Epidemie
Vaccini per le zecche, ecco gli «Open Day»: ma sappiamo di cosa si tratta?
Dopo settimane in cui i media nazionali e locali hanno martellato sulla presenza di varie tipologie di zecche in Nord Italia, ecco che si manifesta un fenomeno che avevamo di fatto quasi dimenticato fra le memorie pandemiche: gli «Open Day» vaccinali, i grandi eventi usati dall’autorità per spingere la sierizzazione di massa.
Ecco che la Suedtiroler Sanitaetsbetribe – l’Azienda Sanitaria pubblica dell’Alto Adige – indice non uno ma due Open Day vaccinali (il primo già consumatosi lo scorso 20 luglio, con 2.500 persone che si sarebbero fatta vaccinare) per inoculare la popolazione contro le zecche, in quanto «è il modo sicuro per prevenire la Meningoencefalite primaverile-estiva (TBE), scrive il sito dell’istituzione sanitaria altoatesina.
«L’Azienda sanitaria investe ancora, con informazione e azioni mirate, nel contrasto alla Meningoencefalite primaverile-estiva (TBE), causata dalle punture di zecca. Per questo il Servizio aziendale di Igiene e Sanitá [sic] pubblica, ha organizzato due Open Day vaccinali dedicati per il 20 luglio e il 21 settembre 2024» scrive la pagina, sbagliando per qualche ragione l’accento su Sanità, che in lingua italiana sarebbe, andrebbe, grave.
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«Lo scorso anno si sono registrati 7 casi di Meningoencefalite primaverile-estiva» avverte l’Azienda Sanitaria, ammettendo che la vaccinazione di massa avviene sullo fondo di poco più una manciata di casi isolati. In tutto il Paese, secondo quanto riportato da dati ISS, ci sarebbero stati 20 casi e nessun decesso.
«Trattandosi di una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale che può anche essere mortale gli esperti invitano alla vaccinazione, che è sicura e protegge» continuano, ripetendo il sempiterno mantra che il lettore ha imparato a riconoscere: il vaccino è «sicuro ed efficace»…
In un mondo post-pandemico dove senza prenotazione elettronica non ti fanno entrare nemmeno nella tua banca, apprendiamo che «l’Open day del 20 luglio non prevede alcuna prenotazione», e che vi sono punti preposti all’inoculo massivo a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico.
Altre notizie, sulla pagina del sito della Sanità della provincia autonoma, non vengono date.
Per esempio, abbiamo una curiosità: di quale vaccino si tratta? Scopriamo che si tratta del Ticovac, un farmaco prodotto da una farmaceutica di cui il lettore potrebbe aver sentito parlare, la Pfizer. Una confezione di Ticovac da 0,5 ml costa alla Sanità – cioè a noi contribuenti – 81 euro. Ai vaccinandi, tuttavia, viene detto che la dose è gratis, anche se giocoforza ciò non può essere vero. Varrebbe la pena di rispolverare anche per le siringhe la grande regola dell’economia di internet: se non costa nulla, il prodotto sei tu.
E questo vaccino, che effetti collaterali può avere? Anche qui, non è che la presentazione dell’Open Day offerta dall’ente pubblico ci dia una mano a capire; del resto, il consenso informato è sempre più demandato al paziente, che deve fare le sue ricerche, purché non le faccia in siti no-vax come quello che state leggendo.
Ebbene, facciamo noi dunque lo sforzo di andare a cercare il bugiardino del siero anti-zecca della Pfizer per le dosi da 0,25 e da 0,5.
Tra le «Reazioni avverse registrate durante la sorveglianza post-marketing» troviamo «Herpes zoster (verificatosi in pazienti precedentemente esposti)», «Precipitazione o aggravamento di disordini autoimmuni (es. sclerosi multipla), reazione anafilattica», «Patologie del sistema nervoso (Disordini demielinizzanti (encefalomielite acuta disseminata, sindrome di Guillain-Barré, mielite, mielite trasversa), encefalite, convulsioni, meningite asettica, meningismo, disordini sensoriali e disfunzioni motorie (paralisi/paresi facciale, paralisi/paresi, neurite, ipoestesia, parestesia), neuralgia, neurite ottica, capogiri»; « Compromissione della vista, fotofobia, dolore oculare», «Tinnito», «Tachicardia», «Dispnea», «Orticaria, rash (eritematoso, maculo-papulare), prurito, dermatite, eritema, iperidrosi», «Dolore alla schiena, gonfiore alle articolazioni, dolore al collo, rigidità muscoloscheletrica (inclusa rigidità del collo), dolore alle estremità», «Disordini dell’andatura, brividi, malattia simil influenzale, astenia, edema, disturbi al movimento articolare a livello del sito di iniezione come dolore articolare, noduli e infiammazione».
