delle preoccupazioni sulla sua imparzialità dopo aver partecipato a una cena di raccolta fondi per le famiglie delle vittime.
Un altro giudice, Jean-Claude Van Espen, si è dimesso dopo che è venuta alla luce la sua stretta relazione con Michel Nihoul, un uomo d’affari e criminale inizialmente considerato connesso al caso Dutroux, ma poi assolto in tribunale per l’accusa di rapimento di minori. (Fu tuttavia condannato per traffico di droga e associazione a delinquere)
Lo spettacolo indegno delle indagini portò ad una manifestazione di protesta che vide 350 mila belgi scendere in piazza nel 1996 nella cosiddetta «marcia Bianca».
Nel 1998 Dutroux approfittò di un break della sua guardia e riuscì a fuggire, causando le dimissioni del ministro della Giustizia e del capo della polizia belga. Fu ripreso poco ore dopo. L’indagine sulla fuga portò alla conclusione che, certamente, Dutroux non aveva collegamenti con le alte sfere, come tutti oramai vociferavano.
Tuttavia, ai piani inferiori, fu un’ecatombe giudiziaria: almeno sette membri delle forze dell’ordine sono stati arrestati perché sospettati di avere legami con Marc Dutroux.
Alla fine diverse famiglie delle vittime hanno boicottato il processo ufficiale, affermando che si trattava di un circo e che non c’erano stati progressi nel caso dalla rimozione del giudice Connerotte. Articoli della stampa di quei giorni affermavano che, prima della sua rimozione, Connerotte era sul punto di rivelare pubblicamente i nomi di funzionari governativi di alto livello che erano stati riconosciuti sulle videocassette di Dutroux – che si dice fossero centinaia.
In quel tragico 1996 in cui al Belgio venivano rivelati orrori innominabili, due ministri del governo di Bruxelles furono accusati di essere pedofili – uno di questi era di Rupo, che, in vicende distanti da quelle di Dutroux ma montate sulla stampa negli stessi giorni, fu accusato di rapporti con minori di 16 anni. Articoli sulla questione sono spariti, per esempio sul sito dell’Associated Press: però la cache può resistere. Le accuse caddero dopo il voto 7 contro 4, della commissione di inchiesta parlamentare belga, che stabiliva il «non luogo a procedere» per le accuse di pedofilia contro il Di Rupo, scagionandolo.
Una deputata belga del Front Nouveau de Belgique, Marguerite Bastien, riporta un’intervista di un’agenzia stampa italiana, avrebbe agitato in parlamento una videocassetta pedopornografica che, secondo lei, avrebbe comprovato le trame oscure dell’élite belga. A quanto leggiamo, la cassetta sarebbe stata sequestratata alla parlamentare e «da allora “sepolta nei sotterranei del Parlamento”, insieme a molte altre».
Ora si guarda a quelle accuse come una sorta di complotto per destabilizzare il governo belga.
Bruxelles è sempre Bruxelles. Una bella città con il suo bel vivere mantenuto dall’abbondanza della burocrazia UE (e NATO…), i plateatici pieni già alle 16 di persone che bevono le boleke, le coppe di birra locale.
Poi, abbiamo capito, c’è un lato oscuro, fatto di legami indicibili, di scambi di accuse mostruose, e di un mondo tutto sommato piccolo, con le sue alte cariche imparentate, le sue chiacchiere sui giornaletti che abbaiano, i suoi politichetti immortali, i suoi balletti istituzionali, i suoi misteri che – quando non scoperchiano abissi di orrore – non sono nemmeno neanche troppo profondi e indecifrabili.
Immagine di Sean via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)
Misteri
Il Senato USA contro la possibile grazia di Trump a Ghislaine Maxwell
Il Senato degli Stati Uniti ha esortato all’unanimità il presidente Donald Trump a non concedere la grazia a Ghislaine Maxwell, la trafficante di sesso condannata che ha aiutato Jeffrey Epstein a reclutare e abusare di ragazze minorenni.
Maxwell, figlia del magnate dell’editoria britannico ed ex parlamentare Robert Maxwell, caduto in disgrazia e sospettato di avere legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, sta attualmente scontando una condanna a 20 anni di carcere federale dopo essere stata riconosciuta colpevole nel 2021 di traffico sessuale e reati correlati.
