Immigrazione
Collasso del confine col Marocco: la Spagna schiera ben 60 soldati. Le reazioni all’invasione di Meloni e Von der Leyen
La Spagna ha schierato solo 60 soldati nell’exclave nordafricana di Ceuta dopo che migliaia di migranti hanno travolto le forze di sicurezza e hanno varcato il confine dal Marocco, con altre 30.000 persone che, secondo le stime, si stanno riversando sulla frontiera.
Il ministero dell’Interno spagnolo ha dichiarato che il contingente militare era composto da tre plotoni di 20 soldati ciascuno, inviati a rinforzare la Guardia Civil dopo che gli ufficiali avevano ammesso che il confine era «totalmente collassato». Madrid ha inoltre inviato unità di polizia specializzate, portando il loro numero totale a circa 200, oltre a 30 agenti aggiuntivi della Guardia Civil.
Il piccolo dispiegamento militare è avvenuto dopo che il governo regionale di Ceuta aveva implorato Madrid di adottare misure «decisive», chiudere il confine e dichiarare lo stato di emergenza nazionale, avvertendo che la polizia locale, gli ospedali e le strutture di accoglienza per migranti erano al collasso.
The Spanish Army is moving toward the Ceuta border with Morocco. pic.twitter.com/UV5swszyU2
— Open Source Intel (@Osint613) July 30, 2026
You can see the expressions on the Spanish soldiers’ faces. They are bewildered and at a loss. pic.twitter.com/wokonxhOux
— Pan (@antony67) July 30, 2026
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Il governo del primo ministro Pedro Sánchez ha respinto la richiesta di emergenza, sostenendo che la migrazione non rientra nelle disposizioni della legislazione in materia di calamità naturali, incidenti gravi e altre catastrofi nazionali.
Ai soldati è stato ordinato di supportare la Guardia Civil «nell’esercizio delle sue funzioni» e di svolgere qualsiasi ulteriore compito ritenuto necessario per mantenere la sicurezza. Tuttavia, Madrid non ha annunciato regole di ingaggio più ampie né ha conferito alle truppe un’autorità indipendente per sigillare la frontiera, detenere migranti o effettuare espulsioni. Il loro ruolo, definito pubblicamente, rimane quindi quello di supportare la polizia piuttosto che di assumere il controllo del confine.
Le immagini mostravano grandi gruppi di persone che nuotavano intorno alla diga frangiflutti di Tarajal usando dei gommoni, si arrampicavano sulle strutture di confine e si precipitavano attraverso un cancello aperto, mentre gli agenti, sopraffatti, cercavano di contenere la folla. Le forze marocchine hanno poi inviato rinforzi e utilizzato i cannoni ad acqua per disperdere la folla radunatasi vicino al valico di Bab Ceuta.
«La situazione è di assoluto caos», ha dichiarato all’AP Rachid Sbihi, capo locale della Guardia Civil. «Non è possibile fornire cifre precise, ma migliaia di migranti stanno attraversando il confine», ha aggiunto, precisando che la frontiera è «completamente collassata».
La televisione di stato spagnola ha inizialmente riportato che tra le 2.000 e le 3.000 persone avevano attraversato il confine, mentre l’emittente locale Ceuta al Día ha affermato che ne erano arrivate circa 20.000. Antena 3 ha citato fonti della Guardia Civil secondo le quali quasi 40.000 persone si erano riversate al confine, pur riconoscendo che la cifra era approssimativa. Altre migliaia di persone si stavano dirigendo verso il confine da Tangeri, Tetouan, Fez, Rabat, Casablanca e altre città marocchine.
Quattordici corpi sono stati recuperati dal mare intorno a Ceuta nell’arco di 24 ore, ma nessuna delle morti è stata attribuita a scontri con le forze di sicurezza spagnole o marocchine. Si ritiene che le vittime siano morte durante il tentativo di traversata via mare.
Sanchez e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska visiteranno Ceuta venerdì. Spagna e Marocco hanno promesso un maggiore coordinamento e il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente, sebbene Madrid non abbia spiegato come tale promessa si concilierà con una recente sentenza della Corte Suprema che limita l’espulsione sommaria delle persone che arrivano via mare.
I fatti di Ceuta, dove l’invasione dell’Europa si materializza ictu oculi in maniera impressionante, ha scatenato la reazione del presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giorgia Meloni, denunciando il fatto come minaccia alla sicurezza dei confini europei e annunciando misure straordinarie, inclusa la valutazione/sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.
«Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei. Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare» ha scritto la Meloni, assai criticata in patria per la mancanza di iniziative decise e concrete sull’immigrazione massiva.
Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei.
Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 30, 2026
«Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo».
È arrivato, grottesco sino all’incomprensibile, anche il commento della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, che ha definito le immagini «inaccettabili».
The images coming from Ceuta are unacceptable.
We cannot allow anyone to come to our Union without abiding by our rules.
Dangerous crossings must stop immediately. Smuggling networks must be dismantled. And returns must be swift, as our rules allow.
I tasked two Commissioners…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) July 31, 2026
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«Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili. Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole» scrive Ursula, che se la pensasse davvero così dovrebbe rimpatriare diecine di milioni di immigrati, che invece stanno impunemente sul nostro territorio delinquendo e recependo miliardi e miliardi di fondi pubblici in ogni Paese UE.
«Gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate. E i rimpatri devono essere rapidi, come previsto dalle nostre regole. Ho incaricato due Commissari di contribuire al controllo della situazione. Magnus Brunner [il commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, ndr] sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si impegnerà a fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Dubravka Suica [il commissario europeo per il Mediterraneo, ndr] è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiducioso che la nostra stretta collaborazione con il Marocco contribuirà a ottenere risultati concreti.»
Il commento arriva dopo che pochi giorni fa Brusselle ha respinto la petizione Save Europe Act, che chiedeva di fermare l’immigrazione extra-occidentale in Europa e di espellere i residenti extra-europei «non integrati», nonostante l’iniziativa fosse sostenuta da quasi 600.000 firmatari.
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Immigrazione
Relativismo culturale e anarco-tirannia: sikh in ospedale col coltello archiviato dal giudice. Prossima fermata poligamia?
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Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
In Irlanda la polizia ha arrestato un uomo dopo che questi aveva accoltellato un quarantenne nel centro di Dublino. Mentre internet specula sul fatto che l’attacco sia stato portato da un immigrato, le fonti ufficiali non dicono nulla.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio in O’Connell Street. Le immagini mostrano i soccorritori che assistono l’uomo ferito, il quale perde molto sangue, mentre la polizia ferma l’aggressore.
Nelle stesse riprese si vedono anche agenti che allontanano a calci una lama rimasta a terra, ritenuta presumibilmente l’arma impiegata nell’attacco.
Secondo quanto riportato, le ferite dell’uomo non sarebbero pericolose per la vita. Non è ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incidente e un’indagine è in corso.
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.…
— Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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La mancata identificazione dell’aggressore pone vari problemi: da una parte la stampa è complice, se non imbavagliata da statuti stile Carta di Roma (il documento deontologico giornalistico che in Italia scoraggia l’informazione riguardo alla provenienza etnica dei convolti in fatti di cronaca), dall’altra parte, le autorità non vogliono dare fuoco alla polveriera di conflitto sociale creata con l’immigrazione massiva, che pare aver investito l’Irlanda con una foga forsennata, al punto che interi villaggi di campagna ora sono abitati con una maggioranza schiacciante da «richiedenti asilo», che, lì trasferiti dalle autorità politiche e pagati dal contribuente per far nulla, vi sollazzano in numero multiplo rispetto a quello degli abitanti irlandesi.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Paese fu teatro di un caso di incendi incrociati: prima andò a fuoco l’antico convento di San Patrizio, poi a Dublino andò in fiamme un centro islamico. Subbugli erano scoppiati ancora l’anno scorso quando un immigrato fu accusato di aver violentato una bambina di dieci anni.
Per Dublino si tratta di un déjà vu: tutti ricordano l‘accoltellamento di tre bambini e di una custode vicino a una scuola provocò violente rivolte urbane a sfondo anti-immigrazione. In quel caso, l’attentatore era un cittadino irlandese naturalizzato di origine algerina, e le conseguenze furono rivolte violente da parte della popolazione autoctona.
Un altro attacco con coltello a Dublino si ebbe l’anno scorso, con tanto dell’inevitabile grido «Allahu Akbar».
Come sa il lettore di Renovatio 21, l’uso dei coltelli da parte degli immigrati pare essere un pattern oramai consolidato: gli attacchi con coltello sono divenuti la norma nell’Europa dell’immigrazione di massa.
Si ricorda, tra i tantissimi casi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
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L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
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Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq — GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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