Com’era il mantra? «Sicuro ed efficace»…
«In poche ore di Open Day, gli operatori sanitari hanno fatto tutte queste domande ai residenti in Alto Adige? Hanno verificato che non ci fossero controindicazioni?» scrive il quotidiano La Verità. «La Food and Drug Administration (FDA), che l”ha autorizzato nell’agosto 2021, riporta 289 farmaci noti per interagire con questo vaccino e 286 interazioni sono definite moderate. Quindi problematiche, hanno una rilevanza clinica, l’impatto di questi vaccini non è trascurabile».
Ancora dal foglietto: «In caso di una malattia autoimmune nota o sospetta nel soggetto da vaccinare, è necessario valutare il rischio di una possibile infezione da TBE rispetto al rischio che TICOVAC 0,5 ml possa produrre un effetto avverso sul decorso della malattia autoimmune stessa».
Di più: «necessaria cautela nel considerare la necessità di vaccinazione in soggetti con preesistenti malattie cerebrali, quali malattie demielinizzanti in corso o epilessia non adeguatamente controllata».
Uno di quei siti che riassume i foglietti dei farmaci scrive, riguardo la versione del Ticovac da 0,25 ml, che bisognerebbe rivolgersi «al medico, al farmacista o all’infermiere prima della vaccinazione se lei o suo/a figlio/a è affetto da una malattia autoimmune (ad esempio artrite reumatoide o sclerosi multipla); ha un sistema immunitario debole (per cui lei o suo/a figlio/a non è in grado di combattere le infezioni efficacemente); non produce anticorpi efficacemente; assume medicinali contro il cancro; assume medicinali chiamati corticosteroidi (che riducono le infiammazioni); o è affetto da una qualunque malattia cerebrale».
Nel bugiardino pubblicato online, troviamo segnalata inoltre che la «Grave ipersensibilità all’uovo e alle proteine del pollo (reazione anafilattica dopo ingestione di proteine dell’uovo) possono causare gravi reazioni allergiche nei soggetti sensibilizzati (…). La vaccinazione anti-TBE deve essere rimandata nel caso in cui il soggetto sia affetto da una malattia acuta moderata o grave (con o senza febbre)».
Quella sul pollame, si spera, sia stata una delle domande rivolte dal vaccinatore a chi ha voluto offrirsi nuovamente all’ago Pfizer. È stato fatto così, giusto? Così come per tutta la lista di interazioni e possibili reazioni avverse: consenso informato, no?
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E le donne incinte? «Non ci sono dati sull’utilizzo di Ticovac 0,5 ml in donne in gravidanza» leggiamo ancora nel foglio illustrativo. «Non è noto se Ticovac 0,5 ml venga secreto nel latte materno. Pertanto, Ticovac 0,5 ml deve essere somministrato durante la gravidanza e alle donne che allattano al seno solo se è considerato urgente ottenere la protezione contro la infezione da TBE e dopo aver attentamente considerato il rapporto rischio / beneficio».
Ecco, ci risiamo. Ricordate il balletto sulle donne gravide ai tempi del vaccino COVID? Prima no, poi sì, poi forse, poi certo – con buona pace di tutti quei dottori e farmacisti che ci hanno detto, in privato ed in pubblico, che si trattava di buttare nel cesso interi volumi con i quali si era sostenuto l’esame di immunologia: fino a qualche anno fa, ricorderete, le donne incinte non si vaccinavano – mai. Stesso dicasi per gli immunodepressi (che, anzi, erano usati come clava vaccinista: vaccinati tu che loro poverini non possono) e perfino – memoria più distante, dissoltasi prima delle altre dai lanci dei vaccini stagionali antinfluenzali – gli over 65.
Ecco che quindi che, tra obblighi e costrizioni, saltano fuori storie allucinanti sugli del siero genico effetti ai feti, le nascite premature… poi c’era quella questione del calo delle nascite in tanti Paesi…ma è acqua passata. No?
