Epidemie
Manifestanti congolesi incendiano un centro di cura per l’Ebola
I manifestanti hanno dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale, dilaniata dal conflitto, dopo essere stati impediti di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura. Lo riferiscono le autorità congolesi.
L’incidente è avvenuto giovedì a Rwampara, nella provincia di Ituri, uno degli epicentri dell’ultima ondata di contagi. Filmati diffusi sui social media e presumibilmente girati sul posto mostrano fiamme e fumo che si alzano dalla struttura, mentre nelle vicinanze si sentono degli spari.
Un testimone ha riferito all’Associated Press che alcuni giovani del posto si sono infuriati dopo aver tentato di recuperare il corpo di un amico, presumibilmente morto di Ebola. La polizia è intervenuta, ma a quanto pare non è riuscita a placare gli animi, ha aggiunto il testimone. Un giornalista dell’AP ha riferito di aver visto persone entrare nel centro e dare fuoco a degli oggetti, tra cui quello che sembrava essere il corpo di almeno una presunta vittima di Ebola. Gli operatori umanitari sono fuggiti a bordo di veicoli.
🇨🇩 In the DR Congo they set fire to the center for treating Ebola patients.
The fire was started by relatives of one of the patients who died from the virus after they were forbidden to take his body, CNN reports. pic.twitter.com/hsJrFqXpWP
— RusWar (@ruswar) May 22, 2026
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Il portavoce del governo, Patrick Muyaya, ha dichiarato che sei pazienti che risultavano dispersi durante i disordini sono stati ritrovati e stanno ricevendo cure presso l’ospedale generale di riferimento di Rwampara.
«Nella confusione, temendo per la propria incolumità, sei pazienti non erano più visibili», ha scritto Muyaya su X. Le misure di sicurezza sono state rafforzate e la calma è tornata nella struttura, ha aggiunto, esortando i residenti a seguire le istruzioni delle squadre di intervento per l’Ebola.
Le autorità affermano che i corpi delle presunte vittime di Ebola devono essere trattati secondo rigidi protocolli di sepoltura perché possono rimanere altamente infettivi. La Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato l’epidemia il 15 maggio, la diciassettesima registrata nel Paese da quando il virus è stato identificato per la prima volta nel 1976. Le autorità hanno segnalato 160 decessi sospetti e 671 casi sospetti, principalmente nell’Ituri e nel Nord Kivu, con nuovi casi emersi anche nel Sud Kivu.
Il 17 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Ebola di Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, pur precisando che non soddisfa i criteri per essere classificata come pandemia. Non esiste un vaccino autorizzato né una terapia specifica per questo ceppo, sebbene un intervento tempestivo di supporto possa migliorare le probabilità di sopravvivenza.
L’Uganda ha segnalato due casi confermati, tra cui un decesso. Gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni di viaggio alle persone che si sono recate di recente nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan, richiedendo ai viaggiatori idonei di sottoporsi a controlli all’aeroporto internazionale di Washington Dulles.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Epidemie
Parassita diarroico si diffonde in America
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Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».
La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.
«Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
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Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».
«La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.
«Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.
Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»
La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.
L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.
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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».
La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».
Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.
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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Epidemie
Rapporto OMS avverte: entro settembre rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo entro settembre
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