La risoluzione, presentata dalla senatrice democratica Jacky Rosen e approvata mercoledì senza obiezioni da parte di entrambi i partiti, afferma che Maxwell non dovrebbe ricevere «grazia, commutazione della pena o qualsiasi altra forma di clemenza presidenziale».
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Rosen ha dichiarato che era «orribile» che Trump avesse persino preso in considerazione la possibilità di una grazia, sostenendo che Maxwell non avrebbe mai dovuto ricevere la grazia per aver aiutato Epstein ad abusare di ragazze minorenni.
Trump ha ripetutamente rifiutato di escludere categoricamente la possibilità di graziare Maxwell. Interrogato sulla questione lo scorso anno, ha sottolineato di avere l’autorità per farlo, ma ha affermato che nessuno gli aveva fatto richiesta. In seguito, ha anche dichiarato che si sarebbe consultato con il Dipartimento di Giustizia statunitense dopo il rifiuto della Corte Suprema di esaminare il ricorso di Maxwell nell’ottobre del 2025.
Le speculazioni su una possibile grazia si sono ulteriormente intensificate dopo che Todd Blanche, all’epoca vice procuratore generale e ora candidato di Trump alla carica di procuratore generale, ha intervistato Maxwell per circa nove ore in due giorni, nell’ambito dell’indagine del Dipartimento di Giustizia sul caso Epstein.
Alla Maxwell è stata concessa un’immunità limitata per l’intervista ed è stata trasferita poco dopo in un carcere federale di minore sicurezza. Il suo avvocato ha negato che avesse chiesto qualcosa in cambio della sua collaborazione, ma ha ammesso che accoglierebbe con favore una riduzione della pena. Blanche ha dichiarato che non raccomanderà la grazia.
La mossa del Senato giunge in un clima di crescente indignazione per la gestione del caso Epstein da parte dell’amministrazione Trump. Il processo di divulgazione è stato criticato per i ritardi, le numerose omissioni e l’assenza di nuove importanti incriminazioni, deludendo i sostenitori che si aspettavano che i documenti avrebbero smascherato personaggi influenti legati a Epstein.
Trump e Maxwell frequentavano gli stessi ambienti sociali a Nuova York e in Florida tra gli anni Novanta e i primi anni 2000, periodo in cui il presidente conosceva anche Epstein. Dopo l’arresto di Maxwell nel 2020, Trump fu criticato per aver dichiarato: «Francamente, le auguro solo ogni bene».
Il presidente degli Stati Uniti ha negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ha affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere anni prima del suo arresto nel 2019. Maxwell ha poi dichiarato ai funzionari del Dipartimento di Giustizia di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati da parte di Trump.
Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.
La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.
Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).
Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.
La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.
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Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.
Ad agosto 2025 la Maxwell fu interrogata in carcere dal vice procuratore generale USA Todd Blanche. In quell’occasione, la donna ha affermato che molte delle accuse contro di lei e Epstein erano false e ha liquidato una serie di teorie e questioni in sospeso nel caso.
La Ghislaina ha anche insistito sul fatto che non esistesse una «lista clienti» dei ricchi e potenti associati all’Epstein, e ha negato qualsiasi piano per ricattare i suoi associati. Il Dipartimento di Giustizia e l’FBI avevano concluso a luglio che non esisteva una «lista clienti» specifica per la rete di trafficanti dell’Epstein, né prove credibili che «Epstein avesse ricattato personaggi di spicco nell’ambito delle sue azioni».
Negli stessi giorni un giornale neoeboraceno aveva scritto che soldati delle forza speciali sono stati dispiegati per proteggere la Maxwell in prigione, dopo che ha ricevuto una valanga di minacce di morte.
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Arte
Accuse di abusi sessuali anche per lo strano divo Jared Leto, padrone del Laurel Canyon
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Misteri
Il Congresso USA discute del progetto MK Ultra
La deputata repubblicana floridiana Anna Paulina Luna ha tenuto martedì un’audizione per fare luce sul progetto MKULTRA lanciato dalla CIA e volto a sviluppare metodi di controllo mentale.