Torniamo al vaccino zecchino. Perché, fermi tutti, come l’altra volta, ecco che nella versione del siero da 0,25 ml la mano siringata si allunga verso i bambini. Anche se, bugiardino alla mano, mica si dovrebbe: «Non ci sono dati relativi alla profilassi post-esposizione con Ticovac 0,25 ml per uso pediatrico». Quindi il foglietto si lascia andare ad un’ammissione che per quanto da applausi, è come sempre inutile, inascoltata. «Come per tutti i vaccini, Ticovac 0,25 ml per uso pediatrico può non proteggere completamente tutti i soggetti vaccinati contro l’infezione che si intende prevenire».
In realtà, il principio del vaccino, che forse così efficace non è, è ripetuto anche a pagina 12: «come per tutti i vaccini, TICOVAC 0,5 ml può non proteggere completamente tutti i soggetti vaccinati contro l’infezione che si intende prevenire».
Potrebbe non servire a niente, e avere effetti avversi anche brutti. Tuttavia, fatevelo.
Eccoci, dunque, ripiombati nell’incubo della filiera tecno-epidemica. Il malefico insetto ci mostra che le meccaniche del dominio vaccinale non sono cambiate: al contrario, sono sedimentate, si sono rafforzate.
A tutto questo va aggiunto, cosa che Renovatio 21 ha già ricordato in passato, che la TBE non è l’unica tremenda malattia che può arrivare dalle zecche. Lo abbiamo già detto: chi vi vende, anche con pubblicità e canzonette, l’idea che vaccinandovi non dovete più temere che una zecca vi morda durante una passeggiata nel bosco o in montagna, sta colpevolmente omettendo una parte immensa della questione.
Rileggiamo il bugiardino: «le punture di zecca possono trasmettere infezioni diverse dalla TBE, incluse quelle derivanti da certi patogeni che talvolta possono causare un quadro clinico simile a quello della encefalite da zecca. I vaccini anti-TBE non forniscono protezione contro infezioni da batteri del genere Borrelia».
Già, il genere Borrellia. È più discussa della TBE, anche per la sua durata e la complessità delle sue cure – oltre che per il fatto che pochi dottori sembrano saperla diagnosticare – una patologia associata al microorganismo, chiamata sindrome di Lyme, un male scoperto da non troppi anni, in grado (tra le altre cose) di abbattere le energie della persona e tenerla lontana dalla vita sociale per anni. Un vero flagello, di cui si parla ancora, notiamo, con una certa pudicizia…
Come riportato da Renovatio 21, negli USA, anche grazie ad un nuovo libro di inchiesta in uscita, comincia a delinearsi uno scenario allucinante, quello per cui la sindrome di Lyme deriverebbe, pure lei, da esperimenti militari per la creazione di bioarmi.
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Zecche trattate in laboratorio per divenire strumenti di attacco verso altri Paesi: l’autrice del libro in uscita Bitten: The Secret History of Biological Weapons and Lyme Disease («Morsi: la storia segreta delle armi biologiche e della malattia di Lyme»), Kris Newby, dice di aver parlato con un vecchio agente CIA che raccontava come ancora negli anni Sessanta bombardava i campi cubani con zecche «militarizzate». (È il caso di dire: «zecche di Stato», ma non sappiamo se faccia ridere)
Ragionateci: le zecche si muovono da sole, mordono, infettano gli uomini, rendendoli di fatto incapaci di combattere. Sono armi perfette. Il programma di militarizzazione degli insetti, portato avanti negli ultimi anni dalla DARPA (il reparto ricerche e sviluppo del Pentagono) ha a quanto sembra origini risalenti, e pure molto segrete.
E allora, ci chiediamo: come sono arrivate queste malattie da zecca in Europa?
Qualcuno le ha portate dagli USA?
Sono arrivati con i cani e i gatti dei soldati di stanza a Ramstein o ad Aviano? Oppure sono state portate e basta?
