Misteri
Generale legato agli UFO scompare nel nulla
Il generale in pensione William Neil McCasland, 68 anni, è scomparso il 27 febbraio e da allora non ha più dato notizie a familiari o amici. Secondo l’ufficio dello sceriffo della contea di Bernalillo ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, dove si trova la sua abitazione, il generale in pensione presenta «problemi medici» che destano preoccupazione per la sua incolumità. È noto inoltre per essere un «appassionato di attività all’aria aperta e spesso pratica escursioni, corse e ciclismo nelle Northeast Heights e sulle colline di Sandia».
Alle ricerche hanno preso parte anche l’ufficio sul campo dell’FBI di Albuquerque e la base aeronautica di Kirtland, con operazioni che hanno incluso perlustrazioni nei quartieri, interviste e altre attività di ricerca coordinate.
Il generale era legato alla base aerea Wright-Patterson (WPAFB) in Ohio, luogo che occupa un ruolo centrale nella sottocultura interessata agli UFO. La base si dice ospiti l’«Hangar 18», una struttura che, secondo le teorie del complotto sugli UFO, conterrebbe detriti di astronavi aliene precipitate e persino corpi alieni recuperati dal mitico incidente di Roswell nel 1947.
La leggenda è talmente radicata che nel 1980 ne venne tratto un film di fantascienza d’azione intitolato Hangar 18. L’Aeronautica Militare ha ripetutamente smentito l’esistenza dell’Hangar 18. Il luogo fu anche l’ispirazione di una un tempo popolarissima canzone del gruppo thrashmetal Megadeth.
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Vista la sua lunga associazione con la leggendaria base dell’Aeronautica Militare – senza contare il suo coinvolgimento nelle teorie del complotto attraverso la collaborazione con il progetto di caccia agli UFO del cofondatore del gruppo punk-rock Blink-182, Tom DeLonge, la To the Stars, Inc. – la comunità di appassionati di ufologia è andata in fibrillazione. Il McCasland è stato la fonte primaria per l’azienda di DeLonge, che in precedenza affermava di aver ottenuto «campioni di materiale esotico dagli UFO».
Il coinvolgimento di McCasland nella questione degli oggetti volanti non identificati è emerso pubblicamente quando WikiLeaks ha diffuso un archivio delle email appartenenti a John Podesta, controverso presidente della campagna di Hillary Clinton, nel 2016. Tale archivio di documenti era stato acquisito attraverso una violazione informatica attribuita a Fancy Bear, gruppo di hacker che, secondo il governo statunitense, sarebbe legato ad apparati dell’intelligence militare della Federazione Russa.
L’interesse di Podesta per le iniziative di divulgazione sugli UFO risulta ampiamente documentato sia durante il suo operato nell’amministrazione Clinton sia in quella Obama; il DeLonge ha invece fondato e diretto To The Stars, un’organizzazione no-profit strettamente collegata al movimento per la divulgazione degli UFO. La collaborazione tra i due su un tema considerato da molti marginale ha spinto alcuni osservatori a supporre che funzionari governativi come ilMcCasland stessero utilizzando il DeLonge per costruire una narrazione di copertura sugli UFO, volta in realtà a mascherare una nuova tecnologia di difesa americana classificata e di origine terrestre.
Altre teorie hanno invece posto l’attenzione su un possibile legame tra McCasland e Michael Duggin, scienziato australiano-americano in servizio presso l’AFRL alla Kirtland Air Force Base, nel New Mexico, il quale ha dedicato molti anni della sua carriera nell’Aeronautica Militare alla ricerca sui fenomeni UFO. Duggin era stato assistente di J. Allen Hynek, l’astronomo che aveva diretto il celebre Progetto Blue Book dell’Aeronautica Militare, una delle prime indagini ufficiali del governo statunitense sugli incontri segnalati con gli UFO. Il Progetto Blue Book, che fu condotto proprio presso la medesima base, si occupava alle indagini sugli UFO concluse nel 1969, ha alimentato numerose leggende del settore, catalogando oltre 12.000 avvistamenti, dei quali 701 restano «non identificati» secondo i registri militari ufficiali.
La moglie di McCasland, Susan McCasland Wilkerson, ha successivamente pubblicato un messaggio su Facebook che, in modo sorprendente, faceva riferimento alle voci secondo cui la base custodirebbe effettivamente corpi alieni.
«È vero che Neil ha avuto una breve frequentazione con la comunità UFO», ha scritto. «Questo legame non è una ragione valida per rapirlo. Neil non ha alcuna conoscenza specifica sui corpi e sui detriti extraterrestri dell’incidente di Roswell conservati a Wright-Patt».