Martedì scorso , presiedendo la task force della Commissione di vigilanza della Camera sulla declassificazione dei segreti federali, Luna ha ascoltato le testimonianze di persone che hanno descritto dettagliatamente come la CIA, negli anni Cinquanta, conducesse segretamente esperimenti illegali su soggetti umani ignari, inducendo stati mentali alterati attraverso la tortura psicologica e somministrando droghe come l’LSD, che permettevano di impiantare falsi ricordi e, in ultima analisi, di programmare le loro menti, anche per commettere omicidi.
«Il Progetto MKULTRA non è stato un fallimento politico o un programma eccessivamente zelante sfuggito di mano», ha dichiarato Luna. «Si è trattato di un’operazione governativa deliberata e sistematica che ha sottoposto cittadini americani, prigionieri, pazienti ospedalieri, veterani e persone comuni a LSD, elettroshock, ipnosi, privazione sensoriale e tortura psicologica a loro insaputa e senza il loro consenso».
🚨Rep. Luna MKUltra Opening Statement: “This hearing is about the crimes committed by the Central Intelligence Agency.”
“Administering drugs to people without their knowledge or consent, subjecting humans to psychological torture, and using prisoners and hospital patients as… pic.twitter.com/oxRQGyrK9I
— High Strangeness (@HighlyStrange) June 30, 2026
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L’avvenente deputata ha sottolineato il coinvolgimento del dottor Sidney Gottlieb, che un testimone ha definito il «Mago Nero», e ha evidenziato come la CIA avesse in seguito ordinato la distruzione della documentazione relativa al progetto MKULTRA. Questo fino a quando, nel 1977, un archivista non si imbatté in sette scatole contenenti i documenti finanziari del programma, sopravvissuti a un incendio ma archiviati in modo errato.
«Quelle sette caselle contenevano i nomi delle istituzioni, i nomi dei sottoprogetti, i ricercatori che vi avevano partecipato, l’operazione specifica che la CIA aveva finanziato e, senza di esse, la stragrande maggioranza del progetto MKULTRA sarebbe rimasta solo una voce», ha affermato la Luna.
«Vorrei essere chiara su ciò con cui credo che abbiamo a che fare qui», ha continuato. «Somministrare farmaci alle persone a loro insaputa e senza il loro consenso, sottoporre gli esseri umani a torture psicologiche e utilizzare prigionieri e pazienti ospedalieri come soggetti di ricerca senza il loro consenso. Questi sono crimini contro l’umanità».
Testimoniando davanti alla Commissione, Stephen Kinzer, autore del libro sul Gottlieb Poisoner In Chief, ha osservato che la CIA gli aveva sostanzialmente concesso una licenza di uccidere, aggiungendo che il numero di americani sacrificati al progetto MKULTRA potrebbe non essere mai noto.
«Nel 1951 la CIA assunse Gottlieb e gli affidò il compito di avviare quello che sarebbe diventato il progetto MK-ULTRA. Gottlieb era convinto che, per trovare un modo per impiantare una nuova mente nel cervello di una persona, fosse prima necessario distruggere la mente già presente. Nella sua ricerca di metodi per distruggere la mente e il corpo umano, MKULTRA condusse gli esperimenti più estremi mai effettuati su esseri umani da un’agenzia governativa statunitense. A tutti gli effetti, si tratta di torture mediche. Questi esperimenti ebbero luogo in prigioni, cliniche e rifugi sicuri negli Stati Uniti, in Europa e in Asia».
WATCH journalist and author Dr. @stephenkinzer’s opening statement at today’s explosive MK Ultra hearing regarding the over classification of secret government programs and the CIA’s quest to weaponize mind control against Americans. pic.twitter.com/UwsSJXWBce
— Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) June 30, 2026
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«Gli ufficiali del progetto MK-ULTRA erano autorizzati a recarsi all’estero, preferibilmente in Paesi sotto occupazione statunitense, formale o informale, e a chiedere alla stazione locale della CIA di fornire loro “sacrificabili”, ovvero esseri umani la cui scomparsa non avrebbe destato sospetti. Gottlieb possedeva di fatto una licenza di uccidere rilasciata dal governo statunitense. Non si conoscono né il numero delle vittime del progetto MK-ULTRA né il numero di coloro che furono sottoposti a esperimenti mortali».