A questo si aggiunge una questione ulteriore: i casi di malattie da zecche si sono moltiplicati con l’aumento, nei nostri boschi e sui nostri monti, della tipologia animale il cui manto è il luogo preferito per l’accoppiamento dell’artropode: cervi, caprioli, daini…
Ho parlato, pochi mesi fa, con un agricoltore e apicoltore, una casetta tra i boschi in cima alla collina da almeno quattro generazioni. Mi ha detto che né suo padre, né suo nonno, né il suo bisnonno gli avevano mai raccontato di caprioli e cerbiattelli. Poi, di colpo, a fine anni Novanta, ecco che ha cominciato ad avvistarne tanti, tantissimi. All’inizio, dice, era struggimento e stupore per questa bella creatura, apparentemente timida e fragile. Poco dopo, subentra la realtà: devastano le piantagioni, rovinano il ciclo delle api mangiando fiori, fanno danni di tutti i tipi – in più portano le zecche.
È stato notato, negli USA, che i casi di Lyme aumentano laddove le autorità locali hanno emesso leggi sull’obbligo di collare per i cani. Con i cani non più liberi, i cervi si avvicinano sempre più ai centri urbani, e seminano zecche. E con esse le loro malattie.
Immaginiamo, dunque, quanto delicata è la questione. Immaginiamo pure quanta poca voglia hanno le autorità di parlarne.
Vogliamo davvero prendere in considerazione che potrebbe esserci stata una Wuhan delle zecche, portataci – pure quella – dal nostro grande alleato NATO?
Vogliamo pensare che esista un politico che davvero voglia intraprendere politiche contro i bambi?
Ma no. Meglio risolvere come l’altra volta: sulla pelle del popolo. Open Day spalancati, per la gioia della superfarmaceutica e delle autorità sanitarie, più di qualche babbeo non pago di aver offerto il deltoide alla siringa genica di Stato per poi ritrovarsi riammalato di COVID (se va bene) o con la miocardite (se va male) o magari morto (se va peggio ancora).
Per gli effetti collaterali, come l’altra volta, pazienza: se ci pensiamo erano chiamati così le vittime delle «bombe intelligenti» di recenti guerre NATO.
Una dimostrazione in più di quanto dicevamo qualche giorno fa: c’è una strana correlazione tra Patto Atlantico e vaccini. Se vuoi stare in Occidente, ci hanno detto chiaramente con green pass et similia, devi farti siringare. Sembra che questa legge, oramai slatentizzata del tutto, crei un discrimine che attraversa tutta la società, tutta l’umanità, nell’ora presente e negli anni a venire
Voi avete deciso da che parte state?
Roberto Dal Bosco
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Epidemie
Ricercatori del NIH accusati di aver introdotto clandestinamente il virus del vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti
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Indagine del Congresso sui legami di ricerca passati
Il nome di Munster era già stato menzionato in precedenza nelle indagini di controllo del Congresso relative alla ricerca sul COVID-19. In una lettera del 2024, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), all’epoca membro di spicco della Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, indirizzata all’allora direttrice del NIH, Monica Bertagnolli, affermava che gli investigatori della commissione avevano esaminato documenti che, a loro avviso, dimostravano una collaborazione tra ricercatori affiliati al NIH, all’EcoHealth Alliance, all’Università del North Carolina e all’Istituto di Virologia di Wuhan in merito a studi sui coronavirus correlati alla SARS. Nella lettera, Munster veniva citato come partecipante al lavoro insieme a Peter Daszak, Ph.D., dell’EcoHealth Alliance, al virologo Ralph Baric, Ph.D., dell’Università del North Carolina, e alla scienziata Zhengli Shi, Ph.D., dell’Istituto di Virologia di Wuhan. La corrispondenza non ha evidenziato alcuna irregolarità, ma ha affermato che i materiali «indicano» un coinvolgimento in progetti di ricerca sul coronavirus attualmente al vaglio del Congresso. Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare presso la Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, ha affermato che la lettera solleva ulteriori interrogativi sui precedenti legami di Munster con il mondo medico. «Se la lettera è corretta, il casellario giudiziario di Munster probabilmente include gli episodi di importazione illegale e false dichiarazioni per i quali è stato arrestato, ma anche una corresponsabilità nella diffusione del COVID», ha affermato Ebright.Aiuta Renovatio 21
«Approcci sperimentali di laboratorio»