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La scomparsa del McCasland è risultata particolarmente infausta, essendo avvenuta pochi giorni dopo che il presidente Donald Trump aveva promesso in un post su Truth Social di pubblicare «file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, fenomeni aerei non identificati (UAP) e oggetti volanti non identificati (UFO)».
La promessa è stata da alcuni interpretata come un tentativo di distogliere l’attenzione da una crescente battaglia tariffaria con la Corte Suprema e, naturalmente, dalla pubblicazione dei documenti su Epstein.
Per il momento, l’ufficio dello sceriffo locale ha dichiarato di non aver «scoperto alcuna prova di comportamento scorretto», ma di stare ancora «considerando tutti i possibili scenari».
Laureato al politecnico bostoniano MIT, nel 2000 assunse il controllo dello Space Based Laser Project Office – un progetto di guerra spaziale a base di raggi laser, il cui impiego è sempre più visibile negli ultimi tempi – presso la base dell’aviazione USA di Los Angeles come systems program director.
Nel 2024 McCasland aveva fatto un endorsement per Kamala Harris.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Misteri
Storie misconosciute dell’11 settembre
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Misteri
Multa se guidi con le ciabatte: leggenda metropolitana? Ecco la verità
È estate e si ripropone il più antico degli enigmi dell’italico cittadino della modernità: se le autorità mi fermano mentre guido con le ciabatte, sono passibile di multa, o perfino di denunzia?
Per anni in molti vi hanno creduto. Poi si è sparsa la voce opposto: ma no, si tratta solo di una leggenda metropolitana.,
Renovatio 21 cerca di far luce anche su codesto mistero. Diciamo che si tratta di un mito urbano in parte, ma in parte no — insomma è una via di mezzo.
Non esiste un divieto specifico sulle ciabatte. Il Codice della Strada non contiene nessun articolo che imponga scarpe chiuse o che proibisca infradito, sandali o calzature aperte: un divieto del genere esisteva nel vecchio regolamento, ma è stato abrogato nel 1993. Nel vecchio codice era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida.
Il vecchio testo del 1959 – il «Testo Unico delle norme sulla circolazione stradale, D.P.R. 393/1959, che fu sostituito dal Codice del 1992 – non parlava esplicitamente di «ciabatte» in questi termini colloquiali, ma imponeva l’obbligo di indossare calzature idonee alla guida. Da quando è entrato in vigore l’attuale Codice, questa prescrizione specifica sul tipo di calzatura è stata eliminata.
Quindi, in teoria, oggidì non puoi essere fermato e multato «per aver indossato le ciabatte» come tale.
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Tuttavia gli articoli 141, 141 e 169 del Codice della Strada attuale (D.Lgs. 285/1992) obbligano a mantenere sempre il pieno controllo del veicolo e la massima libertà di movimento per manovre d’emergenza in sicurezza. Quindi se un agente ritiene che la calzatura abbia effettivamente compromesso la guida — ad esempio se accerta che una guida indecisa o una frenata tardiva sono state causate da una calzatura inappropriata — può comunque contestare l’infrazione, non per «ciabatte» ma per mancato controllo del veicolo. La sanzione prevista in questi casi va da 42 a 173 euro (29,40 se paghi entro 5 giorni).
E quindi «multa per le ciabatte» in sé è leggenda metropolitana, ma la «multa per guida non sicura causata dalle ciabatte» è reale, anche se rara in pratica (bisogna che sia dimostrato un nesso concreto). Lo stesso vale per guidare scalzi o con infradito.
Un dato interessante è che le polizze RC Auto standard coprono l’imprudenza e generalmente non contengono una clausola specifica di rivalsa per le calzature, quindi anche il tanto citato «rischio assicurativo» legato alle ciabatte è più teorico che documentato nella pratica.
Guidare in ciabatte, dunque, purtroppo, si può , ma resta rilevante ai fini di eventuale responsabilità in caso di incidente, in base agli articoli 140 («Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale») e 141 del Codice attuale («il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza») e 169 («in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida»).
Ci chiediamo, a questo punto, quante multe hanno preso le signore con tacco 12. E quanti incidenti hanno causato?
E ancora: non sarebbe il caso di reinstaurare la legge anti-ciabatta, ora che siamo tutti minacciati dalla bruta violenza anarco-tirannica degli immigrati ciabattoni?
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Misteri
Aumento record degli avvistamenti UFO in Germania
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