Il giornalista investigativo Tom O’Neill, noto per il molto popolare libro sugli omicidi Manson Chaos, ha testimoniato in merito al coinvolgimento dello psichiatra Louis Jolyon West nel perfezionamento dei metodi di controllo mentale del progetto MKULTRA, illustrando i suoi legami con gli omicidi di Charles Manson nel 1969 e con Jack Ruby, l’assassino di JFK Lee Harvey Oswald.
«Appena tre anni dopo aver stretto un accordo con la CIA, West riferì di aver sviluppato, somministrando “LSD” e altre “nuove droghe” che “accelerano l’induzione dello stato ipnotico e approfondiscono la trance che può essere prodotta in determinati soggetti”, la capacità di sostituire i “veri ricordi” con “falsi” in una persona senza che questa ne sia consapevole».
For decades, questions about MKUltra were dismissed or ignored. Today, investigative journalist Tom O’Neill lays out why those questions still deserve answers. @chaosmansonbook
WATCH his compelling opening statement below👇 pic.twitter.com/aWJl8CYdKR
— Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) June 30, 2026
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«“In altre parole”, ha spiegato, “si è scoperto che è possibile prendere il ricordo di un evento specifico nella vita di un individuo e, tramite suggestione ipnotica, far sì che in seguito ricordi consapevolmente che quell’evento non è mai realmente accaduto, ma che un altro evento (fittizio) è invece avvenuto”».
O’Neill ha inoltre evidenziato una lettera del 1953 di West a Gottlieb in cui «delineava gli obiettivi, i mezzi e i metodi degli esperimenti che West intendeva condurre su soggetti umani inconsapevoli presso la base aerea di Lackland, vicino a San Antonio, in Texas, dove era primario di psichiatria presso l’ospedale della base».
Lo scrittore ha fatto notare che meno di un anno dopo la lettera, un sergente dell’aeronautica militare in servizio presso la base, senza precedenti di violenza o criminalità, rapì e uccise una bambina di tre anni nei pressi della base aerea.
«L’aviatore, un militare decorato, marito e padre di due figli di nome Jimmy Shaver, si avvicinò alla squadra di ricerca che aveva trovato la bambina e chiese loro dove si trovasse e come fosse arrivato lì. I testimoni, compresi i poliziotti militari che lo arrestarono, descrissero Shaver come stordito e apparentemente in trance. Sua moglie riferì che non l’aveva riconosciuta quando era andata a trovarlo in prigione quella sera», ha raccontato O’Neill.
Durante il processo a Shaver, venne poi rivelato che «era stato ricoverato presso l’ospedale della base, sottoposto a un trattamento sperimentale per emicranie debilitanti», e che West era stato incaricato come suo perito psichiatrico. «Quattro anni dopo, fu giustiziato, insistendo fino alla fine di non ricordare di aver commesso il crimine per cui era stato condannato», ha affermato O’Neill.
Come riportato da Renovatio 21, era stato, ancora in età adolescenziale, una vittima del progetto MK Ultra Ted Kaczynski, detto Unabomber. Ancora ragazzino, era
Appena entrato sedicenne ad Harvard, il piccolo, geniale Kaczynski fu sottoposto ad un mostruoso esperimento psicologico che durò tre anni, dal 1959 al 1962.
Della crudeltà di questo evento parla in Harvard and the Unabomber di Alston Chase e riassunto in Mind Wars: Brain Research and the Military in the 21st Century («Guerre mentali: la scienza del cervello e l’esercito nel 21° secolo») di Jonathan Moreno, filosofo e bioeticista americano figlio del padre della tecnica psicoterapica dello psicodramma Jacob Levy Moreno. Della faccenda parla anche il recente libro sui crimini medici, The Icepick Surgeon: Murder, Fraud, Sabotage, Piracy, and Other Vile Deeds Perpetered in Name of Science («Il chirurgo con il rompighiaccio: omicidio, frode, sabotaggio, pirateria e altri atti vili perpetrati in nome della scienza»).
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L’esperimento di Harvard cu fu sottoposto il minorenne Kaczynski mirava alla decostruzione psichica dei giovani, utilizzando un’intensa umiliazione, provocando loro un forte stress.