In un post su LinkedIn pubblicato all’inizio di quest’anno, Munster ha fatto riferimento a un articolo sulla trasmissione del virus del vaiolo delle scimmie (anche noto come mpox), «traducendo il nostro lavoro nella Repubblica del Congo in approcci sperimentali di laboratorio». Munster e Yinda sono anche coautori di un articolo pubblicato all’inizio di quest’anno su The Lancet, in cui si avvertiva che la diffusione del vaiolo delle scimmie stava diventando una «minaccia globale». Hanno affermato che i casi rilevati in diverse regioni suggeriscono una continua diffusione internazionale e hanno chiesto un’espansione della sorveglianza, un tracciamento dei contatti più efficace e ulteriori ricerche sull’efficienza di trasmissione del virus e sulla possibilità di una diffusione comunitaria sostenuta al di fuori dell’Africa.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il NIH «collabora pienamente con le forze dell’ordine»
Il NIH non ha commentato le accuse, ma l’agenzia ha affermato che fornirà assistenza alle autorità giudiziarie nel caso. «La questione è attualmente oggetto di indagine e il NIH sta collaborando pienamente con le forze dell’ordine e le autorità competenti», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato. Le accuse emergono in seguito alle segnalazioni di una potenziale esposizione di un dipendente dei Rocky Mountain Laboratories alla febbre emorragica di Crimea-Congo (CCHF) alla fine del 2025. Funzionari federali hanno affermato che la perdita è stata contenuta e non rappresentava un rischio per la salute pubblica, mentre alcuni esperti legali hanno dichiarato a The Defender che questi casi sono «sorprendentemente comuni». Munster e Yinda dovranno comparire davanti a un tribunale federale del Montana. In caso di condanna, rischiano fino a cinque anni di carcere. Henrick Karoliszyn © 3 giugno 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Moderna si aggiudica un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola
I finanziamenti provengono dall’organizzazione sanitaria globale CEPI, che ha dichiarato a Reuters che sarebbe possibile portare i vaccini alla fase di sperimentazione entro un paio di mesi.
Il CEPI ha dichiarato che investirà anche fino a 8,6 milioni di dollari per un vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e prodotto dal Serum Institute of India, e un investimento iniziale di 3,2 milioni di dollari per un vaccino sviluppato dall’International AIDS Vaccine Initiative. – Reuters
«Ogni giorno conta nella corsa contro questa malattia mortale», ha affermato Richard Hatchett, direttore del CEPI, aggiungendo che i vaccini non sono «all’orizzonte di un futuro infinito». Lo Hatchett ha anche avvertito che lo sviluppo dei vaccini può essere imprevedibile, inoltre c’è una «situazione di sicurezza difficile» nel Congo orientale che potrebbe rendere complesse le sperimentazioni, tra cui (più recentemente) l’incendio appiccato da alcuni abitanti del luogo a un centro di trattamento per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di recuperare il corpo di un uomo morto.
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La folla ha dato fuoco a due tende attrezzate con otto letti gestite da un’organizzazione benefica medica chiamata Alliance for International Medical Action (ALIMA), ha dichiarato il vice commissario Jean-Claude Mukendi, capo del dipartimento di pubblica sicurezza della provincia di Ituri.
Mukendi ha affermato che i giovani non avevano compreso i protocolli per la sepoltura di una presunta vittima di Ebola. «La sua famiglia, gli amici e altri giovani volevano riportare la salma a casa per il funerale, nonostante le chiare disposizioni delle autorità durante l’epidemia di Ebola», ha dichiarato Mukendi. «Tutti i corpi devono essere sepolti secondo le normative».
Finora, secondo i dati del CDC africano e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si sono registrati 282 casi confermati e 42 decessi nell’ambito della recente epidemia, oltre a circa 1.100 casi sospetti. Oltre alla Repubblica Democratica del Congo, in Uganda sono stati confermati nove casi, tra cui un decesso.
Moderna – nome che con evidenza sta per «mode RNA» – prima del COVID non aveva mai venduto un singolo vaccino. Da allora si è dedicata, sempre utilizzando tecnologia mRNA, a una quantità di malattie, dall’AIDS all’aviaria al cancro della pelle al virus respiratorio sinciziale (RSV), proponendo anche un siero genico antinfluenzale combinato con l’anti-COVID. In uno sviluppo grottesco, Moderna sta preparando un vaccino mRNA contro gli infarti – quando è risaputo che la vaccinazione mRNA COVID ha prodotto quantità di miocarditi.
