Misteri
Obama dice che gli alieni esistono davvero. L’intervistatore glissa
L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato di ritenere che gli alieni siano «reali», ma ha escluso le teorie cospirative di lunga data secondo cui gli Stati Uniti nasconderebbero prove di vita extraterrestre in una base militare segreta nota come Area 51.
Queste affermazioni sono state rilasciate da Obama durante il podcast «No Lie» condotto dallo YouTube progressista Brian Tyler Cohen, andato in onda sabato. Alla domanda se gli alieni «esistano davvero», l’ex presidente ha risposto positivamente, precisando: «Non li ho visti e non sono tenuti nell’Area 51».
«Non esiste una struttura sotterranea, a meno che non ci sia questa enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al presidente degli Stati Uniti», ha aggiunto il presidente teoricamente originario delle Hawaii.
Obama: Aliens are real. pic.twitter.com/m3EHSG4TKz
— unusual_whales (@unusual_whales) February 17, 2026
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Interrogato su quale fosse la domanda a cui avrebbe desiderato una risposta una volta diventato presidente, Obama ha risposto scherzando che era: «Dove sono gli alieni?»
Nessun’altra domanda sul tema è stata posta al presidente. Ciò ci dà la misura dell’acume degli YouTuber a cui oggi è affidata l’informazione: qualsiasi giornalista, ad un’apertura simile, sia pur scherzosa, avrebbe replicato con domande di follow up per spremere più possibile riguardo all’argomento, tanto più che se lo youtuberro si fosse preparato avrebbe saputo che non è la prima volta che Obama usa questo tipo di retorica.
Questo è, purtroppo, il livello della nuova informazione, e in particolare degli influencer di sinistra.
L’Area 51 è una installazione altamente segreta dell’Aeronautica Militare statunitense situata a Groom Lake, nel sud del Nevada. La CIA ha riconosciuto ufficialmente l’esistenza del sito nel 2013, quando documenti desecretati hanno rivelato che dal 1955 veniva utilizzata per testare l’aereo spia U-2 e altri velivoli sperimentali.
Il riserbo che circonda la struttura ha alimentato per decenni speculazioni su attività legate a presenze extraterrestri, incluse teorie secondo cui vi sarebbero custodite astronavi aliene precipitate o che si tratti di un luogo per contatti con extraterrestri. Alcuni avvistamenti di UFO nella zona sono stati segnalati, ma la CIA ha spiegato che si trattava di voli di prova dell’aereo spia U-2.
L’Area 51 ha cercato di essere normalizzata anche da film hollywoodiani come Zero Dark Thirty (2012), pellicola sull’assassinio in Pakistan dello sceicco saudito Osama Bin Laden: una scena ripetuta in rete vede le forze speciali e la CIA, all’epoca proprio sotto il governo Obama, ispezionare un elicottero stealth sperimentale proprio in un hangar dell’Area 51.
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Tuttavia, le speculazioni sono state rafforzate anche da centinaia di presunti avvistamenti UFO in altre località. Nel maggio 2022 funzionari del Pentagono hanno riferito al Congresso che quasi 400 segnalazioni di fenomeni aerei non identificati erano state presentate da personale militare, un numero in crescita rispetto alle 144 registrate tra il 2004 e il 2021. Nel 2024 il Pentagono ha comunque precisato di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non «credere» nella vita extraterrestre, pur aggiungendo di aver incontrato «persone serie che affermano che vedono volare cose davvero strane là fuori». In un’altra occasione, intervistato dal figlio Don jr., ha fatto il sornione dicendo di sapere e che si tratta di qualcosa di sconvolgente.
Nelle scorse ore Obama ha corretto il tiro scrivendo che stava solo scherzando e di non aver prove dell’esistenza, per quanto statisticamente probabile, della vita extraterrestre.