L’esperimento – ma sarebbe più corretto dire la tortura – era in gestione a Henry A. Murray, uno psichiatra proveniente dal patriziato di Nuova York, noto per i suoi interessi junghiani e per aver supervisionato nel 1960 gli esperimenti harvardiani con droghe psichedeliche del collega psichiatra Timothy Leary, poi divenuto trafficante latitante e guru della controcultura drogastica degli anni Sessanta.
Murray aveva conseguito il dottorato in biochimica presso l’Università britannica di Cambridge. Nel 1937 divenne direttore della Harvard Psychological Clinic e l’anno successivo fu consulente per il governo britannico, istituendo il loro comitato di selezione degli ufficiali. Durante la seconda guerra mondiale Murray aveva lasciato Harvard e lavorato come tenente colonnello per l’Office of Strategic Services (OSS) – l’organizzazione che sarebbe stata poi chiamata «CIA».
Il lavoro di Murray per i servizi segreti angloamericani ha lasciato il segno. James Miller, responsabile della selezione degli agenti segreti presso l’OSS durante la seconda guerra mondiale, ha affermato che il test della situazione di Murray è stato utilizzato dal British War Officer Selection Board e poi dall’OSS per valutare potenziali agenti. Varie fonti sostengono che in seguito i suoi esperimenti sarebbero stati parte del progetto MK Ultra.
Dalla fine del 1959 all’inizio del 1962, l’operazione di Murray selezionò 22 studenti universitari di Harvard e cercò di misurare le loro risposte allo stress estremo.
Murray affermava di sottoporre le sue cavie umane ad attacchi «veementi, radicali e personalmente offensivi”. La sua esperienza avrebbe specificamente adattato la decostruzione psichica all’ego, alle idee care e alle convinzioni dell’individuo. Successivamente, chiedeva ai soggetti di vedere ripetutamente il filmato di se stessi che subivano abusi.
Kaczynski aveva 17 anni quando iniziò l’esperimento triennale. Secondo quanto mostrato anche nella riuscita serie TV Manhunt: Unabomber, Murray si era prima ingraziato il ragazzino, divenendogli amico – qualcosa di assolutamente importante per un bambino prodigio nemmeno maggiorenne, e di famiglia non abbiente come quelle dei rampolli che solitamente finiscono senza meriti Harvard, che era appena arrivato nel contesto del campus, lontano dai suoi cari e con chissà quali ansie.
Murray incoraggiò il giovane Ted a scrivere le sue idee, per poi complimentarsi con lui, e stabilire un rapporto estremamente amicale. Nell’esperimento, poi, lo psichiatra capovolgeva la situazione, dava appuntamento in uno spazio chiuso al ragazzino dove lo insultava, assieme ad altre persone, dicendo che il suo pensiero non valeva niente, e arrivando a dirgli – secondo quanto riportato – che anche sua madre non aveva considerazione di lui.
Sono state fatte ipotesi anche sul coinvolgimento dell’MK Ultra nella vita di Mark Chapman, l’assassino del cantante John Lennon.
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Come riportato da Renovatio 21, sono stati portati all’opinione pubblica in questi anni esperimenti MK Ultra svolti dalla CIA che comprendevano dosare LSD a cittadini inconsapevoli ed altri esperimenti su bambini danesi, nonché altre torture al di fuori di ogni possibile etica medica.
Da notare come Robert Kennedy jr., dopo una visita in carcere, ha dichiarato di non credere nella colpevolezza dell’assassino condannato per la morte del padre, Robert Kennedy sr., già segretario alla Giustizia nel governo di John Fitzgerald Kennedy e candidato alla presidenza USA quando venne ucciso a Los Angeles nel 1969. La tesi circolante è quella secondo cui il killer condannato, il palestinese Sirhan Sirhan, abbia agito in una sorta di ipnosi, e non abbia inferto al politico americano il colpo fatale.
Da notare come due anni fa la CIA abbia negato di aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump al comizio di Butler, Pennsylvania, il misterioso ventenne Thomas Matthew Crooks.
«Queste affermazioni sono totalmente false, assurde e dannose», aveva detto un portavoce della CIA a Wired . «La CIA non ha avuto alcun rapporto con Thomas Crooks. Per quanto riguarda MK-Ultra, il programma della CIA è stato chiuso più di 40 anni fa e le informazioni declassificate sul programma sono disponibili al pubblico su CIA.gov».
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