Non sempre tutto è filato liscio per l’azienda. In Gran Bretagna è emerso che Moderna potrebbe essere sospesa o espulsa da un organismo commerciale britannico dopo aver violato le norme del settore, tra cui l’offerta di danaro contante e orsacchiotti di peluche ai bambini per partecipare alle sperimentazioni del vaccino COVID.
Moderna si era dedicata ad un siero mRNA per l’RSV, ma ha interrotto la sperimentazione sui neonati dopo gravi effetti collaterali. Gli stessi azionisti della società fecero quindi causa alla stessa. Ad agosto 2024 le azioni di Moderna erano crollate del 12% dopo il taglio delle previsioni di vendita.
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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Alta Corte di Londra ha stabilito che Pfizer ha violato il brevetto Moderna con il vaccino COVID-19.
Moderna nel 2022 aveva fatto causa a Pfizer per violazione di brevetto. La società era già in una lotta con il governo USA per il brevetto del vaccino mRNA. Parallelamente, esisterebbe un contratto stipulato dall’ente per le malattie infettive NIAID (quello diretto sino a poco fa da Anthony Fauci) che avrebbe obbligato il Pentagono ad acquistare 500 mila dosi del vaccino, per un totale di 9 miliardi di dollari.
Come raccontato da Renovatio 21, il Bancel ha una storia speciale, con una strana coincidenza cosmica nel suo percorso professionale. Prima di Moderna, Stéphane Bancel fu CEO della società francese BioMérieux, posseduta da Alain Merieux, considerato amico personale di Xi Jinping, che visitò il laboratorio BSLM4 di BioMerieux a Lione nel 2014. Secondo quanto appreso, i cinesi avrebbero contattato i francesi per la costruzione del laboratorio di Wuhan, il primo BSL4 del Paese, nel 2004: si, stiamo parlando proprio di lui, il biolaboratorio del pipistrello cinese.
Il finanziere francese Patrick Degorce, fondatore di hedge fund e mentore dell’ex primo ministro britannico Rishi Sunak, fu nel 2011 uno dei primi investitori in quella piccola azienda farmaceutica chiamata Moderna (cioè «Mode» «RNA»), che all’epoca aveva circa dieci dipendenti e un modo di operare molto discreto.
La carriera del Bancel è quindi segnata dal coronavirus: prima nella società che aiuterà i cinesi a costruire il laboratorio di Wuhano, poi nel Massachusetts a inizio anni ’10 nella società che per il virus di Wuhano, in teoria, dovrebbe aver trovato il vaccino. I risultati di questa prestigiosa carriera sono quanto mai proficui. Secondo la rivista Forbes, disponendo dell’8% delle azioni di Moderna (che, ripetiamo, prima del COVID non aveva mai portato sul mercato un prodotto), Bancel è ora tecnicamente un billionaire, un miliardario. Secondo Business Insider, il fortunato francese ha dichiarato che darà via la maggior parte della sua fortuna, stimata in 4,1 miliardi di dollari.
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Come riportato da Renovatio 21, Moderna e Merck sarebbero vicine alla fase 3 per un vaccino per il cancro alla pelle. Due anni fa è stato invece detto che la società aveva iniziato la sperimentazione umana per un vaccino mRNA per l’AIDS. Nel 2023 fa è stato annunciato lo sviluppo di un vaccino combinato mRNA COVID-Omicron e influenza; il Bancel ha dichiarato ai media che il vaccino mRNA COVID di fatto diventerà come un’antinfluenzale, con alcuni gruppi di individui vulnerabili che dovranno farlo ciclicamente.
Al World Economic Forum di Davos due anni fa il Bancel lamentò che «nessuno più vuole» i vaccini, per cui era pronto a gettare «30 milioni di dosi nella spazzatura».
Moderna, prima della pandemia, non aveva mai venduto un prodotto sul mercato al consumatore.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Armi biologiche
Documenti desecretati collegano l’epidemia di Lyme al programma statunitense di armi biologiche
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MILLIONS OF TICKS DUMPED IN BOXES ON U.S. FARMLAND — BILL GATES’ GENETICALLY ENGINEERED NIGHTMARE
“Look at them swarm — this isn’t nature. This is intentional.” Bill Gates funded research into genetically engineered cattle ticks… and now 450,000 Americans have Alpha-Gal… pic.twitter.com/9RgXLMspLp — Valerie Anne Smith (@ValerieAnne1970) May 23, 2026
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Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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