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Immagine screenshot da YouTube
Misteri
Il Senato USA contro la possibile grazia di Trump a Ghislaine Maxwell
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Arte
Accuse di abusi sessuali anche per lo strano divo Jared Leto, padrone del Laurel Canyon
L’attore hollywoodiano Jared Leto, pure frontman della rock-banda di successo Thirty Seconds to Mars, è al centro di un recente documentario della BBC in cui quattro donne lo accusano di molestie sessuali, secondo quanto riferito mercoledì dall’emittente britannica.
Le accuse esposte nel documentario Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret» riguardano il periodo dal 2002 al 2016. Stando al documentario, tutte e quattro le donne erano minorenni all’epoca dei presunti incontri con l’attore e musicista.
Una di loro ha dichiarato di essere stata «aggredita sessualmente nel bagno di un motel» quando aveva 17 anni. Un’altra ha raccontato di essere stata minacciata di «violenza sessuale» da Leto all’età di 19 anni, dopo essere stata lasciata improvvisamente sola con lui in una stanza d’albergo.
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Una terza donna ha affermato di aver avuto una relazione sessuale con la star di Hollywood in California all’età di 17 anni, circostanza che in quello Stato configura il reato di stupro di minore. Secondo il documentario, Leto avrebbe «minimizzato» una conversazione sull’età del consenso, fissata a 18 anni in California.
Una quarta donna ha riferito che Leto le avrebbe fatto «ripetute telefonate a sfondo sessuale» quando aveva 16 anni e le avrebbe proposto almeno una volta di avere rapporti sessuali. Ha aggiunto di aver ricevuto in seguito un accordo di riservatezza, che però ha rifiutato di firmare.
Altre quattro donne hanno raccontato alla BBC di aver ricevuto «telefonate strane e spesso a sfondo sessuale da Leto quando erano più giovani».
La BBC ha dichiarato di aver intervistato complessivamente dieci donne, nove delle quali hanno parlato pubblicamente per la prima volta. Hanno affermato di aver incontrato Leto quando lui aveva tra i 30 e i 40 anni. L’emittente ha spiegato di aver verificato parte di diverse testimonianze attraverso parenti e amici, oltre a fotografie e messaggi che supportavano alcune delle dichiarazioni.
Il documentario si collega alle precedenti accuse pubblicate da Air Mail nel giugno 2025, quando nove donne accusarono Leto di molestie sessuali che, a loro dire, sarebbero avvenute quando erano minorenni, tra il 2006 e il 2009. Le testimonianze includevano telefonate notturne, comportamenti espliciti e avances inappropriate.
All’epoca, il rappresentante di Leto aveva negato che l’attore si fosse reso responsabile di condotte sessuali scorrette o di relazioni inappropriate con donne.
Si tratta, per il Leto, di un #Metoo che arriva in colossale ritardo, e ci si chiede perché mai solo ora arrivino le accuse.
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Va detto che nella vita e nella carriera di Leto vi sono elementi pieni di interesse. Il vero successo arriva con un film, Texas Buyers Club (2013), dove interpreta un transessuale malato di AIDS. Per l’interpretazione nel 2014 l’attore ha ricevuto il premio Oscar per il miglior attore non protagonista. Per alcuni si è trattato del segnale di start per l’immissione indiscriminata di personaggi ed attori transgender nel cinema hollywoodiano, tradottasi dal 2024 (96ª edizione) con i Representation and Inclusion Standards dell’Academy, cioè criteri di eleggibilità per la categoria Miglior Film (Best Picture).
Per inciso, secondo una credenza ricorrente, ma non esplicitata nel film, il cattivo della storia di Texas Buyers Club sarebbe stato il dottor Anthony Fauci, accusato di aver dato alla comunità dei malati di AIDS (tra cui, inizialmente, una maggioranza schiacciante di omosessuali) un farmaco che avrebbe cagionato la morte di moltissimi. Il Fauci all’epoca era plenipotenziario per l’emergenza HIV, e andava in TV diffondendo fake news plateali come quella secondo cui i contatti domestici erano sufficienti a trasmettere il virus.
Va infine notata la strana scelta abitativa del Leto. Il divo nel 2015 ha comprato l’ex Lookout Mountain Air Force Station, un vecchio complesso militare che fungeva da studio cinematografico segreto della Guerra Fredda situato nel quartiere di Lookout Mountain, a Laurel Canyon (Los Angeles). Pagandolo circa 5 milioni di dollari lo ha reso la sua residenza.
Si tratta di un luogo piuttosto particolare: un compound grande e isolato, con una storia legata a filmati propagandistici e – suppongono alcuni – alla produzione di video fake come quelli, dice una teoria circolante su internet, dei test nucleari, creati a fine psicagogico.
Le teorie su Laurel Canyon girano soprattutto attorno al libro Weird Scenes Inside the Canyon di David McGowan (2014), pubblicato in italiano con il titolo Nel cuore oscuro del sogno hippie. Spie, assassini e rockstar nella Hollywood degli anni ’60. Secondo l’autore, il Laurel Canyon sarebbe stato un’operazione della CIA e dell’apparato militare.
Di fatto, negli anni Sessanta e primi Settanta Laurel Canyon diventò improvvisamente il centro della scena rock/hippie californiana (The Doors, The Byrds, Frank Zappa, Crosby Stills Nash & Young, Joni Mitchell, Love, The Monkees, etc.). Secondo McGowan non fu un fenomeno spontaneo, ma un’operazione di controllo sociale orchestrata da ambienti militari e di Intelligence per canalizzare e «addomesticare» il movimento di protesta anti-guerra e anti-establishment promuovendo una controcultura basata su droga, sesso e musica invece che su un’opposizione politica lucida e più radicale.
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Molti musicisti chiave avevano genitori o parenti strettamente legati all’esercito, alla marina o all’Intelligence: Jim Morrison (il famigerato cantante dei Doors era figlio dell’ammiraglio George Stephen Morrison, pesantemente coinvolto nell’incidente del Golfo del Tonchino, l’operazione false-flag che diede il via all’intervento americano in Vietnam.
Frank Zappa aveva un padre che svolgeva la professione di chimico e ricercatore per progetti militari. John Phillips (The Mamas & the Papas), Stephen Stills, David Crosby e altri avevano background familiari simili.
Anche il nonno materno di Leto, va ricordato, era un militare dell’aviazione USA. La madre, curiosamente, aveva aderito al movimento hippy.
Marilyn Monroe viene spesso citata nelle teorie riguardo il Laurel Canyon: si dice che avesse legami con la zona, che frequentasse certi ambienti e che alcune versioni delle teorie sulla sua morte (1962) la colleghino a cerchie di potere, intelligence o ambienti occulti che gravitavano anche intorno al Canyon. Secondo alcune voci, la diva godeva di un pass per entrare nel complesso.
Altre voci riguardano altre star dell’epoca e pure collegamenti con il mondo delle sette – Charles Manson e la Family avevano contatti con la scena del Canyon.
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Immagine di Stefan Brending via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de
Misteri
Il Congresso USA discute del progetto MK Ultra
🚨Rep. Luna MKUltra Opening Statement: “This hearing is about the crimes committed by the Central Intelligence Agency.”
“Administering drugs to people without their knowledge or consent, subjecting humans to psychological torture, and using prisoners and hospital patients as… pic.twitter.com/oxRQGyrK9I — High Strangeness (@HighlyStrange) June 30, 2026
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WATCH journalist and author Dr. @stephenkinzer’s opening statement at today’s explosive MK Ultra hearing regarding the over classification of secret government programs and the CIA’s quest to weaponize mind control against Americans. pic.twitter.com/UwsSJXWBce
— Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) June 30, 2026
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For decades, questions about MKUltra were dismissed or ignored. Today, investigative journalist Tom O’Neill lays out why those questions still deserve answers. @chaosmansonbook
WATCH his compelling opening statement below👇 pic.twitter.com/aWJl8CYdKR — Rep. Anna Paulina Luna (@RepLuna) June 30, 2026
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